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Le cave d’acqua, la natura e le pozze di giada di Semuc Champey

– Posted in: America Centrale

Che Semuc Champey fosse uno di quei posti da non perdere in Guatemala lo sapevo anche prima di partire, ma tutte le immagini suscitate nella mia mente dalle decine di fotografie viste su internet non rendono davvero giustizia a quello che per me resta uno dei posti che più mi fa piacere ricordare di tutto quanto il mio viaggio da quando sono tornata.

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Una cascata a Semuc Champey

Arrivare a Semuc Champey bisogna volerlo e volerlo fortemente perchè raggiungere questo paradiso in mezzo al nulla non è molto comodo, anzi non lo è proprio per niente, dal momento che la sua posizione isolata nel mezzo delle montagne dell’ Alta Verapaz lo rende lontano da qualsiasi altra destinazione in Guatemala.

Contate un giorno intero di viaggio per arrivarci ed un giorno intero per andarsene più o meno.

A Semuc Champey in realtà ci sono solo un paio di ostelli , l’Utopia ed El Portal che devo dire sono veramente bellissimi, costruiti completamente in mezzo alla foresta e tutti in legno con la loro posizione panoramica sopraelevata sul fiume (pare però che non ci sia energia elettrica a tutte le ore)  mentre la maggior parte degli altri alloggi si trovano a Lanquìn, un piccolo paese a circa un’ora di fuoristrada (chiamiamolo così va) dalle famose pozze.

Anche a Lanquìn c’è qualche bell’ostello: soprattutto per i backpackers a cui piacciono i posti dove si fanno feste e casino c’è  lo Zephir Lodge, famoso per la vista mozzafiato, per la sua piscina e per le nottate di party alcoolici (anche se ho sentito qualche lamentela verso il personale che a quanto pare è abbastanza scortese)

Panorama Semuc Champey

Panorama Semuc Champey (foto dal web)

Quando siamo arrivati noi lo Zephir era pieno (tant’è le nottate alcoliche mi tentavano) per cui alla fine siamo andati a El Muro che sicuramente è meno bello ma nel quale grazie all’ospitalità e alla gentilezza dei proprietari ci siamo trovati benissimo.

Tramite l’ostello prenotiamo l’escursione per il giorno dopo alle pozze, ma non solo, nell’escursione includiamo anche la visita delle cave d’acqua Kanba Caves, un sistema di cave in cui scorre un fiume che si inoltrano nelle viscere della terra e nelle quali ci si addentra per quasi un km e mezzo solo alla luce di una candela, nuotanto, scalando cascate sotterranee, arrampicandosi, il tutto solo con il costume e senza alcuna protezione.

Non consigliato a chi soffre di claustrofobia e a chi ha paura del buio. L’acqua a volte è molto alta e si è costretti a nuotare: di mio, nuotando al buio con un braccio solo perchè l’altro era impegnato a tener sopra l’acqua la candela credo di averci lasciato entrambe le rotule a furia di ginocchiate sulle stalattiti nascoste sott ‘acqua.

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All’interno delle Kanba Caves

Per arrivare a Semuc Champey da Lanquin veniamo caricati nel cassone di un vecchio pickup della Toyota, la giornata non è proprio delle migliori, saremo torturati fino a sera da quella pioggerellina fastidiosa che si infila ovunque e dopo un’ora di sterrato terribile, tanto fango e anche un po’ di freddo veniamo finalmente scaricati a Semuc.

Come dicevo la nostra prima avventura sarà nella cave d’acqua, le Kanba Caves dalle quali usciamo vivi ed elettrizzati dall’adrenalina dopo circa un paio d’ore. A Semuc Champey oltre alla cave d’acqua e alle pozze c’è anche un’altalena sospesa sul fiume dalla quale ci si lancia (rope swing) facendo un bel tuffo mentre per chi cerca invece qualcosa di un po’ tranquillo per godersi il fiume si può fare tubing ovvero lasciarsi trasportare dalla corrente belli spapparanzati su una camera d’aria. Io non l’ho fatto, mi sembrava durasse un po’ poco ma deve essere carino.

Dulcis in fundo le famose piscine naturali di Semuc Champey. Ci sono due sentieri nella foresta per arrivarci, uno va diretto alle pozze, l’altro si arrampica in salita fino ad arrivare al Mirador, una piattaforma di legno sospesa tra gli alberi dalla quale si gode di una bellissima vista sulle pozze e la valle intorno. Arrivarci è abbastanza faticoso, soprattutto per l’altissimo tasso di umidità che prende alla gola dando la sensazione di non riuscire a respirare. Forza e coraggio però, nonostante la salita sia faticosa non dura moltissimo, se andate lenti come lumache come me (sono stata l’ultima del gruppo ad arrivare sbuffando come un cavallo) in circa 40 minuti siete in cima e la vista vi ripagherà alla grande.

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La veduta sulle pozze dal Mirador

La discesa è più breve e si riesce anche a godere dela natura rigogliosa intorno, con gli alti alberi, le liane e gli impenetrabili cespugli: sembra quasi che da un momento all’altro qualche folletto col cappello rosso salti fuori da dietro i massi ricoperti di muschio. Unica accortezza è stare attenti a dove si mettono i piedi perchè il sentiero è abbastanza ripido e l’umidità lo rende in alcuni punti molto scivoloso (con la pioggia ancora peggio)

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Cartello esplicativo

Bene, la geologa che è in me non può fare a meno di dare qualche informazione di base su come si sono formate le pozze. In realtà si tratta di un ponte calcareo naturale sotto il quale si tuffa il fiume Cahabòn. Sopra questo ponte calcareo naturale si sono formate le pozze, non dal fiume come si potrebbe pensare, bensì da centinaia di piccoli rivoli d’acqua che sgorgano dalle sorgenti sui fianchi delle montagne intorno. Le gocce d’acqua che formano questi piccolissimi rivoli sono preziose perchè arricchite di miliardi di microscopiche particelle di giada: ecco spiegato il perchè le pozze di Semuc champey hanno questo colore unico che le rende una delle destinazioni più incredibili di tutto il Guatemala.

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Una delle piscine naturali

Nelle pozze, collegate tra loro da un sistema di piccole cascatelle, ci si può tuffare e si può nuotare, praticamente è un parco acquatico naturale formatosi nel bel mezzo del nulla.

Se volete altre esperienze potete leggere Semuc Champey di Viaggiaredasoli.net

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Stanchi e felici alla fine della giornata

Per concludere:

Kanba Caves: belle, divertenti, adrenaliniche ma non per tutti. Da mettere in conto le pedate sott’acqua contro le rocce mentre si cerca di non annegare nuotando con una mano sola (l’altra impegnata a reggere la candela, la vostra unica fonte di luce) Consigliate? Assolutamente sì, ma quando vi ricapita?

Rope Swing e Tubing: nel primo ho preso una panciata nell’acqua per cui non ho respirato più per un quarto d’ora ma comunque sempre divertente, il secondo non l’ho fatto ma è bello per godersi il fiume.

Mirador e pozze d’acqua: beh il motivo per cui si arriva fino a Semuc Champey dopo sterrati che ti fanno saltare fuori l’anima sono loro, le vere star di questo posto fuori dal mondo e dal tempo. Imperdibili, come scritto in molte guide: el ultimo destino de Guatemala.

 

 

 

 

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Deborah - Appuntidiviaggio.net

Mentre leggevo la mia espressione costante è stata “noooo, ma che figata!!!”
Non so quasi nulla del Guatemala e chissà se mai riuscirò a visitarlo, ma Semuc Champey ora è ben impresso nella mia memoria (me lo segno anche perchè inizio ad essere vecchia e la memoria potrei perderla a breve!!!)

martina santamaria

Non te lo dimenticare eh, alla peggio se proprio non te lo ricordi chiedi a me, io non me lo scordo mica più eh!!! 😉

dueingiro.blogspot.it

bellissimo! le foto ed i posti! Questo Guatemala sorprende davvero. Avevo capito che eri un pò pazza già da quando ti sei buttata col bungee jumping ora ne ho la conferma! Ma come hai fatto ad entrare in quella grotta ? Più che altro mi spaventa il fatto di doverci nuotare, io non so se riuscirei a farlo. Cacchio..!!!

martina santamaria

Ah ah ah che sono un po’ pazza me lo dicono in tanti per cui comincio a pensare che forse sia un po’ vero ,-) in realtà quando capitano occasioni così non ci si può mica tirare indietro! 😀

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