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Abu Simbel: Cosa C’è da Sapere e Come Visitarlo

– Posted in: Africa

Costruiti per resistere alla prova del tempo, per omaggiare il faraone come un dio e per impressionare chiunque ci si trovasse davanti, i templi di Abu Simbel svolgono ancora oggi, a 3000 anni dalla loro costruzione, egregiamente il loro compito.

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Il Grande Tempio di Ramses II ad Abu Simbel, con i 4 colossi all’entrata che rappresentano il faraone

Fortemente voluti da Ramses II, i templi di Abu Simbel sono una delle cose imperdibili di ogni viaggio in Egitto.

Dopo le mie due visite qui (a distanza di 9 anni una dall’altra!) ho scritto le cose che ci sono da sapere. Alla fine di questo post trovi anche come visitarlo, così potrai evitare le fregature che ahimè dispiace dirlo, ma in Egitto sono sempre in agguato dietro l’angolo.

In ogni caso il primo momento in cui vedrai le statue del faraone sarà un attimo che rimarrà impresso nella tua vita per sempre.

1 – Breve storia di Abu Simbel

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Dettaglio dei colossi che rappresentano Ramses II

Il tempio di Abu Simbel fu fortemente voluto e costruito da Ramses II per celebrare la sua vittoria contro gli Ittiti nella battaglia di Kadesh nel 1274 a.C.
Il tempio era dedicato a una serie di antiche divinità egizie come Ra-Horakhty, Ptah e Amon.

Abu Simbel fu progettato dal faraone anche per essere una testimonianza del suo potere che non doveva mai essere intaccato dal tempo.

Ecco perché le imponenti statue e il tempio stesso sono stati costruiti in pietra solida.

Ramses, inoltre (ok era anche un po’ megalomane, diciamocelo), non voleva che il suo tempio potesse essere distrutto dai futuri re e voleva rendere eterna la sua posizione di vero dio. Questa è anche una delle ragioni per cui i templi a lui e alla sua regina Nefertari furono collocati così lontano, a 280 km circa a sud di Assuan, vicino al confine con il Sudan attuale.

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Il Piccolo Tempio, quello dedicato a Nefertari, la moglie preferita di Ramses II

E i templi di Abu Simbel rimasero intatti davvero, anche se alla fine la sabbia li coprì, cancellando la loro memoria fino a quando nel 1813 l’archeologo svizzero Burckhardt (lo stesso che scoprì Petra in Giordania, tanto per capirci) lo ritrovò sotto la sabbia. I lavori per riportare Abu Simbel alla luce iniziarono finché l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817 entrò per la prima volta dentro il complesso.

Ancora oggi i templi di Abu Simbel soddisfano in pieno l’obiettivo di Ramses di vivere
per sempre.

2 – Lo spostamento

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Io nel mio primo viaggio ad Abu Simbel

Alla ricerca di un modo per eliminare il flagello delle inondazioni e della siccità, il governo egiziano negli anni ’60 si propose di costruire la massiccia Diga di Assuan.

Di fatto, l’energia elettrica fornita e le garanzie contro le inondazioni del Nilo avrebbero aiutato il paese, ma il lago artificiale (lago Nasser) che si sarebbe creato dietro alla diga avrebbe spazzato via Abu Simbel.

Così nel 1964, il governo egiziano insieme all’UNESCO ha dato vita ad un’incredibile operazione e ha deciso lo spostamento di Abu Simbel, salvandolo dall’acqua del Nilo, 65 metri più in alto e 200 più indietro rispetto alla posizione originale.

Aiutato dall’UNESCO ma anche da un’enorme squadra di nazioni, tra cui (lo scrivo con un po’ di orgoglio) l’Italia in primis, il possente e apparentemente inamovibile complesso dei templi è stato tagliato dalla montagna, suddiviso in blocchi numerati uno a uno, spostato e riassemblato con precisione millimetrica dove si trova oggi.

Quando lo osservi nemmeno ti rendi conto che quello che stai vedendo è la versione trasferita, tranne che per la montagna, artificiale e costruita appositamente per l’incredibile tempio.

Abu Simbel si trova oggi al sicuro sulle placide rive del lago Nasser ed è questa una delle cose che secondo me lo rendono così speciale – Abu Simbel è la dimostrazione dei miracoli che possono essere compiuti con la cooperazione internazionale.

3 – Cosa c’è all’interno di Abu Simbel?

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L’interno del Tempio di Abu Simbel

Il complesso di Abu Simbel è costituito da due templi: l’impressionante tempio principale, il Grande Tempio dedicato al faraone e quello più piccolo dedicato a Nefertari, la sua adorata moglie.

Il Grande Tempio si erge a 30 metri di altezza e 35 metri di lunghezza e sulla facciata ospita quattro colossi del re Ramses II seduti sul trono.

All’interno del Grande Tempio ci sono geroglifici e disegni che raccontano le storie, le vittorie militari di Ramses II, la sua vita personale accanto alle rappresentazioni di antiche divinità egizie. L’intero complesso ha lo scopo di venerarlo, di affermare la sua posizione come qualcosa di diverso dall’uomo, e ci riesce.

Anche 3000 anni dopo la sua costruzione, ci riesce.

Il piccolo tempio fu costruito per la regina egiziana Nefertari, la moglie più amata di Ramses II.

Situato a 150 metri dal Grande Tempio, anche il Piccolo Tempio ha una facciata con quattro grandi colossi, due di Ramses II e due di Nefertari.

Le pareti di questo tempio mostrano immagini del faraone e di Nefertari mentre pregano gli dei.

Purtroppo le foto con la macchina fotografica non sono ammesse all’interno dei templi, ma va bene, tra l’altro i custodi sono irremovibili. Mentre invece con il cellulare lasciano fotografare, non chiedetemi perché, non ne ho idea.

Anche se il complesso ha 3.000 anni, è stato gravemente trascurato e poi faticosamente spostato, le opere d’arte e i dettagli all’interno dei templi sono sorprendentemente vivi, come se fossero stati scolpiti solo pochi giorni fa.

4 – il miracolo del sole

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Il Santuario, la camera più intima del Grande Tempio con le 4 statue: qui due volte all’anno, il 22 febbraio e il 22 ottobre si verifica il “miracolo del sole”

Ogni volta che pensiamo ai prodigiosi monumenti del passato come Stonehenge, le piramidi di Giza e le piramidi maya del Messico non possiamo non accorgerci dell’aura di magia che li circonda.

Alcune sono tombe, altre monumenti, ma una cosa è sicura: gli ingegnieri e costruttori del passato passavano tanto tempo con il naso rivolto all’insù, verso il cielo.

Molti di questi monumenti infatti erano progettati non solo come simbolo del potere del sovrano, ma anche come collegamento tra la terra e la divinità.

L’allineamento del Sole sul Grande Tempio di Abu Simbel è uno dei casi dell’Antico Egitto.

All’interno, attraversando la vasta sala rettangolare si raggiunge il Santuario, la parte più intima e segreta del tempio: una piccola stanza, quattro metri per sette, dove la statua del deificato Ramses II si trova insieme alla triade di Ptah (dio dell’arte e dell’artigianato), Amon-Ra (dio del sole e padre degli dei), e Ra (il falco con il disco solare).

È in questo luogo che avviene il cosiddetto “miracolo del sole“.

Due volte l’anno, e solo in questi giorni, il sole che nasce penetra nel cuore della montagna e illumina le statue del santuario gradualmente, allagandole di luce. Ci vogliono circa venti minuti perché la luce passi. Secondo gli antichi egizi, i raggi del sole avrebbero ricaricato l’energia della figura del faraone.

L’unica statua a non essere mai colpita dai raggi del sole è quella del dio Ptah, infatti, è anche il dio delle tenebre e dei morti.

Questo fenomeno, prima dello spostamento del tempio, avveniva in due date particolari: il 21 febbraio quando anticamente si festeggiava l’agricoltura e la stagione di coltivazione, e la seconda il 21 ottobre che celebrava la stagione delle inondazioni. Entrambe le date riflettevano anche la data della nascita di Ramses II e la sua incoronazione.

Dopo lo spostamento del tempio, questo fenomeno avviene con un giorno di ritardo: il 22 febbraio e il 22 ottobre.

Il miracolo consiste nel fatto che generalmente il sole penetra solo parzialmente all’interno del tempio e non arriva ad illuminare le statue, se non in questi due particolari giorni.

5 – Tour ed escursioni

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Il mio primo arrivo, all’alba ad Abu Simbel, ormai 9 anni fa

Abu Simbel si trova nel mezzo del deserto a circa 280 km a sud-ovest da Assuan e a soli 40 km a nord del confine tra Sudan ed Egitto. C’è una strada moderna e ben asfaltata che porta ad Abu Simbel da Assuan e c’è anche un aeroporto a soli 6 km di distanza dai templi, che è stato costruito appositamente per i turisti.

Nonostante quindi la sua posizione abbastanza remota, raggiungere Abu Simbel è facile e ci sono sostanzialmente 3 modi per visitarlo:

1 – in aereo

Il modo più veloce e più semplice per raggiungere Abu Simbel è un volo da Luxor, dal Cairo o da Assuan, dove molti turisti iniziano o finiscono la loro crociera sul Nilo. Sorvolando il deserto e il vasto lago Nasser, con un po’ di attenzione si può scorgere il tempio dall’alto, una vista che offre un emozionante preludio alla visita.

Ci sono voli giornalieri da tutte e 3 le città menzionate prima e, una volta arrivati in areoporto, ci sono dei pullman che portano i turisti gratuitamente fino all’entrata del sito archeologico.

2 – con un tour privato o collettivo da Assuan

Il metodo che ho utilizzato io e il più popolare in assoluto è con un tour collettivo o privato da Assuan. Il costo varia, si aggira intorno ai 15 euro a testa per un tour collettivo e ai 70 per uno privato, ma le agenzie e gli hotel possono chiedervi anche di più, dipende dalla loro fee e dalla loro onestà.

Ci sono 3 modi per prenotare questi tour:

– comprandoli su internet per esempio con GetYourGuide. Il costo è quello e nessuno vi chiede niente di più.

– acquistandoli in un’agenzia locale uno o due giorni prima. Contrattate il prezzo.

– prenotandoli direttamente tramite il vostro albergo. Non tutti gli hotel offrono questo servizio e alcuni lo fanno pagare caro come il sangue.

Io ho prenotato direttamente con il mio hotel il Nubian Holiday House e tra l’altro se volete stare qualche giorno ad Assuan è una scelta fantastica.

Habibi, il proprietario inoltre vi può organizzare altri tour come la crociera in feluca sul Nilo o la visita al villaggio nubiano.

I tour collettivi vengono effettuati con dei pullmini che partono generalmente due volte al giorno: alle 4 del mattino o alle 11. Ci vogliono circa 3 ore per arrivare ad Abu Simbel (con una sosta in un bar nel mezzo del deserto), due ore (sono sufficienti) per visitare i templi e altre 3 ore per tornare indietro.

3 – con crociera sul Lago Nasser

Questo è un altro modo per raggiungere Abu Simbel. Queste crociere (attenzione, sono crociere diverse da quelle sul Nilo!) sono principalmente popolari tra i viaggi di nozze e i viaggiatori di lusso perché è di gran lunga il metodo più costoso per raggiungere Abu Simbel.

Queste crociere operano sul lago Nasser da Assuan ad Abu Simbel e il loro itinerario completo può durare dai 4 ai 5 giorni tra andata e ritorno.

6 – Hotel ad Abu Simbel

Per chi pensa che un paio d’ore non siano sufficienti per visitare Abu Simbel o magari preferisce fermarsi qualche giorno di più sulle rive del lago Nasser, qui sotto trovate i 2 hotel migliori.

Tuya Hotel: di gran lunga quello con le migliori recensioni, questo hotel (richiestissimo) si trova affacciato sul lago, ha connessione wi-fi e posteggio privato.

Nefertari Hotel Abu Simble: già il nome la dice lunga, un hotel 4* con camere con vista, piscina esterna, wi-fi, servizio shuttle da e per l’areoporto, noleggio auto.

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