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Ek Balam, arrampicarsi sulle rovine Maya della città Giaguaro

– Posted in: America

Ek Balam è un’antica città Maya di origine pre-colombiana che si trova nella penisola dello Yucatan: abbiamo deciso di visitarla in un giorno partendo da Valladolid, durante il nostro viaggio in Messico.

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L’entrata del sito archeologico di Ek Balam

Ek Balam e le antiche rovine Maya

Le antiche rovine Maya di Ek Balam sono di per sè davvero affascinanti, quasi completamente avvolte da una verde ed impenetrabile foresta: ma questo durerà poco perchè mentre eravamo in Messico abbiamo sentito che la giungla verrà piano piano bruciata per fare spazio ad alberghi, mega-posteggi per i pullman dei tour organizzati e strutture turistiche di ogni tipo.

Credo che così Ek Balam perderà gran parte del suo fascino misterioso, ma come si dice, la macchina dei soldi non guarda a niente.

Il nome Ek Balam nell’antica lingua Maya vuole dire “Giaguaro nero”: le origini di questo nome sono incerte, alcuni lo riconducono al fatto che ci fosse un collegamento tra il giaguaro come figura legata al Sole, qualcuno lo riconduce al nome del fondatore della città, altri alle varie raffigurazioni in pietra dell’animale nel sito archeologico.

Indipendentemente dalla sua origine, si capisce subito che Ek Balam era una città potente: questa ricchezza è documentata dalle incredibili pitture che ricoprivano la città, dalle volte dei soffitti ai complessi murali.

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Alcuni stucchi a Ek Balam! Belli vero?

La fondazione di Ek Balam è stimata intorno al 300 a.c. e la cosa più bella di tutto il sito archeologico è che, diversamente dagli altri, è possibile arrampicarsi sulle rovine.

La scala per raggiungere la cima dell’Acropoli principale, alta 32 metri, è ripida e abbastanza faticosa nonostante siano poco più di un centinaio di stretti scalini, ma la vista che si gode dall’alto sulla fitta foresta che si estende a perdita d’occhio è degna di un re e rende l’idea di come dovessero vederla i Maya tanti tanti anni fa.

L’Acropoli è la struttura più grande dell’intero sito e le sue decorazioni e gli stucchi sono straordinariamente conservati ed accuratamente protetti da capannine con il tetto di paglia. Il tempio più sorprendente è rappresentato come la bocca di un enorme mostro, con le fauci aperte: per i Maya questo rappresentava la porta verso altri mondi.

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Le rovine Maya di Ek Balam

A Ek Balam sono state trovate anche evidenze che potrebbe testimoniare rituali sanguinari messi in atto da nobili e sacerdoti. Alcuni studiosi ipotizzano che una delle figure scolpite sopra la Bocca sia infatti un nemico sconfitto in attesa di essere sacrificato, ma queste solo solamente delle supposizioni, non si hanno prove certe.

Nuotare nel Cenote X’ Canche

Proprio di fianco all’entrata alle rovine di Ek Balam una strada sterrata accompagna fino a uno dei Cenote più belli che abbia visto in tutto il Messico. La strada per arrivare al Cenote è abbastanza lunga, circa 1 kilometro e mezzo, ma si percorre facilmente e per i più pigri comunque è possibile affittare delle biciclette.

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X Canche, il cenote da non perdere se si visita Ek Balam

Poco turistico, X’ Canche è un grosso “buco” riempito di fresche acque cristalline. La luce del sole ne illumina una parte rendendo magica l’atmosfera e l’acqua sembra un vetro verde. Quando siamo arrivati noi non c’era nessuno e ci siamo potuti godere una bellissima nuotata in totale solitudine.
Diversamente da molti altri cenote più famosi X’ Canche non si trova in una grotta ma il suo tetto è semplicemente il cielo.

Come arrivare a Ek Balam

Il mezzo più utilizzato e più economico in Messico è il collectivo, una specie di taxi-van che aspetta e non parte finchè non è pieno di passeggeri. Dal momento che volevamo vedere Ek Balam nel primo mattino, per fuggire alla folla di turisti che sarebbe arrivata più tardi, abbiamo dovuto pagare in 2 per 5 persone, spendendo comunque relativamente poco.

Una delle cose però alle quali non avevamo pensato è che praticamente la totalità dei turisti che visitano Ek Balam la raggiungono o con la macchina a noleggio o con tour organizzati, così abbiamo dovuto pagare tre volte tanto la cifra iniziale al ritorno, dal momento che non abbiamo trovato nessun altro passeggero che dividesse con noi la spesa: essendo la nostra unica alternativa (e il tassista lo sapeva bene), la tariffa per il ritorno era semplicemente il doppio di quella dell’andata.

Tenete dunque presente questo se deciderete di visitare le antiche rovine di Ek Balam con i mezzi pubblici.

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5 comments… add one
Michela

Che bello quel cenote! E anche le rovine…peccato però che sia in programma una deforestazione per far spazio ad alberghi…..oltre che ad essere una cosa bruttissima e tristissima ridurrà di molto il fascino alla “Indiana Jones” delle rovine in mezzo alla giungla!

martina santamaria

🙁 Triste davvero… sei già stata in Messico?

Michela

Purtroppo non ancora, ma dovrò sbrigarmi se voglio vedere ancora qualcosa “al naturale” 🙁

Tonia e Nicola - 2giromondo

Che sogno!!

martina santamaria

🙂 Eggià 😉

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