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Misteri e Leggende di Praga

Praga è una città magica ricca di storia, cultura, arte ma anche di misteri e leggende. Chiunque sia affascinato dal clima della città, può immaginare, senza troppa difficoltà, quanto Praga possa aver ispirato davvero molte storie e alcune pittoresche leggende che sono state tramandate nel corso del tempo e che ancora oggi affascinano chi attraversa le sue strade.

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I misteri e le leggende di Praga avvolgono la città in un’atmosfera intrigante e densa di particolari avventure che  possono considerarsi un insieme di verità probabili o assolutamente incredibili!

Alcune storie sono associate a monumenti, altre a particolari luoghi della città, altre ancora alla cultura ceca e alla nazionalità di cui Praga fa parte.

Queste leggende e questi misteri hanno ispirato la fantasia di molti, diventando addirittura videogiochi punta e clicca per soddisfare la curiosità dei gamer appassionati di storie uniche e affascinanti!

Vediamo insieme quali sono i più conosciuti e intriganti misteri della città di Praga insieme alle più antiche e particolari leggende che ne arricchiscono la storia e la tradizione popolare.

ATTENZIONE SPOILER

Se hai deciso di prendere parte al TOUR in ITALIANO dei misteri e delle Leggende di Praga leggere questo post potrebbe rovinarti la sorpresa!

Questo tour è assolutamente imperdibile in ogni itinerario a Praga

1. Il golem di Praga e la salvaguardia del popolo ebraico

La popolazione ebraica della città di Praga ebbe un periodo particolarmente oscuro ben prima della nota confinazione nel ghetto durante la persecuzione nazista. Infatti, nel XVI secolo, gli ebrei non erano particolarmente graditi alla comunità locale praghese.

Per fronteggiare questa difficile convivenza, la leggenda vuole che Rabbi Loew creò, letteralmente, dall’argilla recuperata sulle sponde del fiume Moldava, un Golem, una figura con sembianze umane che, secondo la tradizione ebraica, avrebbe protetto il popolo dalla persecuzione del tempo.

Sulla fronte del Golem, Rabbi Loew scrisse la parola “emet”, che in ebraico significa “verità”: questa scritta, impressa sul Golem, consentiva di risvegliare la creatura con un incantesimo.

Pronunciato l’incantesimo, il Golem si stagliava a protezione del popolo ebraico, anche se presentò poco a poco un effetto collaterale: risvegliandosi, incantesimo dopo incantesimo, diventava sempre più violento e pericoloso, anche omicida.

Rabbi Loew fu costretto ad uccidere il Golem, imprimendo sulla sua fronte un’altra scritta dal significato “morte”, a patto che il suo popolo non venisse più perseguitato.

La leggenda vuole che il golem fu confinato, sotto una sorta di incantesimo di morte apparente, nella soffitta della Sinagoga Vecchia – Nuova, per poi essere risvegliato dal figlio di Rabbi Loew e trovato a gironzolare ancora per Praga.

2. La leggenda del Ponte Carlo, tra superstizione astrologica e numerologia

Immenso e bellissimo, affascinante e particolarmente austero, anche il Ponte Carlo ha la sua leggenda legata alla sua costruzione.

Ad ordinare la sua costruzione fu Carlo IV, uomo molto incline a dare adito agli influssi astrologici e numerici per completare qualsiasi tipo di lavoro.

Carlo IV monitorò tutti i passaggi della costruzione del ponte, compresa la posa dell’ultima pietra. Questa venne posata il 9 luglio 1357 alle 5:31: la sequenza numerica è importantissima in quanto i numeri sono in ordine prima ascendente, poi discendente per essere, nel complesso, tutti dispari.

La data, sintetizzata secondo l’usanza locale, è abbreviabile in 13579753.

Questa particolare attenzione “numerica” di Carlo IV ha consentito, secondo la leggenda, una particolare durabilità del ponte stesso. Esso, infatti, è rimasto in piedi nonostante numerose inondazioni, guerre e calpestio quotidiano di cittadini e turisti.

La superstizione di Carlo IV, secondo la leggenda, è stato un ottimo aiuto per mantenere il fascino e la robustezza del ponte nel corso degli anni!

3 – Il Vodnik del Ponte Carlo

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I piccoli, verdi e mistici Vodník sono i folletti delle acque che si possono trovare anche nella Moldava e sono esserini davvero diabolici a quanto pare.

Si dice che siano presenti anche in Germania, ma in forma diversa: alla fine hanno scelto di vivere in Repubblica Ceca a causa degli abbondanti stagni costruiti nel 16-17 ° secolo.

È una creatura verde, piuttosto corta e brutta con i capelli verdi, la bocca larga, gli occhi protuberanti e con l’acqua che gocciola dal suo cappotto. Può assumere la forma di animali acquatici, così come un cavallo o un cane. I suoi altri poteri includono la capacità di controllare tutti gli animali acquatici.

Spettrale e super cool – Ti presenterò un’originale creatura mistica ceca – Vodnik, in traduzione, il Waterman. È anche conosciuto per essere presente in Germania in una forma leggermente alterata, ma non vive in nessun’altra parte del mondo. Probabilmente decise di risiedere in Repubblica Ceca a causa degli abbondanti stagni costruiti nella parte meridionale del mio paese nel 16-17 ° secolo.

Sono creature verdi tozze e brutte con la bocca larga, gli occhi in fuori e con l’acqua che gocciola dal suo cappotto.

Ci sono versioni diverse: qualcuno dice che più che cattivi sono esseri dispettosi (non farli arrabbiare), altri dicono che sono invece proprie e vere anime malvagie a cui piace affogare le persone per guadagnare le loro anime.

I Vodnik sono raccoglietori di anime: quando affogano una persona gli rubano l’anima (che tengono gelosamente custodita sul fondo del lago) perché così riescono a diventare più potenti.

Più anime guadagna, più potente è. Se qualcuno apre la coppa con un’anima, l’anima fugge, si libera e il Vodnik diventa “un’anima meno potente”.

Fanno anche un sacco di dispetti: rovesciano le barche, strappano le reti e bloccano le ruote dei mulini.

Alcuni Vodnik, tuttavia, sono stati addomesticati e hanno imparato a convivere con le persone in pace. Alcuni addirittura, se di buon umore, aiutano i mugnai a lavorare o vanno nei pub per socializzare. A loro piace sedersi sui rami dei salici, sopra la superficie dell’acqua, fumare una pipa o suonare un violino.

La leggende del Vodnik del Ponte Carlo racconta che la creatura si trasferì a vivere sotto le sue arcate quando il suo stagno venne inquinato e sporcato da un carretto che c’era caduto dentro.

Durante il suo viaggio verso Praga il Vodnik (che aveva la capacità di trasformarsi) fece un pezzo di strada con un commerciante e il Vodnik vide l’occasione di vendicarsi.

Quando il carretto arrivò a Praga, nonostante gli avvertimenti delle persone, il commerciante fece abbeverare i cavalli nel fiume, il Vodnik lo tirò dentro con sè nella corrente e nessuno lo vide mai più.

Di lui rimasero solo un cappello e una rosa.

4 – Casa di Faust

Si dice che in questa casa (Karlovo námestí 40,41 Praga 2) il Dottor Faust fece un patto con il diavolo: il diavolo doveva esaudire tutti i suoi desideri (compreso quello di riavere la giovinezza) e in cambio gli offrì la sua anima.

Quando il diavolo andò a riscattare il suo debito, il Dottor Faust cercò di opporsi e così il diavolo lo portò via con sé sfondando il soffitto e creando un enorme buco.

La casa rimase a lungo disabitata perché nessuno aveva il coraggio di andarci ad vivere fino a quando uno squattrinato studente decise di trovarci rifugio per la notte.

La prima mattina e tutte le successive, il giovane trovava al suo risveglio una moneta d’argento vicino al letto. Ma divenne avido e si mise a studiare la magia per riuscire ad ottenere monete d’oro al posto di quelle d’argento.

Un giorno i suoi amici lo andarono a trovare, ma l’amico non c’era più. La casa era tutta sottosopra e c’era un grande buco nel soffitto!

In questa casa abitò realmente il mago e ciarlatano Edward Kelley che accompagnò a Praga l’alchimista John Dee invitati entrambi alla corte di Rodolfo II.

Purtroppo la casa di Faust è chiusa al pubblico. Ma puoi ancora ammirare la casa dall’esterno e chiederti quale storia macabra è nascosta dietro i suoi muri.

5 – La leggenda dell’orologio astronomico

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L’orologio astronomico di Praga è di per sé affascinante e particolarmente suggestivo: anche senza conoscerne le leggende e i misteri che lo caratterizzano, non si può non rimanere incantati dalla sua particolare architettura e dovizia dei particolari di abbellimento.

La leggenda che stiamo per conoscere sull’orologio astronomico di Praga ha un non so che di particolarmente cruento ed efferato.

Il protagonista di questa leggenda particolarmente crudele è Hanuš z Růže, un mastro orologiaio incaricato di rendere unico e incredibilmente bello l’orologio praghese.

Affinché la sua opera non potesse essere replicata in alcuna altra città o nazione, alcuni politici locali organizzarono un efferato agguato al povero orologiaio: l’obiettivo era quello di rendere cieco il maestro, così che non potesse riprodurre la sua opera d’arte.

Qui, poi, la leggenda si evolve in due finali differenti: c’è chi sostiene che l’agguato fallì e che il maestro distrusse l’orologio proprio dopo aver saputo degli oscuri piani a lui rivolti; c’è chi invece sostiene che, una volta diventato cieco, il maestro orologiaio sabotò l’orologio affinché non funzionasse più.

In ogni caso, l’orologio astronomico di Praga rimase fermo per oltre un secolo, fino a che non si riuscì a trovare un mastro orologiaio altrettanto bravo e preparato per aggiustarlo.

Come si svolge il tour dei misteri e delle leggende di Praga?

Ovviamente a Praga non potevano mancare una miriade di tour sui misteri e le leggende della città. Tra i tanti ti consiglio QUESTO con guida in ITALIANO offerto da Civitatis.

Il tour si svolge di sera/notte (ovviamente) quando i turisti si ritirano nei locali e la città cambia completamente la sua atmosfera: le strade si svuotano e la nebbia che sale dalla Moldava avvolge il Ponte Carlo e i vicoli della Città Vecchia.

Il tour parte dalla Piazza della Città Vecchia e si snoda tra i suoi vicoli fino al cimitero ebraico. La guida ti racconterà tutte le leggende e i misteri truculenti dei fantasmi di Praga.

6 – La leggenda della domestica annegata

La leggenda della damigella annegata avvolge nel mistero tutta la zona della Città Vecchia di Praga e, più nello specifico, quella adiacente alla Dum u Zlate Studne la “casa nel pozzo d’oro”.

La leggenda racconta che una domestica, Lubomira, a servizio nel sontuoso edificio, una sera decise di dare adito ad alcune dicerie per cui i pozzi fossero custodi di un grande tesoro.

Spinta dalla curiosità e dal miraggio di un futuro migliore, la domestica si accinse ad osservare l’interno del pozzo più vicino alla residenza e, sporgendosi un po’ troppo, cadde rovinosamente nell’angusto cunicolo.

Nei dintorni non c’era anima viva, nessuno che le potesse prestare aiuto o udì il suo pianto.

La povera domestica annegò e la leggenda vuole che il suo fantasma vaghi ancora per la Dum u Zlate Studne.

7 – Il mistero della (quasi) suora assassinata

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Di nuovo una donna protagonista di un’altra leggenda alquanto tenebrosa e degna di un film ad altissima tensione…horror!

L’ambientazione per questa storia è quella del convento di Santa Agnese, luogo in cui, secondo la tradizione, se ci si accinge a guardare tra le vie circostanti l’edificio si può intravedere il cadavere errante della suora assassinata!

La protagonista di questa leggenda, di rango nobile, si innamorò, molto giovane, di un cavaliere che per nulla si sarebbe mai avvicinato al suo status sociale.

Il padre della ragazzina non acconsentì mai alle nozze, proprio per la differenza di rango, anzi, decise di mandare a vivere la figlia nel convento di Santa Agnese affinché prendesse i voti.

La notte antecedente il suo ritiro in convento, la ragazza decise di incontrare di nascosto il suo amato, ma la sfortuna volle che oltre a lui incappò anche nel padre il quale, sentendosi disonorato, la accoltellò per l’umiliazione subita.

Da allora, la suora o, se vogliamo, la suora mancata vaga sotto forma di fantasma nei dintorni del convento di Santa Agnese, ma non è assolutamente da temere!

Pare, infatti, che il fantasma stia accanto a chi soffre di pene d’amore e che sia anche meritevole di aiutare i cuori infranti.

8 – Il triangolo della magia bianca: Praga città magica

Lo sapevi che Praga è riconosciuta come capitale dell’arte magica?
Fan di Harry Potter, a rapporto!

Abbiamo compreso insieme quanti misteri, miti e leggende sono parte della città di Praga, non è difficile credere quanto si possa trovare di magico tra le strade di questa splendida città!

Praga è parte, insieme a Lione e Torino, del triangolo della magia bianca: il suo fascino e la sua posizione strategica la rendono uno dei centri esoterici più importanti di tutto il mondo.

L’epoca gloriosa dal punto di vista esoterico fu quella del XVI secolo, quando a regnare sulla città c’era Rodolfo II, estimatore di alchimisti e studiosi di formule magiche.

Anche Carlo IV, altro reggente della città di Praga del XIV secolo, era appassionato di magia ed il ponte Carlo, la cui costruzione è stata voluta proprio da lui, è simbolo di suggestione magica e potenza delle arti occulte.

Il fascino di Praga, come delle altre città del triangolo della magia bianca, è giunto a noi attraverso secoli di appassionati alchimisti, sognatori, esoterici e studiosi dell’occulto.

Ogni monumento, come il ponte Carlo, ogni abbellimento, come l’orologio astronomico, hanno molti significati racchiusi nella loro unicità architettonica tutti da scoprire.

9 – La storia visionaria della nascita di Praga

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Anche la nascita della città di Praga è avvolta nella leggenda, come poteva non esserlo! Secondo la tradizione, la nascita di Praga fu da attribuire alla principessa Libuse che, durante il VII secolo, governava il territorio limitrofo a quella che sarebbe diventata Praga insieme al marito.

La principessa era nota a tutti per il suo fare eccentrico e particolarmente incline a dar retta alle sue cosiddette “visioni” e illuminazioni profetiche. La principessa era solita prendere le sue decisioni basandosi esclusivamente su ciò che la sua mente elaborava sotto forma di visioni.

Il giorno in cui nacque il “progetto”, se così lo vogliamo chiamare, della città di Praga, la principessa Libuse stava osservando le terre di sua proprietà dal castello Vyšehrad ed ebbe una visione.

Nel corso di questa visione, vide che, proprio nel territorio di fronte a lei, sarebbe sorta una grande città.

Ovviamente, il popolo dava molto adito alle stramberie della principessa e, dopo poco tempo, alcuni uomini cominciarono a costruire. In particolare, si ricorda la prima costruzione: la soglia (in ceco, Prah) di una nuova casa che un uomo si stava accingendo a costruire.

La nuova città immaginata dalla principessa Libuse prese il nome da questa prima costruzione e dal particolare della soglia, Praha.

10 – La leggenda della torre Daliborka e della sua musica soave

Facente parte del Castello di Praga, la torre Daliborka ha una sua leggenda piuttosto romantica. Secondo la tradizione, la torre, che fino alla fine del XVIII secolo era usata come prigione, prende il nome proprio dal primo prigioniero incarceratovi, un cavaliere, Dalibor.

Dalibor era stato condannato alla pena detentiva per aver dato rifugio in casa sua ad alcuni contadini ribelli, consentendo loro di sfuggire ai padroni. Questo comportamento a dir poco altruista gli costò la prigione.

Durante la pena detentiva, Dalibor sfruttò il molto tempo a disposizione per imparare a suonare il violino in un modo così sublime che moltissime persone si radunavano sotto alla torre per ascoltarlo.

Il triste epilogo fu quando la folla non udì più le note incantevoli suonate dal cavaliere: il silenzio che scaturiva dalla torre fu la conferma dell’uccisione del prigioniero.

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