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Il Wadi Rum in Giordania e come il deserto mi ha cambiato la vita

– Posted in: Asia e Medio Oriente

Era da tantissimo tempo che sognavo di visitare il Wadi Rum, il più esteso deserto in Giordania: non sapevo quando, ma sapevo che comunque prima o poi nella mia vita un tour tra le dune di Lawrence di Arabia lo avrei fatto.

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Il Wadi Rum in Giordania

E così il terzo giorno del nostro breve viaggio in Giordania, si è presentata l’occasione di fare un tour di una mattinata e l’abbiamo colta al volo. In tanti preferiscono fermarsi anche una notte a dormire nel Wadi Rum nei campi tendati, nonostante forse un po’ turistica una pur sempre emozionante “beduine experience”, ma noi non avevamo abbastanza tempo a disposizione per cui ci siamo dovuti accontentare di un solo assaggio di questo piccolo ma eterogeneo deserto.

Ci sono voluti milioni di anni e una situazione tettonica instabile per creare quello che oggi è questo  caleidoscopico deserto. Nell’antichità grandi eventi tettonici hanno spinto con forza fuori dalla crosta terrestre possenti massicci di arenaria che poi sono stati modellati dal tempo e dal vento per dare vita a nicchie, pinnacoli e maestose formazioni di roccia che emergono da una mare fatto di infinite distese di sabbia che a seconda della luce cambiano il loro colore, dal bianco al rosa, dal rosso all’arancio.

Wadi in arabo significa “valle”.

deserto giordania

Piste nel deserto della Giordania

Audh, la nostra guida, si presenta puntuale davanti al nostro hotel di Petra. In totale siamo in 6 per cui dobbiamo un pochino stringerci sul pickup Toyota, ma la strada è bella e il viaggio piacevole. Da Petra impieghiamo quasi due ore ad arrivare al Wadi Rum, ma ce la prendiamo con calma, fermandoci per fotografare ogni volta che dal finestrino del 4×4 vediamo un bel panorama o qualcosa di interessante.

(Se volete contattare Audh per farvi accompagnare anche voi in questa bellissima esperienza potete farlo attraverso i numeri: 00962 777244 606 e 00962799 465 901 oppure tramite mail a a.desertwolf@gmail.com)

Cominciamo il nostro tour in nel deserto del Wadi Rum fermandoci in cima a una duna da cui si osserva una bellissima vista: da qui in poi avremo il permesso di Audh di stare nel cassone dietro del pickup. Il nostro più che un tour nel deserto è stata una vera e propria avventura vissuta sulla pelle, sotto il sole cocente e con l’aria secca tra i capelli, una di quelle avventure che non ti dimentichi mai.

formazioni rocciose wadi rum

Formazioni rocciose

La soste successive saranno per fermarci a vedere alcune formazioni di roccia, create in migliaia di anni dall’erosione ed in particolare i famosi archi per cui il Wadi Rum è famoso: uno di questi è il Rock Bridge, la fotografia del deserto che ognuno di noi vorrebbe portare a casa. Avevo letto sul web che viste le sue piccole dimensioni il Wadi Rum è spesso molto affollato: sarà a causa della situazione politica in Medio-Oriente un po’ incasinata, sta di fatto che noi per tutta la mattinata non incontreremo anima viva e avremo lo spettacolo del deserto tutto quanto solo per noi.  Niente code per fotografare, niente contosionismi strani per evitare di includere turisti sconosciuti nelle inquadrature, per noi il Wadi Rum è stato solo pace, spazi infiniti, silenzio e solitudine, cioè proprio come il deserto dovrebbe essere!

iscrizioni deserto

Petroglifi

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare di un luogo così ameno ed inospitale come il deserto, il Wadi Rum è da sempre stato abitato e lo dimostrano i più di 30.000 petroglifi che si possono trovare incisi sulla tenera arenaria, di alcuni dei quali si va alla scoperta durante il tour. I più famosi quelli del Khazali Canyon, un piccolo affascinante canyon “decorato” con iscrizioni rupestri Nabatee alcune delle quali risalenti al IV secolo AC. Resto catturata ad osservare tutto questo, domandandomi come sia possibile che queste iscrizioni siano rimaste qui per tutto questo tempo praticamente intoccate mentre il vento e l’erosione cambiavano tutta la geomorfologia del paesaggio intorno.

Ma lo sappiamo tutti che le ore a volte scorrono davvero troppo in fretta (quando ci si diverte).  Audh guida il suo pickup con noi nel cassone dietro tranquillamente ed in totale sicurezza e si ferma ogni volta che vuole farci vedere qualcosa di interessante o che vale la pena fotografare.

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Il nostro Toyota

Facciamo uno stop anche sulle dune di sabbia per le foto di rito, prima di fermarci alla stazione del treno che venne utilizzato per il film di Lawrence di Arabia. Il treno è qui dal 1916 e anche se non trasporta i passeggeri attraverso il Wadi Rum viene ancora utilizzato per fare dimostrazioni e spettacoli. E a questo ultimo stop Audh ci fa segno di tornare a sederci dentro il pickup, il nostro tour nel deserto è finito e dobbiamo imboccare la strada a percorrenza veloce che da lì ci porta fino ad Aqaba.

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Il treno nel deserto

Dicono che il primo amore non lo si scorda mai ed è quello che penso ogni volta che torno nel deserto. Capita che ci siano dei momenti nella vita in cui ci si accorge che qualcosa scatta dentro di noi ed immediatamente si acquista la consapevolezza che da quel momento  la nostra vita non sarà mai più la stessa. A me questo è successo, fortissimo, la prima volta che vidi il deserto e succede ancora ogni volta che ci torno.

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Dune di sabbia nel Wadi Rum

Infatti è esattamente quando vidi il Sahara per la prima volta che ho capito che quello che volevo fare nella mia vita era viaggiare: lì ferma in piedi di fronte a quell’immensità di sabbia mi sono resa conto di quanto fosse drammaticamente bello il nostro mondo e di quanto noi siamo piccoli esseri in confronto alla grandezza della natura.

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Noi con Audh la nostra guida

Il deserto è uno dei luoghi più ameni e difficili in cui ci si possa ritrovare: di giorno il caldo ti massacra, la sabbia mossa dal vento si infila dappertutto anche se si è coperti dalla testa ai piedi e i tramonti sono infuocati davvero, mentre di notte il freddo ti gela le ossa e ti regala le stellate più limpide che ci si possa immaginare.

E poi non si può non ammettere che nel deserto, come nel mare, su di tutti prevale sempre un senso di libertà difficile da provare altrove: lo stesso infinito senso di libertà che provo ogni volta che torno in questi luoghi che amo così tanto, come l’ho provato nel Wadi Rum, buttati sul cassone di un pick up con intorno semplicemente sole, polvere ed inevitabilmente le nostre risate.

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Jump nel deserto

13 Comments… add one
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Audh

Im really happy to know u have good experians in jordan desert and i would like to tell u always welcome.
nice meeting you
one of my WhatsApp phone number 00962 777 244 605

martina santamaria

We had a great experience in Wadi Rum!!! Thank you Audh!

Deborah

Bellissimo questo post, hai descritto perfettamente la bellezza del Wadi Rum e trasmesso il tuo amore per il deserto, Le foto invece sono super fantastiche!!!
Ora devo andare a vedere quello del Sahara, mi hai fatto venire troppa voglia!! 🙂

martina santamaria

Cara Deborah ma che aspetti? 😉 Il Sahara ti lascerà senza fiato davvero! Anche il Wadi Rum è molto bello devo ammettere però….

CMViaggi - Calogero Mira

Vero, foto fantastiche. Buon deserto del Sahara. Io l’avevo “sfiorato”.

martina santamaria

Grazie Calogero! Io nel sahara devo tornarci…prima o poi…

dueingiro.blogspot.it

Martina, assolutamente favoloso! Il jump nel deserto poi, numero uno!!!!

martina santamaria

Ah Ahhhh il jump è stata la cosa più figa! 😀

Valentina

Che esperienza meravigliosa ^^
e le foto sono davvero belle, rendono l’idea del deserto e di quella particolare atmosfera 🙂

martina santamaria

Ciao Valentina, ma grazie! Si esperienza bellissima, se vai ti raccomando di contattare Audh con lui ci siamo trovati davvero benissimo! 🙂

nikonikol

Un territorio irripetibile. Ci sono stato e ho una nostalgia tale da ritornarci. Serenità, dolcezza, amabilità di tutti coloro che ho avuto modo di conoscere e apprezzare. Si, sono stato a Petra, ma ci sono posti che esaltano l’animo e, più di altro lo spirito. fantastico tornarci, ma le attuali condizioni economiche non sono favorevoli. Nei giorni che sono stato a Gerusalemme e dintorni ho imparato ad amare tutti: gente superlativa, educata, impostata caratterialmente come siamo noi del Sud Italia quasi fossero i nostri “CLONI”. Mi auguro di essere con tutti voi in un momento che le mie patologie me lo permetteranno: vi voglio “BENE” essendo figli della stessa entità celeste e se il buon DIO me lo consentirà vorrei avervi tutti con me. Siete splendidi.

martina santamaria

Marcello, mi sembra di capire che anche tu ami il deserto eh 😉 Che belle Gerusalemme ci sono stata anche io! Ho scritto un post solo però a riguardo! Certo rimettiti che poi magari ci incontriamo da qualche parte nel mondo 🙂

Francesca

Ciao Martina e complimenti per il sito. Sono arrivata da twitter incuriosita da questo post, ti confesso che la Giordania è uno dei miei signi proibiti. E leggendo qui, me ne sono innamorata ancora di più <3

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