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Visita della Cappella Sistina: Orari, Cosa Vedere e Info Utili

Siamo a Roma, Roma Caput Mundi, tesoro aperto di storia e arte. Tra le varie attrazioni che riserva la Grande Capitale italiana, entrando più precisamente in Città del Vaticano, troviamo la maestosa Cappella Sistina, tratto compreso nella visita ai Musei Vaticani.

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In questo articolo trovi tutte le informazioni utili per la visita della Cappella Sistina!

Sorry solo 2 foto: all’interno della Cappella Sistina è vietato fotografare: dovrai immaginartela!

Perché dovresti visitare la Cappella Sistina

Dove si trova la Cappella Sistina? Si trova a Roma? Risposta NI, ovvero la Cappella sistina e i Musei Vaticani si trovano in realtà nella Città del Vaticano. La Città del Vaticano però si trova in centro a Roma e quindi spesso si usa dire che la Cappella Sistina è a Roma.

Insieme alla Basilica di San Pietro, la Cappella Sistina è il sito più famoso di Città del Vaticano. È qui che Michelangelo dipinse il suo capolavoro, Il Giudizio Universale, più di 500 anni fa. Proprio accanto alla Cappella Sistina, i Musei Vaticani mostrano l’enorme collezione d’arte accumulata dai vari papi nel corso dei secoli.

Se ti piace l’arte, non puoi perderti la visita della Cappella Sistina e dei Musei Vaticani perché saranno tra le visite più interessanti di tutta la tua vita!

CONSIGLIO PRO: per imparare a orientarti e per prendere confidenza con la città, potrebbe interessarti prendere parte a qualche free walking tour. Qui trovi i migliori tour gratis di Roma!

Come arrivare

Qui di seguito trovi alcune informazioni su come arrivare alla Cappella Sistina:

  • Come arrivare da Stazione Termini: Metro linea A, direzione Battistini, le stazioni: Ottaviano-S. Pietro-Musei Vaticani; Cipro (la metro da Termini a Cipro richiede 11 min compresi i trasferimenti e parte alle ogni 10 minuti.
    C’è anche un bus diretto in partenza da Termini e in arrivo a Cavalleggeri/S. Pietro. I collegamenti partono ogni 10 minuti, e operano ogni giorno. Il viaggio dura circa 27 min.
  • Come arrivare con la Metro: Metro Linea A, le stazioni: Ottaviano – San Pietro-Musei Vaticani; Cipro (Da entrambe le stazioni 10 minuti a piedi).
  • Come arrivare in Autobus:
    – 49, fermata di fronte all’ingresso musei.
    – 32, 81, 982, Piazza del Risorgimento, fine della linea (5 minuti a piedi).
    – 492, 990, Via Leone IV / Via degli Scipioni (5 minuti a piedi).
  • Come arrivare Da Fiumicino: Prendere il treno Leonardo Express fino alla stazione Termini e da qui seguire le indicazioni Metro.
  • Come arrivare dall’aeroporto di Ciampino: Pullman Terravision fino alla Stazione Termini e da qui seguire le indicazioni Metro. La corsa in taxi da entrambi gli aeroporti dura circa 40 minuti.

Per gli orari dei trasporti pubblici, li trovi qui sul sito di ATAC

La OMNIA CARD ti dà trasporti inclusi, oltre alla Cappella Sistina, Musei Vaticani,Colosseo e tante altre cose.

Orari di visita

Sperando che questo articolo ti aiuti ad orientarti tra le meravigliose scene rappresentate nella cappella, ecco qui una serie di informazioni che ti serviranno per visitarla.

Attenzione che gli orari potrebbero cambiare. Trovi gli orari aggiornati qui sul sito ufficiale.

Orari di apertura: dalle 9:00 alle 18:00 (l’ultimo accesso è alle 16:00) dal lunedì al sabato ed ogni ultima domenica del mese.

Rimangono chiusi il 1 ° gennaio, l’11 febbraio, il 19 marzo, il 22 aprile, il 1 ° maggio, il 29 giugno, il 14 e il 15 agosto, il 1 ° novembre, il 25 e il 26 dicembre.

Dalla fine di aprile alla fine di ottobre, i Musei Vaticani e la Cappella Sistina sono aperti fino alle 23:00 (l’ultimo accesso è alle 21:30) il venerdì sera.

Quanto tempo ci vuole per visitare la Cappella Sistina? Dipende dal tuo interesse, ma valuta almeno 3 ore per i Musei Vaticani e per la Cappella Sistina.

ATTENZIONE

Oltre 5 milioni di visitatori vengono ai Musei Vaticani ogni anno e ovviamente TUTTI vogliono visitare la Cappella Sistina: sarai come una sardina in scatola!

Con questo in mente, il momento più tranquillo per visitare è alla mattina presto, prima che arrivino tutti gli altri.

Qui trovi il biglietto per l’entrata VIP.

Biglietti, visite guidate e come saltare le file

Puoi visitare solo la Cappella Sistina? No, non puoi visitare la Cappella Sistina da sola. La Cappella Sistina fa parte dei Musei Vaticani e come tale può essere visitata solo con i Musei Vaticani.

Quindi per poterla visitare è necessario acquistare un biglietto per i Musei Vaticani.

Non sono necessari biglietti extra per visitare la Cappella Sistina. Chiunque cerchi di vendertene uno fuori dai Musei Vaticani o dalla Basilica di San Pietro ti sta fregando.

Compra i biglietti prima. Le file possono essere interminabili.

Qui ho cercato di raggruppare le visite guidate migliori, dove acquistare i biglietti Salta la Fila Online e come fare per saltare le file immense.

Se vuoi un consiglio spassionato prendi una visita guidata in italiano  –> QUESTA visita con guida in italiano è molto popolare (prenota con largo anticipo – include Musei Vaticani e Cappella Sistina)

Esistono inoltre vari pacchetti che comprendono diverse opzioni riguardanti più tappe e la guida, fisica o digitale. Nel biglietto è compreso il guardaroba gratuito.

La OMNIA CARD include la Cappella Sistina, i Musei Vaticani e San Pietro, Colosseo e tantissime altre attrazioni di Roma (trasporto illimitato incluso). Se vuoi visitare Roma secondo me è convenientissima. –> QUI trovi cosa è incluso nella OMNIA CARD.

Breve storia della Cappella Sistina

La Cappella Sistina è la principale cappella del Palazzo Apostolico, la residenza ufficiale del Papa. Nasce sulla base di una preesistente cappella papale datata 1368. Papa Sisto IV iniziò, negli anni ’70 del 1400, un’opera di interventi di recupero e monumentalizzazione del tessuto urbano di Roma durante i quali le fondamenta e i muri dell’antica cappella vennero usati per costruirne una nuova, l’attuale Cappella Sistina.

Come prova dei fatti è possibile notare delle irregolarità nella pianta, questo a causa delle antica mura medioevali riutilizzate e non abbattute. Originariamente conosciuta come Cappella Magna, deve il suo nome a Papa Sisto IV, che iniziò i lavori di restauro nel 1477 supervisionati da Giovannino de’ Dolci. I restauri effettuati compresero il rivestimento dell’edificio in una cortina laterizia, il rinforzamento tramite un basamento a scarpa e l’edificazione di nuove cappelle.

La cappella Sistina fu costruita come cappella privata, all’interno della quale si svolgevano le cerimonie più importanti che si tenevano durante l’Anno Santo.

L’ambiente ospita, inoltre, il Conclave, durante il quale viene eletto il nuovo pontefice.

La cappella è di dimensioni grandiose : 40m di lunghezza, oltre 13 di larghezza e quasi 21 al sommo della volta. L’interno della cappella si svolge attorno ad una singola navata sovrastata da una volta a botte ribassata con pennacchi e una lunetta su ciascuna delle venti finestre centinate. Il pavimento, in tarsie
marmoree policrome, si definisce in “opus Alessandrinum”.

Lo spazio della cappella è diviso in due parti da una transenna marmorea, la quale serviva a scindere la cappella in due zone : una parte riservata al clero e l’altra ai fedeli.

Cosa Vedere alla Cappella Sistina: gli Affreschi

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A rendere la Cappella Sistina un luogo così attraente e suggestivo sono i numerosi ed incredibili affreschi che la adornano.

II 27 ottobre 1481, vennero chiamati i più celebri artisti toscani e umbri del periodo per assolvere il prestigioso incarico di decorare le pareti laterali dell’importante nuovo locale in Vaticano con dieci narrazioni tratte dai Testamenti. Stiamo facendo riferimento a Sandro Botticelli, Cosimo Rosselli, Signorelli,
Domenico Ghirlandaio, il Perugino e il Pinturicchio.

La famosa e tanto ammirata volta, in origine, raffigurava un semplice cielo blu costellato di stelle dorate, dipinto da Pier Matteo d’Amelia e mantenne questo aspetto fino a quando papa Giulio II della Rovere commissionò a Michelangelo la ri-decorazione della vasta superficie.

Questa richiesta venne mossa in seguito, probabilmente, ai danni causati dai gravi problemi di natura statica che interessarono la Sistina fin dai primi anni del suo pontificato. Infatti nel maggio del 1504 nella volta si aprì una lunga crepa per la quale fu dato l’incarico a Bramante di porvi rimedio e poco dopo venne chiamato Michelangelo per la nuova decorazione pittorica.

Michelangelo lavorò alla volta dal 1508 al 1512. La particolarità fu che l’artista fu lasciato libero di operare da solo alla realizzazione della volta. Ed ora è proprio Il Giudizio Universale dipinto da Michelangelo la fonte di attrazione che ogni giorno chiama a sé migliaia di visitatori.

Il ciclo di affreschi completa iconologicamente le Storie di Gesù e di Mosè realizzate dai pittori citati prima che già avevano iniziato la decorazione delle cappella dal 1481-1482, al tempo di Sisto IV; Michelangelo, quindi, dipinse sulla volta le storie dell’umanità “ante legem”, ovvero prima che Dio inviasse le Tavole della Legge a Mosè.

1 – Gli Antenati di Cristo

Partendo dal basso osserviamo che nelle vele e nelle lunette possiamo trovare raffigurati gli Antenati di Cristo, tranne che nei pennacchi angolari, che contengono quattro storie d’Israele, la Tortura di Aman, il Serpente di Bronzo, Giuditta che taglia la testa ad Oloferne e Davide e Golia.

Ad esempio, lo spicchio a vela sopra la lunetta di Iesse, David e Salomon è stata dipinta da Michelangelo in una sola giornata, tranne l’angolo in basso a destra.

Il soggetto al centro è una figura femminile enigmatica, ritratta seduta a terra in posa frontale mentre guarda verso l’esterno in assoluta immobilità.

Il busto indossa una veste verde aderente che lascia intravedere la muscolatura scultorea tipica delle figure michelangiolesche. Tiene i piedi intrecciati e le gambe sono coperte da un manto viola chiaro. Una mano è adagiata sulle gambe, mentre l’altra tocca con il dorso la guancia mettendo in risalto così lo sguardo enigmatico che risulta del tutto estraneo alle due figure – un uomo e un bambino – appena abbozzate indietro nell’oscurità.

Una curiosità riguarda la tecnica con la quale vennero realizzate le vele, ovvero lo “spolvero”. Questa tecnica consiste nel disegnare la rappresentazione a grandezza naturale su un cartone preparatorio, dopodiché con un oggetto appuntito si perforano fittamente i contorni. Questa tecnica consente di riportare un disegno su varie superfici.

2 – Profeti e Sibille

Le figure immense intorno alla volta, sono un’alternanza di Profeti e Sibille, ossia coloro che predissero la nascita di Cristo.

Essi si trovano seduti su troni monumentali e si alternano sui lati lunghi, mentre su quelli corti campeggiano le figure di Zaccaria e, sopra all’altare, di Giona, cui spetta la posizione preminente in quanto prefigurazione di Cristo. I Veggenti si possono riconoscere grazie alla scritta nella targa sottostante e sono coloro che per
primi intuirono la venuta del Redentore.

Le figure dei Profeti e delle Sibille sono di importanza fondamentale in quanto testimoniano l’incessante fiducia nell’attesa della Redenzione da parte dell’umanità: i primi anticiparono infatti la venuta di Cristo per il popolo di Israele, le seconde sono qui rappresentate per le loro doti di indovine.

Sono figure pagane e la loro presenza invia un forte messaggio : la Redenzione spetta non solo al popolo eletto, bensì a tutta l’umanità.

3 – I Nove Episodi della Genesi

I nove episodi della Genesi che sono rappresentati sulla volta sono idealmente divisi in tre gruppi e riguardano, l’Origine dell’Universo, dell’Uomo e del Male.

Nel primo gruppo ci sono la Divisione della Luce dalle Tenebre, la Creazione degli astri e delle piante, la Divisione delle Acque dalla Terra e la Creazione degli Animali, in questi affreschi Dio è l’unico protagonista.

In queste tre scene legate alla Creazione del mondo domina la rappresentazione dell’Eterno in volo sopra spazi sconfinati, avvolto dall’ampio mantello rosato. Nella Separazione della luce dalle tenebre Dio, che da solo riempie la quasi totalità della scena, fluttua impegnato nell’atto generativo che è alla base del mondo.

La sua figura è vista dal basso e roteata, con le braccia alzate mentre dà forma al caos, originando onde di luce tra le tenebre incombenti.

Nella prossima scena possiamo osservare come la creazione degli astri e delle piante si stagli contro uno sfondo luminoso. Le due creazioni sono rappresentate in modo essenziale. Dio è rappresentato due volte mentre crea gli astri spalancando le braccia con un gesto perentorio (a destra) e mentre dà vita alle piante sulla Terra stendendo la mano destra (a sinistra). I suoi gesti sono potenti e teatrali. A dimostrazione di questa potenza vi è l’idea del vento impetuoso che gonfia i panneggi del Signore e gli scompiglia capelli e barba.

L’ordine sequenziale del testo biblico vedrebbe la Separazione della terra dalle acque come seconda storia, ambientata nella seconda giornata, ma la successione venne spezzata dall’aver riservato alla Creazione degli astri e delle piante (terzo e quarto giorno della creazione) un riquadro maggiore.

Nella Separazione della terra dalle acque, Dio sorvola la distesa grigio-azzurra delle acque, accompagnato dalla sua corte angelica dietro il suo mantello aperto a nimbo. Il cielo alle sue spalle è chiaro, limpido, che stacca dalla figura di Dio slanciata verso lo spettatore aperta in un gesto imperioso delle braccia spalancate.

La figura è di scorcio e sembra scrutare lo spettatore da ogni verso.

Nel secondo gruppo ci sono la Creazione dell’Uomo, la Creazione della Donna e l’Espulsione dal Paradiso.

La Creazione di Adamo è uno dei lavori più importanti della storia dell’arte.

L’affresco venne realizzato nel 1511. Michelangelo impiegò 16 giorni di lavoro per portarlo a compimento.

Lo sfondo è chiaro, naturale, spoglio come l’alba di un nuovo inizio.

L’immagine si svolge attorno contrapposizioni : Adamo che si desta e semidisteso sul ciglio di un pendio erboso tende un braccio verso il Creatore, quasi nel tentativo di sollevarsi. Mentre Dio, innanzi a lui giunge con sicurezza circondato de un gruppo d’angeli incredibilmente realistici che lo sostengono con sforzo. Il
viso di Adamo, inoltre, giovane ed adolescente, si contrappone a quello di Dio che porta capelli canuti e barba grigia, simbolo di saggezza.

Quest’affresco è ricco di simbologia. Basta anche solo soffermarsi sull’avvicinamento delle due dita che non sfocia in un contatto.

Questo potrebbe sottolineare l’irraggiungibilità della perfezione divina da parte dell’uomo. Altra contrapposizione, il dito di Adamo e tremulo e incerto, rispetto a quello di Dio che è metafora della scintilla vitale che l’Eterno passa alla sua creatura.

Infine si può ancora notare che il gruppo divino è avvolto da un grande manto rossastro, che oltre a conferire dinamicità alla scena potrebbe voler rappresentare un cervello, come simbolo dell’intelligenza, del concetto di “idea”.

“della costa d’Adamo ne trahe la donna, la quale fu venendo à mani giunte, et sporte verso Iddio, inchinatasi con dolce atto, par che lo ringratie, et che egli lei benedica” Ascanio Condivi, Vita di Michelangelo Buonarroti.

Il riquadro della Creazione di Eva è posizionato, più o meno, nella parte Centrale della Cappella Sistina.

Per gli storici dell’arte, la posizione centrale della scena, si spiega con l’interpretazione simbolica degli episodi in relazione al Nuovo Testamento: la figura di Eva appariva tradizionalmente come simbolo di Maria, la quale a sua volta simboleggiava la Chiesa, intesa come tradizione teologica.

Adamo appare nudo e addormentato in modo scomposto nell’angolo in basso sulla sinistra, con il busto, poggiato all’albero. Eva, anch’essa nuda si presenta in maniera attenta e vigile, pare uscire dal costolato di Adamo, sollecitata dal perentorio gesto del Creatore in piedi difronte a lei.

La figura dell’Eterno di questa scena è qui rappresentata in piedi, mentre negli altri riquadri appare sempre in volo. Il braccio alzato dell’Eterno pare aver indicato ad Eva una ben definita direzione, cioè quella verso l’alto. La nuova creatura, già uscita da Adamo dormiente, sta gradualmente emergendo con le mani giunte ed uno sguardo di gratitudine e riconoscenza, cercando la benedizione divina.

A conclusione del ciclo riguardante Adamo ed Eva troviamo il Peccato originale dell’uomo e la Cacciata dal Paradiso terrestre. Al centro del pannello vi è l’albero della conoscenza, attorno al quale sta avvolta la forma sinuosa e seducente del serpente, sotto le sembianze di una bellissima donna. Adamo sta cogliendo
un frutto, mentre Eva è tocca delicatamente la mano della donna/serpente. Prima della caduta, Adamo ed Eva sono dipinti come giovani e avvenenti, spensierati, avvolti l’uno all’altra.

Ma quando Dio, per mezzo del suo angelo vendicatore, li bandisce, si fanno piccoli per la vergogna, e i loro volti sono vecchi e raggrinziti.

Nel terzo gruppo c’è il Sacrificio di Noè, il Diluvio Universale e l’Ebbrezza di Noè (il primo affresco creato da Michelangelo).

La scena mostra il sacrificio che Noè compì per riappacificarsi con Dio dopo essersi salvato con l’arca dal diluvio. L’affresco mostra al centro il sacrificio verso cui convergono gli inservienti con gli animali al seguito: due arieti, un toro, due cavalli, un elefante, appena distinguibili sullo sfondo.

Il patriarca indossa la stessa tunica rossa che si vede anche nella scena di fondo dell’Ebbrezza di Noè. A destra si vede l’anziana moglie di profilo, forse opera dei collaboratori, come la giovane a sinistra che aiuta ad accendere il fuoco.

In primo piano si vedono un ragazzo che porta una fascina di legna da ardere e un giovane che, seduto nudo su un ariete appena sgozzato, sta prendendo dalle mani di un altro le interiora di un animale per fare predizioni.

Un altro giovane nudo, invece, è di spalle con la testa rivolta all’apertura col fuoco dentro l’altare, per controllarlo come se fosse una fornace e forse soffiarci per aizzarlo.

Nel Diluvio Universale sono raffigurate circa sessanta figure, relativamente piccole. I personaggi spesso nudi, sono raggruppati e distribuiti lungo direttrici diagonali che accentuano la profondità prospettica, conferendo drammaticità alla scena densa di corpi. Secondo l’interpretazione dell’episodio fornita da Ugo
da San Vittore, l’umanità si divise in tre gruppi umani, ciascuno visibile nell’affresco michelangiolesco.

I giusti trovano posto nell’arca (metafora della Chiesa) e vi trovano la Salvezza; i reprobi tentano di assalirla; il resto delle persone, pur non essendo malvagie, sono perduti per via del loro attaccamento alle cose del mondo, che causeranno la loro fine.

Questi ultimi sono la schiera di persone in primo piano che cerca rifugio sulla terra ferma, portando vistosamente i propri beni: alcuni cercano di salire sugli alberi, altri hanno sulle spalle o i propri figli o i familiari.

Di essi fanno parte anche le figure sull’isolotto di destra, dove spicca il commovente gruppo dell’anziano genitore che con forza titanica e grande fatica porta in braccio il corpo stremato del figlio. Lo Spirito Santo discende sull’imbarcazione e la protegge, illuminando di speranza il volto di Noè che si è sporto ad osservarla.

A completare il ciclo dedicato a Noè, Michelangelo raffigura la scena dell’Ebbrezza in un ambiente interno, ben illuminato dall’ampia apertura sulla sinistra. Il patriarca, nudo, ebbro ed assopito, è disteso su un basso e fragile e giaciglio, appena scostato da terra da assi nel margine inferiore.

Accanto a sé ha una brocca ed una ciotola. Sulla destra appaiono i suoi figli, anch’essi completamente nudi che sono in procinto di prendersi cura del padre cercando di coprirlo con un manto. Cam, la figura di mezzo, indicando il padre ebbro fa un gesto di derisione, per cui al suo risveglio Noè ne maledirà la stirpe.

Già dai tempi di sant’Agostino, s’interpreta simbolicamente l’ebbrezza di Noè come quella del “Cristo deriso”. La vigna sulla sinistra, che lo stesso Noè sta lavorando, era considerata un simbolo dell’Incarnazione.

Intorno vi sono i famosi Ignudi che Michelangelo dipinse agli angoli dei pannelli centrali. Essi sono raffigurati come sculture classiche e rappresentano la glorificazione del corpo umano. Gli ignudi bronzei, di spalle rispetto allo spettatore, sembrano rivolgere lo sguardo verso l’alto, come quelli che sormontano la
vela opposta.

4 – Il Giudizio Universale

Per ultimo, ma non per importanza, è doveroso fare una descrizione del Giudizio Universale.

Esso si presenta come un vortice di anime nel blu oltremare del cielo divino.

Il Paradiso accoglie l’ascesa dei beai mentre i dannati precipitano verso l’inferno .

In posizione rilevata e centrale si trova Cristo con la Vergine Maria. Il Redentore con la destra alzata chiama a sé i beati mentre con la mano sinistra destina i dannati nelle profondità dell’Inferno.

La Vergine invece è dipinta in posizione leggermente inferiore a Gesù e volge lo sguardo a sinistra. La sua espressione è di sofferenza e contegno, la Vergine si mostra composta. Gesù rappresentato seminudo col fisico e il portamento di un eroe classico, al suonare delle trombe dell’Apocalisse, risveglia le anime e separa i beati dai dannati.

All’interno delle due lunette superiori gli angeli conducono gli strumenti della passione: la croce, la corona di spine e la colonna della flagellazione. Intorno alla figura di Cristo sono disposti a corona alcuni personaggi dell’Antico Testamento: apostoli, profeti, eroine, sibille e patriarchi. Inoltre compaiono santi, martiri e vergini.

Nella fascia sottostante, divisa in cinque settori, vi sono gli angeli con le trombe al centro con le sacre scritture. In basso a sinistra è rappresentata la resurrezione dei morti mentre in alto sempre a sinistra la salita dei beati. In alto a destra i dannati vengono cacciati nelle spire dell’Inferno in posizione grave.

Il Giudizio Universale venne composto in tarda età, si nota che i suoi colori sono cambiati ed ora sono terrei e poco saturi, quasi a voler esprimere il progressivo pessimismo che lo opprimeva.

la visione che emerge dal Giudizio Universale di Michelangelo è profondamente diversa dal clima sicuro e classico del primo Rinascimento.

Il clima psicologico che traspare dall’affresco è di angoscia e terrore, un vortice che porta via ogni certezza.

La descrizione qui presentata è approssimativa ed incentrata sugli affreschi di Michelangelo, ma come è stato detto precedentemente molti altri grandi artisti presero parte alla decorazione e alcuni dei loro lavori sono tutt’ora visibili, come ad esempio la Consegna delle Chiavi del Perugino, la Vocazione dei primi apostoli del Ghirlandaio o le prove di Cristo di Botticelli.

Consigli e Informazioni pratiche

Codice di abbigliamento: Assicurati di vestire con modestia per la tua visita al Museo Vaticano e alla Cappella Sistina. Non sono consentiti abiti sbracciati o troppo corti, costumi o infradito.

Fotografie: non è consentito scattare fotografie col flash e per gli artisti che vogliono disegnare all’interno della cappella serve un permesso speciale dalla Direzione dei Musei Vaticani, o per gli studenti iscritti all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Per trovare meno calca è consigliato approfittare delle visite mattutine che partono dalle 7.30 (a partire da 50€ con guida), o di approfittare di quelle serali.

Altrimenti un giorno consigliato è il mercoledì, prima delle 11, in quanto la maggior parte dei turisti sarà ad ascoltare il Papa.

 

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