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Nuotare con le foche e dormire in un faro in un arcipelago della Svezia

– Posted in: Europa

I miei ultimi due giorni in Svezia li ho trascorsi su una piccolissima isola deserta in mezzo al Mar Baltico nuotando con le foche e dormendo in un faro. Il suo nome è Utklippan ed è uno dei luoghi in cui ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita.

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Il faro di Utklippan. La prima finestrella era la mia camera!

A volte le parole riescono solo ad abbozzare quello che il cuore vorrebbe dire: non è stato solo dormire in un faro e nuotare con le foche ad aver reso così speciali i miei ultimi giorni in Svezia.

Sono state le persone che li hanno condivisi con me, il barbeque tutti insieme, l’abbracciarsi e il ridere forte che hanno contribuito a quella vibrazione che sento dentro ogni volta che ripenso al mio viaggio a Karlskrona e che chiamo più che viaggiare, vivere intensamente.

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Travelblogger a Utklippan! I miei meravigliosi compagni di viaggio, ora amici, con cui ho condiviso questa fantastica avventura

C’è una piccola isola di granito rosa e cespugli in fondo all’arcipelago di Karlskrona, l’arcipelago più a sud di tutta la Svezia. Un’isola abitata dai gabbiani e conosciuta solo dai naviganti, dalla gente del luogo e da qualche fanatico di immersioni.

Io stessa, prima di sbatterci contro la faccia, non sapevo nulla dell’esistenza della piccolissima Utklippan: mi sembra così strano adesso che è diventata uno dei luoghi che ho amato di più in tutta la mia vita.

Patrick , Patrik, e Samuel ci aspettavano al molo di Karlskrona a bordo del loro gommone (RIB) chiamato Saltstank. Saltstank significa “sprizzo di sale” in svedese . Abbiamo indossato le tute e dopo un breve briefing sulla sicurezza a bordo, abbiamo lasciato la terraferma.

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Pronti, ai posti, via!

Karlskrona si trova a circa 5 ore di treno da Stoccolma ed è affacciata sul Baltico e sul suo arcipelago, costituito da più di 1600 isole. Appena lasciato il molo a bordo del Saltstank ci siamo diretti verso il mare aperto, scivolando sull’acqua a fianco delle isole e delle fortezze che una volta proteggevano la città dagli attacchi esterni e di cui Samuel man mano ci racconta la storia.

“Ma questo gommone non doveva andare veloce?” Non ho fatto  in tempo a formulare il pensiero nella mia testa che Patrick ha dato gas:  i due motori da 300 cavalli hanno ruggito profondamente, le eliche hanno addentato l’acqua più profondamente e il Saltstank in un attimo ha cominciato a volare a pelo d’acqua a quasi 100 km di velocità tagliando le onde e girando su un fianco a massima velocità.

Abbiamo gridato e non siamo riusciti per tutto il tempo a smettere di ridere di gioia. Sembrava di essere su un ottovolante sul mare.

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Correndo a gara coi gabbiani a 100 km l’ora sul Saltstank!

Dopo un’ora di grida e risate siamo arrivati a Utklippan, l’isola più lontana di tutto l’arcipelago. Qui abbiamo trascorso la notte ed è stata la nostra casa per due giorni pieni di avventure.

Il Baltico è molto freddo soprattutto lontani dalla terraferma dove eravamo noi. I ragazzi del Saltstank ci hanno fornito l’equipaggiamento da snorkeling e le mute semistagne per fare il bagno senza congelare e per goderci l’avventura sentendoci a nostro agio.

Dall’isola si vedono in lontananza due grandi scogli piatti che fuoriescono dall’acqua.

Con il Saltstank ci siamo avvicinati e ci siamo accorti che su di essi stavano serenamente campeggiando al sole una famiglia di un centinaio di foche.

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La mia piccola Utklippan e i suoi abitanti, che ci guardano curiosi

Patrick ha ridotto i motori al minimo per poi spegnerli completamente ad una distanza abbastanza vicina per nuotare ma lontana abbastanza da non creare disturbo ai nostri nuovi amici. Appena ci hanno visti le foche si sono tuffate in acqua, troppo di fretta a parer mio.

Ho provato un moto di dispiacere a pensare il disturbo che gli stavamo creando, prima di accorgermi che invece sbagliavo di grosso: le foche non stavano scappando, ma da creature curiose come sono stavano venendo verso di noi, per scoprire chi era venuto a trovarle.

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Scusa, cosa sei? @photocredit Forget Someday

Ho cercato di avvicinarmi a loro il più possibile nuotando lentamente, anzi galleggiando. Un piccolo di foca si è avvicinato e mi nuotava intorno curioso di scoprire chi o cosa ero. Lo guardavo, lui scappava, io mi giravo e lui era di nuovo li, ogni volta sempre più vicino.

È stata per me una grande gioia vedere queste creature nuotare serene nel loro habitat naturale, per niente spaventate dall’uomo.

Dopo una lunga nuotata con i nostri nuovi amici è venuta ora di tornare sull’isola, il sole era ormai basso sull’orizzonte. A Utklippan c’è solo un faro del 19° secolo disabitato, un piccolo porto protetto per le barche che passano da qui e si vogliono fermare a riposare in un posto sicuro, due casette una volta casa per la guardia costiera e una sauna.

Una sauna? Sí una sauna, una piccola costruzione di legno affacciata sulla scogliera.

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Il faro in cima al quale ci aspettava una sorpresa!

Siamo partiti in esplorazione della piccola isola e del suo faro. Qui c’è una cucina e qualche camera in cui io poi ho scelto di dormire. Siamo saliti in cima al faro per vedere tutta l’isola da lassù e sorpresa! Dopo il nostro bagno Patrick ha allestito qui per noi la fika, la pausa caffè a cui gli svedesi sono molto affezionati.

Dalla cima del faro, di fianco alla grossa lampada abbiamo mangiato tè e biscotti.

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Fare merenda con the, biscotti e cioccolato in un posto così… mica male no? @photocredit Skye Travels

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La piccola Utklippan vista dalla cime del suo faro! Quando si è quassù ci si sente padroni del mondo!

Nel frattempo, mentre noi gironzolavamo per scoprire ogni singola roccia dell’isola e mentre al tramonto l’isola ci regalava il meglio di sé stessa, Patrick e Samuel hanno tirato fuori una griglia talmente grande da cucinare per un esercito e hanno preparato la cena.

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Dopo una giornata cosí la fame si sente… meno male ci sono i ragazzi del Saltstank a pensare a noi

Abbiamo mangiato, abbiamo bevuto e ci siamo rilassati nella sauna sul mare.

Ci siamo conosciuti e ci siamo raccontati le nostre storie di viaggio. Samuel ha anche cercato di convincermi dell’esistenza del pinguino delle foreste e dell’uccello peloso chiamato “uccello kiwi” della nuova Zelanda.

Ho riso con le lacrime agli occhi, ma quando mi ha fatto vedere le foto sul telefono ho dovuto ammettere che è vero e che queste creature esistono sul serio. Non devo dirvi che dovrò presto andare per vederli anche io.

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Tramonti svedesi

Nell’aria quella sera c’era un’atmosfera speciale, quelle atmosfere  di complicità che si creano solo tra le persone che hanno vissuto insieme una grande avventura come la nostra.

Arrivata l’ora di andare a dormire, ognuno di noi ha scelto un posto diverso dove stare. Io ho scelto il letto a castello in una piccola camera polverosa del faro, qualcuno ha preferito la camera dentro la casa della guardia costiera, qualcuno ha steso a terra in mezzo al prato un materassino e ha dormito sotto le stelle.

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Tramonti svedesi reloaded!

Alla mattina seguente l’isola ci ha augurato il buongiorno con il canto dei gabbiani e il sole che  splendeva in un cielo limpido, decorato da qualche nuvoletta azzurra. Qualcuno di noi ha preferito rimanere sull’isola mentre tre di noi non hanno resistito alla tentazione di avere un altro incontro con le amiche foche.

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Il nostro Saltstank prima di tornare a Karlskrona

Verso l’ora di pranzo è venuta l’ora di prendere le nostre poche cose e tornare a Karlskrona. Ce ne siamo andati con il cuore gonfio di tristezza e una nostalgia che già forte cominciava a fare capolino nel cuore.

Il treno che mi ha riportato a Stoccolma partiva alle 4 del pomeriggio. Ho avuto poco tempo per salutare i miei nuovi amici.

“Dobbiamo rivederci”
“Certo che ci rivedremo”

I viaggiatori come noi non dicono mai addio perché sanno che prima o poi si rincontreranno.

“Allora ciao ci vediamo presto”
“Certo, il prossimo anno torno qui eh, magari già questo inverno”

La verità è che non sono mai stata brava ad aspettare e Utklippan e i miei nuovi amici mi mancano da morire.

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Da sinistra a destra: Blonde WayFarer, Tales of a Backpacker, Skye Travels, Pimp My Trip e Forget Someday, Samuel e Arlinda!

I miei due giorni a Utklippan non li dimenticherò mai. Credo di aver scattato in poco piu di 24 ore più di tutti i selfie mai scattati in vita mia. Il viaggio è stato favoloso, le persone e le guide che ci hanno accompagnato anche.

Mentre guardavo le foche giocare e nuotare veloci sotto di me ho pensato che fossero animali felici e in quel momento lo ero anche io.

Credo che tutti noi dovremmo arrivare ad essere felici e io credo di essere sulla strada giusta. Magari sto facendo lunghi giri intorno, magari al posto dell’autostrada sto prendendo la strada panoramica, ma so che ci arriverò prima o poi.

Il mio viaggio è stato organizzato da VisitKarlskrona e dai ragazzi del Saltstank che ancora una volta voglio ringraziare per questa esperienza, una delle avventure più belle che io abbia vissuto in tutta la mia vita.

A chi mi legge consiglio fortemente di visitare questa parte della Svezia poco conosciuta dal turismo di massa e meravigliosa. Mi conoscete e sapete che sono onesta, se non lo pensassi con tutto il mio cuore non ve lo direi.

 

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5 comments… add one
Claire

It was an amazing trip, great photos!! (And from what i gathered with my broken italian) great post too 🙂

Lilly

Incredibile esperienza. Mi hai fatto venir voglia di andarci subito.

Michela

Martina che splendida esperienza! Mi sono emozionata tantissimo leggendo questo racconto, non solo per la magia del nuotare con le foche o pernottare su quell’isoletta, ma anche per la gioia con la quale la racconti, si percepisce proprio la tua felicità di essere lì con quei compagni di viaggio!

Federico

Sono in cerca di nuove esperienze, ho sempre viaggiato ma non ho mai vissuto a pieno i posti che ho visitato

martina santamaria

Si fa sempre a tempo!! Utklippan potrebbe essere un ottimo modo per incominciare 🙂 Ciao Federico!

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