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Avventure svedesi – in kayak e bici alla scoperta di Karlskrona

– Posted in: Europa

Costituito da circa 1650 isole, l’arcipelago di Karlskrona è un posto perfetto per chi vuole rilassarsi e ricaricare le proprie batterie durante un viaggio in Svezia.
Ma per chi ama le cene di pesce, il kayak o la bicicletta l’arcipelago Blekinge, questo il suo nome, è davvero il paradiso.

Sono stata nell’arcipelago di Karlskrona per qualche giorno dopo aver partecipato ad una conferenza a Stoccolma e ho esplorato in kayak e bici questa città, patrimonio dell’UNESCO dal 1998, e i suoi dintorni.

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Come non esultare di felicità di fronte a Brändaholm?

Sono partita dalla stazione Centrale di Stoccolma in mattinata insieme ad altri travelblogger accompagnati da Terje di Visit Karlskrona e dopo quasi 5 ore di treno che ci ha regalato dal finestrino bellissimi sguardi su foreste infinite, laghi e campi coltivati siamo scesi a Emmaboda, dove un pullmino ci attendeva per portarci a Karlskrona.

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Viaggiare in treno in Svezia, uno degli scorci dal finestrino di questo meraviglioso paese

Abbiamo subito lasciato i nostri zaini all ‘hotell Conrad, un hotel di charme a gestione famigliare situato in una casa storica di Karlskrona del 1700.
L’hotel dispone di 113 camere e appartamenti, in più a disposizione degli ospiti ci sono una piscina e una sauna, ma uno dei punti forti è sicuramente la colazione, un buffet “senza fine” con tutto quello che si può desiderare.

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La mia cambretta all’hotel Conrad. Oltre ad essere uno degli hotel migliori a Karlskrona spesso offre pacchetti molto convenienti.

Dal momento che all’hotel Conrad affittano anche le biciclette, siamo andati alla scoperta di questa città il cui centro è situato sull’isola di Trossö ed è affacciata sulle acque blu del Mar Baltico.

Karlskrona ha eliminato il caos dalla vita dei suoi abitanti: le macchine sono pochissime, la città è tranquilla e la bicicletta è il mezzo più consigliato per visitare la città.

Pedalando siamo saliti sulla collina fino a Stortorget, la piazza più grande di tutta la Svezia con la statua di Carlo IX e due chiese davvero magnifiche: La Chiesa di Fredrik e quella chiamata “chiesa tedesca” ma il cui vero nome è Chiesa della Santa Trinità.

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Karlskrona ha eliminato il caos dalla vita dei suoi abitanti, girare in bici è il modo migliore per esplorare la città

Dopo una fermata alla Chiesa Tedesca, dalla piazza Grande siamo scesi giù dalla collina passando accanto alla Torre dell’Orologio fino ad arrivare alla base navale e ci siamo fermati a scattare qualche fotografia al Kungsbron (Ponte dei Re)  per poi continuare verso l’Isola di Stumholmen.

Sull’isola di Sumholmen è obbligatorio fermarsi  alla fortificazione di “Kungshall” con i cannoni che puntano verso il mare e che è una parte delle mura originali che dividevano la città tra zona civile e quella militare.

La strada corre per la maggior parte vicino all’acqua regalando scorci sulle isole, isolette e rocce dell’arcipelago, massi rotondeggianti di granito rosa punteggiati di cespugli che spuntano dal blu del Baltico.

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Il nuovo utilizzo dei cannoni di Kungshall!!!

Siamo passati anche di fronte al Museo del Mare che io personalmente non ho visitato ma che merita sicuramente di essere menzionato in quanto è uno dei luoghi da non perdere se si viene a Karlskrona: oltre ad una vasta raccolta di oggetti che sono stati collezionati  per più di un quarto di millennio, vi è anche un vero e proprio sottomarino in mostra qui dal 2014. Karlskrona è infatti l’unica base navale della Svezia e il museo copre tutto quello che c’è da sapere su questo aspetto fondamentale della città.
L’ingresso è gratuito.

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Museo del Mare di Karlskrona

Continuando a pedalare abbiamo di nuovo risalito la collina verso la piazza grande, e siamo scesi dalla parte opposta passando la libreria e finendo il nostro giro alla Piazza del Pesce, Fisktorget, dove ci siamo incontrati con i ragazzi del Karlskrona Kayak.

La piazza è facilmente riconoscibile grazie alla statua della”Fiskargumman” (moglie del pescatore) di Erik Höglund, un omaggio ai tempi in cui le donne delle isole circostanti raggiungevano la città in barca per vendere il pesce agli abitanti del luogo.

Nonostante Karlskrona sia appunto l’unica base navale in Svezia e una parte delle sue acque sia controllata dai militari e quindi inaccessibile, ci sono tante di quelle  porzioni di mare nella città che non basterebbero giorni interi per esplorarle tutte.

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Brändaholm con i suoi cottages e le bandiere svedese nel vento, una delle immagini più famose della svezia

Karlskrona Kayak organizza molti tour in kayak e sono gli unici ad avere le chiavi della polveriera di Ljungskär se si desidera visitarla. In più non solo organizzano molti tour ma sono proprio produttori di kayak ad altissime performance che vendono in tutta quanta la Svezia.

La mia prima paura era quella di capovolgermi ma mi sono tranquillizzata quasi subito, appena mi sono resa conto che i kayak sono stabili e costruiti apposta anche per le acque agitate del Baltico.

Tuttavia le acque intorno a Karlskrona sono ben protette da una rete di isole , rendendo il mare relativamente calmo e pagaiare qui è facile e per niente faticoso.
Abbiamo pagaiato con i kayak vicino a piccoli isolotti, siamo passati  sotto ponti fino ad arrivare proprio di fronte all’idilliaca isoletta di Brändaholm, una delle “cartoline” della Svezia.

Brändaholm è famosa per essere il posto più svedese della Svezia con i suoi 43 cottage, bandiere che sventolano nel vento e il mare azzurro. Costruiti in uno stile che si mantiene invariato dal 1920, i cottage indossano il colore più caratteristico della Svezia, il rosso con gli spigoli bianchi.

Così la nostra serata trascorre scivolando sull’acqua, tra casette rosse e un incredibile tramonto, uno di quei tramonti che solo le estati al nord sono capaci di regalare.
Siamo scesi dopo due ore in kayak stanchi ma felici e soprattutto affamati. Abbiamo ripreso le biciclette e abbiamo raggiunto il ristorante prenotato per la cena.

Il ristorante Skeppsgossen si trova sotto l’antica Torre dell’acqua di Karlskrona, vicino al Museo del Mare.

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Il miglior cibo italiano in Svezia, come non farsi venire l’acquolina in bocca di fronte a un piatto così?

Joakim, l’eccentrico proprietario del ristorante, stufo del sorbetto al limone che trovava in Svezia, è venuto in Italia per imparare a farselo da sé. E direi che ci è riuscito alla grande visto che il suo gelato è stato premiato come il migliore di tutta la Svezia. Di conseguenza Joakim ha fatto lo stesso con il caffè, la birra e altri prodotti.
Quando sono all’estero generalmente mi piace mangiare il cibo del posto ma mi ha fatto molto piacere che mi abbiano invitata in un ristorante italiano per avere un feedback sulla loro cucina.

Quando Terje ha detto a Joakim che gli aveva fatto una sorpresa e gli aveva portato a cena un’italiana vera, avreste dovuto vedere il panico sulla sua faccia ma in tutta onestà devo ammettere che questa è stata la miglior cena italiana mai mangiata all’estero!

La mattina seguente ci siamo incontrati con gli altri ragazzi per andare a visitare il piccolo villaggio di Kristianopel, il paese delle mille rose.
Con Michael, titolare della kulturkompaniet abbiamo passeggiato per qualche ora lungo le strade di questo pittoresco villaggio, la cui storia si respira tra le case antiche. Kristianopel nonostante sia apparentemente solo un piccolo villaggio ha una storia molto importante: era l’ultimo baluardo del re Danese contro l’impero svedese.

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Una piccola casa di Kristianopel

Kristianopel fu fondata nel 1660 dal re Christian IV di Danimarca (da qui il nome del villaggio) per difendere il confine tra Svezia e Danimarca appunto.
Nel momento della sua massima espansione, a Kristianopel vivevano 100 uomini e 60 cannoni con la responsabilità di difendere le 700 persone che vivevano all’interno delle mura del piccolo baluardo danese.
Nel 1611 in quella che viene ricordata come la “Dreadfull Midsummer”, gli svedesi, sotto la guida del principe sedicenne Gustavo Adolfo, attaccarono Kristianopel dandola alle fiamme e uccidendo tutti i suoi abitanti, senza risparmiarne neanche uno.
Kristianopel fu presto ricostruita, ma la Danimarca dovette cedere le province della Scania, Halland e Blekinge e così Kristianopel divenne svedese.

La costa che da Kristianopel scende verso sud fino ad arrivare a Torhamm è davvero scenografica con porzioni di mare di fronte a fitte foreste. Durante il percorso che si snoda tra valli coltivate e foreste sono rimasta con il naso appiccicato al finestrino a guardare le piccole fattorie che si succedono una dietro l’altra.
Durante il percorso Ci siamo fermati da alcuni produttori locali, tra i quali la piccola fattoria orranas gardsmejeri per assaggiare i formaggi che producono dal latte delle loro capre.

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Simpatici amici alla fattoria Orranas Gardsmejeri

Boel e Lars hanno una storia particolare, una di quelle che a me piace ascoltare perché sono la dimostrazione che spesso il coraggio ripaga.

Circa 6 anni fa hanno lasciato due ottimi posti di lavoro a Stoccolma per realizzare il loro sogno di aprire una fattoria. Così hanno acquistato questa grande casa con tanto terreno intorno, hanno studiato perché non avevano mai avuto esperienza e hanno combattuto fino ad ottenere questo posto che oggi gli sta regalando tantissime soddisfazioni.

Oggi, Boel e Lars hanno più di 60 caprette da latte più i cuccioli. Ogni mattina Lars munge le sue capre e ottiene il latte che viene lavorato fino ad ottenere diversi tipi di formaggi, molti dei quali hanno vinto numerosi premi e Boel mi mostra orgogliosa i suoi trofei.

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La faccia intellegente di un’italiana in svezia di fronte al formaggio

Sapete quanto amo gli animali e quanto il loro trattamento sia un aspetto per me molto importante: le capre qui vivono benissimo, hanno grandi prati recintati in cui pascolare tranquillamente, una stalla nella quale ripararsi se piove, ma la cosa che mi ha stupito di più è che a tutte quante è stato dato un nome! Questo cosa mi ha fatto tanto piacere, dimostra quanto Boel e Lars amino i loro animali.

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Casette dei pescatori a Torhamm

Dopo la sosta siamo arrivati a giusto in tempo per il pranzo al Kafè Masen nel piccolissimo paese di Torhamn, 25 km a sud di Kristianopel . Terje vuole farci assaggiare il cibo più tipico di questa zona, il Kroppkakor delle “palle” di patate ripiene di carne di maiale e cipolle servite con burro, panna liquida e marmellata di ribes, ma ci spiega anche che la ricetta cambia molto da famiglia a famiglia, insomma ognuno le fa come meglio crede.
Personalmente non mangio carne ma i miei compagni di viaggio le hanno trovate davvero deliziose tanto che qualcuno ne ha addirittura mangiato tre!

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Le Kroppkakor del Kafè Masen

Le piccole isole e i villaggi che formano l’arcipelago di Blekinge sono il posto perfetto per il relax, ma possono diventare molto avventurose, basta solo desiderarlo.

L’“island hopping” cioè il saltellare da un’isola ad un’altra per esplorare il lifestyle di questo posto, gli sport d’acqua e la cultura locale sono stati in assoluto uno delle avventure più sceniche che io abbia vissuto in Svezia.

Questo mio viaggio a Karlskrona è stato organizzato in collaborazione con Visitsweden e Visitkarlskrona ai quali va tutta la mia gratitudine per l’esperienza meravigliosa che ho vissuto a Karlskrona e nel suo arcipelago.

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2 comments… add one
Skye Class

Karlskrona is such an amazing part of Sweden. So glad I got to share the trip (and that cannon) with you. Such fond memories of every part of it, including that cheese. Btw, great expression! Hope to run into you again someday in Italy!

Annalisa

Perdonami il commento idiota, ma appena hai parlato del ristorante italiano mi è venuta in mente la scena del film di Zalone ahahaha
Ma che dici, mi porti in Svezia? Io torno a febbraio… 🙂

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