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La Geisha In Giappone: Chi è, Dove Vederla e Miti da Sfatare

– Posted in: Cultura e Tradizioni

Chiunque vada in Giappone ha un desiderio: vedere una vera geisha giapponese. O per lo meno era uno dei miei desideri, dopo aver visto il film “memorie di una geisha” mi ero innamorata di questa figura mistica.
Per fortuna il loro mondo, la loro bellezza, la loro grazia e la loro tradizione è sopravvissuta ancora oggi.

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La tradizione delle geisha non è vecchia per esempio come quella dei samurai (che purtroppo non esistono più), ma è comunque antica e la paura che anch’esse potrebbero in futuro scomparire è reale: per metterlo in numeri, negli anni ’20 le geisha erano circa 80.000, mentre ad oggi il loro numero si è ridotto tra le 1000 e le 2000.

Tornando al film citato prima, Memorie di una Geisha è stato girato ad Hollywood e molti aspetti sono imprecisi o eccessivamente romantizzati, contribuendo a fortificare concetti errati riguardo questa cultura.

Grazie alle mie discussioni con molti amici giapponesi e alle ricerche e studi che ho fatto su questo argomento che così tanto mi interessa sono uscita a saperne molto di più.

Chi è la Geisha?

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Che cos’è una “geisha”? E la “maiko”?

Una geisha, che si traduce in italiano come “artista performante” o semplicemente “artista”, è un’intrattenitrice professionista di alta classe, addestrata a varie forme d’arte.

Nota: anche se si usa quasi sempre la parola geisha, in alcune zone del Giappone vengono utilizzati altri nomi. Per esempio nell’ovest del Giappone e a Kyoto, usano la parola geiko mentre nell’area di Kanto (intorno a Tokyo), le chiamano geigi.

Una maiko, che in italiano letteralmente è tradotto “bambina che balla”, è un’apprendista geisha.

Storicamente una maiko iniziava la sua formazione in età molto giovane verso i 3 o i 5 anni. Oggi la loro formazione inizia molto più tardi: a Kyoto iniziano nell’adolescenza intorno ai 15/16 anni mentre a Tokyo a 18.

Per essere ancora più precisa, una ragazza che vuole intraprendere questa strada ed entrare in questa comunità può iniziare direttamente lavorando come geisha dopo aver sostenuto un anno di addestramento prima del suo debutto.

Anche le donne dai 21 ai 23 anni diventano subito geisha (anche loro dopo il periodo di addestramento) in quanto sono troppo vecchie per essere considerate maiko.

A Tokyo, le maiko sono piuttosto chiamate hangyoku (“mezzo gioiello”) e possono rimanerlo fino ai 23 anni.

I compiti di una geisha

Una geisha viene solitamente assunta per intrattenere e assistere gli ospiti (che sono prevalentemente e tradizionalmente maschi) durante banchetti, pasti, feste e altre occasioni con performance come danzare sulle melodie dello shamisen (uno strumento a corde), facendo conversazione, cantando e altro ancora.

Le geisha si incontrano con i loro ospiti nell’ochaya (casa del tè) o in un ryōtei (ristorante tradizionale giapponese).

Attenzione: le geisha vivono nelle okiya (casa delle geisha) e lavorano nelle ochaya (case del tè)

Gli ochaya sono locali altamente esclusivi che abitualmente concedono l’accesso solo a clienti regolari o fidati.

Per accedere ad un’ochaya meglio essere presentati da un amico che sia già cliente e che quindi garantisca per voi. Anche per questo motivo, se non siete giapponesi o se non avete amici giapponesi, organizzare una cena con una geisha non è semplice e può essere anche molto costoso.

Infatti oggi la maggior parte degli ochaya ha diminuito le loro restrizioni ultimamente e ora i turisti possono cenare con una geisha se passano attraverso agenzie di viaggio e hotel affiliati.

Tuttavia preparatevi a spendere un budget considerevole: una cena completa con geisha può arrivare a costare dai 400 euro in su. Questo non include la cena per cui dovrete aggiungere altri 80/90 euro se va bene e il costo di un interprete.

Io non l’ho fatta la cena questo per il fatto che non parlando giapponese purtroppo mi sarei persa le conversazioni con le geisha ed il prezzo era un pochino alto.

Ma come mai un’esperienza con le geisha è così costosa?

Il loro addestramento è lungo e pagato dalle case delle geisha: le geisha una volta che cominciano a lavorare devono rimborsare il costo del loro addestramento.

Ma non solo. Anche il loro abbigliamento è terribilmente costoso: un kimono rigorosamente fatto a mano e su misura può costare anche 10.000 euro!

Storia della geisha

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La figura della Geisha iniziò ad apparire nei quartieri del piacere del Giappone prima della fine del XVIII secolo. Le prime geisha erano in realtà uomini, mentre quando anni dopo cominciarono ad apparire le prime donne  si trattava di ballerine.

Col passare del tempo, la geisha diventò un’occupazione femminile.

Lentamente, la figura della geisha si diffuse nel paese e molte di loro iniziarono a lavorare principalmente come intrattenitrici. Anticamente non vendevano sesso ed era vietato che lo facessero: i cortigiani di alta classe con licenza (prostitute) erano gli oiran.

Tuttavia, quando arrivò il 1800, la figura dell’oiran cominciò a sparire in quanto i ricchi giapponesi cominciarono a scegliere come accompagnatrici le geisha per il loro comportamento “chic” e moderno.

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, anche le geisha iniziarono a declinare; dovettero chiudere il loro okiya (case delle geisha) e le case da tè e i bar e andarono a lavorare per lo più nelle fabbriche. Il fatto che molti ancora oggi considerino le geisha delle prostitute viene in parte dal fatto che in quel periodo alcune prostitute cominciarono a spacciarsi per geisha con i militari americani.

Quando la guerra finì le vere geisha tornarono a casa e ripristinarono la loro figura come quella originale di intrattenitrici di alta classe e chiesero maggiori diritti per la loro figura professionale.

5 Miti da sfatare

La geisha è una prostituta

La geisha non è una prostituta. Sono e saranno sempre intrattenitrici altamente qualificate. In ogni caso, la prostituzione è illegale in Giappone dal 1956. Inoltre, anche se alcuni di queste nei tempi antichi offrivano rapporti sessuali ai loro clienti, è utile notare che non faceva parte della loro vera funzione tradizionale: come detto prima rischiavano anche la prigione in caso fossero state scoperte ad offrire sesso ai loro clienti.

Ovviamente una geisha è libera di perseguire relazioni personali con qualsiasi uomo che incontra anche se lo incontra sul lavoro.

Le geisha vivono in un hanamachi (quartiere delle geisha, letteralmente “città dei fiori“), e dato quanto apprezzano la loro reputazione, sceglieranno sempre le loro relazioni con attenzione. Se mai si innamorano e vogliono sposarsi, a volte devono ritirarsi perché le geisha (soprattutto a Kyoto) dovrebbero essere single.

Tuttavia, ora ci sono molti posti in Giappone (come Tokyo) che permettono alle donne sposate, divorziate e / o con figli di diventare geisha.

Le geisha hanno relazioni sessuali con il patrono o Danna

Può darsi che in passato sia successo che qualche ragazza trovasse un patrono ovvero un signore molto ricco, il danna per l’appunto, che potesse sostenere le spese della sua formazione per avere poi una relazione personale (che non doveva essere per forza sessuale).

Oggi è davvero molto difficile che questo accada perché la geisha è una libera professionista a cui piace essere libera ed indipendente.

Le ragazze venivano vendute dalla famiglia per povertà

Potrebbe essere accaduto in passato, ma oggigiorno, nessuna ragazza viene venduta a un okiya a causa della povertà, dato che diventare geisha è una scelta di carriera personale.

In effetti, molte ragazze devono persuadere i loro genitori oggi per poter intraprendere questa strada. Una volta che i genitori di una ragazza lo acconsentono, prima di essere accettata, dovrà prima fare una specie di colloquio con l’associazione e con le proprietarie femminili delle okiya.

Il Mizuage, il rituale per una maiko per passare all’età adulta, era una vendita della verginità

No. Anche se il mizuage era in realtà una cerimonia di vendita della verginità per prostitute e cortigiane, nel caso delle maiko non è mai stato così.

Il mizuage delle maiko è una cerimonia in cui la geisha più anziana taglia simbolicamente il nodo superiore dei capelli della maiko per indicare che è diventata adulta.

Differenze tra Geisha e Maiko

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Se vi recate in giappone da queste caratteristiche potrete distinguere una geisha da una maiko (oltre all’età).

Acconciatura

Mentre la geisha indossa solitamente parrucche, la maiko ha i suoi capelli naturali.

Entrambe comunque vengono acconciate da parrucchieri altamente qualificati (anche se a causa del fatto che questo tipo di hairstyling poteva portare alla calvizie sta venendo abbandonato).
Alla maiko viene fatta l’acconciatura ogni settimana Per mantenerla intatta, le maiko dormono con il collo su piccoli supporti chiamati takamakura (sono alti cuscini dall’aspetto spiacevole, se avete visto il film Memorie di una geisha, saprete di cosa sto parlando).

Ornamenti nei capelli

La Maiko indossa ornamenti per capelli decorativi più elaborati chiamati kanzashi e i disegni possono variare a seconda del livello di addestramento a cui sono. Durante il loro stage il loro accessorio per capelli è un hana-kanzashi o un ornamento con fiori fluenti che penzoleranno dai capelli al mento (di solito indossati durante il primo anno di allenamento). Al contrario, le geisha indossano un kanzashi più semplice che di solito è solo un pettine.

Trucco

Avete presente l’idea che si ha della geisha con il volto completamente truccato di bianco? Generalmente sono le maiko ad avere questa caratteristica, non la geisha che generalmente non ha il viso dipinto a meno che non stia per fare una performance speciale.

Il trucco bianco generalmente copre completamente la faccia, il collo e il petto della geisha o della maiko, esclusa la nuca. Questa parte è considerata un’area tradizionalmente erotica in Giappone, quindi il trucco viene utilizzato per aumentarne la sensualità lasciando di solito una forma a “V” invertita su una geisha e una forma a “W” rovesciata su quelli che hanno appena debuttato come maiko. (Questo stile è chiamato eri-ashi)

Poiché le maiko non indossano le parrucche, avranno una fascia visibile di pelle non verniciata all’attaccatura dei capelli. Le loro sopracciglia saranno colorate con rosso o rosa, mentre i loro occhi saranno delineati in rosso e nero.

Le maiko del primo anno avranno solo il labbro inferiore dipinto di rosso, mentre le maiko nel secondo anno di allenamento e oltre avranno entrambe le labbra dipinte.

In confronto, come le geisha normalmente indossano parrucche, non ci sarà nessuna fascia di pelle nuda all’attaccatura dei capelli. Le loro sopracciglia avranno solo un tocco di rosso, mentre i loro occhi sono solo delineati in nero. Entrambe le loro labbra saranno dipinte di rosso vivo.

Kimono

Una maiko di solito indossa un kimono a maniche lunghe dal design colorato (indumento tradizionale giapponese) con un obi (fascia) più ampio (sash) che forma un arco mentre si piega sulla schiena.

Anche il colletto è anche una caratteristica distintiva perché è spesso e ricamato, e principalmente nel colore rosso (altri colori possono essere solo oro o bianco).

Le geisha, che sono più mature riflettono la loro maturità anche nel kimono che è più austero ma raffinato con maniche più corte e solitamente in tinta unita con un motivo semplice sul fondo. Il loro obi è più corto e piegato come un quadrato, i loro colletti sono completamente bianchi. (Sia maiko che geisha indossano comunque i kimono in base alla stagione).

Calzature

Maiko generalmente indossa sandali di legno molto alti, per evitare che il loro kimono tocchi il terreno, chiamati okobo. Le geisha usano sandali di legno più corti chiamati zori o geta.

La geisha oggi: dove vederla

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Anche se la tradizione della geisha sta diminuendo (a causa della sua esclusività e dei costi), è a Kyoto che è più facile vederle.

Gli hanamachi, un tempo erano diffusi in tutto il Giappone, ma oggi è Kyoto la città in cui ne restano di più con cinque hanamachi ancora attivi (Gion Kōbu, Ponto-chō, Kamishichiken, Gion Higashi e Miyagawa-chō). Gli hanamachi si trovano anche a Tokyo (con il noto hanamachi di Shimbashi , Asakusa e Kagurazaka) e a Kanazawa.

Girovagando per le strade di Gion a Kyoto, con strade strette e vicoli laterali
ai quali i bagliori arancioni regalano un’aurea misteriosa, potete vedere
una vera geisha o una maiko.

Vedere una Geisha nel distretto di Gion non è garantito e se avete successo con un avvistamento, molto probabilmente sarà quello di una Maiko, come è successo a me.

Come molti abitanti del posto mi hanno detto: “devi essere molto fortunato a vedere una Maiko, e ancora di più a vedere una geisha”.

Ci sono varie zone a Gion dove poter vedere una geisha. La più popolare è Hanamikoji Dori, dove si trovano varie case di geisha.

Gion è ora un miscuglio di vecchi vicoli stretti e un moderno quartiere dello
shopping con una miriade di grandi magazzini. Due aree rimangono i principali snodi in cui le geisha sono chiamate a lavorare – la stretta e misteriosa strada illuminata dalle lanterne di Pontocho-dori a ovest del fiume e Hanamikoll-dori dal lato opposto, vicino alla splendidamente conservata strada Shimbashi.

Considerate però che spesso, soprattutto le maiko, partono da Hanami-koji-dori (la sezione tra Shijo-dori e il tempio Kennin-ji), fanno un breve tratto su Shijo-dori, per poi svoltare verso Nord, dove si disperdono nelle zone tra Shijo Dori e Shirakawa-minami Dori.

Detto che Geisha e Maiko possono iniziare a lavorare fin dalle 20:00, l’orario migliore per vedere una geisha per strada è tra le 17:45 e le 21, ma si possono vedere anche molto più tardi.

In genere se c’è troppa confusione e troppi turisti, è difficile che una geisha esca in strada.

In Giappone ci sono degli studi henshin che vestono i turisti come geisha o maiko per un giorno. Se vedete durante il giorno una geisha o una maiko passeggiare in luoghi turistici o affollati, probabilmente è una di quelle finte: le geisha e le maiko sfuggono dai luoghi in cui sanno che i turisti potrebbero fotografarle e chiedergli di mettersi in posa.

Ad aiutarvi ad individuare gli “impostori” ci sono le caratteristiche sul modo di vestire di una vera geisha: gli studios non possono infatti vestire i loro clienti in modo “autentico perché vietato.

In realtà, non si è mai realmente consapevoli del fatto che si potrebbe aver avuto una geisha o una maiko vicina, specialmente quando si è in giro a Kyoto. Quando sono nei loro abiti normali (come uno yukata), identificarle sarà naturalmente difficile a meno che non indossino il loro tipico kimono e il tradizionale trucco bianco.

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