Ho impiegato davvero molto tempo per decidermi a scrivere un post sui consigli per visitare Auschwitz da Cracovia perché non riuscivo a trovare le parole giuste: potrei definire che per me la visita sia stata emotivamente estenuante. Detto questo, Auschwitz è uno di quei luoghi che vanno visitati almeno una volta nella vita.

Auschwitz è stata una parte importantissima della nostra storia e consiglio a tutti di andarci perché puoi averne sentito parlare finché vuoi, avere visto documentari e fotografie, ma quando uscirai da lì la tua visione di quello che è stato commesso sarà completamente stravolta e avrai una consapevolezza del tutto diversa.
Per lo meno, questo è quello che è successo a me.
Situati nel sud della Polonia vicino a Cracovia, i campi di concentramento di Oświęcim (KL Auschwitz I) e di Brzezinka (KL Auschwitz II-Birkenau), anche chiamati genericamente “campo di concentramento di Auschwitz”, sono il più grande dei campi di concentramento nazisti: per rendersi conto delle dimensioni della follia nazista, basta pensare che qui trovarono la morte più di un milione di persone ed è entrato nella storia come simbolo dell’Olocausto, ossia del genocidio degli ebrei.
Non solo è il più grande campo di sterminio nazista per dimensioni, ma rappresenta anche il luogo in cui vennero consumati i crimini più cruenti: nei campi infatti furono imprigionati non solo ebrei ma anche intellettuali polacchi, zingari, omosessuali e prigionieri di guerra russi, mantenuti in pessime condizioni igieniche, costretti a lavori massacranti, uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori.
Nel gennaio del 1945, Auschwitz II-Birkenau fu liberato con l’arrivo delle truppe sovietiche. Oggi sono conservati come musei e sono accessibili ai viaggiatori: ogni anno attirano intorno ai 2 milioni di visitatori.
Ci sono numerose opzioni per arrivare e visitare Auschwitz da Cracovia. Per aiutarti a pianificare la visita, qui ho scritto tutto ciò che devi sapere, dalle visite guidate a come visitarlo in autonomia e a cosa aspettarti mentre sarai lì.
Per cominciare a vedere cosa troverai, ho aggiunto anche una parte su cosa vedere con delle mappe interattive con i punti più importanti e interessanti della visita.
In questa pagina:
- Come raggiungere Auschwitz da Cracovia (in auto, bus e treno)
- Informazioni di Visita: Orari, Prezzi e Biglietti
- Visitare Auschwitz senza la guida
- Visitare Auschwitz con una guida/educatore
- Visitare Auschwitz con un tour da Cracovia
- Cosa vedere ad Auschwitz
- Consigli per visitare Auschwitz
- Domande frequenti
- Quanto tempo serve per visitare Auschwitz?
- Posso mangiare e bere?
- Si può fotografare?
- Posso portare i bambini?
- Cosa fare se i biglietti sono esauriti sul sito ufficiale?
- È possibile visitare Auschwitz e le Miniere di Sale nello stesso giorno?
- La visita è adatta a chi ha problemi di mobilità?
- È possibile visitare Auschwitz senza prenotazione?
Come raggiungere Auschwitz da Cracovia (in auto, bus e treno)
Il campo di concentramento di Auschwitz I e quello di Auschwitz II-Birkenau si trovano nella città medievale di Oświęcim, a circa 66 chilometri a ovest di Cracovia. Auschwitz era il nome tedesco della città e anche il nome del famigerato campo di concentramento che fu istituito al di fuori dei confini della città.
In realtà quello che comunemente viene chiamato “Campo di Auschwitz” sono due posti separati :
- il campo di concentramento (Auschwitz I): dove c’è il cancello d’ingresso con la famigerata scritta “Arbeit macht frei” che si trova a circa 2,5 chilometri dal centro della città di Oświęcim e dove è stato allestito il museo..
- il campo di sterminio vero e proprio (Auschwitz II-Birkenau), quello con la ferrovia sormontata dalla torretta di mattoni, vista in migliaia di fotografie.
⚠️ ATTENZIONE. In realtà esisteva anche un terzo campo: Auschwitz III-Monowitz ma non ci sono più strutture o resti visibili del campo.
I due campi si trovano a circa 3 km di distanza uno dall’altro e tra essi ci sono autobus regolari e gratuiti che fanno la spola avanti e indietro. Volendo puoi anche andare a piedi. A piedi ci vogliono circa 40 minuti.
Qui sotto trovi la mappa di dove si trova Auschwitz e come arrivare da Cracovia.
Puoi aprire la mappa direttamente su Google Maps cliccando questo link.
- In auto: ci vuole circa 1 ora per arrivare ad Auschwitz da Cracovia percorrendo la A4. In prossimità dell’ingresso dei Campi sono presenti dei parcheggi. Presso Auschwitz I il parcheggio principale del Museo è in via Stanisławy Leszczyńskiej 11 (incrocio con via Józefa Szajny – Vedi qui su Google Maps), mentre per Auschwitz II – Birkenau si trova in Więźniów Oświęcimia 55 (vedi indicazioni)
- In bus. Il metodo di trasporto più economico. La fermata si trova proprio all’ingresso del museo. Dalla stazione MDA (accanto a Kraków Główny) prendi un bus della compagnia Lajkonik che ti lascia davanti all’entrata. Il tragitto dura circa un’ora e mezza e costa 20-25 PLN a tratta (tra i 4 e i 6 €). Puoi acquistare i biglietti alla stazione, dal conducente del bus, oppure online qui (se riesci a capirci qualcosa, il sito è in polacco ). Qui trovi gli orari dei bus da Cracovia ad Auschwitz.
- In treno. Ci sono treni che collegano Cracovia a Oświęcim. Dalla stazione poi devi raggiungere i campi che si trovano a 2 km di distanza (20/30 minuti a piedi). In estate puoi andarci a piedi, in inverno no, ti consiglio di prendere un taxi, non costa molto, ma volendo ci sono anche dei bus. Qui trovi gli orari dei treni.
🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: per arrivare ad Auschwitz in bus da solo il modo più comodo è prenotare lo shuttle navetta.

Informazioni di Visita: Orari, Prezzi e Biglietti
Essenzialmente ci sono 3 modi per visitare Auschwitz:
- Visitare i campi senza una guida: puoi farlo in alcuni orari (dovrai arrivare da solo)
- Visitare con una guida (educatore): dovrai arrivare da solo ad Auschwitz e all’ingresso verrai inserito in un gruppo con un educatore.
- Visitarli con un tour da Cracovia: in questo caso avrai il trasporto da Cracovia e farai il tuo tour con una guida ufficiale del Campo.
La visita comincia dal museo, ovvero da Auschwitz I: il Museo è aperto tutto l’anno, sette giorni su sette, tranne il 1 gennaio, il 25 dicembre e la domenica di Pasqua. Orari 2026:
- 7:30 – 14:00 dicembre
- 7:30 – 15:00 gennaio, novembre
- 7:30 – 16:00 Febbraio
- 7:30 – 17:00 marzo, ottobre
- 7:30 – 18:00 aprile, maggio, settembre
- 7:30 – 19:00 giugno, luglio, agosto
Per vedere gli orari sempre aggiornati, consulta questa pagina del sito ufficiale.
I tour o l’entrata devono essere prenotati in anticipo dal sito ufficiale di Auschwitz oppure inviando una mail a reservation.office@auschwitz.org. Dovrai prenotare in anticipo il tuo orario perché il numero di visitatori di Auschwitz è regolamentato e a numero chiuso. Per chi decide di prenotarsi il sito specifica di presentarsi in loco almeno 30 minuti prima dell’orario di entrata prenotato.
⚠️ ATTENZIONE! I biglietti online possono essere acquistati da 3 mesi fino a 7 giorni prima della tua visita, ma il sito ufficiale raccomanda di acquistarli con almeno 3 mesi di anticipo! Ricorda di presentarti con un documento di identità.

Visitare Auschwitz senza la guida
Se ti stai chiedendo come visitare Auschwitz senza una guida, devi sapere che puoi farlo, ma solo a determinati orari, generalmente nel pomeriggio ed è comunque necessario registrarti per avere l’Entry Pass.
Le fasce orarie per l’ingresso gratuito (ti ricordo che comunque devi registrarti online e ottenere l’Entry Pass) sono le seguenti:
- Gennaio e Novembre: dalle 14:00;
- Febbraio: dalle 15:00;
- Marzo, ottobre: dalle 16:00;
- Da Aprile a Settembre: dalle 17:00;
- Dicembre: dalle 13:00.
La pagina per controllare gli orari è difficilissima da trovare, ma si trova cliccando qui.

Visitare Auschwitz con una guida/educatore
Se visitare Auschwitz senza guida permette di procedere con i propri tempi, soffermarsi sui particolari e concentrarsi sulle proprie emozioni, è con la visita guidata che si ha la possibilità di approfondire davvero il tema.
Non a caso, ad Auschwitz le guide vengono chiamati “educatori” e questa è una cosa che a me ha colpito moltissimo. Gli educatori infatti non sono semplici “guide” ma persone a cui è stato affidato il delicato compito di approfondire giorno dopo giorno la storia, apprendendo direttamente dai racconti dei superstiti quello che è successo per poi trasmettere il tutto a noi che andiamo a fare la visita.
Le visite offerte sono:
- Visite guidate generali (2,5 ore) – Tipologia di visita possibile solo nelle ultime tre ore di apertura del Museo;
- Visite guidate generali (3,5 ore);
- Visite guidate per visitatori individuali (3 ore e 45 minuti);
- Visite guidate di un giorno (6 ore);
- Visite guidate di due giorni (3 ore + 3 ore);
- Visite guidate di un giorno (8 ore);
- Visite guidate di due giorni (4 ore + 4 ore);
- Visita online (2 ore)
Vengono offerti più tour al giorno in varie lingue: polacco, inglese, italiano, ceco, tedesco, francese e slovacco e ci sono le seguenti opzioni:
La politica dei costi è abbastanza complessa, ma in generale i prezzi variano a seconda che si viaggi come visitatore singolo o come gruppo. Per i visitatori individuali sono i seguenti:
- Biglietto per la visita generale (durata circa 3,5 ore): 150 PLN (circa 35,53 €)
- Biglietto per la giornata di studio (durata circa 6 ore): 190 PLN (circa 45 €)
Trovi tutti i prezzi in vigore dal 2 Gennaio 2026 a questo link. ATTENZIONE*: i tour in polacco costano leggermente meno.
Dalla pagina della prenotazione potrai scegliere lo slot temporale e di fianco vedrai in quale lingua viene svolto il tour a quell’ora e il numero di biglietti ancora disponibili.

Visitare Auschwitz con un tour da Cracovia
Il modo migliore per visitare Auschwitz è prenotando in anticipo un tour con visita in italiano. Se acquisti un tour organizzato da Cracovia avrai a tua disposizione un educatore certificato in italiano (guida autorizzata del Campo) e il trasporto (non dimenticare che non solo devi arrivare ma tra un campo e l’altro c’è un po’ di strada da fare). E senza dubbio è anche l’opzione più comoda in assoluto.
Prenotando un tour da Cracovia avrai diversi vantaggi:
- Educatore e tour nella tua lingua;
- Trasporto andata e ritorno da Cracovia;
- Trasferimento tra i due campi;
- Se stai pianificando la tua visita all’ultimo minuto, partecipare a un tour ti garantisce il biglietto per Auschwitz;
- Non hai tutto lo sbattimento della prenotazione (che come hai potuto notare è un processo abbastanza complesso)
- Inoltre le agenzie hanno spesso dei biglietti d’ingresso dedicati per cui se i biglietti sono esauriti sul sito ufficiale, è probabile che prenotando un tour tu possa visitarla lo stesso!
Di tour ce ne sono una marea, hai solo che l’imbarazzo della scelta, ma qui ti metto i migliori in assoluto (e i più venduti).
- Tour di Auschwitz da Cracovia: questo tour ha più di 27.000 recensioni e un punteggio medio molto alto. Offre la visita in italiano con educatore certificato (e se ti capita Vladimiro, salutamelo!), il trasporto andata e ritorno e include i biglietti di ingresso ai campi.
- Auschwitz e Miniera di Sale in un giorno: questo tour include tutte le cose viste nel precedente ed in più nello stesso giorno visiti anche le famose miniere di sale di Wielizcka (anche in questo caso è già incluso il biglietto d’entrata).

Cosa vedere ad Auschwitz
Anche se nel parlare corrente si parla in generale di Auschwitz, in realtà i campi sono due: Auschwitz I e Auschwitz II-Birkenau. Quello più famoso che conosciamo tutti per la foto delle rotaie è in realtà il campo di Auschwitz II-Birkenau.
Se devo darti però il mio parere l’altro campo, anche se meno suggestivo, è molto più interessante grazie al museo che è davvero eccezionale.
⚠️ 3 PAROLE IMPORTANTI: RISPETTA LE REGOLE! Non credo di doverti dire che quando si visita Auschwitz non si sta facendo la gita della domenica, ma si sta visitando un luogo dove il rispetto e un comportamento adeguato sono fondamentali. Il campo ha delle regole che puoi leggere qui.
Auschwitz I (Stammlager)
Il campo di concentramento di Auschwitz I (Konzentrationslager – campo di concentramento) fu costruito nel 1940 nei pressi della cittadina polacca di Oświęcim, durante il periodo di massima potenza della Germania nazista, per ospitare i dissidenti politici polacchi, che oramai non trovavano più posto nelle carceri sovraffollate.
Questo sito, prese il nome di Auschwitz I: fu il primo campo di concentramento ad essere costruito e ospitava anche il centro amministrativo del complesso carcerario che si costituì in seguito.
Se inizialmente il campo fu costruito per incarcerare i dissidenti polacchi, ben presto cominciò ad ospitare anche intellettuali, membri della resistenza, omosessuali ed ebrei.
Qui è dove è stato allestito il Museo del Memoriale dell’Olocausto che è diviso tra i vari blocchi.
Qui sotto ho creato la mappa con le esposizioni del museo, divise nei vari blocchi. Puoi cliccare su ogni pallino per avere più informazioni. Puoi aprire la mappa anche cliccando qui.

I “blocchi” dello Stammlager Auschwitz I, ovvero gli edifici in muratura che costituivano il nucleo centrale del campo di Auschwitz I, sono abbastanza intatti e oggi sembrano quasi un po’ troppo “tranquilli”. Non è subito facile rendersi veramente conto di cosa sia successo qui.
Alberi ad alto fusto (per lo più pioppi) sovrastano gli edifici in mattoni ben tenuti. In realtà il “segno” più forte sono solo le recinzioni elettriche di filo spinato e le torri di avvistamento che servono come un costante promemoria di quello che era un tempo questo posto.
Ovviamente l’elemento più noto, più iconico e probabilmente più fotografato è il cancello in ferro con sopra la cinica scritta “Arbeit macht frei” (letteralmente “il lavoro rende liberi”).
Lungo il percorso di visita ci sono dei pannelli esplicativi che raccontano interessanti dettagli storici da leggere. La maggior parte dei testi è trilingue, in polacco, ebraico e inglese.
Visiterai la caserma, vedrai montagne di oggetti personali (a chi arrivava al campo veniva sequestrato tutto quello che avevano, ed è ancora custodito qui), guarderai le foto in bianco e nero scattate mentre il campo era in funzione e vedrai le celle della prigione.
La mostra principale del museo contiene moltissimi retroscena storici, prove fotografiche, mappe e così via, ma anche reperti ancora più scioccanti, ovvero le montagne di oggetti personali appartenuti alle vittime.

Queste cose furono tutte trovate nei magazzini di Auschwitz: quando i nazisti fuggirono frettolosamente non riuscirono a distruggere tutte le prove e lasciarono dietro di sé molte delle cose sottratte alle vittime.
Adesso questi oggetti riempiono enormi vetrine del museo, grandi come intere stanze. In uno c’è un gigantesco mucchio di scarpe, in un altro un enorme mucchio di spazzole, un altro mucchio è costituito da innumerevoli protesi per le gambe. Vedrai anche un enorme mucchio di capelli femminili, ora di un uniforme grigio sfumato. Presumibilmente sono decine di tonnellate di capelli umani.
Un’altra parte degli oggetti in mostra sono le valigie, anche qui esposte in un enorme mucchio, ma si possono vedere nomi e luoghi di provenienza delle vittime scritti a pastello bianco.
Tra i Blocchi una particolare menzione va fatta al famigerato Block 11 conosciuto anche come “Blocco della Morte”, che aveva una funzione disciplinare, cioè svolgeva il ruolo di prigione del lager. Periodicamente, i funzionari della Gestapo venivano ad Auschwitz per completare i procedimenti avviati a carico di polacchi che erano stati arrestati per attività illegali (possesso di una radio, ad esempio) o azioni di resistenza. Queste persone erano condotte nel Blocco 11 di Auschwitz, interrogate, torturate e infine condannate a morte.
Il Blocco 11 era anche usato per l’isolamento, le celle sotterranee (in cui le persone venivano lasciate morire di fame o venivano giustiziate con iniezioni di fenolo) e le torture. Una volta eseguito il verdetto, il condannato veniva fatto spogliare nel bagno della prigione, dopo di che usciva nel cortile che separava il Blocco 11 dal Blocco 10.

In fondo a tale spiazzo, si trova il Muro della Morte, un muro di legno e sabbia, davanti al quale avveniva l’uccisione. In un primo tempo, a sparare era il classico plotone di esecuzione. Dall’11 novembre 1941, invece, i detenuti furono eliminati uno alla volta, con armi di piccolo calibro.
In questa parte del campo si trovano anche le stanze delle SS e quello che era il Crematorio 1 nel quali erano bruciati simultaneamente da quattro a sei cadaveri e in cui furono fatte alcuni test sperimentali con il gas Zyklon B su prigionieri sovietici, prima di essere soppiantato dai nuovi grandi impianti del campo di Auschwitz II-Birkenau (in pratica il precursore delle camere a gas).
Infine fuori c’è il cortile in cui il famigerato comandante del campo Rudolf Höss fu giustiziato dopo la seconda guerra mondiale. Una sola forca per forse l’uomo più malvagio di Auschwitz: qui la morte arriva in ogni sorta di sfumature emotive.
Una delle parti principali e interessanti del museo commemorativo è una sala cinema, situata vicino all’area della reception. Qui viene proiettato regolarmente un film documentario, inclusa una versione in inglese. Include filmati presi dai liberatori sovietici del campo.
Quando ho visitato Auschwitz la prima volta tanti anni fa, avevo preso una guida privata, quindi lo avevo saltato, ma la seconda volta l’ho guardato e vale la pena, è interessantissimo.
Auschwitz II-Birkenau
Nel 1941, a soli 3 km dal campo principale di Auschwitz I, nella località di Brzezinka (Birkenau in tedesco) venne costruito il campo di concentramento di Auschwitz II-Birkenau (Vernichtungslager – campo di sterminio).
Qui sotto trovi la mappa interattiva che puoi anche aprire qui.

Mentre Auschwitz I sembra (e per lo più era) una semplice prigione, Auschwitz II-Birkenau era un vero e proprio campo di sterminio.
Questo è il campo di concentramento passato alla storia con il nome di Auschwitz e venne creato per portare avanti il progetto nazista della “soluzione finale”, attraverso il quale si puntava a sterminare definitivamente il popolo ebreo.
Il campo di Auschwitz II-Birkenau si estendeva in un’area di 175 ettari suddivisi in sezioni recintate con filo spinato e recinzioni elettriche per prevenire la fuga dei prigionieri. Dalla torre del corpo di guardia si ha la visuale della vastità del campo, che al suo apice ospitava fino a 100.000 persone.
A differenza degli altri campi di concentramento, ideati come campi di reclusione e di lavoro, Auschwitz II-Birkenau venne ideato con il fine decisivo di sterminare tutti i suoi prigionieri. Qui si consumarono i crimini più atroci che tutti noi conosciamo.
I prigionieri, dopo un logorante viaggio in treno (Auschwitz II-Birkenau è tristemente famoso per i binari del treno che entravano direttamente dentro il campo) senza acqua ne cibo, e venivano selezionati al loro arrivo: i più deboli venivano mandati direttamente nelle camere a gas, gli altri invece venivano rinchiusi nel campo oppure costretti a diventare cavie per gli esperimenti scientifici.

Il campo di Auschwitz II-Birkenau disponeva di ben cinque camere a gas e di numerosi forni crematori, ciascuno dei quali poteva contenere fino a 2500 prigionieri.
I prigionieri troppo deboli per lavorare venivano quindi costretti ad entrare nelle camere a gas, con il pretesto di doversi fare una doccia, assassinati con il gas Zyklon B, e poi inviati nei forni crematori.
Dal 1942 ad Auschwitz II-Birkenau cominciarono ad arrivare anche le donne, le quali venivano anch’esse uccise o utilizzate come cavie in esperimenti di sterilizzazione.
Poco prima della liberazione, nel gennaio del 1945, i tedeschi fecero saltare in aria la maggior parte delle caserme e dei forni crematori per nascondere i loro crimini, ma vale comunque la pena visitare il campo per rendersi conto delle sue dimensioni: si ha davvero la sensazione di quanto grande fosse l’idea della soluzione finale.
La sua immensa distesa ti colpisce davvero – e quello che vedi è solo la metà di quella che sarebbe dovuto diventare. Ci sono alcuni edifici in mattoni, ma la maggior parte del campo era costituita dalle “baracche” di legno. Una fila di queste baracche di legno è stata conservata e puoi visitarne l’interno: vedrai angusti dormitori con letti a castello a tre livelli, latrine di massa (“servizi igienici”) e impianti di lavaggio.
La maggior parte delle baracche, tuttavia, sono scomparse da tempo e le loro posizioni sono segnalate dalle “orme” sul terreno, in alcuni casi anche dai solitari comignoli in mattoni che spuntano dal terreno come pali di segnalazione.
Il cancello ferroviario (chiamato anche Porta della Morte) di Auschwitz II-Birkenau con la sua torre di guardia in cima che si affaccia sulla rampa del campo è diventato un simbolo familiare per l’intera oscurità dell’Olocausto ed è spesso usato sulle copertine dei libri e simili.
Puoi salire sulla torre di guardia e da qui avrai una vista sulla distesa quasi infinita dell’ex campo (gli orari di apertura sono un po’ ridotti rispetto al resto del campo).
Tra la parte in mattoni più antica e la parte più grande delle baracche in legno del campo si trova la “Rampa”: il raccordo della ferrovia dove i medici delle SS eseguivano le “selezioni” – cioè decidere chi dei i nuovi arrivati sui treni erano ritenuti idonei al lavoro e chi (la maggioranza) sarebbe invece stata immediatamente mandata a morire nelle camere a gas. Con un cinismo direi disgustoso questo luogo fu chiamato dalle SS “anus mundi”.
A sinistra della ferrovia si trova un’area con filari di edifici in muratura che ospitavano il campo femminile, officine, alloggi, latrine e i bagni. Sulle pareti si possono ancora vedere vari slogan cinici originali, come “Sauberkeit ist deine Pflicht” (“la pulizia è il tuo dovere”) e “verhalte dich ruhig” (“stai calmo/silenzio”).
Ciò che distingue questo luogo da Auschwitz I, tuttavia, è il fatto che fu proprio questo campo che nelle fasi successive dell’Olocausto assunse la duplice funzione di campo di concentramento e campo di sterminio. Fu qui che ebbe luogo la parte dell’omicidio di massa sistematico.
Le camere a gas erano all’estremità occidentale del campo. Furono costruite qui quattro camere su “larga scala”, dopo che quelle di “test” su scala ridotta sia ad Auschwitz I che altrove divennero troppo piccole per far fronte alla portata industriale degli omicidi avvenuti dal 1942 in poi, cioè durante “Operazione Reinhard” – la ” Soluzione finale”.
Di queste camere a gas rimangono solo rovine: una è stata fatta saltare in aria da un gruppo di “Sonderkommandos” cioè i detenuti che avevano il raccapricciante compito di ripulire le camere a gas dopo ogni “partita” e poi cremare i corpi nei forni crematori al piano di sopra.

Questo incidente è stato un raro esempio di resistenza anche se molti “Sonderkommandos” hanno contribuito alla resistenza cercando di “salvare” documenti e prove fotografiche e facendole filtrare verso l’esterno per far capire cosa stesse succedendo (la storia è drammaticamente raccontata nel film “La Zona Grigia” – se non lo hai visto, guardalo).
Il resto delle camere a gas/crematori furono fatte saltare in aria dalle stesse SS alla fine del 1944 nel consueto tentativo di insabbiare i loro crimini senza però riuscire a cancellare tutte le tracce durante la loro fuga dal Campo.
Nelle rovine conservate si può distinguere chiaramente lo spogliatoio sotterraneo dove si spogliavano coloro che erano portati alle camere a gas, convinti di recarsi a fare la doccia, e in superficie si possono vedere le tracce dei cinque forni crematori e le rotaie sulle quali erano trasportati i cadaveri.
Quando l’Armata Rossa entrò ad Auschwitz II-Birkenau trovò non solo diverse migliaia di sopravvissuti troppo deboli per essere portati nelle marce della morte, ma anche strutture di stoccaggio piene di ex possedimenti delle vittime uccise.
Oggi delle baracche dove i nazisti conservavano ciò che portavano alle loro vittime, rimane quasi nulla.
Tuttavia, c’è una mostra all’interno dell’edificio del lavatoio (la “sauna”, come era chiamata) che vale la pena vedere. Qui venivano anche ricevuti e registrati i nuovi prigionieri in arrivo, cioè quelli che alla rampa erano stati giudicati idonei ai lavori forzati. Qui ricevevano i vestiti del campo, gli veniva tatuato il numero sulle braccia e gli venivano tagliati i capelli. Quindi la “Sauna” era una parte importante del campo. La mostra odierna espone ancora più oggetti personali delle vittime, come valigie, oltre a un carro per cadaveri e le vecchie macchine per la lavanderia.
Un elemento particolarmente toccante in questa parte è un muro costituito da foto scattate alle vittime. Per il visitatore di oggi è un punto che chiarisce davvero la portata inimmaginabile delle uccisioni di massa in quanto riporta l’attenzione sul fatto che ogni singola vittima era un destino individuale, ognuno tratto da una vita individuale, più o meno normale.
Ed è questo che puoi vedere nelle foto in mostra: sono per lo più scatti di famiglia dei loro tempi felici. Sono raggruppati per famiglia e alcune foto sono persino contrassegnate come “unico sopravvissuto della famiglia X”, il che sottolinea ulteriormente l’intera tragedia.
Una delle cose che personalmente mi ha inquietato di più della visita ad Auschwitz II-Birkenau sono gli stagni torbidi, chiamati stagni delle ceneri, nelle vicinanze. Non sembrerebbero nient’altro che semplici stagni se non fosse per le pietre commemorative davanti a loro che informano il visitatore che questi erano i luoghi in cui sono venivano scaricate le ceneri delle vittime cremate. Quindi questo è in realtà una specie di cimitero. Inquietante davvero.
Oltre al campo e alle mostre troverai anche un grande monumento commemorativo simbolico. Questo è il luogo in cui i sopravvissuti di Auschwitz II-Birkenau si sono riuniti ogni anno per le cerimonie per decenni. Targhe commemorative multilingue incastonate nel terreno acciottolato conferiscono ulteriore solennità. È un luogo adatto per un ultimo momento di contemplazione prima di lasciare il Campo.

Consigli per visitare Auschwitz
Questi sono i consigli per la visita ad Auschwitz (dopo la mia personale esperienza):
- Guarda un film o leggi un libro su Auschwitz prima della tua visita. Per il film ti consiglio di guardare “La zona grigia”. Tra i libri “Se questo è un uomo” è il capolavoro assoluto di Primo Levi, reduce da Auschwitz, che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. Tradotto in tutte le lingue del mondo è una testimonianza sconvolgente sulla vita all’interno del campo di concentramento di Auschwitz. “Il tatuatore di Auschwitz” è una storia d’amore straziante, nata proprio nel mezzo del campo di concentramento di Auschwitz. Una lettura allo stesso tempo forte ed emozionante che parla di “vita” e di come il vero amore possa essere più forte di tutto e tutti anche nelle situazioni più drammatiche. Se invece vuoi qualche altro spunto, leggi il post sui migliori libri su Auschwitz.
- Per arrivare ad Auschwitz in bus da solo il modo più comodo è prenotare qui lo shuttle navetta per Auschwitz
- Se invece cerchi un tour ti consiglio questo Tour di Auschwitz da Cracovia, hai il trasferimento incluso, una guida autorizzata del campo, il biglietto incluso ed è popolarissimo (ha un punteggio incredibile di 8,7 per più di 27.500 recensioni!)
- Se hai poco tempo, e oltre ad Auschwitz a Cracovia vuoi visitare anche le miniere di Wieliczka, ti consiglio invece di prenotare questo tour combinato in italiano Auschwitz e Miniera di Wielizcka in un giorno
- Se decidi di non andare con un tour organizzato devi prenotare qui i biglietti dal sito ufficiale con almeno 2 o 3 mesi di anticipo. I biglietti sono disponibili solo fino a una settimana prima della data decisa.
- Metti scarpe comode e che non ti interessa rovinare: quando piove potresti trovare fango. Non indossare assolutamente tacchi alti.
- La visita dei due lager NON è consigliata ai bambini sotto i 14 anni, ma se vuoi puoi portarli.
- La parte principale del complesso è all’aperto, soprattutto ad Auschwitz II-Birkenau. Preparati alle intemperie: porta un ombrello, oppure un cappello e della crema solare. Inoltre tira sempre vento, anche in estate, quindi porta una giacca.
- Zaini e borse non possono superare i 35x25x15 cm. Fondamentalmente puoi portare una piccola borsa. Puoi lasciare i bagagli nei lockers (c’è un pagamento).
- Porta dell’acqua se vai in estate, si può comprare sul posto, ma ti costa di più. Non è permesso consumare snack all’interno del museo.

Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Auschwitz?
Indicativamente dalle 4 alle 6 ore solo per la visita ai campi. Se ci aggiungi 3 ore per il trasferimento da Cracovia, non ti resta molto altro da fare.
Posso mangiare e bere?
C’è un caffè all’interno del museo che è l’unico punto di ristoro e l’unico posto dove si può comprare qualcosa.
Si può fotografare?
In genere si, ma ci sono alcuni punti o sale del Museo dove è vietato, ma è indicato chiaramente. Non si può portare il cavalletto, bisogna per quello chiedere un permesso speciale.
Posso portare i bambini?
Non ci sono restrizioni di età, ma è fortemente sconsigliato portare bambini sotto i 14 anni.
Cosa fare se i biglietti sono esauriti sul sito ufficiale?
In questo caso hai 3 tentativi che puoi fare:
1 – Prenotare un tour guidato tramite agenzie private (che includa l’ingresso). Spesso infatti le agenzie locali hanno degli slot dedicati che non compaiono sul sito ufficiale.
2 – Verificare la disponibilità di tour in altre lingue (per esempio le visite in polacco sono meno richieste di quelle in inglese). In questo caso puoi noleggiare l’audioguida.
3 – Monitorare il sito ufficiale 24-48 ore prima della data desiderata per eventuali slot rilasciati all’ultimo minuto a causa di cancellazioni improvvise.
In bocca al lupo!
È possibile visitare Auschwitz e le Miniere di Sale nello stesso giorno?
Sì, con un tour organizzato puoi farlo. Per esempio con questo tour che include entrambi.
La visita è adatta a chi ha problemi di mobilità?
Sebbene il museo offra sedie con ruote gratuite, la visita può essere faticosa, in quanto Auschwitz I ha sentieri sterrati e molti blocchi hanno gradini ripidi mentre Auschwitz II-Birkenau è vastissimo e il terreno è irregolare e ci sono sassi.
È possibile visitare Auschwitz senza prenotazione?
No, anche nelle fasce d’orario gratuite è necessario avere l’Entry Pass che si ottiene su prenotazione.
Nonostante sia una visita emotivamente estenuante Auschwitz deve davvero essere visto almeno una volta nella vita. Spero con questo articolo di aver fatto un po’ di chiarezza sulla visita al campo e che i miei consigli ti siano stati utili: se hai dubbi o domande lascia un commento sotto a questo post. Se invece ci sei già stato mi farebbe veramente piacere leggere la tua esperienza personale. Buon viaggio.


Diana Elisa
Ciaoo a tutti, io a Cracovia vado ad Aprile perché so che in primavera è consigliabile ed è bello.
Non sono mai andata in visita di Auschwitz Birkenau ma sono sicura che come lo vedrò dal vivo mi fara’ impressione e so di seguire le regole del campo cioè che non posso fare commenti.
Emarti
Ciao diana Elisa,
quando uscirai da Auschwitz Birkenau avrai una visione totalmente diversa, starai male preparati ma sarà una pietra miliare per la tua conoscienza. E’ una visita che ti rimarrà nel cuore, per sempre.
Sofia
Mi è piaciuto molto il modo in cui hai presentato questo viaggio che definire doloroso è ovviamente riduttivo. Sono anni che penso di fare questa visita e spero di riuscirci presto.
Le regole del campo esistono anche in italiano? Se sì mi potresti dire dove le trovo.
Grazie mille!
Sofia
Emarti
Ciao Sofia, no io in italiano non le ho trovate
Marisa Avellano
Ciao, mi chiamo Marisa e dal 10/02 sarò a Cracovia per 4 giorni, mi interessa visitare Auschwitz e devo dire che il tuo blog mi è stato davvero utile… vorrei solo domandarti una cosa riguardo il sito ufficiale di Auschwitz: facendo un “general tour” di 3.5h in italiano e all’orario indicato da loro (in questo caso alle 12:15), per il giorno stabilito da me (ad es. 12/02), nella parte in cui dice “Visit for individuals for whom a tour in groups with an educator is organised or for individuals without an educator” è inclusa un audioguida o c’è proprio una persona fisicamente a spiegare tutto? Grazie mille in anticipo
Emarti
Ciao, in genere l’educatore è una persona in carne ed ossa.
Antonino
complimenti la migliore presentazione che abbia letto sinora. grazie per i consigli. ho già fatto alcuni riscontri e tutte le tue informazioni risultano corrette. Grazie
James
Ciao, devo recarmi a Cracovia a settembre. Vorrei visitare i due campi da solo, senza guida. Mi confermi che non pago? Se entro da solo, sono libero di rimanere a mio piacimento o ci sono regole (come mi sembra di capire)? Esistono guide cartacee in italiano per la visita dei campi? Ti chiedo infine se serve prenotarsi lo stesso sul sito ufficiale essendo solo. Grazie e complimenti per la presentazione.
Emarti
Ciao James, dopo il covid, è necessario prenotarsi. Le visite da solo mi sembra di capire dopo la pandemia sono solo dopo le 16. Puoi prenotarti il biglietto dal sito ufficiale QUI e non si paga. Magari però almeno l’audioguida, se possibile, ti consiglio di prenderla. Non credo ci siano restrizioni di tempo (nel senso che puoi rimanere finché vuoi, ma conta che se entri dopo le 16 non ti resta moltissimo tempo.
Ciao!
James
Grazie 1000
Michele
Ciao, complimenti per la presentazione, mi commuovo giá adesso….
Io e la mia compagna arriveremo ad Auschwitz in bici, per la visita, mi consigli di lasciarla in albergo , o posso arrivare al museo con le bici e poi parcheggiarle in un posto sicuro ?
Emarti
Ciao Michele, ma dici di partire in bici da Cracovia? Guarda che sono circa 70 km! Io non so con che velocità voi andiate … non mi ricordo ci fosse un posto sicuro dove mettere le bici sinceramente :'(
Emilio
Complimenti veramente per questa pagina. Sono appena tornato da Auschwitz e tutti i consigli e le informazioni di viaggio sono accurati e molto utili. Sono andato in treno e tornato in bus, prendendo coraggio anche a prenotare su siti di linee di pullman completamente in polacco. Sto desiderando di vedere il resto del tuo sito per altre destinazioni. Saluti da Cracovia e grazie!
Emilio
Emarti
Grazie Emilio, sono contenta che tu abbia trovato qui le info che cercavi!
Grazie mille e buon viaggio!
Lanzi Anito Giorgio
Complimenti, molto dettagliato. Faremo finalmente in primavera, restrizioni permettendo, questo viaggio da anni desiderato e la Tua descrizione ci sarà molto utile. Grazie
Emarti
Grazie a te per questo commento, mi ha resa felice. Buon viaggio!
fabio
Complimenti per la descrizione così dettagliata. Visiterò il sito a giugno, non vedo l’ora, ho prenotato il tour dal sito ufficiale. Dovendo ora organizzarmi per il trasporto da e per cracovia, ho letto nella tua descrizione che si può prenotare una navetta a 4 euro, però nella pagina a cui si arriva mi da disponibili solo le date di maggio, da giugno in poi è tutto disattivo. E’ perché è possibile prenotare solo mese per mese?
Grazie
Emarti
Ciao Fabio, non lo so, può anche essere che interrompano il servizio, cerco di informarmi, ma comunque puoi prendere i biglietti per il bus anche là
Gianlu
Ciao interessantissima guida. Quindi a quanto capisco la visita in autonomia è possibile in due modi: o entri in un gruppo pagando la visita educativa ( ci sono solo tre guide in italiano alle 11.15 12.45 e alle 14.15) o da solo ma dopo le 16 e a settembre ad esempio chiude alle 18 quindi si riesce solo a vedere un campo visto che la visita consigliata è di almeno 90 minuti per ciascun campo. La visita con l’ educatore prevede invece entrambe i campi?
Emarti
Ciao Gianlu, la visita con l’educatore è solo al primo campo!