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Le Valli di Lanzo: guida ad un’oasi alpina celata al turismo di massa (parte II)

– Posted in: Europa

La Bessanese innevataIl Pian della Mussa fu, nella prima metà del Novecento, una delle più esclusive località alpine italiane, prima che interessi economici speculativi ne segnassero il declino in favore di Sestriere. Privo di impianti sciistici, d’inverno è possibile praticare lo sci di fondo ed arrampicarsi su cascate di ghiaccio. Dal Pian della Mussa partono escursioni tanto belle quanto non agevoli, in mezzo ad una natura incontaminata, stambecchi, camosci, marmotte e qualche raro turista: se la fatica non vi spaventa, fra i 2600 ed i 3600 metri la vostra vista, i vostri polmoni, il vostro io più profondo saranno appagati. A 2600 metri, a circa 2 ore di escursione dal Pian della Mussa, trovate il Rifugio Gastaldi, attrezzato ed accogliente: si pagano solo le consumazioni, l’affitto di attrezzature e l’eventuale pernottamento. Dal Rifugio potete partire, con minor fretta, all’alba per scalare Ciamarella o Bessanese, per affacciarvi dall’Albaron di Savoia ed apprezzare un panorama mozzafiato che arriva sino al Gran Paradiso ed al Monte Bianco, oppure per valicare in Francia e raggiungere il rifugio di Averole. Se durante le vostre escursioni vi imbatterete in simpatici signori che cercano guardinghi fra le pietre, non vi preoccupate: sono cercatori di genepy, erba alpina con cui si produce l’omonimo liquore e base per molti altri infusi alcolici (voi però non raccoglietela perché è una specie protetta). Più avventuroso ed economico è raggiungere il Lago della Rossa (a circa un’ora e mezza dal Rifugio Gastaldi) e qui dormire nel bivacco San Camillo: al mattino vi alzerete sognando il letto di casa e guardando gli stambecchi abbeverarsi nelle acque azzurre del lago: se qualcuno vi vorrà venire a prendere con la macchina, potrete scendere nella vicina Valle di Viù e raggiungere il lago di Malciaussia.

Ciamarella

Questo è il punto di partenza per raggiungere i rifugi Cibrario e Tazzetti e per tentare la scalata al Rocciamelone (impresa praticabile anche partendo dalla Val di Susa). I borghi di Viù e di Usseglio sono caratteristici e la loro architettura, quasi integra, rimanda al primo Novecento, quando le famiglie più in vista di Torino avevano qui la loro villeggiatura. AframontPer gli amanti della moto, da Viù, attraverso il Colle di Lis, si raggiunge la Val di Susa. La Val Grande, forse la meno apprezzabile, è tuttavia caratteristica per il tipo di roccia, la vegetazione selvaggia e per la sua conformazione, poiché scorre pressocchè in maniera pianeggiante sino al limitare delle montagne: dal fondovalle, in circa tre ore si raggiunge il crinale settentrionale, da cui si gode di una splendida vista sul Lago di Ceresole Reale. Nel lasciare le valli, sostate un’oretta a Lanzo e, camminando nel borgo medievale dei marchesi d’Este, non mancate di assaggiare i gustosi torcetti, biscotti di pasticceria secca tipici del luogo. Se avete mezza giornata a disposizione, prima di prendere l’autostrada visitate la Reggia di Venaria, da poco restaurata: aiuterà il vostro animo nel difficile passaggio fra il verde di quelle valli e la vita, venata di grigio, di tutti i giorni.

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