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Le Valli di Lanzo: guida ad un’oasi alpina celata al turismo di massa (parte I)

– Posted in: Europa

Fra la Val Susa, la Savoia e la Valle d’Aosta, dalle vette alpine scendono verso Torino le Valli di Lanzo (Val Grande, Val d’Ala e Valle di Viù), gioielli sconosciuti al turismo di massa. Se vi piacciono gli alberghi omnicomforts, i centri commerciali e lo shopping alpino, i locali alla moda anche a 2.000 metri, mi permetto: non proseguite oltre la lettura. Lago della rossaQui troverete solo alberghetti dal fascino impolverato sopravvissuti alla belle epoque; antiche case contadine in pietra (autentiche, di quelle che ormai in Valle d’Aosta ed in Trentino non esistono più, trasformate in case per turisti da cartone animato), dove se siete fortunati troverete una vecchierella che vi vende un’ottima e “profumata” toma dentro una stalla totalmente refrattaria alle norme CE in materia di igiene; magnifici sentieri impervi, gli stessi che un tempo percorrevano i contrabbandieri con la mercanzia sulla schiena. stambecco

Si perché qui è nato l’alpinismo italiano e le prime guide alpine, alcune chiamate anche all’estero per la loro maestria, erano contrabbandieri o figli di contrabbandieri; né le donne stavano a guardare: una pare fosse famosa perché partiva col suo carico in spalla dalla Francia, valicava le Alpi a circa 3.000 metri e poi scendeva in Italia, senza mai fermarsi, con la sua pipa in bocca. Nel piccolo paesino di Balme, in Val d’Ala, un museo ci spiega il mito di quelle guide alpine che, per vivere, inventarono l’alpinismo a beneficio di annoiati ma energici giovanotti di buona famiglia (che a fine Ottocento giungevano qui persino dalla Francia, dall’Inghilterra e dalla Svizzera). In paese vi è anche un modesto ma divertente percorso avventura sospeso nell’aria. Da questi impervi valichi alpini non passarono solo merce di contrabbando e turisti, ma anche la Sacra Sindone, quando dalla Savoia fu portata avventurosamente a Torino per salvarla dalla guerra e dal saccheggio: a Balme e lungo la valle antichi abbandonati affreschi ricordano l’evento, in attesa che i Beni Culturali si ricordino di loro.

Pian della MussaSopra Balme, a 1800 metri, lo scenografico Pian della Mussa, ricco di acque sorgive da cui si approvvigiona l’acquedotto di Torino, dominato da una ex residenza di caccia dei Savoia (oggi Soggiorno Alpino Scuole Pie) e sul cui sfondo svettano le cime della Bessanese e della Ciamarella, ben note ad alpinisti e rocciatori.

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