PimpMyTrip.it – Viaggi Avventura header image
PimpMyTrip.it - Viaggi Avventura > Blog > Viaggi Avventura > Africa > Un assaggio di Marocco in 3 giorni

Un assaggio di Marocco in 3 giorni

– Posted in: Africa

 Certi viaggi nascono davvero per caso: è così che è nato il mio viaggio in Marocco, tre giorni appena sufficienti ad avere un assaggio dei colori e dei profumi di questo bellissimo paese. Inizio Giugno 2011, la divertente avventura in canoa sull’Ardeche in Francia ha lasciato in me ricordi di spruzzi  d’acqua ghiacciati, risate sotto una pioggia incessante e quell’insoddisfazione strisciante dell’occasione perduta. Ogni giorno puntualmente sondo i vari siti web delle compagnie aeree per trovare lo spunto e naturalmente la giusta occasione per una nuova destinazione. A differenza di sempre stavolta l’occasione giusta mi capita sotto le mani quasi subito: Combinazione RyanAir Pisa – Fez, Marocco, A/R a meno di 40 euro, tasse incluse.

te-alla-menta-marocco

The alla menta alle porte di Fez

Il volo dovrebbe partire alle 17 e 20 ma è in ritardo. Le scene che tutte le volte Ryan air mi costringe ad assistere in areoporto sono da film, permeate da un alone di irrealtà: durante le operazioni di imbarco ,gli istinti primordiali  prendono il sopravvento anche su migliaia di anni di cultura, di libri e di educazione, rendendo  normali operazioni di routine alla stregua di una guerra per la sopravvivenza.

Quasi tre ore dopo, l’impatto del carrello con l’asfalto della pista e il successivo sobbalzo del boeing 737 mi risvegliano dal torpore annunciandoci che finalmente siamo arrivati a destinazione. Sopra la città di Fez le nuvole color acciaio si accalcano prepotenti, ma il sole trova un varco tra esse e coi suoi raggi crea una luce calda  che accarezza  i contorni del paesaggio.

citta-fez-marocco

Fez

Una veloce corsa in taxy e finalmente arriviamo al Ryad 53, scelto e prenotato come sempre attraverso internet. Il proprietario ci apre il portone in legno scolpito e ci accoglie con una birra fresca e due chiacchiere nel patio. Saliamo in camera, doccia e usciamo per mangiare. Ci sediamo nel primo e unico ristorante/bottega/bancarella aperto,ordiniamo due coche e due piatti di spiedini, che ci vengono serviti con verdure cotte e riso, per la spesa totale di 96 Dirham (meno di 10 euro in due). Soddisfatti ce ne andiamo a letto,stanchi ma contenti, domani sarà il giorno di visita della Medina, l’unica giornata intera che dedicheremo a Fez: è d’obbligo l’alzarsi presto per poter vedere il piu possibile di questa città che viene definita il cuore sacro e pulsante di tutto il Marocco.

Riepilogo spese –    Volo RyanAir 79,80 euro in due –    50 dirham taxi –    96 dirham cena

GIORNO 2 : La MEDINA DI FEZ

Fez, fondata ai primi dell’800, è la città imperiale più antica del Marocco e la sua medina  (Fes el Bali, una delle aree pedonali piu estese al mondo) è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO. Guardando i suoi tetti dall’alto della terrazza, la Medina sembra  dormiente sotto il sole caldo e il colore delle case le rende un aspetto sbiadito, quasi stanco. Ma è girovagando per le arzigogolate viuzze che si osserva il vero cuore della città, nelle antiche e polverose botteghe in cui fabbri e pellai svolgono mestieri antichi ormai da tempo dimenticati, nei portoni riccamente intarsiati, nelle moschee sacre e nei canti coranici,  nei bimbi che si offrono di guidare i turisti sperduti  nella speranza di guadagnarsi una moneta, nelle donne avvolte nel velo, nei rari raggi di sole che riescono a penetrare  il buio degli stretti vicoli, nei negozietti, nelle mille splendide ricche fontane, nei bar popolari e nel profumo del thè alla menta, nei gatti, nelle lampade coloratissime.

Ci addentriamo nelle viuzze strette e tortuose di Fes el Bali girovagando su e giu, i negozianti che ci vedono passare cercano di attirarci dentro le loro botteghe ,visitiamo  la famosa e splendida medersa Bou Inania,  e proviamo anche  ad entrare anche nella moschea, da cui però ci viene chiesto gentilmente di uscire perchè l’ingresso è riservato solo ai musulmani. Dopo aver girato in lungo e in largo tutto il giorno, rientriamo  al ryad dove ci aspetta un buonissimo cous cous (120 DHM a testa ), dopo il quale, distrutti, andiamo subito a dormire.

GIORNO 3 : VOLUBILIS –MOULAY IDRISS-AZROU Stamattina alle dieci siamo già pronti e in attesa che l’agenzia ci porti la macchina che abbiamo scelto. Il ballottaggio era tra la macchina ed il Grand Taxy, ma ha vinto la prima perché ancora non sappiamo se torneremo a Fez stanotte. L’auto che diventerà fedele compagna per i prossimi due giorni è una Kia Picanto arancione fiammante sotto lo strato di polvere che la ricopre, a guardarla neanche troppo attentamente si vede che ha   qualche riga e qualche km di troppo ma tutto l’assieme è in condizioni accettabili. Il prezzo è di 350 DHM al giorno, il kilometraggio illimitato.

arco-caracalla-volubilis

L’ Arco di Caracalla a Volubilis

L’arrivo  a Volubilis è verso l’una. Il poco traffico, i bellissimi paesaggi che attraversiamo e le condizioni dignitose dell’asfalto rendono la nostra strada molto piacevole. Posteggiamo praticamente davanti al cancello arrugginito del sito archeologico (entrata 20 DHM a testa). Non riusciamo a fare neanche una decina di passi che correndo col fiatone ci raggiunge una delle onnipresenti  guide  per offrirci le sue spiegazioni sulla città. Ci lasciamo convincere, queste persone hanno davvero bisogno di lavorare  ora che la crisi che sta attraversando il mondo arabo  ha ridotto il turismo quasi all’osso, inoltre   la mia Lonely Planet dice che le guide di Volubilis  che si presentano all’entrata  sono molto preparate. Decisione azzeccata: nonostante il sole cocente che picchia in testa, la spiegazione sarà piacevole e i 150 DHM che gli lasceremo in fondo per noi non sono molto, per lui si. Da Volubilis in qualche minuto si giunge alla famosa Moulay Idriss, che merita senz’altro una visita. La giornata sta giungendo  in fretta al termine qui sul Medio Atlante marocchino,  decidiamo di fermarci a dormire nella cittadina Berbera di Azrou. La cittadina (il cui nome significa  “grande roccia” per l’enorme roccia che ne segna il confine occidentale )  è piccola, ma carina,  circondata da foreste di querce , pini e cedri e da grandi prati ,e nonostante non sia forse una  grande meta turistica  non fatichiamo molto a trovare un alloggio. Il nostro ostello si chiama hotel Salam, è proprio in una piccola via parallela alla piazza principale di Azrou e ha camere piccole, in stile berbero ma molto pulite e confortevoli. Peccato per il gran  caldo invece che avrò alla notte e che mi impedirà di dormire (Hotel Salam camera doppia DHM 200 con bagno in comune). Alla sera usciamo per mangiare un panino, la piazza è piena di gente e di musica e di locali in cui bere qualcosa seduti sotto le stelle. Azrou è davvero una bella sorpresa.

GIORNO 4 : AZROU- SORCES DE L’OUM-ER-RBIA –  AZROU-IFRANE- ROUTE DES LACS-FEZ Dopo un’ottima colazione in un bar nella piazza centrale  (due brioche 2 spremute d’arancia 1 cappuccino DHM 37) Abbiamo lasciato Azrou stamattina, quando l’aria è ancora frizzante  il cielo è punteggiato dalle stelle accese della sera prima. Man mano che procediamo verso sud, le infinite distese di cedri e pini lasciano il posto a distese pianeggianti di erba e rocce e anche la frescura del bosco si ritira in favore del caldo, ma il paesaggio è ugualmente splendido allo sguardo.

Stiamo proseguendo sempre verso sud, e mentre il paese di Ain Leuh si fa piccolo all’orizzonte e la macchina corre sull’asfalto polveroso, d’un tratto  il mio sguardo si fa come sospeso tra lo stupito e l’incredulo quando tra l’erba secca spuntano le prime baracche di legno e lamiera,  con solo teli in plastica ormai laceri a fare da tetto. I bambini sostano sulla strada chiedendo monetine alle macchine che passano con occhi grandi e infinitamente tristi, inconsapevoli alla loro età che esiste una vita in cui non c’è fame, perchè non hanno vissuto altro che quella. La tristezza e lo sgomento provati non mi lasceranno per tutti i prossimi giorni e anzi mi accompagneranno per molto tempo ancora, infidi sotto la superficie, pronti a venire a rispuntare in quei momenti della vita normale in cui, sola a casa, ripenso ai miei viaggi ed alle tante persone incontrate.

Chiusi in un silenzio tra il riflessivo e l’angosciato ,finalmente giungiamo alle sorgenti. Lungo il torrente che nasce e che  scorre impetuoso, rimbalzando e spaccandosi in spruzzi sulle rocce rosse,  sono state costruite una serie di terrazze coperte sotto le quali è possibile ripararsi dal gran caldo  e bere qualcosa sdraiati sui tappeti, ma il tempo stringe e non possiamo fermarci a lungo.

Ritorniamo dunque verso nord fino ad Azrou  dove , poco dopo aver imboccato la deviazione per IFrane ci fermiamo nella foresta di cedri Cedre Gouraud, perché questo posto è famoso per la presenza delle bertucce. Vorrei dirvi che sono bestioline docili e carine se non fosse che una mi ha aggredita e mi si è attaccata ai pantaloni con dei denti che non vi dico: ho passato 5 minuti buoni saltellando per il bosco per scrollarmi di dosso questa dolce bestiola.

Sono eccitata all’idea di vedere IFrane, costruito dai Francesi, di cui la mia LP parla molto bene e che  è famoso per essere una rinomata stazione sciistica, trovandosi a quasi 1800 metri di altezza. L’entusiamo provato fino ad adesso scompare quasi immediatamente appena arriviamo al centro del paese,lasciando il posto alla sensazione che  Ifrane sia un paesino il quale, sia  il fatto che sia frequentato dalla giovane aristocrazia locale e  sia la presenza della neve in inverno, hanno trasformato in un  posto anonimo che coi suoi tetti rossi e spioventi e le sue auto di lusso vuole avere la presunzione di assomigliare piu ad un paese della Svizzera che ad uno del Marocco.

Dayet-Ifrah-Marocco

Dayet Ifrah

Dopo un pranzo consumato di fretta ci rimettiamo in macchina alla volta della  Route des Lacs  un percorso turistico di circa una 60ina di km che fiancheggia le rive di ben tre laghi (di cui noi ne vedremo solo due, il terzo,il Dayet Hachlat non lo troviamo). Gli altri due laghi sono molto belli. Il lago Dayet  Aoua, è circondato da alberi frondosi e prati di erba verde, mentre Dayet  Ifrah è caratterizzato da rive piu aride, per nulla affollato, con come unico  frequentatore qualche cavallo che, tranquillamente, pascola sulla riva, mentre intorno migliaia di papaveri rossi dondolano al soffio di un leggero vento. Finalmente arriviamo di nuovo a Fez. Torniamo al nostro ryad e ci prepariamo per la cena. Stasera per festeggiare la fine del nostro viaggio di tre giorni andiamo a mangiare in un posto che ci viene consigliato. Il ristorante (zen Garden) è considerato tra i migliori di Fez, a noi non fa impazzire perché fa  cucina francese (non marocchina uffa) e perche rispetto alla media è molto caro (490 DHM in due)… si che abbiamo mangiato filetto, ma ormai siamo talmente abituati a spendere poco che la cifra ci sembra esorbitante…..Dopo cena facciamo una passeggiata nella parte nuova dellla città (la Ville Nouvelle) . Il viale è bello, pulito e ben tenuto, peccato che di tutte le fontane che ci sono (e sono tante) non ne abbiamo vista in funzione neanche una (scopriremo in seguito che le tengono spente perché sono troppo care da mantenere :s)

GIORNO 5 – FEZ concerie – PISA

Le concerie a Fez

E anche il giorno della partenza è arrivato. Visto che il volo parte alle 15 e 30 abbiamo ancora tutta la mattinata che è già schedulata per la visita delle famosissime, nonché  famigerate, concerie.  La pratica della concia delle pelli è una tradizione millenaria e ancora  oggi  viene tramandata di padre in figlio: i lavoratori sono ancora organizzati in corporazioni di stampo medioevale e medioevali sono anche le condizioni di sicurezza mentre i vapori delle tinture in cui gli operai sono costretti a stare immersi per ore fino alle ginocchia compromettono la salute anche dei piu giovani. Per osservare le pozze veniamo accompagnati su una terrasse di un negozio (tutti i negozi li intorno hanno queste terrazze da cui si vedono le pozze), veniamo omaggiati di una piantina di menta,  in pratica il surrogato della maschera anti-gas , il trucco è tenerla sotto  il naso per cercare di attenuare gli odori nauseabondi che salgono densi dalle pozze sottostanti. Il ragazzo del negozio cerca di raccontarci qualcosa sulla concia delle pelli, per esempio che materiali vengono utilizzati, ma il suo italiano lascia molto a desiderare, l’inglese pure per cui io riesco a captare solo frammenti di conversazione.  Alla fine della spiegazione ci viene offerto un giro per acquisti noi rifiutiamo e loro gentilissimi non cercano di trattenerci .Con il senno di poi mi sono pentita di non aver  neanche speso un minuto di tempo per  guardare le splendide cinture in morbida pelle esposte dentro la bottega, ma ormai ero talmente  terrorizzata all’idea di essere trattenuta e di dover discutere che ho pensato solo a scappare il  piu in fretta possibile. Alla luce dei fatti, penso che il modo che alcuni venditori hanno di  tormentarti per convincerti comprare qualcosa abbia piu un riscontro negativo che altro: questo comportamento genera il panico in qualsiasi potenziale acquirente, la sensazione non è piu di essere un cliente, ma un prigioniero che deve a tutti i costi riuscire a fuggire dal suo aguzzino.

Il sole è alto nel cielo e per trovare un riparo dal caldo soffocante decidiamo di fare anche una visita al museo Batha, famoso per le ceramiche. Dopo il caos della Medina affollatissima e le concerie passeggiare nel bel giardino fresco del museo è veramente un’ottima scelta. La nostra ultima visita. Il tempo fugge in fretta  e dopo un paio di foto di rito sulla  porta di Bab Boujeloud torniamo al ryad a prendere i nostri zaini. Il taxi gia ci sta aspettando,  salutiamo e ringraziamo  il gentile proprietario del ryad e tristemente ci facciamo portare fino in aereoporto. A parte un’ora di ritardo, il volo scorre via liscio. Due ore e mezza dopo atterriamo a Pisa e di corsa andiamo a prendere il treno che ci riporta a Genova.

Ti Potrebbero anche piacere:

4 comments… add one
Juri

Ciao Martina.

Davvero un ottimo post sul Marocco “mordi e fuggi”.
Stavo pianificando di fare lo stesso lo scorso dicembre, sempre da Pisa a Fez, ma non ho trovato un mezzo di trasporto che mi riportasse dove lavoro giusto in tempo per non sprecare un ulteriore giorno di ferie che a fine anno è merce rara 🙂
Ovviamente è tutto solo rimandato di qualche mese ed assolutamente non cancellato.
Domande:
1) avete girato la medina di Fez senza una guida ? Ho capito bene ? Quindi significa che è fattibile ? Si leggono storie molto contrastanti su Fez, sui “modi di fare” dei commercianti che non sempre rientrano nei canoni dell’educazione (addirittura al punto di generare paura nei turisti ed anche in persone che “girano di mestiere”), oppure anche solo di gente che dice che in quel dedalo di viuzze non si riuscirà mai a vedere tutto in totale autonomia.
2) Avete preso una macchina in affitto per le località più distanti che alla fine si è rivelata una scelta azzeccata: mi pare di aver letto che non avete avuto alcun problema e nessuna sensazione di pericolo per strada, dico bene ? Perdonami la domanda che può sembrare stupida, ma nelle precedenti volte in cui sono stato in Africa (Egitto, Kenya, Zanzibar) sono sempre andato in giro con escursioni organizzate (anche dai Beach Boys locali e non necessariamente dagli operatori classici) ma mai guidando autonomamente. Ricordo che ogni tanto (o ogni poco…per meglio dire) c’erano posti di blocco della polizia. Per carità, niente di eclatante se uno è in regola e soprattutto in buona fede, ma credo sia sempre bene essere preparati. E’ lo stesso anche in Marocco o la situazione è migliore ?
Grazie in ogni caso e complimenti come sempre…

martina santamaria

Ciao Yuri!! Intanto grazie per il commento 🙂
Allora sì, noi avevamo girato senza una guida, ma su una cosa hai ragione, i commercianti possono essere fastidiosi. Io dopo l’esperienza dei 10 mesi in cui ho vissuto in tunisia ho imparato una cosa: quando mi chiamano vado dritta senza guardarli. Ogni tanto ti gridano dietro qualche insulto, ma voi fate finta di niente se no è un continuo discutere e litigare.
noi abbiamo preso l’auto e l’unica sensazione che abbiamo avuto di pericolo sono stati gli incidenti in città perchè in Marocco non guidano molto bene e si infilano ovunque. Ma appena uscite dalle città si guida abbastanza bene. Come sempre la prudenza è una buona compagna di viaggio 🙂
Si ci sono posti di blocco e se ti fermano non ti preoccupare se ti chiedono la marchetta, è abbastanza normale. Purtroppo spesso la polizia è corrotta ma basta allungargli 10 euro e va tutto a posto. a me personalmente non è successo, ma a mio fratello sì e non una volta sola 😀
Ti ringrazio davvero e se hai altre domande io sono qui 🙂
a presto e buon viaggio!

Pietro

Ciao Martina 🙂 ti faccio i complimenti per il bellissimo reportage!
Fez è in lista da un pó, ma non mi sono mai convinto del tutto. Peró è un viaggio che prima o poi vorrei fare! Ho sentito che è molto più marocchina e meno turistica di Marrakech, me lo confermi?
Dalle foto e dal tuo articolo direi che ne vale la pena. 😉

martina santamaria

Ciao Pietro!! Fez è il cuore vero del Marocco e sono sicura che ti piacerà! Si secondo me ne vale la pena anche solo per starci un paio di giorni, se ne hai di più puoi fare il giro che abbiamo fatto noi. Io a Marrakesh vado a fine mese forse …la risposta alla tua domanda te la do appena torno 🙂 🙂 🙂
Un abbraccio e buona Fez!

Leave a Comment