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Turismo in-sostenibile in Messico: l’esempio di Cancun e Isla Mujeres

– Posted in: Turismo Responsabile

Sono tornata entusiasta dal mio viaggio di nozze in Messico, Guatemala e Belize, nonostante io abbia messo piede in casa con dentro quella inquietudine che è li apposta per farci ricordare che qualcosa nel viaggio non ci è andato giù.

E non riesco a farmelo andare giù neanche ora, tanto per dire.

Siamo atterrati a Cancun alle prime luci dell’alba e ci siamo fatti lasciare proprio di fronte al nostro ostello, nella parte vecchia della città. Cancun è formalmente divisa in due: la zona vecchia e la zona hotelera e cioè la parte, lo dice anche il nome, dove sono localizzati gli alberghi ed i resort per i turisti.

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Turismo (in)sostenibile a Cancun

La prima sera decidiamo di fare un giro nella zona hotelera appunto: il mare ha un colore favoloso, mille tonalità di azzurro, dal blu cobalto al celeste chiaro. Saliamo sul bus e con lo scorrere dei minuti ci accorgiamo che in realtà siamo davvero a due passi dal blu infinito del Mar dei Caraibi ma che non riusciamo a vederlo. Mastodontici palazzi di decine e decine di piani formano una spessa ed uniforme barriera di cemento tra la strada e la spiaggia bloccando completamente la vista. A fatica troviamo un varco tra questi ECOMOSTRI per raggiungere finalmente la fine sabbia bianca. Alziamo lo sguardo increduli: che si guardi a destra o a sinistra non cambia nulla,  a perdita d’occhio non si vedono altro che enormi strutture, cristallo e cemento, che svettano altissime, dritte sopra la spiaggia di fronte al mare, appoggiando i loro piedi sulla candida sabbia,  giusto pochi metri più in là dove si infrangono le onde.

Orrore.

Purtroppo qui a Cancun (e in altri posti della riviera Maya) il turismo insostenibile ha fatto un vero e proprio macello; la macchina del business a tutti i costi ha completamente divorato un litorale bellissimo, creando quello che poi di fatto è un solo enorme condominio con centinaia di camere e piccoli appartamenti tutti uguali, in cui la settimana tipo si svolge tra la spiaggia di giorno ed il giocoaperitivo alla sera: alla fine della giornata bicchieri di plastica, cannucce colorate e mozziconi di sigaretta restano abbandonati ovunque, muti testimoni dell’ignoranza umana.

Sapete ogni anno quante tartarughe marine muoiono per colpa dei mozziconi di sigaretta abbandonati sulla spiaggia? I filtri delle sigarette in acqua si gonfiano, le tartarughe li scambiano per cibo, inghiottendoli e soffocando. Ogni anno ne muoiono a decine.

Ed in quanto a turismo insostenibile, mi dispiace dirlo, Isla Mujeres non è da meno: ogni tanto (ma molto meno che a Cancun) tra le fronde delle palme si vedono spuntare palazzoni per nulla rispettosi dell’ambiente circostante.

Quello che più colpisce di Isla Mujeres è che qui il turismo insostenibile non è dovuto solo alla costruzione selvaggia e alla macchina per fare soldi ma soprattutto ai turisti ed al loro comportamento irresponsabile.

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Lo squalo “attrazione” di Isla Mujeres

Il giorno dopo il nostro arrivo decidiamo di fare l’escursione a Isla Mujeres appunto. Per l’ora di pranzo ci sbarcano su una bella spiaggetta (dove c’è un solo ristorante, chissà che marchette si prendono) e dove, oltre al cibo, l’attrazione principale è una specie di piscina, una gabbia in mare, dove uno squalo nutrice, specie totalmente innocua, nuota in tondo tutto il giorno e dove i turisti possono entrare per costringere il povero animale a posare con loro per una fotografia ricordo.

Vorrei che ognuno di loro provasse per un solo momento quello che ho provato io che non riesco più a levarmi dagli occhi e dalla mente l’immagine di questa povera bestia, appoggiato sul fondo, psicologicamente devastato, rassegnato ad una vita di prigionia, solo perché qualche turista abbia una bella foto con cui pavoneggiarsi una volta tornato a casa.

Io stessa ho sentito raccontare da un amico che in Messico aveva fatto la foto con lo squalo:  sai che roba di cui andar fieri, soprattutto se è molto più innocuo di un cucciolo di gatto.

Ma non finisce qui. Anche la vendita di conchiglie sarebbe vietata e non è una cosa che un turista che arriva qui puo’ non sapere o che possa far finta di non vedere:

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un enorme cartello sulla spiaggia di Isla Mujeres avverte i turisti che commercializzare alcuni tipi di conchiglie e’ illegale

Tutti quanti dovremmo sapere  quanto sia importante lasciare le conchiglie nel loro posto e non parlo solo per quelle rare:  ogni piccola conchiglia ha grande importanza, è grazie a loro se qui la sabbia è cosi bianca e fine ma  l’unica cosa che sembra interessi al turista insostenibile è averne una sulla mensola a casa a prendere polvere fino a diventare un qualcosa che siamo ormai talmente abituati ad avere che quando lo guardiamo non lo vediamo neanche più, non ne riusciamo più a cogliere la bellezza.

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Commercio di coniglie a Isla Mujeres

Io non ho figli, ma a volte penso, se ne avessi, che mondo mi piacerebbe lasciargli. E penso che mi piacerebbe che lui o lei potesse godere della bellezza del nostro pianeta come ne ho goduto io. Il rischio invece è che continuando così ci lasceremo dietro un immenso deserto, in cui gli animali saranno solo negli zoo e nelle riserve e le conchiglie  su degli scaffali di qualche appartamento di città.

Il turismo solidale, responsabile, sostenibile non è solo qualcosa di cui scrivere e leggere su internet: difendere il nostro mondo è un dovere di tutti noi e dobbiamo farlo in fretta, prima che qui a Isla Mujeres anche l’ultimo gabbiano sia volato via.

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Turismo responsabile

 

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