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Portofino: itinerario di visita

– Posted in: Europa

Se volete conoscere Portofino, visitatela in un’alba limpida di tarda primavera, quando i pensieri ancora sonnecchiano e si ode solo il cullarsi del mare. Dimenticate i divi di Hollywood, i magnati dell’industria, calciatori e veline, che sono la finzione di questo luogo: per una volta, assaporate la genuinità. Guardate le case della Piazzetta, sono case di pescatori; e i pochi palazzotti più austeri, sono le dimore di vecchie famiglie di proprietari di terre scoscese, di capitani di velieri; fissate i portici antistanti le boutiques ed i ristoranti alla moda, era lì che le donne, dall’infanzia alla vecchiaia, creavano pizzi al tombolo (quelli veri, non le brutte imitazioni a macchina che spesso si cerca di vendere a qualche Orientale perplesso).

Portofino vista dalla Chiesa di San Giorgio

Se, in viaggio, avrete il coraggio di alzarvi prima del sole, all’aurora vi godrete questo spettacolo, lungo il molo o sul sagrato panoramico del Santuario di San Giorgio; e, nel caso, non dimenticate di portare con voi qualcuno a cui volete bene.

Altrimenti, accontentatevi di cogliere le esclamazioni in mille idiomi, nordici, orientali, incomprensibili, ma tutte di stupore e di meraviglia per la bellezza della natura e per l’inconsapevole maestria dell’uomo nell’assemblare questo puzzle cromatico di facciate che si specchiano nel mare. Nel borgo non mancate di mettere il piede nella parrocchiale dedicata a San Martino di Tours, che visse alcuni anni all’Isola Gallinara e chissà che non sia davvero stato uno dei primi turisti vip di Portofino, l’antico Delphini Portus citato già da Plinio il Vecchio nel I secolo. Salite poi a San Giorgio: la chiesa non offre in sé grandi pregi artistici, ma il panorama vi ricompenserà e non vi stupirete a pensare che quel poggio fu scelto quasi mille anni fa per accogliere le reliquie del celebre martire di Cappadocia, uccisor del drago. Di fronte alla chiesa, l’improbabile quanto leggiadro castello del barone Alfons von Mumm (quello dello champagne), la cui vedova Jeannie Mackay-Watt, dal generoso cuore scozzese, nel 1945 salvò Portofino dalla completa distruzione progettata dai nazisti, a rischio della sua stessa vita. Di qui proseguite verso la fortezza genovese di San Giorgio, ora nota come Castello Brown, e non mancate di visitarla per il fascino della struttura, la vista sul paese ed il giardino sul mare: fra le volte di pietra sentirete confondersi echi di battaglie, musiche di feste della crema dell’Impero Britannico e fors’anche il russare del crociato Riccardo Cuor di Leone, che pare qui abbia dormito durante il viaggio per la Terrasanta. A questo punto del percorso potete scegliere di scendere il ripido sentiero che porta alla spiaggia dell’Olivetta, oppure di proseguire verso il faro per una romantica passeggiata.

Portofino vista dalla fine del molo

Per i più abituati a camminare proponiamo un’ulteriore itinerario: dalla piazza dove la strada carrozzabile finisce, salite verso monte e prendete la faticosa scalinata che porta in località Cappelletta; dopo una mezz’oretta fra gli olivi e gli orti vi godrete un’insolita vista di Portofino dall’alto. Per i grandi camminatori, c’è la possibilità di portarsi a Nozarego e quindi scendere a Santa Margherita, oppure di andare all’abazia di San Fruttuoso di Capodimonte e magari risalire a San Rocco di Camogli. Ma questa è un’altra storia.

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3 comments… add one
Luigi

Spesso abbiamo delle perle nascoste vicino a noi.. e pensiamo che siano riservate ai miliardari.. mentre i miliardari pensano: guarda come sono fortunati in Liguria a potersi godere spesso tutta questa splendida natura…

goodnightandtravelwell

Questo post me lo tengo bene in mente… è da quando ci sono stata con la scuola media (e di tempo ne è passato!) che desidero tornare a Portofino… e quando lo farò sacrificherò qualche ora di sonno per vederla all’alba come suggerisci tu 😉

martina santamaria

Ciao bella! si e quando vieni chiamami così ti porto io a fare la visita!

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