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Per un pugno di fagioli

– Posted in: America Centrale

Ogni tanto una discussione ci sta, è che se fossi furba probabilmente mi guarderei bene di raccontarla sul blog.

Questo è  uno di quei post che un travelblogger che vuole diventare famoso non dovrebbe mai scrivere. Purtroppo da quando mi è successo non faccio altro che rimuginarci sopra pur sapendo che nel momento stesso in cui premerò il famigerato tasto “Pubblica” di WordPress, me ne pentirò  amaramente, conscia di aver fatto il peggiore errore della mia già poco folgorante carriera di blogger. Ho già avuto una volta gente (ricordate il mio post su Avventure nel Mondo ?) incarognita sul blog e vi assicuro che non è bello per niente.

Ma io sono così, seguo il mio istinto e quello che la mia coscienza mi dice senza pensare troppo alle conseguenze (prima meglio se bevo un paio di bicchieri) e quando le conseguenze arrivano mi preoccupo di doverle gestire in qualche modo.

Lago-Atitlan_opt

Il lago Atitlan visto da San Pedro la Laguna

Fondamentalmente credo che un blogger dovrebbe dire quello che pensa (col limite del decoro umano)  anche se va controcorrente e credo che non dovrebbe neanche avere paura di esprimere le proprie idee perchè se no ci limiteremmo semplicemente a dire che tutto è meraviglioso quando invece pensiamo che sia una schifezza terribile.

San Pedro la Laguna è un delizioso paese sulla sponda del  famoso lago Atitlan più volte definito il lago più bello del mondo.

San Pedro non ha nulla a che fare con il resto del Guatemala: tolte alcune località turistiche, il Guatemala è un paese poverissimo in cui le persone vivono in dodici in una catapecchia di lamiera, in cui le madri sono costrette a lasciar morire i loro figli perché non hanno i soldi per portarli in ospedale, un paese in cui i bambini portano sulla schiena cascine di legna pesantissime perchè la famiglia abbia da scaldarsi alla sera, un paese in cui intere famiglie vivono con 100 dollari al mese.

San Pedro è un mondo a parte ma che a sua volta è diviso a metà: da una parte c’è la strada lungo il lago costellata di locali, agenzie, ristoranti che si susseguono uno dietro l’altro senza sosta e che sono stati costruiti dagli stranieri che hanno capito che questo posto era l’ ideale per i loro affari.

Più sopra, dopo una salita che più che una salita è un muro quasi verticale, si sviluppa il paese maya, con le case degli indigeni, il loro colorato mercato, le loro botteghe.

San-Pedro-la-laguna

Il paese Maya

La parte lungo il lago è per lo più (anzi quasi per la totalità) frequentata da viaggiatori stranieri: qualcuno che passa di sfuggita, qualcuno che si ferma qualche mese durante il suo giro del mondo, qualcuno che invece qui ha deciso di stabilirsi e che ha aperto un locale o una piccola guesthouse.

Quelli che qui sono di passaggio, che sia per qualche giorno o per qualche mese, li riconosci subito. Lunghi e biondi dread, canottiere che lasciano intravedere i più impressionanti dei tatuaggi, anelli al naso, bracciali con le borchie e quelle braghe molle e col cavallo basso che quando li guardi da dietro sembra che se la siano tutti fatta addosso. La maggior parte di questi “frequentatori” di San Pedro finanzia il proprio viaggio nei modi più disparati: c’è chi vende improbabili collanine e orecchini sui banchetti, chi suona e fa l’artista di strada coi birilli, chi lavora temporaneamente in qualche locale.

Per farvela breve un posto di frikkettoni. Che poi io a 15 anni avrei anche voluto esserlo frikkettona ma non ci sono mai riuscita (anche allora ho sempre trovato quelle braghe davvero orribili).

Per rendervi ancora meglio l’idea del posto che è San Pedro vi dico solo che appena scesa dalla barca che mi ha portata fin lì da Panajachel, quando ancora non avevo neanche finito di percorrere il molo, mi hanno subito offerto della marjuana.

Certo che dopo 26 ore di viaggio sui chicken bus e dopo aver dormito in un garage dovevo aver la faccia della tossica in crisi di astinenza, ma per lo meno datemi il tempo di posare a terra lo zaino.

Bene, una sera io e Massy decidiamo di cenare in un posticino di quelli romantici con il giardinetto e i tavolini con le candele colorate. Siamo lì seduti, io mi bevo la mia birra Gallo lui si prende un mojito, quando nel locale entra un giovane coi dread (che ve lo ripeto a fare), le braghe pendule etc etc etc e con un sorrisone annuncia a gran voce che è li a suonare per noi (che culo eh).

suonatore-Didgeridoo

Un suonatore di Didgeridoo (immagine presa da Wikipedia)

Si infila in bocca una specie di lungo tubo che porta a tracolla con un nastro colorato ( che poi ho scoperto essere un Didgeridoo, uno strumento tribale) e comincia ad emettere dei suoni che neanche gli animali della giungla riescono a fare di meglio. Va avanti così per circa una decina (ma forse anche meno) di minuti poi ringrazia e ci annuncia orgoglioso di essere  un viaggiatore australiano che sta facendo il giro del mondo e che ha bisogno di soldi per (auto) finanziarsi. Detto questo comincia a fare il giro dei tavoli finchè non arriva al nostro e ci chiede un dollaro per poter VIAGGIARE.

Io, che già quando vedo certa gente comincio a grattarmi, lo guardo:

Io: “No, scusami non ti do niente”

Lui: “.. ma io ho suonato”

Io: “… ma io non te l’ho chiesto”

Lui insiste: “.. ma io ho SUONATO per voi”

Di nuovo io: ” ma io ho APPREZZATO (ma chi me lo fa fare di dire certe cavolate Dio solo lo sa), ma siamo in un paese in cui le persone hanno fame e lavorano come bestie tutto il giorno per guadagnare quello che tu chiedi suonando (ehm) nei locali. Facciamo così, il dollaro che probabilmente tu pensi di esserti guadagnato, io lo metto da parte e ci compro dei fagioli in piu’ a chi ha davvero bisogno, a chi non ha da dare da mangiare ai propri figli”

Di nuovo lui: ” …ma anche io mi devo comprare da mangiare”

Divento rossa e incredula lo guardo : “ma tu sei giovane e forte, PUOI LAVORARE, ti metti da parte i soldi e fai il giro del mondo senza venire qui a chiedere qualcosa che non ti sei guadagnato”

Probabilmente ha capito l’antifona e girando sui tacchi se la fila.

Che poi detto in sincerità tra di noi se mi avesse chiesto il dollaro mentre suonava probabilmente pur di farlo smettere glielo avrei anche dato.

Ah, io poi i fagioli li ho comprati davvero (due sacchetti, uno da parte mia uno da parte del rastone) da una vecchina, eccoli qui:

vecchina guatemala

La vecchina a cui ho comprato i fagioli

Tra l’altro questi ingrati hanno anche preso dell’umido nello zaino e hanno deciso di germogliare, rovinando tutti i miei  diabolici piani di distruggere l’intero ecosistema italiano piantandoli nel mio giardino. Su consiglio di una mia amica allora sono andata in un prato e li ho lasciati lì sparsi: mi piace pensare che prima o poi qualcuno noti le piantine e che, raccogliendo i nuovi nati, ci si faccia una buona e abbondante frijoladas.

fagioli-san-pedro

I fagioli comprati a San Pedro (foto fatta con il cellulare)

 

 

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36 comments… add one
dueingiro.blogspot.it

Devo essere io la prima ? ok. ti scrivo. Volevo aspettare un pò per pensarci su e scriverti, ma ho le mani che fremano nella tastiera 😀 !!
Ehm…. sai che pure io sono schietta, vero ?
Io credo che non solo un blogger deve dire quello che pensa, ma tutti devono farlo indipendentemente dal ruolo. Ed io sono così. Non sai poi quante volte mi mangio le mani, o la lingua! Ma è più forte di me 😀 !
Scusa, ma non mi piace quando scrivi che le persone di passaggio le riconosci subito, cappelli biondi, dread lunghi…. non mi piace che si generalizzi così dei rastaman e dei fricchettoni in generale. ( Si, forse sono di parte 😀 ! ), ma non siamo tutti uguali al mondo.
Che dire di quello che è successo. Hai fatto bene, avremmo fatto anche noi così.
Mi fai venire in mente una scena. Eravamo all’ultimo campo base a 3.900 metri nell’himalaya. (non sto a dirti le difficoltà di sta gente a portare il cibo fino lassù e come vivono poverini). Arrivano ‘sti due ragazzi francesi. Belle scarpe, vestiti tecnici, macchina fotografica con super obiettivo, insomma li vedevi. Ok, erano sporchi ed erano venuti fino a li in tenda, ma li vedevi i tipi che di certo non avevano una vita difficile.
Ma lo sai cosa hanno fatto ? Sono andati dai proprietari del lodge e hanno chiesto, dato che loro erano in giro da molto e dovevano viaggiare ancora molto, se potevano ricevere del cibo in scatola o qualcosa per proseguire il viaggio!!!!!! Cioè ma ti rendi conto la sfacciataggine!!!! Noi ci siamo rimasti malissimo e mi sono talmente incazzata che sarei andata a dargli un cazzotto.
Ovviamente i proprietari gli hanno detto di andarsene….
Ma al mondo c’è veramente chi ha una faccia tosta incredibile purtroppo.

martina santamaria

ah ahhh ciao!!! In realtà credo di essermi espressa male, intendevo che li riconosci subito a San Pedro, non in generale, perchè sono davvero tutti così, è pazzesco! Intere compagnie tutti uguali… poi di passaggio intendevo persone che non si erano fermate a vivere li, mica era dispregiativo eh 😉
Campo base? Wow! già la sfacciataggine di certe persone è indicibile, neanche di fronte a chi sta male sul serio, riescono ad avere ritegno 🙂

dueingiro.blogspot.it

Ma certo, immaginavo che non volevi offendere, ma io so che con te posso esprimersi senza filtri 😉 !
Si, proprio senza ritegno. Meno male non tutti i viaggiatori sono così!

martina santamaria

Pfiuuuuu mi sono salvata in corner allora 😉

dueingiro.blogspot.it

E comunque……
vedi le foto di ‘sto post ;-)! Non saremo mica freeeeak pure noi 😉

http://dueingiro.blogspot.it/2014/02/inverno-2010-falcade-e-la-valle-agordina.html

martina santamaria

Eh no eh e i dread?

federica

Ciao Marti, non capisco perchè temi per la tua carriera di travel blogger! A me piaci proprio per la tua autenticità e schiettezza!

martina santamaria

Ah ahhh Federica è che l’impressione è che piacciano di più quelle che scrivono che tutto è una figata… ma io non ci riesco eh 😉

Emanuele

Ma perchè non sei musicista. Per me il Didgeridoo ha un suono soave e non è neanche semplice la tecnica per emettere quei suoni che neanche gli animali della giungla 🙂
Comunque il tuo ragionamento di comprare i fagioli e darli ad una persona indigena che sicuramente è più bisognosa ha senso come ha anche senso pagare se il servizio è stato gradito, ma almeno un musicista di strada un servizio lo da. Qui da noi gli artisti di strada li preferisco a certi che stanno seduti col cartello ho fame senza offrire nulla in cambio…

martina santamaria

Ciaooo Ema!!! Allora il punto non è saper suonare oppure no. Il punto è avere il coraggio di venire in un paese dove le persone hanno fame davvero a chiedere un dollaro PER VIAGGIARE. Poi secondariamente, lui è entrato nel locale e mi ha dato un servizio che io non avevo richiesto e quando gli ho detto la prima volta che non gli avrei dato niente ha insistito come se glieli DOVESSI in qualche modo. Per il resto sulle persone che chiedono l’elemosina è un altro discorso :))))

Marika

Marti sei grande. Ogni tanto anche io ci penso a questa cosa e ti do ragione in pieno, hai fatto benissimo a rispondergli così!

martina santamaria

ah ah tesoro ma grazie! comunque prima o poi qualcuno che mi da un cazzotto lo trovo eh!!! 😉

Sergej

quello che a me ha fatto davvero impressione e ha fatto vacillare la mia stima in te come bloguera cosmopolita è che non sapessi cos’è un Didgeridoo 😀

martina santamaria

eheheh Sergey mi pento e dolgo ma davvero non lo avevo mai visto ahahah GIURO!! E infatti poi sono andata a cercarlo su google digitando “lungo tubo che si suona” ahaha

Emanuele

Sono d’accordo anche io con Sergej!! Da una viaggiatrice come te non me lo sarei mai aspettato 🙂 il Didgeridoo non è solo uno strumento è anche un fatto culturale… Prossimo viaggio a prendere ripetizioni dagli aborigeni australiani!! 😀

martina santamaria

ahahaha va bene farò ammenda e comincerò a cercare il volo per l’Australia… ma lo faccio a malincuore eh ahaha 😉

Patrick

Mi piace quando hai la vena polemica Martina! Qui però, dai, è in effetti un covo di fricchettoni come tanti al mondo (Pushkar in India per dire) e non mi sorprende più di tanto la descrizione che ne fai. Il fatto è che in questo modo i luoghi vengono ritrasformati in… non luoghi!

p.s. c’è uno che suona il didgeridoo anche in centro a Bologna a volte, è ipnotico! Magari sperava di ipnotizzarvi! 😀

martina santamaria

ahahahaha Patrick si voleva ipnotizzarci per poi sfilarci il portafoglio ahahaha… scherzi a parte, sul fatto che fosse un rastone un po’ ci ho giocato, ma te lo giuro che a San Pedro sono tutti così, sembra che si siano messi d’accordo!!! La cosa che però mi ha più fatto riflettere è la spaccatura tra la parte sopra e la parte sotto del paese!!! è impressionante davvero!

DEborah - Appuntidiviaggio.net

Io avrei risposto più o meno così: “So’ capaci tutti a fa’ il giro del mondo coi soldi dell’altri!! Vai a lavorare!!!” Naturalmente se il “frikkettone” fosse stato romano, perchè la traduzione in inlgese la vedo dura!! ahahahh
Sinceramente hai fatto proprio bene sia a non dare i soldi sia a scrivere questo articolo, non vedo il problema di raccontare esattamente quello che pensi. A noi ci piaci così! 😉

martina santamaria

Ah Ahhhh Deborah in realtà il tuo commento lo stavo aspettando ahaha e sono sicura che gli avresti detto ma vai a lavorare e mi immagino anche con che tono! 😉

Roberta

Io da quella vecchina avrei comprato anche foglie secche 😀 Dire quello che si pensa sempre e comunque? Voglio ancora credere in un mondo migliore, mettiamola così! W i riot, sempre e comunque!

martina santamaria

Si Roberta quella vecchina era tenerissima, quando poi le ho dato due dollari (uno sproposito in quel caso, mi aveva chiesto un decimo) facendo finta di essere la straniera che non capisce un cavolo si è guardata intorno come se avesse paura che qualcuno l’avesse vista e volesse poi rubarle i suoi due dollari e li ha nascosti velocissima dentro il vestito… PS: alla fine io, la dura che sono, mi sono fatta una bella frignata perchè mi ha fatto troppa tenerezza…il mondo è ingiusto, purtroppo e non è giusto che una vecchina cosi debba sedere per terra a vandere fagioli invece che starsene di fronte al caminetto a giocare con i suoi nipoti 🙂

annalisa

Marti che te lo dico a fare… sono morta dal ridere perché ti ho immaginata a raccontare il fatto con il tuo bell’accento marcato (e magari ce lo racconti alla prossima pizzata).
Non credo che articoli di questo genere possano rovinarti la “fama da blogger” ANZI, sono proprio gli articoli seri che andrebbero letti….

in ogni caso hai fatto STRABENE a dirgliene 4 quel tipo, soprattutto in un paese dove la povertà è così diffusa… proprio SHAMELESS, eh…?

martina santamaria

Anna ahaha mi ci vedi a parlare inglish con la cocina genovese? ahaha poi quando mi agito è ancora peggio, pure saltellavo!!! Te lo giuro ora che ci ripenso mi viene da ridere pure a me, chissà come si è sentito sto qua con me che gli sbraitavo dietro 😀 Dai organizziamo la pizzata!

Tam

Marti…al di là della carriera di blogger

martina santamaria

ahahaha duri e puri 😉

Claudia

Hem hem.. Anch’io sto per dire una cosa che non dovrei dire e che manifesta la mia profonda ignoranza.. Io non sapevo neanche cosa fossero i dread.. Ha ha haa… Ho dovuto googlarlo

martina santamaria

Beh dai non è mica così terribile… Siamo pari io ho dovuto googlare “lungo tubo che si suona ” ahahah

claudia

Senza commentare anche io il modo di esprimere la descrizione del personaggio in questione.. che, onestamente, avrei fatto in modo differente,vorrei inviarti alcuni link del nostro Tour Leader, detto da noi Esperto, antropologo e cervellone Nicola Pagano: http://www.kel12.com/tourleader.aspx?id=13, https://www.youtube.com/watch?v=HtWKhPRalT8, http://www.motorissima.org/stampa/Adige9.10.2011.pdf, http://www.jamonline.it/content/le-vie-dei-canti-di-nicola-antropologo-rock, https://www.youtube.com/watch?v=aI7k33EGnIA. spero possa esserti utile per il tuo studio! 🙂 Ciao Ciao, grazie per il tuo blog e.. spero anche di vederti presto! Continua così!!!!! Claudia

martina santamaria

Ciao Claudia, ma grazie! Vado subito a vedere, sicuramente troverò spunti interessanti! Grazie 🙂
PS: speriamo di vederci presto!

Barbara

Bell’articolo Martina 😉
Frikkettona non ri vedo proprio… sincera Sì! Nel bene e nel male, brava!

martina santamaria

ah ahhh grazie Barbara! Sempre sincera io, ormai mi conosci 😉

Elisa - TripVillage

Martina avevo letto il tuo articolo di corsa l’altro giorno e poi sono andata a fare un giro a Milano…sui navigli c’erano dei ragazzi che suonavano questo strumento e ti ho pensato un sacco (ridendo!!)
Hai fatto bene a raccontare questa cosa, perchè dovrebbe peggiorare la tua carriera di blogger? Il blog è uno spazio personale e poi racconti un tuo punto di vista su una tua esperienza 🙂
Io sono d’accordo con te con quello che hai detto… se avesse suonato e tu di tua spontanea volontà gli avessi dato 1$ ok, ma non PRETENDERE i soldi! Sopratutto poi se lo fai in un Paese così e con una motivazione come la sua..
A me piace leggerti perchè sei onesta 🙂

martina santamaria

Elisa non sai come mi fa piacere che tu abbia riso pensando al mio post… quale miglior complimento potrei aver ricevuto? Bhe sai a volte è meglio essere diplomatici piuttosto che sinceri 😉 Un abbraccio!

Angela

E perché un blogger non dovrebbe scrivere post così? I blogger si distinguono dai media industriali proprio perché non hanno padroni e si possono permettere di scrivere quello che vedono, non riprodurre dépliant pubblicitari come fanno le riviste di viaggio o i settori dedicati nei giornali. Anche io nel mio blog in inglese avevo criticato la tanto amata Phuket, vecchi maiali che gigioneggiano orgogliosi con ragazzine tailandesi e una spiaggia che puzza di carburante non sono la mia idea di paradiso e l’ho scritto. Tra l’altro, sei stata pure molto educata col musicista australiano 😀

martina santamaria

Ciao Angela! Boh, ho ricevuto un sacco di critiche ah ah ah ma vabbeh io scrivo sempre quello che penso, nel bene e nel male e continuerò a farlo…poi sto tipo mi aveva veramente fatta incazzare, cioè chiedere soldi per fare il giro del mondo? Ma io li do a chi non ha da mangiare, altro che giro del mondo…ma vai a lavorare ah ah ah

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