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Il Nido dell’Aquila (Kehlsteinhaus): dentro la Montagna di Hitler

– Posted in: Europa

Sicuramente il celeberrimo Nido dell’Aquila (in inglese Eagle’s Nest) è insieme alle miniere di sale di Salisburgo una delle cosa da non perdere se si visita la città austriaca. Entrambi sono facilmente raggiungibili in poco tempo, in macchina o in pullman, dalla città di Mozart.

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Il Nido dell’Aquila, il rifugio fortezza di Hitler

Il Nido dell’Aquila (sito ufficiale) è un edificio costruito sulla cima del monte Obersalzberg, il Kehlstein, a 1.834 metri d’altezza e tristemente ricordato per essere legato ad una delle figure più oscure del diciannovesimo secolo: Adolf Hitler.

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Le montagne bavaresi sono un luogo di straordinaria bellezza. Le ho visitate in un giorno da Salisburgo con un tour organizzato e ancora adesso mi porto negli occhi le cime grigie delle montagne contro il cielo blu, i prati e i boschi intervallati da piccoli villaggi.

La sua bellezza non passò inosservata neanche ad Hitler che sulla montagna Obersalzberg ,nella sua amata residenza Berghof  fondò la sede meridionale del governo nazista.

Qui Hitler trascorse circa 4 anni: il Berghof non fu solo una residenza di svago e di vacanza del Führer, ma anche il luogo in cui furono prese le decisioni più importanti, insieme ai suoi più fedeli collaboratori.

A differenza del Berghof che fu distrutto per evitare che diventasse luogo di pellegrinaggio da parte di qualche nostalgico, il Nido dell’Aquila è stato risparmiato e ancora oggi può essere visitato, meravigliando i viaggiatori con i suoi panorami al di sopra delle nuvole.

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Il panorama dal Niso dell’Aquila

Un po’ di storia

Proprio per la passione che il Führer dimostrava per le montagne bavaresi, un tale Martin Bormann, che evidentemente voleva farsi bello agli occhi del suo capo, decise di convincere i gerarchi del partito Nazionalsocialista a regalare uno chalet a Hitler per il suoi 50 anni. Regalare per modo di dire visto che fu proprio lo stesso Hitler a finanziare il progetto.

Lo chalet-fortezza fu costruito sulla stessa montagna del Berghof al quale, si dice, era collegato da una serie di camminamenti che oggi non esistono più.

Guidati dall’ingegnere Todt, centinaia di operai lavorarono per scavare l’impervia strada nei ripidi e rocciosi fianchi del monte Kehlstein (e ribattezzata tanto per cambiare “Kehlsteinstrasse”) e per realizzare il massiccio edificio.

Lavorarono senza sosta e finirono i lavori nel tempo record di 13 mesi.

Il progetto fu costosissimo (si valuta che il costo fu all’epoca circa 30 milioni di marchi tedeschi) ma non ottenne il risultato sperato: Hitler infatti snobbò l’opera sin dall’inizio (probabilmente perché Bormann non lo coinvolse mai nella progettazione) e rimase sempre legatissimo al suo amato Berghof.

Hitler visitò il Nido dell’Aquila pochissime volte (si parla di non più di 12) anche a causa dell’aria rarefatta e delle vertigini che gli provocavano malessere. La  Kehlsteinhaus non fu mai utilizzata per scopi militari e venne sfruttata da Hitler solo in occasioni di rappresentanza, per lo più per lasciare a bocca aperta con la maestosità dei suoi paesaggi i diplomatici e gli ospiti venuti a fargli visita nelle Alpi di Berchtesgaden.

Per assurdo, lo chalet più magico ed incantato dell’arco alpino fu uno dei posti meno amati dal Führer.

La visita

Per arrivare al Nido dell’Aquila bisogna percorrere i 7 km della Kehlsteinstrasse che si inerpica per un dislivello di 700 metri. Alla fine della strada vi è un parcheggio (Kehlsteinparkplatz) dal quale si apre un tunnel percorribile solo a piedi lungo 124 metri.

Alla fine del tunnel c’è l’ascensore originale che accompagnava al rifugio. Ancora oggi l’ascensore ha mantenuto il suo aspetto, con gli specchi, le decorazioni in ottone ed i sedili in pelle verde.

L’ascensore porta direttamente al rifugio attraversando 139 metri di roccia massiccia e in soli 41 secondi: questa opera è un capolavoro di ingegneria, non solo avveniristica per quei tempi, ma ancora oggi degna di nota.

In cima  si approda direttamente allo chalet-fortezza. Il panorama dalle sue balconate è quello che si potrebbe avere dal finestrino di un aereo. Lo sguardo spazia sull’infinito, sulla valle ai suoi piedi (Berchtesgaden), sul Königssee, il lago dei Re e sul Watzmann, la seconda cima più alta della Germania.

è un panorama che letteralmente toglie il fiato per la sua bellezza.

Oggi il Nido dell’Aquila è stato trasformato fondamentalmente in un ristorante belvedere, ma l’interno è stato mantenuto, a meno dell’arredamento, come ad un tempo: ancora oggi  si possono osservare i marmi, i soffitti in legno e nel grande atrio ottagonale il camino di marmo rosso cupo con venature bianche, dono di Mussolini al Führer.

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il Nido dell’Aquila sul suo sperone di roccia

Come arrivare al Nido dell’Aquila

A causa della ripidità e della strettezza della Kehlsteinstrasse non è possibile arrivare al Nido dell’Aquila con la propria macchina.

Infatti già dal 1952 la strada del Kehlstein è stata chiusa agli automezzi privati.

Con l’auto dalla Salzburgerstrasse si prende la strada che conduce a Obersalzberg (pendenza oltre il 20%) e si deve quindi posteggiare a Obersalzberg (dove vi era il Berghof e dove adesso è stato allestito Dokumentation Obersalzberg, un museo-mostra della vita privata di Hitler e del Terzo Reich ).

Da qui è necessario prendere le navette apposite che portano in circa 15 minuti fino al parcheggio antistante il tunnel.

In alternativa ci si può arrivare con un tour organizzato da Salisburgo o per i più atletici anche a piedi dopo circa due ore di salita.

Orari e prezzi

Il biglietto costa circa 18 euro e comprende il viaggio di andata e ritorno.

Il Nido dell’Aquila non è visitabile tutto l’anno, ma solo da maggio a ottobre.

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