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PimpMyTrip.it » Viaggiare in Kenya » Itinerario in Kenya di 10 Giorni: Safari al Masai Mara e Mare

Itinerario in Kenya di 10 Giorni: Safari al Masai Mara e Mare

Stai pianificando un itinerario in Kenya di 10 giorni e vuoi essere sicuro che sia la vacanza safari dei tuoi sogni? C’è un motivo se questo Paese è la terra del safari per eccellenza: la sua diversità è sconvolgente, dalla fauna selvaggia ai paesaggi che lasciano senza fiato.

Non dimenticherò mai l’emozione di vedere i grandi felini del Masai Mara sonnecchiare al sole dopo la caccia notturna o l’immensa mandria di bufali che marciavano attraverso la Riserva durante la Grande Migrazione.

Pista di terra rossa che attraversa la savana del Masai Mara al tramonto, Kenya

Detto questo, so anche quanto possa essere stancante un safari: lunghe distanze, giornate trascorse in jeep, percorrere strade dissestate in cui ad ogni balzello hai l’impressione di sputare via l’anima. Per questo motivo ho incluso nel mio itinerario dei giorni di mare alla fine per avere il perfetto equilibrio tra attrazioni principali, tesori nascosti e un po’ di meritato relax sulle spiagge.

In questa pagina:

  • 10 giorni in Kenya safari e mare: itinerario
  • Giorno 1: arrivo a Nairobi e visita della città
  • Giorno 2: Lago Naivasha e isola di Crescent
  • Giorno 3: Arrivo al Masai Mara e game drive pomeridiano
  • Giorno 4: Masai Mara Game drive
  • Giorno 5: visita al villaggio Masai e rientro a Nairobi
  • Giorno 6: spostamento in treno a Mombasa
  • Giorno 7: Mombasa e Diani Beach
  • Giorno 8: spostamento a Watamu
  • Giorno 9: Watamu e Hell’s Kitchen
  • Giorno 10: Watamu (e rientro)
  • Quanto costa un viaggio in Kenya di 10 giorni?
  • Consigli e informazioni per il viaggio in Kenya
  • FAQ – Domande frequenti per viaggiare in Kenya
    • Serve la profilassi antimalarica per un safari in Kenya?
    • Quanto lasciare di mancia durante il safari?
    • SIM card in Kenya: come funziona internet?
    • Com’è il mare in Kenya tra maree e alghe?

10 giorni in Kenya safari e mare: itinerario

I primi 4 giorni saranno dedicati al safari nel Masai Mara. La base per il Mara è la città di Nairobi, la capitale del Kenya. La cosa migliore è affidarsi a un’agenzia (noi abbiamo scelto Shadows of Africa) che si occuperà di organizzarti praticamente tutto del safari: spostamenti, alloggi e itinerario.

👉 Se vuoi approfondire puoi leggere il mio post con i consigli per organizzare un safari al Masai Mara.

Per il soggiorno mare (Mombasa, Watamu o Malindi) invece potrai scegliere se affidarti sempre alla stessa agenzia, oppure organizzarti hotel, spostamenti e attività in autonomia. Noi abbiamo scelto la seconda opzione, utilizzando tuk tuk o mototaxi per gli spostamenti brevi e Uber o Bolt per quelli più lunghi.

🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: Se deciderai come noi di prendere anche qualche matatu (pulmini) sappi che viaggerai stipato come una sardina. Su una fila da 3 posti, il minimo è essere in 4 e i bambini non fanno numero. Per viaggiare un pochino più comodo cerca di accaparrarti il posto vicino al conducente, viaggerai più comodo.

La tratta Nairobi Mombasa l’abbiamo fatta in treno, ma te ne parlo più avanti, mentre per il rientro abbiamo preso un volo interno da Malindi a Nairobi e da qui siamo tornati in Italia.

Ecco la mappa del nostro itinerario di 10 giorni in Kenya:


Giorno 1: arrivo a Nairobi e visita della città

A seconda dell’orario di arrivo del volo (e di quanto sarai stanco una volta arrivato a destinazione), puoi scegliere di programmare alcune cose da vedere o semplicemente rimanere in hotel e rilassarti.

A Nairobi c’è molto da fare, ma nessuno ti biasima se, dopo un lunghissimo volo estenuante, preferirai riposare per prepararti ai prossimi giorni.

🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: non pianificare mai la partenza del safari nello stesso giorno del tuo arrivo. Potrebbe essere infatti un bel pasticcio in caso di ritardi o cancellazione del volo!

Nairobi può sembrare un po’ intimidatoria per chi visita l’Africa per la prima volta: è affollata, caotica e congestionata, ma in realtà ci sono alcune cose da vedere e fare per conoscerla meglio al di là di questi aspetti.

Se non te la senti di andare in giro da solo, il modo migliore è partecipare a un free tour di Nairobi, così avrai una guida con te.

Tappe assolutamente da non perdere nel centro cittadino sono la Moschea Jamia, la libreria McMillan e il Masaai Market, dove si possono trovare souvenir e capi di abbigliamento a buon prezzo.

Se preferisci già tuffarti nella natura, hai diverse opzioni:

  • Giraffe Centre: qui puoi nutrire e interagire con le rare giraffe di Rothschild a un prezzo ridicolo rispetto al costosissimo Giraffe Manor (ma preparati alla bava!). C’è anche un sentiero naturalistico nel santuario.
  • Parco Nazionale di Nairobi: L’unico parco al mondo dentro una capitale. Offre il contrasto incredibile tra grattacieli e natura selvaggia, dove vivono leoni, rinoceronti e gran parte dei “Big Five”. Meglio esplorarlo con un tour organizzato.
  • Sheldrick Wildlife Trust (Orfanotrofio degli elefanti): salva e riabilita elefantini rimasti orfani a causa del bracconaggio, con l’obiettivo di riportarli in libertà. È visitabile solo dalle 11:00 a mezzogiorno (su prenotazione anticipata) e si trova all’interno del Parco Nazionale.

Se vuoi visitare queste cose, ma sei stanco e non vuoi organizzare da solo, c’è questo tour guidato di un giorno che ti porta a fare un safari al Parco Nazionale di Nairobi e una visita facoltativa all’orfanotrofio degli elefanti e al centro delle giraffe.

La città ha una cucina sorprendentemente buona. Tra i miei preferiti: Kilimanjaro Jamia (porzioni enormi), lo storico Thorn Tree Restaurant e il Talisman Restaurant a Karen, famoso per il sushi e i dolci.

🛏️ Dove dormire a Nairobi

Nairobi è una città grande e scegliere la zona dove dormire può essere confusionario. Ecco 3 zone da tenere in considerazione a seconda di varie necessità.

  • Aeroporto di Nairobi: se ti serve solo un alloggio come base per il safari e non hai intenzione di visitare il centro città, ti suggerisco di cercare alloggio vicino all’aeroporto. Noi siamo stati al 67 AIRPORT HOTEL abbastanza economico e al ristorante si mangia bene, in alternativa dai un’occhiata al Four Points by Sheraton, che offre il servizio navetta gratuito dall’aeroporto, due ristoranti e una piscina sul tetto.
  • Westlands o CBD: se desideri scoprire i ristoranti, la vita notturna e lo shopping di Nairobi prima del safari. Entrambe le zone sono sicure e vivaci, con opzioni per tutte le tasche. Soggiorna al Lotos Inn & Suites se cerchi una soluzione economica, oppure al Hyatt Place Nairobi Westlands se cerchi qualcosa di più lussuoso.
  • Fuori Nairobi: se preferisci rilassarti e stare in una zona tranquilla, fuori città, vicino al Giraffe Centre dai un’occhiata all’hotel dove siamo stati noi la seconda volta, il Severine Cottages and Lounge, oppure al Pumbaa Farmhouse + Cottages.

Giorno 2: Lago Naivasha e isola di Crescent

Oggi è ufficialmente la giornata in cui si parte per il safari! L’agenzia verrà a prenderti direttamente al tuo hotel di Nairobi all’orario concordato (generalmente verso le 8:00 del mattino) e dopo una sosta per acquistare viveri di prima necessità (le birre Tusker!) raggiungerai la prima destinazione: lungo la strada infatti ci si ferma al punto panoramico della Great Rift Valley da cui si ha una vista mozzafiato su quella che è la valle più grande del mondo.

Vista panoramica sulla Grande Rift Valley dal belvedere lungo la strada per il Masai Mara, Kenya

A circa metà mattinata si arriva al Lago Naivasha.

Situato nella Grande Rift Valley, nella contea di Nakuru, il lago Naivasha si trova a quasi 2.000 metri sul livello del mare. Il nome “Naivasha” deriva dalla parola Maasai che significa “acqua agitata”, a causa delle frequenti tempeste che colpiscono la zona.

Questo lago d’acqua dolce ospita numerose popolazioni di ippopotami e fenicotteri, oltre a più di 400 diverse specie di uccelli, e offre ampie opportunità di birdwatching, sia dalle rive ricoperte di papiro che durante una rilassante gita in barca.

Sali su una barca a motore per raggiungere una piccola isola a forma di mezzaluna, una perla poco turistica: Crescent Island è una riserva privata, rinomata per i suoi safari a piedi tra gli animali selvatici in libertà.

Giraffa, gnu e impala in libertà tra le acacie di Crescent Island, Lago Naivasha, Kenya

In assenza di leoni o elefanti, è infatti uno dei pochi luoghi in Kenya dove i visitatori, comprese le famiglie, possono andare in esplorazione a piedi e in sicurezza, mentre gli animali rimangono calmi e avvicinabili. L’isola vanta anche un legame con il mondo del cinema: film come “La mia Africa” ​​e “Living Free” sono stati girati qui, e alcuni degli animali introdotti per le riprese popolano ancora oggi l’isola.

Ritornati con un veloce giro in barca ci siamo diretti al nostro alloggio, il Osotua Lux Resort: qui abbiamo avuto la possibilità di vedere gli ippopotami veramente molto vicini quando sono usciti dal lago per mangiare l’erba tagliata del prato. Tutti gli hotel che affacciano sul lago hanno una barriera di filo elettrificato, per cui non avrai problemi.

🦛 Curiosità: gli ippopotami non sanno nuotare! Per questo motivo di solito rimangono in acque poco profonde, dove si muovono galleggiando. La loro pelle è estremamente sensibile, quindi evitano il sole cocente e restano in acqua il più possibile durante il giorno. Solo al calar del sole si recano sulla riva per cibarsi dell’erba. È possibile avvistare grandi gruppi di ippopotami al pascolo tra le 17:00 e le 18:00!


Giorno 3: Arrivo al Masai Mara e game drive pomeridiano

La mattina successiva si lascia il Lago Naivasha alla volta del Masai Mara. Il trasferimento dura circa 4-5 ore e lungo la strada si fa una sosta a Narok per fare benzina, comprare acqua e snack.

Arrivati verso l’ora di pranzo al nostro alloggio, l’OLMORAN TENTED CAMP e, dopo un veloce pasto, si parte subito per il primo game drive pomeridiano.

Questo è stato uno dei momenti che ho preferito di tutto l’itinerario in Kenya: l’emozione di entrare per la prima volta nella savana del Masai Mara è indimenticabile. Il paesaggio è mozzafiato, con vasta savana punteggiata da acacie e dolci colline in lontananza.

Gruppo di leonesse che riposano sulla riva sabbiosa di un fiume nel Masai Mara, Kenya

Già prima di varcare il cancello della riserva si cominciano a vedere branchi di zebre, gazzelle e qualche giraffa. La luce del pomeriggio è perfetta: le ombre delle acacie si allungano e la terra assume quel tipico colore rosso-arancio.

Durante il nostro primo game drive, la guida Peter ha improvvisamente invertito la marcia dopo una chiamata radio.

“Hanno trovato qualcosa di figo” ho pensato.

Giriamo lungo la curva di un piccolo fiume, e vediamo un branco di leoni distesi pigramente in mezzo all’erba. Pochi metri più in là, la carcassa di un bufalo.

Erano più di 10, un numero che sembra incredibile, visto che eravamo arrivati ​​con la speranza di vederne solo uno o due, se fossimo stati fortunati (avrei scoperto in seguito che la nostra fortuna con i leoni è stata notevole).

Ad un certo punto ci siamo tristemente allontanati, tempo di rientrare: La Riserva chiude alle 18:00 ed entro quel tempo bisogna essere tutti fuori.

Impala disteso nella savana al tramonto con acacia silhouette nel Masai Mara, Kenya

Ricordati di indossare l’abbigliamento adatto al safari che dev’essere di colori neutri (beige, kaki) per mimetizzarsi nella natura, inoltre, non dimenticare un k-way e delle scarpe comode da trekking.

Non scordare un binocolo per i dettagli lontani e una torcia. Si trascorre generalmente la serata nel lodge o nel campo tendato.

👉 Per saperne di più sull’abbigliamento e su cosa portare, puoi leggere il mio post su cosa mettere in valigia per un safari in Kenya.


Giorno 4: Masai Mara Game drive

Il secondo giorno al Masai Mara è interamente dedicato al safari o game drive come molti lo chiamano. Una giornata di game drive inizia presto in modo da entrare nella riserva solitamente prima delle 8:00.

Leonesse su una preda mentre i turisti osservano da due jeep da safari nel Masai Mara, Kenya

Le jeep da safari sono attrezzate con il tetto apribile, così puoi alzarti in piedi durante gli avvistamenti. Ma fai attenzione perché le strade sono sterrate e spesso piene di buche.

La guida è fondamentale perché sa dove guardare, riconosce le tracce e questo aumenta moltissimo le probabilità di avvistamenti. Inoltre, le guide comunicano tra loro via radio e quando qualcuno avvista qualcosa di interessante avvisa gli altri.

A metà giornata di solito ci si ferma per pranzo in una zona sicura designata per i picnic dove viene servita la lunch box preparata dal lodge. Dopo la pausa si riparte per il safari pomeridiano, che è uno dei momenti migliori per gli avvistamenti.


Giorno 5: visita al villaggio Masai e rientro a Nairobi

L’ultima mattina del nostro safari di 4 giorni al Masai Mara è cominciata con la visita a un boma, cioè un villaggio Masai, è un’esperienza che inizialmente può lasciare qualche dubbio. Anche io ero piuttosto scettica, soprattutto dopo aver letto online opinioni che la descrivevano come troppo turistica o poco autentica. Alla fine, però ho deciso di provarla e non me ne sono pentita.

Guerrieri Masai in abiti tradizionali rossi durante la danza del salto in un villaggio vicino al Masai Mara in Kenya

Abbiamo trascorso circa due ore in questo piccolo villaggio fatto di case semplici, in fango e paglia, ed è stata un’esperienza molto più interessante di quanto mi aspettassi. La guida Masai ci ha accompagnato spiegando le tradizioni, le danze e lo stile di vita della comunità.

Abbiamo potuto entrare all’interno di una casa tradizionale per vedere da vicino come vivono, osservare come viene acceso il fuoco e capire meglio la quotidianità del villaggio. È stato un momento semplice ma autentico, che ti permette di vedere una realtà molto diversa dalla tua.

Alla fine della visita ci sono anche alcune bancarelle dove è possibile acquistare oggetti artigianali e sostenere il villaggio.

🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: Tra le altre attività extra è possibile partecipare a un volo di un’ora in mongolfiera (prezzo dai 450 USD a persona), passeggiate a cavallo (dai 30 ai 50 USD) o passeggiate a piedi. Chiedi alla tua agenzia o al Lodge quali attività extra organizzano. 

Verso ora di pranzo siamo ripartiti verso Nairobi.


Giorno 6: spostamento in treno a Mombasa

Il sesto giorno è dedicato al trasferimento dalla savana alla costa. La soluzione più comoda sarebbe prendere un volo interno da Nairobi fino a Malindi (per raggiungere Watamu) o fino a Mombasa.

Noi abbiamo scelto invece di prendere il treno veloce Madaraka Express tra Nairobi e Mombasa. È moderno, sicuro e collega le due città in circa sei ore, attraversando paesaggi molto interessanti, tra cui il Parco dello Tsavo Est.

Il treno opera la tratta più volte al giorno con diverse opzioni (tra cui treni mattutini, pomeridiani ed express notturni). Il biglietto per la prima classe (quella turistica) a noi è costato 35 USD ma dal momento che prezzi, frequenze e orari possono variare a seconda della stagione, ti consiglio di verificare i dettagli direttamente sul sito ufficiale del Madaraka Express.

Non è consigliato spostarsi tra Nairobi e Mombasa in autobus. Il tragitto è lungo, il traffico intenso e non è sicuro, soprattutto di notte.

Arrivato a Mombasa ti accorgerai di essere in un luogo unico, su una costa che ha avuto influenze arabe, portoghesi e swahili. Se hai tempo puoi cominciare la scoperta della città con un primo giro nell’Old Town, il quartiere più antico.

Noi abbiamo preferito rimandare la visita di Mombasa al giorno successivo e goderci mezza giornata di relax e mare nello splendido SEVERIN – Sea Lodge.

🛏️ Dove dormire a Mombasa

Sebbene Mombasa sia una città grande e interessante da visitare di giorno, ti sconsiglio di dormire nel centro città. Meglio scegliere una località sulla costa: più relax, spiagge e sicurezza percepita. Le zone migliori sono Bamburi (Nord) e Diani Beach (Sud)

  • SEVERIN – Sea Lodge: dove abbiamo alloggiato noi. Situato a Bamburi Beach, il resort offre ristoranti, piscina e un carinissimo bar direttamente sulla spiaggia.
  • Jambo Village Hotel (vicino aeroporto): hotel semplice e funzionale, comodo se devi arrivare tardi o ripartire presto. Lo consiglio solo come soluzione di transito per una notte, non per un soggiorno mare.
  • Voyager Beach Resort (per famiglie): offre tante attività, piscine, Kids Club e animazione. È una struttura grande e vivace, perfetta se viaggi con bambini e vuoi una vacanza senza pensieri con formula all-inclusive.
  • Nomad Beach Resort (perfetto per coppie): bellissimo resort sulla splendida Diani Beach (sud di Mombasa). Stile elegante e raffinato, con solo una trentina di camere e cottage, atmosfera tranquilla e servizio attento.

Giorno 7: Mombasa e Diani Beach

Dedica la mattinata alla scoperta di Mombasa e poi spostati a Diani Beach per il pomeriggio di relax.

Noi abbiamo fatto un tour della Città Vecchia (Old Town) e del Fort Jesus. La Old Town è un affascinante labirinto di vicoli stretti con evidenti influenze arabe e indiane: porte intarsiate, balconi in legno e un’atmosfera molto suggestiva.

Bancarelle di spezie, cesti e verdure al Mackinnon Market di Mombasa, Kenya

Ti consiglio di passare dal mercato del pesce e dal Mackinnon Market, uno dei mercati più autentici della città, ancora frequentato dalla gente del posto per la spesa quotidiana.

Da non perdere il Fort Jesus, l’imponente fortezza portoghese in pietra corallina, patrimonio UNESCO, che racconta secoli di battaglie e commerci sull’Oceano Indiano.

Prima di lasciare Mombasa, fai una sosta alle Pembe Za Ndovu (le grandi zanne d’elefante su Moi Avenue): alza lo sguardo nel parco accanto, è pieno di pipistrelli appesi agli alberi.

Nel primo pomeriggio spostati a Diani Beach, circa 30 km a sud. È una delle spiagge più belle del Kenya, con sabbia bianca e acqua turchese. Dopo i giorni di safari è il luogo ideale per finalmente rilassarti.

Ingresso del Nomad Beach Bar & Restaurant sulla spiaggia bianca di Diani Beach, Mombasa, Kenya

Giorno 8: spostamento a Watamu

Dopo colazione lasciamo Mombasa e in circa 2-3 ore di strada (dipende dal traffico) arriviamo a Watamu. Il modo migliore per spostarsi è con un Uber che a noi è costato circa 80 USD.

.Questo piccolo villaggio sull’Oceano Indiano è diventato negli anni una specie di enclave italiana: tanti connazionali ci vivono o hanno casa, e si sente. Ci sono pizzerie, ristoranti italiani e un’atmosfera più rilassata rispetto a Malindi.

Nonostante il turismo, Watamu ha mantenuto un’anima autentica: strade spesso sterrate, ritmo lento e vita che ruota intorno al piccolo mercato del pesce.

🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: noi abbiamo comprato del pesce al mercato e poi abbiamo chiesto al cuoco del Watamu Beach Cottages di cucinarlo per noi (al costo di 10 €).

Giovane donna con bambino in fascia davanti a un negozio locale nel villaggio di Watamu, Kenya

Il vero protagonista qui però è il mare. Watamu è famosa per il Watamu Marine National Park, una delle aree marine protette più belle del Kenya. Puoi fare snorkeling direttamente dalla riva grazie alla barriera corallina vicina, oppure organizzare escursioni in barca per vedere tartarughe e delfini.

La prima cosa da fare qui è godersi la spiaggia. Con la bassa marea il paesaggio cambia completamente: il mare si ritira e lascia lingue di sabbia bianchissima. È in quel momento che puoi camminare fino alla famosa Love Island, un isolotto a forma di cuore.

⚠️ ATTENZIONE ALGHE: le alghe a Watamu possono davvero essere un problema, soprattutto tra dicembre e maggio. Durante l’alta marea vengono a riva, per poi depositarsi sulle spiagge durante la bassa marea. La maggior parte le ho trovate alla Blue Bay e Watamu Beach. Meno invece ne ho trovate a Garoda Beach che nella mia esperienza, è tra le più pulite.

🛏️ Dove dormire a Watamu

A Watamu la scelta è ampia, ma le foto spesso ingannano: molte spiagge che sembrano paradisiache possono essere piene di alghe e plastica.

  • Watamu Beach Cottages: la nostra scelta. Direttamente sulla Garoda Beach, bungalow puliti e tranquilli, ottimo rapporto qualità-prezzo.
  • Turtle Bay Beach Club: Ideale per famiglie (all-inclusive, animazione e Kids Club)
  • Watamu Treehouse: : struttura eco-friendly immersa nella foresta costiera. Architettura spettacolare, ma non è direttamente sulla spiaggia.
  • Medina Palms: il top di gamma, stile swahili elegante e servizio di alto livello.
Barche colorate ancorate nelle acque cristalline di Garoda Beach a Watamu, Kenya

Giorno 9: Watamu e Hell’s Kitchen

Il giorno dopo l’arrivo a Watamu è perfetto per un’escursione al Watamu Marine National Park.

Il modo migliore per esplorare il parco è partecipare a un’escursione in barca, “Blue Safari”, che ti porta nei punti migliori per lo snorkeling e include anche soste sulla spiaggia (normalmente Garoda Beach). Per il pranzo, a base di pesce e frutti di mare (aragosta compresa) ci si ferma sull’isola di Sudi, dopo aver navigato in mezzo alle mangrovie di Mida Creek.

Turisti in canoa tra le mangrovie di Mida Creek durante il Blue Safari di Watamu, Kenya

Dopo il pranzo, puoi opzionalmente fare un giro in canoa della durata di 25/30 minuti: l’ho trovato carino, perché si vedono altri animaletti come granchi e pesci rana.

Alla sera invece, prima del tramonto, visita il canyon di Marafa, Hell’s Kitchen, conosciuto come “Cucina del Diavolo”. Si trova nell’entroterra, a circa un’ora e mezza da Watamu. Ricorda di portare con te il passaporto perché lungo la strada potrebbero esserci dei posti di blocco.

Le formazioni rocciose della Cucina del Diavolo, create dall’erosione nel corso dei secoli, cambiano colore durante la giornata, diventando spettacolari al tramonto.

Babbuino sul bordo del canyon di Marafa (Hell's Kitchen) al tramonto, Kenya

Il momento migliore per visitarlo è proprio il tardo pomeriggio, quando il caldo diminuisce e la luce rende il paesaggio ancora più suggestivo. La visita si fa con una guida locale che ti accompagna tra i sentieri del canyon e ti racconta anche le leggende legate a questo luogo. È un’escursione semplice ma molto scenografica, da affrontare con scarpe chiuse, acqua e protezione solare.

Per osservare il tramonto puoi fermarti al piccolo bar sulla cima del canyon: qui potrai ordinare un aperitivo e chiedere un tavolino “in prima fila”: Occhio ai babbuini, sono decine e verranno sicuramente ad elemosinare qualcosa da mangiare!


Giorno 10: Watamu (e rientro)

L’ultimo giorno a Watamu è perfetto per rallentare e godersi il mare prima della partenza. Puoi dedicarlo al relax, magari esplorando qualche spiaggia diversa o semplicemente lasciandoti il tempo di vivere con calma questo angolo del Kenya. Valuta una breve escursione per visitare spiagge che non hai potuto vedere durante il Blue safari.

Tavoli sulla sabbia del ristorante Papa Remo Beach con vista sull'oceano durante la bassa marea a Watamu, Kenya

Personalmente mi sento di consigliarti la giornata alla Papa Remo Beach: Papa Remo è un locale/ristorante sulla spiaggia, in cui si mangia veramente molto bene e volendo puoi affittare dei lettini, oppure durante la bassa marea fare una passeggiata fino alle isole.

L’unico neo, se così posso definirlo, sono i Beach Boys sulla spiaggia che possono diventare molto insistenti.

Papa Remo organizza anche feste sulla spiaggia il giovedì sera e pare che i loro Beach Party siano i migliori di tutto il Kenya!

Tra le esperienze più interessanti che puoi fare a Watamu c’è anche l’incontro con le tartarughe marine, perché Watamu è una delle zone più importanti per la loro nidificazione. Qui la comunità locale è molto attiva nella tutela dell’ambiente marino e negli anni sono nati progetti concreti per proteggere queste specie.

Ceviche con frutto della passione servito al ristorante Papa Remo Beach di Watamu, Kenya

Uno dei punti di riferimento è Local Ocean Conservation, un centro dedicato alla salvaguardia delle tartarughe. Qui si trova anche l’unico ospedale per tartarughe marine del Kenya, dove vengono curate quelle ferite o in difficoltà prima di essere rilasciate in mare.

Il progetto coinvolge anche i pescatori locali, incentivando a consegnare le tartarughe accidentalmente catturate invece di venderle illegalmente. Visitando il centro puoi scoprire di più su queste specie, sulla barriera corallina e sull’ecosistema marino.


Quanto costa un viaggio in Kenya di 10 giorni?

È impossibile dare un numero preciso perché dipende molto da come organizzi il safari e da quanto lusso vuoi nel lodge. Detto questo, ecco gli ordini di grandezza dal mio viaggio:

  • Safari (4 giorni, agenzia Shadows of Africa, tutto incluso): indicativamente 1.300 USD a persona
  • Treno Madaraka Express (prima classe): circa 35 USD a tratta.
  • Alloggi sulla costa (Mombasa + Watamu, ~4 notti): dai 60 ai 150 USD a notte in base alla struttura.
  • Spostamenti costa (Uber, tuk tuk): budget indicativo 100-150 USD totali.
  • Escursioni costa (Blue Safari, Hell’s Kitchen): 80-120 USD a persona.
  • Volo di rientro interno Malindi → Nairobi: circa 80-120 USD.

In totale, per un viaggio in Kenya di 10 giorni con safari mid-range e costa in strutture confortevoli, metti in conto tra i 2.000 e i 2.500 USD a persona (escluso il volo intercontinentale).


Consigli e informazioni per il viaggio in Kenya

  • Prima di partire per il Kenya assicurati di avere il passaporto con almeno sei mesi di validità e almeno una pagina libera. Dal 1° gennaio 2024 è obbligatoria l’autorizzazione elettronica (eTA) da richiedere online sul sito ufficiale (costo 30 USD).
  • Per andare in Kenya non è obbligatorio stipulare un’assicurazione viaggio, gli ospedali di Nairobi sono buoni ma costosi, e quasi sempre chiedono il pagamento immediato. Inoltre alcune agenzie di safari la richiedono. Personalmente ho scelto e consiglio l’assicurazione Heymondo
  • I giorni di safari sono faticosi e molto lunghi: cerca di non mettere troppa carne al fuoco, come molti Parchi in pochi giorni.
  • La polvere è anche fastidiosa dal punto di vista dell’apparecchiatura fotografica, per cui porta con te un kit per la pulizia. Leggi tutto quello che ti serve nel mio post sulla migliore attrezzatura fotografica da safari.
  • I lodge e campi tendati in Kenya offrono molti confort, ma a una certa ora vengono staccati i generatori quindi porta una torcia frontale a pile e tante powerbank per ricaricare la tecnologia. Se cerchi altri consigli sulla parte del safari, puoi leggere l’articolo dedicato ai safari al Masai Mara: troverai dritte specifiche anche su altre cose utili da portare, sul periodo migliore e tanto altro.
  • Scellini, dollari o euro sono accettati in Kenya. Puoi ritirare dai bancomat, ne troverai tanti a disposizione sia nelle città che sulla costa. Assicurati però di avere degli scellini in banconote di piccola taglia o monete per le piccole spese come piccoli souvenir o per gli spostamenti in tuk-tuk.
  • Se sei indeciso per il mare tra Watamu e Diani Beach, sappi che sono molto diverse. Diani è molto più lussuosa, mentre Watamu è molto più rilassata e local.

👉 Se cerchi altri consigli leggi tutti i miei consigli pratici per viaggiare in Kenya.


FAQ – Domande frequenti per viaggiare in Kenya

Serve la profilassi antimalarica per un safari in Kenya?

Questa è una scelta medica personale e ti consiglio assolutamente di consultare l’ufficio d’igiene della tua città o il centro di medicina dei viaggi.
Il Kenya è considerato zona a rischio malarico endemico (ad eccezione di Nairobi, dove l’altitudine scoraggia la presenza delle zanzare). La profilassi, però, non è da sola sufficiente: è fondamentale mantenere un atteggiamento di prevenzione rigoroso, specialmente dal tramonto all’alba. Questo include l’uso di spray repellente con almeno il 50% di DEET (come il Jungle Formula Molto Forte), indossare abiti chiari e coprenti (maniche e pantaloni lunghi).
Detto questo io la feci per il safari in Tanzania con il Lariam (economico, ma mi dava sogni lucidi e disturbanti) e poi in Kenya con il MalarOne (costoso, ma nessun effetto collaterale).

Quanto lasciare di mancia durante il safari?

Sebbene non siano obbligatorie, le mance sono parte integrante della cultura del safari. La mancia standard “equa” si aggira solitamente intorno ai 10-15 USD al giorno per persona per la guida (se siete in due, 20-30 USD totali al giorno sono più che dignitosi). Per lo staff del lodge (camerieri, facchini), la maggior parte delle strutture ha una “tip box” comune alla reception: lasciare 5-10 USD al giorno (totali, non a testa) è un ottimo segno di apprezzamento.
A proposito assicurati di portare con te dei dollari e verifica che le banconote non siano troppo vecchie in quanto non vengono accettate.

SIM card in Kenya: come funziona internet?

Durante il mio viaggio in Kenya ho provato sia la eSim (come Airalo) sia la scheda fisica locale.
Nelle località costiere come Diani e Watamu non ho notato una grande differenza, mentre durante il safari, la scheda SIM fisica funzionava molto meglio, con più campo della eSim. E ha anche un costo inferiore.
Puoi acquistare una SIM locale Safaricom all’aeroporto (JKIA). Il costo si aggira tra i 2 e i 10 dollari per SIM e dati. Porta con te il passaporto per la registrazione obbligatoria.
Nei lodge durante il safari internet con il Wi-Fi era disponibile ma solo per un tempo limitato, in quanto a una certa ora l’elettricità viene staccata (dalle 21:00 alle 06:00 del mattino successivo).

Com’è il mare in Kenya tra maree e alghe?

Il mare in Kenya è molto bello, ma è fortemente influenzato dalle maree e dalle stagioni. Ogni 6 ore circa l’oceano si ritira di centinaia di metri.
Durante la bassa marea il paesaggio diventa spettacolare ed è il momento perfetto per fare lunghe passeggiate.
Per il mare metti tassativamente in valigia le scarpette da scoglio: in Kenya ci sono sia il pesce scorpione sia il temibile pesce pietra (in inglese stonefish) che vive mimetizzato e può provocare danni seri se calpestato, mentre nelle pozze d’acqua che restano con la bassa marea è facile pungersi con i ricci di mare.
Per quanto riguarda le alghe e la plastica, è inutile girarci intorno perché le foto da stock spesso ingannano. A seconda delle correnti, specialmente nei mesi tra dicembre e maggio, l’alta marea porta a riva molte alghe e purtroppo anche rifiuti plastici che si depositano sulla sabbia. A questo proposito, tra le spiagge di Watamu, quella che ho trovato più pulita è Garoda Beach.

Come sempre, questo itinerario di 10 giorni in Kenya con safari e mare, è il frutto della mia esperienza vissuta sul campo.

Se hai osservazioni o dritte che possano essere utili ad altri viaggiatori che transiteranno dal mio blog in cerca di informazioni, lascia un commento: più informazioni trovano, migliore sarà il loro viaggio.

Come dicono sulla costa del Kenya, Hakuna Matata!

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Aggiornato il: 4 Giugno 2026 Altri articoli per te: Viaggiare in Kenya Se ti piace questo tipo di viaggio: Itinerari di viaggio fai da te

Primo piano di Martina Santamaria travel blogger e travel photographer Martina Santamaria

Sono Martina Santamaria, viaggiatrice e creatrice di PimpMyTrip.it. Dal 2013 racconto il mondo attraverso il mio blog, le mie fotografie e il podcast su 'Good Morning Genova', condividendo itinerari e consigli di viaggi fai da te. Con oltre 70 paesi visitati, il mio obiettivo è aiutare le persone a realizzare da soli il proprio viaggio dei sogni.

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