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Israele, itinerario di viaggio breve nella “Terra in cui scorre latte e miele”

– Posted in: Asia e Medio Oriente

L’unica certezza che mi sono portata indietro dal mio viaggio in Israele è stata che una settimana, anzi 6 giorni, sono terribilmente pochi per questo paese così ricco di sfaccettature e solo appena sufficienti ad avere un piccolo assaggio di tutto ciò che la “Terra in cui scorre latte e miele” è in grado di regalare ai viaggiatori.

Giorno 1: arrivo in Israele

Atterrati al Ben Gurion di Tel Aviv verso le 11 ora locale, abbiamo impiegato circa un’ ora per sbrigare le formalità doganali (devo dire che i controlli non sono stati serrati come mi aspettavo) e una volta usciti dall’aeroporto abbiamo preso un taxi collettivo (67 NIS a persona) che ci ha portato direttamente davanti al Jaffa Gate, a Gerusalemme.

Dopo il pranzo (finalmente ho mangiato il mio tanto desiderato hummus) abbiamo cominciato subito con una prima visita della città, abbiamo percorso dall’inizio la via Dolorosa (via Crucis) lungo lo stesso percorso che fece Gesù con la croce fino al Calvario e poi siamo entrati a visitare la Basilica del Santo Sepolcro. In sincerità devo ammettere che non mi sarei mai aspettata le scene di esasperato fanatismo a cui invece abbiamo assistito all’interno della Basilica.

Santo-Sepolcro-Gerusalemme

Giorno 2: visita di Gerusalemme

Anche oggi tutta la giornata è stata dedicata alla visita di Gerusalemme. La prima visita della giornata è stata al Muro della Preghiera. Nei dintorni del muro non è possibile fare fotografie. Uomini e donne hanno due settori diversi per pregare e agli uomini è richiesto di coprirsi il capo. Sono messi a disposizione ed in maniera completamente gratuita delle kippah (il copricapo che gli ebrei osservanti sono soliti indossare nei luoghi di culto come segno di rispetto verso Dio), le troverete in un cesto posto vicino all’entrata del settore maschile.

In seguito visita al Monte del Tempio con la dorata Cupola della Roccia (aperta solo dalle 13,30 alle 14,30 e dalle 7,30 del mattino alle 11), poi giro a zonzo per la città vecchia con camminata sui tetti e passeggiata sulle mura.

Alla sera è imperdibile lo spettacolo di Suoni e Luci all’interno della Cittadella di David (55 NIS)

Giorno 3: visita di Betlemme

Dalla stazione degli autobus subito fuori dalla Porta di Damasco (usciti dalla porta prendere le scale a sinistra: la stazione dei bus si trova esattamente dall’altra parte della strada) abbiamo preso il bus 21 (8 NIS) per raggiungere Betlemme. All’arrivo abbiamo concordato con un taxi che per il prezzo di 35 NIS a persona ci ha portati a vedere il Campo di Pastori (dove l’angelo annuncio la nascita di Gesu), la Grotta del Latte, la Basilica della Natività con la grotta dove si suppone Gesù sia nato ed infine il Muro di divisione tra Israele e Cisgiordania.Osservando questo “muro della vergogna” non è possibile non provare un senso di forte disagio, possibile che ancora si costruiscano dei muri?

Betlemme-muro

Giorno 4: Mar Morto

In mattinata andiamo all’Avis dove avevamo precedentemente via internet ordinato la macchina a noleggio e sbrigate le varie formalità partiamo verso le salate sponde del Mar Morto che si trova a ben 450 metri sotto il livello del mare. Da lontano è davvero impressionante vedere le acque color turchese che lambiscono le spiagge e le bianche incrostazioni di sale. Dopo aver fatto il checkin presso il campo tendato Metzukei Dragot passiamo il resto della giornata alla Mineral Beach.

Dead-Sea

Giorno 5: Visita di Masada, oasi di Ein Gedi e arrivo ad Akko

Vi assicuro che alzarsi la mattina alle 3 e mezza, guidare per circa 50 minuti al buio con i tir che sfrecciano sulla corsia apposta e poi salire sotto il peso del cavalletto e dello zaino fotografico per quasi un ora, mentre il sole sorge da dietro i monti laggiù in lontananza, oltre quel lembo di mare che divide Israele e Giordania, vale assolutamente la pena. Arrivare in cima alla rocca dove si stendono le rovine dell’antica Masada ed osservare l’alba è veramente uno spettacolo indimenticabile e ripaga di tutta la fatica della salita.

Masada-Israele

Dopo colazione visita all’oasi naturale di Ein Gedi. L’oasi è composta principalmente da due canyon: Wadi David e Wadi Arugot.

Il primo è davvero molto turistico, ha qualche bella cascata, ma non vi godrete nè la bella passeggiata nè la frescura degli alberi a causa del sovraffollamento dell’area. Poco dopo il nostro arrivo hanno cominciato ad arrivare pullman su pullman di scolaresche di tutte le età che hanno letteralmente invaso le pozze d’acqua cristallina, violentando il silenzio con grida e urla da far accaponare la pelle.

Il secondo canyon, Wadi Arugot, è sicuramente più piacevole da visitare, essendo molto meno turistico. Il sentiero si inerpica lungo il torrente attraverso pozze d’acqua fresca ed una vegetazione varia e rigogliosa. Questo canyon è anche l’habitat per tantissime specie di animali (tra cui lo stambecco della Nubia e la procavia delle rocce) e centinaia di specie di uccelli, ma noi ne abbiamo visti veramente pochi. Forse metà mattinata non è proprio l’ora giusta per gli avvistamenti.

Giorno 6: Visita d Akko e trasferimento a Tel Aviv

tunnel-templari-akko

Arrivare nella polverosa cittadina di Akko è davvero un viaggio nel tempo, credetemi. Si dice che la cittadina non sia cambiata molto rispetto a quando Marco Polo arrivò qui e facendo un giro nel suq l’impressione è davvero quella. Akko è stata la bellissima sorpresa del mio viaggio in Israele. Il centro storico sembra sospeso nel tempo, i negozi di souvenir non sono ancora riusciti a portare via il posto ai banchi di pesce appena pescato, ai fornai, ai venditori di falafel e a quelli di dolci. In una sola mattinata siamo riusciti a visitare la Cittadella dei Crociati, il Tunnel dei Templari e il mercato. Akko è davvero da tenere in considerazione nella pianificazione di un viaggio in Israele.

Giorno 7: Visita di Old Jaffa, Tel Aviv e ritorno in Italia

Siamo arrivati a Tel Aviv il venerdì sera, giusto in tempo per veder chiudere anche l’ultimo negozio aperto. Da venerdì sera fino a tutto il sabato in Israele si festeggia la Shabbat ovvero la festa del riposo ed è impossibile quindi trovare qualcosa di aperto tranne chiaramente locali e ristoranti.

Tornassi indietro pianificherei per Tel Aviv molto più di una giornata sola, piena di vita com’è. Passeggiando sul lungomare si ha la percezione di essere in California, non in Israele, vista la quantità di ragazzi, musica, surfisti e biciclette che ci sono. E sullo sfondo grattacieli di acciaio e vetro che risplendono nei raggi del sole.

Old Jaffa è detto essere uno dei luoghi più romantici di tutta l’area e questo romanticismo si respira camminando nelle vie, tra pietre vecchie di 4000 anni. Un po’ troppo turistica forse, ma sicuramente da non perdere.

Tel-Aviv

Considerazioni finali sul viaggio in Israele

La miglior considerazione che posso fare è la stessa che ho fatto all’inizio dell’articolo: una settimana è davvero troppo poco tempo per un viaggio in Israele. Per quanto questo paese sia piccolo sulla cartina geografica, non è per nulla piccolo come quantità si siti interessanti che meriterebbero una visita.

Se potessi rifare da capo l’itinerario sicuramente dedicherei più tempo per vivere Tel Aviv e ritaglierei qualche giorno per i Territori, non solo per visitarli, ma per parlare con le persone, per osservare la loro vita, per cercare di capire le emozioni che il “muro” agita dentro a chi vive in questa situazione.

Passerei almeno una giornata ad Hebron e Ramallah e sicuramente visiterei Gerico. Passerei almeno un paio di giorni a sud, nel deserto e visiterei Mitzpe Ramon. Mi fermerei poi in Galilea a fare trekking nella bellissima natura di questa parte di Israele.

Insomma se tornassi indietro regalerei a questo piccolo paese molto più tempo di quello che ho fatto. Meno male nessuno mi impedisce di tornarci una seconda volta (e chissà magari anche una terza) e quindi presto o tardi riuscirò a dedicare a questa terra il tempo che, davvero, si merita.

 

 

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Alessandro Zeggio
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