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Indipendenti… o no?

– Posted in: Consigli di Viaggio

La voglia di scrivere questo post mi è venuta qualche giorno fa, quando navigando nella rete, mi sono trovata a riflettere a causa di un’inquietante articolo in cui un fotografo si lamentava e criticava in maniera intrisa di cinismo ed arroganza il comportamento degli italiani all’estero.La Lonely Planet è un po' il simbolo dei viaggiatori indipendenti

Sulla strada, ho spesso incontrato alcuni “puristi del viaggio”, zaino in spalla e lonely planet, ai quali piaceva definirsi “viaggiatori e non turisti” e lo facevano in un modo che si sarebbe potuto definire quasi snob, in quanto il loro era l’atteggiamento di persone che, in un certo senso, si sentono superiori a chi, diversamente, sceglie un tour organizzato, una crociera o una settimana in un resort con formula “all inclusive”.
Nella visione di alcuni viaggiatori indipendenti c’è spesso l’idea che le persone che viaggiano appoggiandosi ad un tour operator in realtà isolino se stessi dalla gente e dalla vera cultura dei luoghi che visitano, e che questo impedisca loro di “conoscere”, come se questo significasse non valer neanche la pena di partire.
Forse, però, prima di giudicare, ci sarebbe da chiedersi cosa c’è di così tanto sbagliato nel partire per un viaggio che sia “assistito”: del resto chi dice che per una persona, per esempio una persona che pensa di lasciare il proprio paese per la prima volta, un tour organizzato non sia invece la scelta giusta?
L’organizzazione di un viaggio fai da te, indipendente, zaino in spalla (chiamatelo come preferite) ha effettivamente delle controindicazioni, per esempio le ore da spendere per trovare il biglietto o per stilare l’itinerario e non sarebbe tanto strano se chi non lo ha mai fatto, al prospetto delle ore necessarie ad organizzare, fosse sopraffatto dalla logistica della situazione e decidesse di abbandonare l’idea del viaggio a favore di una vacanza al mare a 50 km da casa per l’ennesima volta, nell’ennesimo posto, perdendo cosi l’occasione di intraprendere questa esperienza unica e veramente meravigliosa.
Per una persona che decide di viaggiare per le prime volte, inoltre, il tour organizzato permette di sentirsi abbastanza in tranquillità per affrontare il mondo “straniero” in maniera confortevole e poter avere, dunque, un approccio piu soft a culture spesso molto diverse dalla nostra.

Non solo i viaggi zaino in spalla danno occasione di incontri

E se, invece, uno decidesse di optare per una crociera o un villaggio all-inclusive?
L’inverno in Italia non è sempre clemente, ci sono momenti, soprattutto nel nord, in cui la malinconia cala addosso come un mantello fino ad essere soffocante, per cui la scelta di fuggire in direzione di mete esotiche, alla ricerca di lunghissime spiagge bianche affacciate sul blu dell’oceano e del sole che brucia le guance, è sicuramente uno dei modi migliori per interrompere e prendersi una pausa dalle lunghe giornate buie, dal freddo e dalla pioggia incessante.
E se oltre a mare e sole non si avesse voglia di guidare, di salire e scendere e passare ore interminabili sugli autobus trascinandosi dietro uno zaino pesante, se si volesse avere qualcuno che cucina al posto nostro, che ci organizza le escursioni e se l’unica cosa faticosa che avessimo intenzione di fare fosse quella di starcene belli tranquilli all’ombra di una palma, sulla riva di un mare cristallino, a leggere finalmente quel famoso libro che abbiamo comprato tanto tempo fa ma che non abbiamo mai avuto occasione di prendere in mano…?

In realtà, non credo davvero che esista una qualunque regola che dice se il nostro viaggio debba essere dell’uno o dell’altro tipo, ma penso che partire, chiudendosi alle spalle la porta di casa per affrontare l’incontro con un altro mondo sia una esperienza talmente incredibile che ognuno dovrebbe avere la possibilità di viverla come meglio crede e nella maniera che preferisce anche perchè la possibilità di scegliere ancora non ce l’hanno tolta. Per fortuna.

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