PimpMyTrip.it – Viaggi Avventura header image
PimpMyTrip.it - Viaggi Avventura > Blog > Viaggi Avventura > Improvvisatore o pianificatore, tu che viaggiatore sei?

Improvvisatore o pianificatore, tu che viaggiatore sei?

– Posted in: Viaggi Avventura

Pochi giorni fa da uno scambio di battute su Twitter con altri viaggiatori è nato un bellissimo confronto sui diversi stili di viaggio.
Da una parte chi, come me,  ama vagabondare con lo zaino al seguito senza aver del tutto chiaro dove andare o come arrivare da qualche parte e si affida dunque alla buona sorte e chi dall’altra pianifica minuziosamente ogni cosa, dagli hotel prenotati mesi prima di partire, all’auto a noleggio, alle visite schedulate nei luoghi d’interesse turistico e che parte con una bella sansonite con tutti i vestiti piegati alla bella maniera.

Cit-Terzani
Da questo scambio di battute è nata l’idea di raccontarci chi siamo e perchè viaggiamo ognuno a modo suo.
Insomma un modo come un altro per raccontare che tipo di viaggiatori siamo: improvvisatori o pianificatori?
Io di mio non ho mai nascosto il fatto di essere una che ama i viaggi zaino in spalla e fai da te, ma non è finita qui.

Sono fermamente convinta che prima di tutto lo stile del viaggio rifletta lo stile della nostra vita e la mia vita è per definizione sempre stata un gran casino.
Si esattamente, se c’è una forza superiore che regola tutto, questa forza nel mio caso è la disorganizzazione totale.
Sono una di quelle che predicano sempre bene e sono brave a spiegare come organizzare un viaggio fai da te, salvo che poi razzolano malissimo e il loro viaggio non lo organizzano mai.

Non è colpa mia, è sempre stato così: insomma quando uno non è capace ad organizzarsi non è capace e punto.

Sono una di quelle che puntualmente compra le guide 6 mesi prima di partire per poi aprirle per la prima volta quando sono ormai piazzata sull’aereo, così tanto per passare quelle dieci ore di volo intercontinentale che mi separano dalla meta.

Sono una di quelle che hanno un cumulo mostruoso di vestiti sopra la sedia vicino al letto, di quei cumuli ai quali anche il gatto ha paura di avvicinarsi e sono una di quelle che quando torna da un viaggio nello zaino non ha più almeno la metà di quello che si era portata dietro: o l’ho perso, o l’ho regalato o l’ho scambiato.
Ammetto, una volta l’ho anche rubato, cioè per sbaglio nella camerata dell’ostello ho preso una maglia credendo fosse la mia salvo poi rendermi conto quando sono tornata a casa che era di 5 taglie più grande.

Ancora oggi mi fa ridere l’idea che il ragazzo a cui l’ho inavvertitamente fregata si sia trovato in cambio la mia maglietta di Hello Kitty comprata per disperazione  in qualche improbabile mercato in Cina.

bus-notturno-cina

Bus notturno durante uno dei miei ultimi viaggi

Un’idea dell’itinerario però quando parto la ho. Sui forum, sui social e sui vari blog di viaggio trovo interessantissimi spunti e tanti nomi di luoghi sconosciuti che catturano la mia attenzione che puntualmente segno su un foglietto spiegazzato che poi mi porto dietro.

Ho preso degli autobus al volo e altri li ho persi, non ho quasi mai prenotato gli ostelli e non mi è mai successo di dormire per strada, ho visto tanti posti e tanti altri a mio malincuore li ho messi da parte.
E ogni volta da un viaggio sono sempre tornata a casa felice di ciò che avevo vissuto per cui credo che vada bene così.

Trovo che questa disorganizzazione sia la cosa più divertente del mio modo di viaggiare.
Così come nella vita normale non mi piace avere appuntamenti fissi, quando vado da qualche parte non amo dover vedere qualcosa a tutti i costi, dover seguire degli orari o avere delle pianificazioni: preferisco “perdere il mio tempo” gironzolando naso all’insù nei mercati locali, smarrendomi per le strade, cambiando itinerario all’ultimo momento e andando verso luoghi di cui prima di partire non immaginavo neanche l’esistenza.

E così facendo ho scoperto luoghi inimmaginabili come la Valle di Jiuzhaigou.

Ma il mio modo di viaggiare non è solo poter andare dove e quando mi pare e piace, è anche e soprattutto il potermi fermare.
Passare per un paesino sconosciuto e fermarmi una notte in più a respirare un tramonto che ne sa di mare, fermarmi a veder scorrere la normale vita di un villaggio qualunque, fermarmi per ascoltare una storia che qualcuno ha da raccontare.
Viaggiare senza fretta, assaporando ogni minuto e vivendolo come se in quel momento non ci fosse altro, come se non dovessi ripartire a tutti i costi per andare da un’altra parte.

bed-roof

Il tetto su cui ho dormito a Gerusalemme

In tanti mi dicono che cosi mi perdo tantissime cose da vedere, io non solo non me ne preoccupo, ma penso anche
che per ogni cosa che ho perso perso ne ho sicuramente trovato un’altra e che, in ogni caso, non aver visto tutto quello che c’era da vedere è un’ottima scusa per prima o poi tornare.
E poi davvero penso che il senso del viaggio sia il viaggiare stesso e non una lista di cose da fare e da vedere.

Ah, dimenticavo, se durante uno dei vostri viaggi vi capitasse di incontrare un ragazzo biondo con addosso una maglietta di Hello Kitty per favore non ditegli che mi conoscete.

Questa sono io, una viaggiatrice improvvisatrice, disordinata e anche un po’ incasinata. Qui invece trovate che tipo di viaggiatori sono  Federica ed Elisa.

Voi invece che tipo di viaggiatori siete?

Ti Potrebbero anche piacere:

22 comments… add one

Leave a Comment