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L’Hammam, Guida Passo Passo per la Tua Prima Volta

– Posted in: guide di viaggio

Devo ammettere che prima di andare a vivere in Tunisia sapevo veramente poco di cosa fosse un hammam. Per me era semplicemente una specie di spa, in cui andare a farsi massaggiare.

Scusate amici Turchi, ma devo ammettere anche che pensavo si chiamasse hammam prima di scoprire durante il viaggio a Istanbul che hammam è la parola araba  e che invece in turco si chiama hamam.

hammam

La bellissima Hammam Cagaloglu di Istanbul.

Fatta questa premessa,  se stai leggendo questo post è perché stai pensando di provare un hammam prima o poi: ottima scelta.  Partecipare a questo lato così importante in alcune culture nel mondo non è solo un modo per rilassarsi, ma anche per prendere parte più profondamente alla vita delle persone del luogo.

Origini dell’ Hammam

L’hammam nasce ad Istanbul, ai tempi in cui si chiamava Costantinopoli, poco dopo il periodo in cui la città fu la capitale dell’ impero romano.

I Romani avevano già radicato da tempo la cultura delle terme ma il vero e proprio bagno turco nacque con la conquista della città da parte dell’impero Ottomano. Gli Ottomani, come i Romani prima di loro, portarono con sé le proprie tradizioni riguardo il bagno: lo “scontro” tra le tradizioni ottomane e quelle romane evolse in un nuovo rituale che univa quello della pulizia del corpo con quello della religione islamica. I Turchi lo chiamarono hammam.

L’hammam ha sempre costituito una parte fondamentale della vita della popolazione ed essendo, per lo meno meno nell’antichità, gratuito era frequentato quotidianamente da uomini e donne di qualsiasi ceto sociale.

L’hammam divenne presto molto di più di un luogo dedicato alla pulizia del corpo: divenne un vero e proprio centro della vita sociale della comunità in cui uomini e donne si incontravano per conoscersi e socializzare,  discutere di affari  o semplicemente di pettegolezzi. Ma non solo: nell’hammam ci si andava per purificarsi prima di importanti eventi della vita, come i matrimoni, le nascite o le circoncisioni, o per festeggiare con cibo e musica (esatto! Anticamente negli hammam si poteva mangiare e suonare).

Le giovani donne andavano negli hammam sperando di accaparrarsi i favori della madre del ragazzo di cui si erano innamorate, le madri cercavano giovani consorti per i loro figli, si combinavano matrimoni. Per centinaia di anni il bagno pubblico è stato il cuore della vita sociale.

Probabimente aveva ragione Sherazade, la bellissima narratrice de: “Le mille e una notte”,
quando affermava che una città non possa dirsi completa se non possiede un Hammam.

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Un hammam storico nel centro di Shiraz in Iran: qui è stato creato un ambiente “antico” che si può visitare per vedere com’era.

Come è fatto un hammam?

Gli hammam non sono tutti uguali e alcuni sono strutturati in maniera diversa (dipende anche dai diversi paesi, i rituali possono essere differenti), ma generalmente un hammam è costituito da 3 camere alle quali si accede in maniera progressiva.

1) La warm room  cioè la prima stanza in cui si entra dopo essersi cambiati, è il primo approccio con il calore.
Qui vengono consegnate generalmente due bacinelle, una di acqua fredda e una calda. dopo aver lavato il pavimento intorno a sé con l’acqua fredda, si utilizza la calda per cominciare a pulire la pelle e i capelli.

2) hot room , ovvero la stanza calda è dove il calore è maggiore: qui è dove il calore aiuta ad aprire i pori della pelle per fare uscire le tossine dal proprio corpo. Nelle hammam non c’è un tempo limite di permanenza, la decisione di quanto tempo trascorrere nella stanza calda dipende dalla propria sopportazione del calore.

Qui la bacinella con l’acqua fredda può servire (anche se molti la lasciano nella camera tiepida) per rinfrescarsi ogni tanto.

Dopo la camera calda si torna in quella tiepida per lavarsi ancora più profondamente stavolta con il sapone:
capita spesso che qualche sconosciuto si avvicini e vi chieda se volete che vi lavi la schiena: non interpretate male, è una gentilezza nei vostri confronti, non una richiesta di soldi o di qualche altro tipo di “approccio”.
Me lo spiegò Hafef, la mia amica di Tunisi, la prima volta che andai con lei in un “bagno pubblico”, al El-Methihra Hammam.

Quando si ha finito di lavarsi ed insaponarsi, si utilizza sempre la bacinella con l’acqua fredda per lavare via il sapone dal pavimento.

3) la stanza fredda  è quella in cui, finito il vostro bagno vi sentirete completamente rigenerati.
Molti hammam hanno qui delle docce per darsi un’ultima sciacquata. Pensate questa camera come un luogo di relax in cui sedersi, riposarsi e aspettare che il vostro corpo di abitui nuovamente alla temperatura esterna.

Spesso vi verrà offerto un the, o un dolcetto.

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Un Hammam storico a Kerman, in Iran. Anche qui viene mostrato come l’Hammam fosse ai tempi il cuore della vita sociale della popolazione

L’hammam a Istanbul

Durante il tempo in cui ho vissuto in Tunisia, l’hammam era diventato un’abitudine e anche nei viaggi successivi, tra Marocco, Siria e Turchia ne ho sperimentati tantissimi.

Uno però dei migliori in assoluto è stato durante il viaggio a Istanbul: qui purtroppo i grandi hammam storici sono diventati delle trappole per turisti più somiglianti alle spa come quelle che ci sono qui da noi che ad un vero e proprio bagno pubblico.

Difatti sono poco se non per niente frequentate dagli abitanti di Istanbul. Nonostante questo forse vale la pena di visitarli esclusivamente per l’architettura che è veramente magnifica:  non per niente molti di essi sono stati edificati da grandissimi architetti come il celeberrimo Mi’mār Sinān.

Pensate che il più famoso di tutti, il  Cagaloglu hamami , è stato definito come uno dei 1000 posti assolutamente da vedere nella vita dal New York Times. Inutile dire che è preso d’assalto dai turisti, che è caro (50 euro hammam e massaggio) e che di autentico ha ormai ben poco.

Io ho scelto un piccolo hammam di quartiere, desolatamente vuoto, ma di cui ho un bellissimo ricordo perché è stata un’esperienza abbastanza autentica.

Sfortunatamente in Turchia i piccoli hammam stanno scomparendo: ormai tutti gli abitanti hanno bagno e acqua corrente in casa e andare al bagno pubblico non è più un bisogno vitale come era in passato.
A parte qualche eccezione, come il Süleymaniye, negli hammam generalmente vige la separazione dei sessi per cui io e Massi ci siamo dovuti salutare e rivederci qualche ora dopo.

In passato gli hammam misti non sono mai esistiti e tutt’ora nell’hammam tradizionale uomini e donne sono rigorosamente separati. I grossi hammam avevano due camere per entrambi i sessi, mentre le hammam più piccole e con una camera sola avevano orari diversi per uomini e donne.

Gli hammam misti sono stati inventati per i turisti (non a caso la maggior parte di essi lavora con grosse catene alberghiere) e una donna turca non si sognerebbe mai di metterci piede, neanche con il proprio marito.

Appena arrivata alla reception ho dato uno sguardo alle varie offerte proposte e ho scelto quella completa con massaggio. Mi è costata leggermente di più, ma vi assicuro che quando sono uscita mi sono sentita una rondine: stavo talmente bene che mi sembrava di camminare senza toccare per terra.

La signorina alla reception mi ha consegnato le chiavi dello spogliatoio (in cui ho potuto chiudere a chiave le mie cose) e il peştemal (un tralcio di tessuto con cui coprire le parti intime): questa prima sala (camekan) è in Turchia una grande anticamera che si potrebbe paragonare ad un grosso spogliatoio di una piscina.

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The Ritz-Carlton Grand Canal, Abu Dhabi, UAE; +971 2 818 8888; www.ritzcarlton.com

Dopo essermi cambiata mi sono diretta verso un’altra stanza (soğukluk) dove ho cominciato con la bacinella a rovesciarmi secchiate di acqua sulla testa, aspettando di acclimatare il mio corpo al calore prima di entrare nell’hararet, ovvero la stanza principale, il cuore dell’hammam.

L’hararet degli hammam di Istanbul è generalmente una grossa stanza caratterizzata da una grande volta a cupola nella quale sono scavati dei piccoli fori per far entrare una tenue luce che aiuta a mantenere un’atmosfera intima e rilassante.

Al centro della stanza si trova il göbektaşı, un’ampia piattaforma di marmo su cui mi sono sdraiata aspettando che mi venisse fatto il massaggio.

Il massaggio comincia con il kese cioè la tradizionale pulizia della pelle: si viene energicamente strofinati con forza con un guanto apposta che serve per togliere la pelle morta. Io ho portato il mio guanto, costano davvero poco nei mercati (da 1 a 3 euro) e al Grand Bazaar non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Dopodiché con una specie di fodera da cuscino ripiena di schiuma sono stata insaponata e mi è stato fatto il massaggio vero e proprio.

Sentendomi rinata, dopo il massaggio e lo shampoo mi sono immersa nella piscina a sguazzare per un po’ finché ho deciso che ne avevo abbastanza e mi sono diretta verso la stanza fredda nella quale ho trascorso gli ultimi minuti rilassandomi su un lettino.

Cosa portare

In realtà, soprattutto negli hammam per turisti non si ha bisogno di portare nulla, ma se si visita un hammam piccolino allora è meglio portarsi le seguenti cose:

  • sapone
  • shampoo
  • guanto per lo scrub
  • costume da bagno

Se si visita un hammam in Marocco, si ha la possibilità di comprare un sapone nero all’olio di oliva miracoloso: si chiama sabon beldi.

Sempre in Marocco se lo trovate comprate anche il Rassoul (o ghassoul) che è un’argilla per lo scrub. Lo hanno anche in Tunisia e io a casa me ne ero portata dei quintali.

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Anantara Eastern Mangroves Hotel & Spa, Abu Dhabi, UAE; +971 2 656 1146; www.abu-dhabi.anantara.com

Etiquette e consigli vari

Non sprecate l’acqua: nei paesi del Medio-Oriente è una risorsa preziosa.

Gli uomini non possono andare nudi ma devono indossare degli slip: in Marocco stare nudi è un gesto estremamente offensivo. Le donne in Turchia possono andare nude (in Marocco meglio di no) o indossare degli slip, scegliete quello che vi fa stare a vostro agio.

Se vi sentite grassi o brutti non vi preoccupate, nessuno ci farà caso! Negli hammam troverete sempre qualcuno più brutto o grasso di voi e a nessuno importa di come siete. I massaggiatori ed i dipendenti degli hammam considerano i clienti tutti uguali e tutti da trattare nella stessa maniera. La vostra cura e il farvi stare bene è il loro obiettivo principale, il resto non conta.

Se non volete sembrare Marilyn Manson dopo 5 minuti non truccatevi prima di entrare in un hammam.

Non andate se avete problemi di pelle contagiosi.

Chiedete al medico se avete problemi vascolari o di cuore. Le alte temperature possono portare a qualche problema cardiovascolare o di pressione.

Dovrete lavarvi da soli le vostre parti intime.

Bevete tanta acqua prima di recarvi in un hammam, aiuterà il vostro corpo a sentirsi meglio.

Portate delle monete da lasciare come mancia, sarà molto gradita.

Se nella hot room cominciate ad avere troppo caldo, uscite in quella più fredda, sedetevi e aspettate di stare meglio. L’hammam non è un carcere, nessuno vi obbliga a fare niente.

Molti hammam turistici fanno durare l’esperienza dai 60 ai 90 minuti, ma negli hammam tradizionali si può rimanere quanto si vuole. Due ore, due ore e mezza è generalmente il tempo consigliato.

Non preoccupatevi di fare niente. Rilassatevi semplicemente, saranno gli inservienti a dirvi quando siete pronti per il massaggio e a guidarvi. Anche qui se volete rilassarvi ancora un po’ chiedetegli gentilmente altri dieci minuti e vi saranno concessi.

Vi saranno date delle ciabattine o degli zoccoli. Indossateli, il pavimento in marmo potrebbe essere scivoloso e gli zoccoli vi eviteranno una rovinosa caduta.

Prendete l’hammam come del tempo da dedicare e prendervi cura di voi stessi perché è questa la sua principale funzione.

Scusate nel post trovate solo due foto mie, anche se ci sono stata spessissimo nell’ hammam per ovvie ragioni non ho mai portato la macchina fotografica!

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