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Buenos Aires, Cosa Vedere e Cosa Fare Quartiere per Quartiere

– Posted in: guide di viaggio

Con la grande quantità di musei e monumenti, parchi e piazze, negozi, strade e quartieri non è subito facile fare una lista di cosa vedere a Buenos Aires.

Sicuramente però il contrasto tra l’architettura coloniale ed i nuovi edifici commerciali, i barrios de tango, il lungo fiume e il suo aspetto elegante rendono la Capitale dell’Argentina la mia città preferita in tutto il Sud America.

Quanti giorni ci vogliono per visitare Buenos Aires? Tentando di dare una risposta, sappiate che io ci ho trascorso una settimana e che non è stata assolutamente sufficiente per questa grande città che si estende per più di 200 km quadrati.

Questa guida cerca di darvi un’idea di itinerario quartiere per quartiere in maniera che anche voi possiate ottenere il massimo dalla vostra visita.

Preparatevi: ci sarà da camminare tantissimo.

Cosa Vedere a Buenos Aires e Cosa Fare

Microcentro

Cominciamo bene, ossia: il Microcentro non è proprio un quartiere, ma coincide grosso modo con tutta la zona intorno al cuore della città: Plaza De Mayo.

Il Microcentro quindi non fa parte dei 48 barrios riconosciuti ufficialmente, o per lo meno, i suoi limiti non sono stabiliti. Sappiate però che all’incirca si estende dal barrio di San Nicolas e parte di Montserrat.

Plaza de Mayo

plaza de mayo e casa rosada

Plaza de Mayo e sullo sfondo la casa Rosada da cui una giovane Evita Peròn infiammava i cuori del popolo argentino

Quando nel 1580 lo spagnolo Juan de Garay fondò la città, Buenos Aires era abitata da 63 persone, probabilmente qualche cane, e aveva un nome breve: Ciudad de la Santissima Trinidad y Puerto de Nuestra Segnora de los Buenos Aires.

Già a quei tempi quella parte che oggi è Plaza de Mayo era il cuore della città e da allora è sempre stato un simbolo di unità e un luogo di manifestazioni, di festeggiamenti e di rivolte.

Gran parte della storia dell’intera Argentina si è svolta intorno agli eventi successi in questa piazza.

In questo rettangolo, Evita Pedròn infiammò con i suoi discorsi i cuori del popolo argentino, Maradona festeggiò la vittoria al Mondiale dell’ 86 e le Madri dei Desaparecidos denunciarono al mondo intero quello che stava realmente accadendo sotto la dittatura militare di Videla.

Plaza de Mayo, con i suoi fatti storici e gli importanti edifici è per me il punto migliore per cominciare la visita di Buenos Aires, per tracciarne le origini e per sentirne battere il cuore.

Sulla piazza si affacciano alcuni tra gli edifici più importanti di Baires: la Cattedrale, il Cabildo Historico, la Casa Rosada (prenotate la visita con anticipo a questo link), sede del potere esecutivo della città, la sede del Governo Cittadino e il Banco de La Naciòn Argentina.

Da Plaza de Mayo parte la Avenida de Mayo che si estende per due chilometri fino ad arrivare al Palazzo del Congresso.

Avenida de Mayo

Avenida de Mayo unisce due punti fondamentali della città: Plaza de Mayo e il Congresso della Nazione.

Verso la fine dell’800 Buenos Aires osservò con occhi ammirati i grandi lavori architetturali di Parigi e li prese come modello: alcuni vecchi palazzi furono demoliti e nuovi ampi viali furono aperti.

Sin dalla sua inaugurazione nel 19esimo secolo, Avenida di Mayo è sempre stata considerata la Gran Via di Buenos Aires e i suoi marciapiedi furono calpestati da grandi personaggi storici come il compositore di tango Carlos Gardel (vi ricordate il bellissimo tango ballato da Al Pacino in “Profumo di Donna”?), ma anche Albert Einstein,  Giacomo Puccini e Federico Garcia Lorca.

Seguite le loro orme con occhio attento e cercate di non perdervi il Palacio Barolo, il Teatro Avenida e la Casa de la Cultura (numero 575 di Avenida de Mayo) uno degli edifici più spettacolari della città antica con la sua torretta sormontata da una statua che simboleggia la libertà.

Congresso della Nazione

Arrivati in fondo ad Avenida di Mayo non si può non notare la grande cupola verde in rame del Congresso della Nazione, ispirata al Parlamento di Washington. Dentro al palazzo del congresso si distinguono il Gran Salon Azul e il Salon de los Pasos.

Con più di un milione di libri, la sua biblioteca pubblica è senza dubbio una delle più importanti di tutto il paese.

Visite guidate: dal lunedì al venerdì alle 12:30 e alle 17:00

Museo del Parlamento: dal lunedì al venerdì alle 10:00 e alle 18:00

Calle Florida

Calle Florida è la strada asfaltata più antica di Buenos Aires e anche la prima diventata pedonale.

Oggi è la strada più commerciale della città, ricca di negozi e bei palazzi, il luogo ideale per andare a fare un po’ di shopping, ma attenzione ai ladruncoli.

Calle Florida comincia in una bella piazza alberata, Plaza San Martin che è uno dei luoghi preferiti dai Porteños per un pic-nic o per fermarsi a chiacchierare sotto gli alberi.

La quercia secolare in questa piazza è impressionante.

Dove Calle Florida incontra Cordoba Avenue si trova la Galerias Pacifico, una costruzione importante con volte in vetro e una cupola che oggi ospita un centro commerciale.

Calle Florida termina al Kavanagh Building, uno dei simboli di Buenos Aires.

Avenida Corrientes e Obelisco

67,5 metri d’altezza, 170 tonnellate, costruito in 60 giorni: ecco i numeri di un altro dei simboli di Buenos Aires, l’obelisco in pietra bianca eretto in piazza della Repubblica, all’incrocio tra Avenida 9 de Julio (la strada cittadina più lunga al mondo) e Avenica Corrientes. All’interno, 70 scalini conducono alle 4 piccole finestrelle sulla sua cima. Non è aperto per visite regolari.

Avenida Corrientes è probabilmente la strada più “mitica” della città. Corre per 6 chilometri dal fiume fino a Chacarita. Pensate che sono nei suoi primi 10 blocchi ha più di 50 tra spazi culturali, teatri e locali.

Al numero 800 trovate a fronteggiarsi due giganti: il Teatro dell’Opera (n° 860) e il Gran Rex Theatre (n°855).

Avenida Corrientes è anche famosa per … la pizza. Se volete assaggiare una pizza che concorre sicuramente alla nostra andate da Guerrin, una delle pizzerie più famose della città.

Teatro Colòn

cosa vedere teatro colòn

La parte retrostante della grande Hall del Teatro Colòn

Il Teatro Colòn è indiscutibilmente uno dei gioielli di Buenos Aires e uno dei motivi principali che rendono la città la capitale culturale dell’America Latina. Chiamato così in onore di Cristoforo Colombo, il Colòn è uno dei teatri con la migliore acustica al mondo, al pari del Teatro della Scala di Milano.

Più che un teatro vero e proprio si tratta di un’Opera House e fu inaugurato con l’Aida di Giuseppe Verdi. Per costruirlo sono stati fatti mandare marmi pregiati da varie parti del mondo, Italia compresa.

Uno dei miei rimpianti più grandi (e uno dei motivi per cui tornerò a Buenos Aires prima o poi) è di non aver assistito a nessuna rappresentazione.

Ogni giorno ci sono visite guidate in Inglese (io ho partecipato a una di queste e vi consiglio fortemente di farlo anche voi).

Cosa Fare alla Sera: Cafè Tortoni

Il Cafè Tortoni è il papà di tutti i cafè della città di Buenos Aires. Infatti è stato il primo ad aprire nel 1858 e fu fondato da un immigrato francese che si chiamava Touan: il primo Cafè Tortoni si trovava da un’altra parte, ma quando fu costruita Avenida de Mayo fu spostato dove si trova adesso al numero 825.

Oltre a visitarlo di giorno, cogliendo l’occasione per un buon caffè con un dulce de leche, valutate di trascorrerci una sera: vengono infatti, nel sue sale decorate, organizzati molti eventi con musica e tango.

San Telmo

San Telmo Buenos Aires

Il quartiere più bohemien di Buenos Aires: San Telmo

Antico, bohemien e turistico, San Telmo è il mio quartiere preferito. Case coloniali si alternano a hotel, ostelli, chiese, locali, ristoranti, musei, vecchie botteghe e a un mercato coperto dove i Porteños vanno a comprare frutta e verdura e in cui sono esposte anche un sacco di cianfrusaglie, bambole, libri dischi e souvenir.

Alla domenica mattina il quartiere viene invaso dalla bancarelle della Ferìa de San Telmo, il mercato dell’antiquariato, in mezzo alle quali, oltre alle orde di persone e turisti, alcuni artisti di strada improvvisano le più strane performance, dal tango, al canto, agli spettacoli di marionette.

La Ferìa è un evento da non perdere quindi: sulle bancarelle si trova veramente di tutto, da borse strampalate fatte con dischi a 33 giri, magliette, pietre magiche, vecchi telefoni, fotografie sbiadite, abbriccichi di ogni genere.

Pare che si facciano anche degli affaroni, ma indipendentemente da quello vi assicuro che ci si diverte come dei matti.

Plaza Dorrego

cosa fare ferìa de san telmo

Alla domenica in Piazza Dorrego e nelle vie circostanti di San Telmo prende vita le Ferìa ovvero un grande mercato in cui si può trovare veramente di tutto

Quando nacque, il quartiere si chiamava Altos de San Pedro Telmo e le strade erano in terra battuta.

La sua piazza, Plaza Dorrego, è la più antica di Buenos Aires dopo Plaza de Mayo e si trova all’intersezione tra le strade Humberto Primero e Defensa.

In Piazza Dorrengo alzate gli occhi e notate le case: mantengono ancora il loro aspetto orginale grazie all’intervento della Comisión del Museo de la Ciudad e guardandole si ha l’impressione di essere catapultati direttamente in un’altra epoca.

Museo di Arte Moderna (MAMBA)

Il MAMBA, ovvero il Museo di Arte Moderna, si trova a pochi passi da piazza Dorego, in Avenida San Juan. La sua collezione vanta più di 7000 pezzi principalmente di arte argentina, ma anche di opere internazionali del secolo scorso, fino ai giorni d’oggi.

Il palazzo fu rivalorizzato e restaurato nel 1918 e nell’intervento vennero “recuperati” più di 3000 metri quadrati, 4 sale nuove e la facciata..

Il Museo fu inaugurato nel 1956 e fu pensato come uno spazio espositivo all’avanguardia per l’arte, la fotografia e il disegno.

Visite guidate: martedì e venerdì alle 16:00, sabato e domenica alle 15:00.

Proprio di fronte al MAMBA si trova il MACBA, il Museo di Arte Contemporanea, un museo relativamente nuovo (la sua inaugurazione è stata nel 2012) il cui scopo è quello di esporre differenti trend dell’arte contemporanea.

Tango Show

spettacolo di tango

La sala de “La Ventana” in cui ogni sera si tiene una cena con spettacolo di tango…da non perdere!

Come Capitale Mondiale del Tango, Buenos Aires offre un’ampia scelta di spettacoli serali.La maggior parte delle tanguerie più turistiche si trovano proprio a San Telmo.

Io ho partecipato ad una di queste serate che in genere comprendono cena e show di tango. Siamo andati alla Ventana, prenotando tutto direttamente dal sito di Tangol.

Alla Ventana è possibile richiedere anche una lezione di tango prima di cena.

La serata è stata molto bella e la cena squisita, è un’esperienza che vi consiglio assolutamente di fare.

La Boca

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Su ogni uscio di casa sul Caminito della Boca, ballerini di tango si esibiscono per la gioia dei turisti

Da genovese (sia di nascita che di cuore) non potrei non amare profondamente la Boca, il cui nome deriva dal fatto che il quartiere sorge sulla “bocca” del Rio Riachuelo, dove questo si immette nel Rìo de la Plata.

Alla fine del XiX secolo gli immigrati italiani, in particolare genovesi, cominciarono ad arrivare a Baires dopo un lungo viaggio in cerca di fortuna e di una vita migliore. La Boca era un porto e gli immigrati per lo più si fermavano qui.

La sua particolarità sono le casette colorate tutte disposte in fila, diverse una dall’altra. Le case venivano colorate così per due motivi: il primo era che veniva utilizzata la pittura avanzata con cui venivano pitturate le barche, il secondo che le case colorate ricordavano agli immigrati le loro case liguri.

Nonostante gli anni siano passati, gli abitanti della Boca mantengono nel cuore il loro passato, tanto da continuare a chiamarsi Xeneizes, la trasposizione castillana del termine zeneize (genovesi) dal dialetto appunto della città di Genova.

La Boca è assolutamente un quartiere da visitare. Non è uno dei quartieri più sicuri di Buenos Aires per cui non è saggio avventurarcisi la notte e, di giorno, meglio tenere in borsa le proprie macchine fotografiche per lo meno finchè non si raggiunge il Caminito, la parte più turistica e sorvegliata ad occhio da una discreta ma attenta polizia.

Caminito

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Le coloratissime case del Caminito: ovunque si trovano statue del Papa e di … Maradona!

 

L’incrocio pedonale e turistico conosciuto come Caminito, era originariamente un incrocio in cui passava la ferrovia e lo è rimasto fino al 1920.

è difficile immaginare che oggi il quartiere più colorato ed allegro di Buenos Aires una volta fosse un luogo in cui si mescolavano vane speranze e grandi delusioni. Gli immigrati arrivavano qui cercando una vita migliore per rendersi conto che si era trattato tutto di una illusione.

Intere famiglie si trovarono stipate in piccole camere all’interno di case in comune con altre famiglie con cui dividevano bagno e cucina. Gli stipendi erano bassi e la maggior parte di loro non vide mai realizzarsi i propri sogni.

Oggi le case del Caminito sono state quasi interamente trasformate in piccoli ristoranti, locali, bar e negozi di souvenir “tanto al kg”, ma l’aria che si respira è di pura allegria: il Caminito è stato trasformato in una trappola per turisti.

I colori, i banchetti degli artisti, le persone stravaganti, le coppie che ballano tango sulle porte dei ristoranti e la musica che si diffonde nell’aria lo rendono comunque una delle perle di Buenos Aires.

Bombonera

Sapevo già che gli Argentini fossero amanti del calcio ma non mi aspettavo di scoprire che invece è qualcosa di più per loro, una specie di “religione”.

Anche la squadra della Boca fu fondata dai genovesi e oggi è la terza squadra al mondo per titoli internazionali vinti.

Credo che gli appassionati di questo sport che abbiano la fortuna di assistere ad una partita dentro questo mitico tempio del calcio e possano sentirne il boato al segnare di un goal, non lo dimentichino per tutta la vita.

I muri della Bombonera infatti tremano davvero, ma non è una bella cosa: pare che la struttura, vecchia e fatiscente, non sia più in grado di reggere il peso. C’è infatti il progetto di costruire un nuovo stadio.

Alla Bombonera vengono organizzati anche dei tour guidati.

Museo delle Cere

Passa quasi inosservata la porticina che conduce al Museo delle Cere, situato al primo piano di una delle casette sul Caminito.

Più che un museo vero e proprio si tratta di un’esposizione limitata di statue in cera che raccontano la storia dell’Argentina.

Il Museo fu realizzato e inaugurato nel 1980 dal Prof Domingo de Tellechea, oggi direttore del’ Instituto Técnico de Restauro di San Paolo in Brasile.

Domingo de Tellechea fu anche colui che fu incaricato di “restaurare” il corpo imbalsamato di Evita Peròn.

Fundacion Proa

Centro culturale allestito in una casa del tardo XIX, la Fundacion Proa fu fondata nel 1996 e si tratta di un piccolo museo di arte contemporanea.

Io personalmente non ci sono stata, con tutti i musei di Buenos Aires anche questo proprio non me la sono sentita.

Puerto Madero

Puerto Madero

Passeggiata a Puerto Madero e sullo sfondo il distretto finanziario di Buenos Aires

Il vecchio porto abbandonato non c’è più. Al suo posto oggi c’è uno dei quartieri più cool di Buenos Aires, con loft costosissimi, uffici, ristoranti di altissimo livello (e prezzo) e telecamere di sorveglianza.

Il porto fu costruito dall’ingegnere Madero, ma la sua costruzione durò molto più di quello che si era pensato e quando venne inaugurato era già obsoleto. Dopo pochi anni fu abbandonato completamente fino al 1989 quando si decise di ricostruire e recuperare l’area.

Oggi il lungo fiume è un susseguirsi di locali e bar all’ultima moda e di appartamenti di lusso costruiti dentro i vecchi edifici ristrutturati dell’inizio del XX secolo: Puerto Madero è uno dei quartieri più costosi di tutta la città ed un ottimo posto in cui passare le serate in mezzo alla crema della movida porteña.

El Puente de la Mujer

puente de la muyer puerto madero

El Puente de La Muyer rappresenta una coppia che balla tango, ma per me ci vuole fantasia per immaginarsela!

Disegnato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava e regalato alla città dall’impresario Alberto Gonzalez, il Puente de la Muyer si è presto trasformato in uno dei simboli di Buenos Aires.

Inaugurato nel 2001 nel bel mezzo della crisi economica dell’Argentina (per quello subito non se le filarono proprio e avevano i loro buoni motivi), il ponte ha due sezioni fisse ed una mobile che ruota su un pilone di cemento permettendo così il passaggio delle imbarcazioni.

Il progetto è un’opera modernista che rappresenta una coppia di ballerini di tango e la curva rappresenta la silouette di profilo della donna: lasciatemelo dire, ci vuole una grande fantasia per riuscire anche solo ad immaginarselo.

A fianco del Puente si trova ancorata la Fragata Sarmiento, la nave scuola per i cadetti dell’Armata Argentina dal 1897 al 1938. La nave mantiene cannoni e il mobilio originale. Si può visitare tutti i giorni dalle 9:00 alle 20:00.

Reserva Ecologica Costa Nera Sur

è abbastanza incredibile come nel bel mezzo di una città di 200 km quadrati, si possa trovare un posto come questo. La Reserva Ecologica Costanera Sur sono circa 400 ettari di spazio verde sulla riva del fiume proprio a due passi dal centro finanziario della città con grattacieli moderni e altissimi.

La riserva è un vero e proprio ecosistema in cui si sono formati vari tipi di ambienti naturali con piante e animali vari.

La riserva ha un percorso perimetrale di 8 km facilmente percorribili a piedi o in bicicletta.

Faena Arts Center

Questo Museo di Arte Contemporanea, a quanto pare il più bello di tutta la città, è stato allestito dentro ad un’antica fabbrica ristrutturata e convertita.

La sala principale del Museo è la vecchia sala delle macchine della fabbrica i cui dettagli ricordano il passato.

Anche questa non l’ho visitata. Con tutti i musei che ci sono a Buenos Aires e il tempo limitato a disposizione bisogna avere il coraggio di fare delle scelte.

Ma il Faena Arts Center è uno dei tanti motivi per cui tornerò nella Capitale dell’Argentina.

Palermo

Molti dei suoi abitanti decisero di vendere le loro case nel quartiere di Palermo perché i prezzi erano alti e si facevano buoni affari.

Se ne andarono e probabilmente fecero molto male.

Oggi Palermo è in continua esplosione: ogni giorno nascono nuovi ristoranti, nuove gallerie d’arte, nuovi locali, nuovi studi di cinema e televisione: insomma Palermo è già stata definita una dei quartieri più fighi dell’America latina e non a caso.

Alto Palermo

Uno dei più grandi centri commerciali di tutta Buenos Aires, l’Alto Palermo è stato allestito dove un tempo c’era una fabbrica di birra.

Aperto nel 1990 oggi conta più di 150 negozi e (qualcuno esulterà) qui si trova il primo Starbucks di Baires!

Palermo Hollywood

Dall’altra parte di Juan B. Justo, proprio tra le strade Santa Fe Dorrego e Niceto Vega, Palermo Hollywood occupa “solo” 63 blocchi. Il nome gli è stato affibbiato per le stazioni televisive, i produttori indipendenti e le stazioni radio che trovano casa qui.

Rispetto ad altre strade di Palermo qui ci sono meno negozi di cose da vestire ma più bar e locali dove trascorrere qualche ora.

Il club Niceto è da non perdere alla sera perché deejay da tutte le parti del mondo vengono qui a suonare. Gli spettacoli però cominciano tardi, per cui tenete conto che la mattina successiva dormirete fino a tardi!

Palermo Soho

Palermo Soho è la parte del quartiere più vicina a Cordoba Avenue. Il suo centro è Plaza Serrano o meglio Plaza Julio Cortazar chiamata però Plaza Serrano.

Plaza Serrano è una piazza ovale circondata da club, ristoranti e locali. Qui viene allestito anche un mercatino, ma a dirla tutta non è che a me personalmente abbia esaltato e non saprei se raccomandarvelo.

Parco di Palermo (Bosques de Palermo)

Il nome ufficiale sarebbe Parque Tres de Febrero, ma i Porteños lo chiamano Bosques de Palermo.

Appena dieci minuti fuori dal centro di Buenos Aires si trova questa grande area verde di 80 ettari, con più di 12,000 alberi, 194 specie di uccelli, roseti e un sentiero pieno di sculture…e l’entrata è gratis!

Come Hyde Park a Londra e Central Park a New York, Les Bosques di Palermo non è solo il polmone verde della città, ma un luogo in cui andare per leggere un libro, rilassarsi su un prato, fare una passeggiata ed è uno dei posti che rendono più felici gli abitanti della città.

Se si ha tempo un giro è doveroso.

Museo di Evita Peròn

Aperto nel 2002 per il 50esimo anniversario della morte di Evita Peròn, questo piccolo ma interessante museo è stata una delle cose che mi è piaciuta di più di Buenos Aires.

Si trova in una bella casa che, a differenza di quel che pensavo, non era la casa in cui Evita visse, ma un ricovero per bambini che lei stessa fondò durante gli anni del suo governo (o meglio del governo di suo marito).

All’interno ci sono libri, oggetti, foto e filmati di Evita e anche una galleria con i vestiti che utilizzava durante i suoi viaggi e le apparizioni in pubblico.

All’interno purtroppo non si può fotografare.

Visite: aperto da martedí a domenica, dalle 11:00 alle 19:00

Floralis Genérica

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I petali della Floralis Generica dovrebbero aprirsi ogni mattina e chiudersi ogni sera

Una grande scultura in acciaio inossidabile a forma di fiore che grazie ad un sistema elettrico apre i suoi petali alla mattina e li richiude alla sera.

Secondo il suo creatore questo è un simbolo di speranza, che rinasce ogni giorno.

Regalato alla città dall’ artista Eduardo Catalano, si trova in un grande prato ed è uno dei simboli di Buenos Aires.

Anche se si trova nel quartiere di Palermo, a dire il vero si trova esattamente alle spalle del Museo Nazionale delle Belle Arti (quartiere di Recoleta) ed accanto all’Università di Legge di Buenos Aires.

Recoleta

Uno dei quartieri residenziali della città, Recoleta è famoso soprattutto per il suo cimitero (Cementerio della Recoleta) e per la Biblioteca nazionale della Repubblica Argentina, la più importante di tutto il paese.

Alla domenica prende vita anche un bel mercato.

Cimitero della Recoleta

Cimitero della Recoleta

Il Cementerio de la Recoleta, sebbene sia molto turistico, è un luogo al quale andrebbe portato rispetto ed è necessario quindi comportarsi adeguatamente

Inaugurato il 17  Novembre del 1822, il Cimitero della Recoleta oltre ad essere il primo cimitero pubblico della città, è anche il monumento storico ed artistico dell’intera Argentina.

Qui, in mezzo a statue e tombe monumentali, riposano i più grandi personaggi della storia argentina: politici, militari, artisti, compositori, poeti, esploratori giacciono onorati ogni giorno dalla presenza di migliaia di Argentini e di turisti stranieri.

Qui vi è anche la tomba di Evita Peròn.

Anche se è anche un luogo in un certo senso turistico, non dimenticate mai che si tratta soprattutto di un luogo a cui va portato del rispetto per cui cercate di evitare comportamenti chiassosi e soprattutto poco consoni alla sua sacralità.

L’entrata è gratuita ed è aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 18:00.

Museo Nacional de Bellas Artes

Museo Nacional de Bellas Artes

La mostra di Lucio Fontana al Museo Nacional de Bellas Artes

Non lontano dal cimitero della Recoleta il piccolo ma interessante Museo Nacional de Bellas Artes vale una visita. L’entrata è gratuita e sono esposte varie opere tra cui dei bei quadri di Monet, Renoir e Van Gogh.

Ci sono anche esposizioni temporanee, quando sono andata io vi erano in mostra le opere di Lucio Fontana.

Altre Cose da Vedere a Buenos Aires

Le cose da vedere elencate fino a qui sono le più famose ed interessanti di tutta la città.

Ma se avete tempo potete in altri giorni dedicarvi anche a queste.

Museo della Memoria (ex ESMA)

La ESMA (Escuela de Mecánica de la Armada) era una scuola per la formazione degli ufficiali della Marina Argentina ma è tristemente famosa per un altro motivo: è stato uno dei più di 300 centri di detenzione illegale e tortura dei Desaparecidos durante la dittatura militare.

Al Selenio (il nome in codice dell’ESMA durante la Guerra Sporca) venivano portati coloro che erano anche solo sospetti di andare contro il regime dittatoriale o che comunque erano ritenuti “scomodi”.

Qui venivano torturati brutalmente per giorni, prima di essere imbarcati sui voli della morte. Dei più di 5.000 “dissidenti” portati qui pochissimi ne sono usciti vivi, liberati perchè fossero testimonianza vivente di cosa sarebbe successo a chi si ribellava alla dittatura.

Oggi è diventato un Museo della Memoria, per ricordare le brutalità e i crimini della dittatura e per la promozione e la difesa dei diritti umani.

Tigre e delta del fiume

Tigre è una piccola cittadina che si trova a circa 30 km da Buenos Aires. 30 km non sono molti, ma sembra di essere catapultati totalmente in un altro mondo.

La geografia del delta del fiume Paranà che si tuffa nel Rio de la Plata, gli alberi e i fiori danno la sensazione che il tempo scorra lentamente.

La gita prende circa una giornata: partendo da Buenos Aires e raggiungendo Tigre in battello lungo il fiume, si riesce a effettuare la visita e a tornare in città verso le 18:00.

Una “gita” che consiglio fortemente di fare e che potete prenotare come me qui sul sito di Tangol.

Dove Dormire a Buenos Aires

A mio parere il posto migliore in cui dormire a Buenos Aires è il Microcentro e soprattutto sulla Avenida di Mayo.

Oltre al fatto che le le offerte di pernottamento sono varie e per tutti i gusti, questo è il quartiere più vicino a molte delle cose da vedere ed è pieno di teatri, locali, bar e ristoranti.

Queste secondo me sono tra le scelte migliori:

  • Portal del Sur Hostel: un ostello bellissimo, con scelta di camere doppie e singole e con bagno privato. Ha una confortevole stanza comune e un bel bar sul tetto! Connessione wi-fi gratuita e posizione eccellente a due passi da Plaza De Mayo e dall’Avenida 9 de Julio.
  • Exe Hotel Colòn: un ottimo hotel a due passi dal teatro Colòn. Una delle scelte preferite su Booking.com.
  • Own Recoleta: un po’ più caro anche questo hotel è un’ottima scelta. Situato nel cuore di Buenos Aires, offre colazione gratuita e wi-fi.
  • Broadway Hotel & Suites: che si può volere di più di una piscina panoramica sul tetto? Abbastanza costoso, ma fanno delle ottime offerte last-minute su Booking.com e ci può spendere anche meno di 90 euro in due!
  • Castelar Hotel & SPA: un hotel con centro benessere nel centro di Buenos aires. si tratta di uno degli hotel più storici della città in cui hanno soggiornato personaggi come Garcia Lorca. Le camere avrebbero bisogno di una rinnovata, ma il ristorante è ottimo, la posizione buona e il prezzo decente.

Ti è piaciuto questo post? Hai altri consigli su cosa vedere a Buenos Aires? Se si lascialo nei commenti, sarà utile per altri viaggiatori!

Disclaimer: il mio secondo viaggio in Argentina è stato fatto in collaborazione con Aerolineas Argentinas, Lol Travel ed Ente Nazionale del Turismo Argentina. Questo articolo su cosa vedere a Buenos Aires è frutto della mia esperienza personale in città e come sempre le mie opinioni sono personali e sincere.

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2 comments… add one
Diana La Globetrotter

E come sempre, quando leggo qualcosa su Buenos Aires mi viene voglia di tornarci di corsa… la mia città preferita, la odio e la amo al tempo stesso! Certo e’ che difficile stancarsene…

Emarti

Eh amica mia come ti capisco…

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