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PimpMyTrip.it » Viaggiare in Tanzania » Cosa vedere a Zanzibar in 7 giorni: itinerario e consigli pratici

Cosa vedere a Zanzibar in 7 giorni: itinerario e consigli pratici

Dopo due settimane in Tanzania, io e Massy siamo arrivati a Zanzibar distrutti, pieni di polvere e con un solo desiderio: mare e zero levatacce all’alba.

Il primo giorno l’abbiamo fatto davvero. Il secondo giorno ero già annoiata. Così abbiamo deciso di andare a scoprire l’isola. Zanzibar non è solo spiagge da cartolina. È un luogo con una storia ricchissima: per secoli è stata uno degli avamposti commerciali più importanti dell’Oceano Indiano, crocevia di arabi, persiani, indiani, portoghesi e africani.

Donna zanzibarina con rete da pesca sulla spiaggia bianca di Zanzibar
Vita e tradizioni sulla spiaggia di Paje, a Zanzibar: una donna locale raccoglie le reti da pesca sullo sfondo dell’Oceano Indiano. Il ritmo lento della costa Swahili.

Questa mescolanza di culture si sente ancora oggi ovunque: nelle strade di Stone Town, nei mercati delle spezie, nella musica e nel cibo.

In questo articolo ti racconto cosa vedere a Zanzibar in 7 giorni, il nostro itinerario fatto in totale fai-da-te, spostandoci tra tre zone diverse dell’isola: Stone Town, Nungwi e Paje. Non è l’ennesimo itinerario da resort, ma quello reale che abbiamo vissuto noi, con consigli onesti, pro, contro e qualche avvertimento.

In questa pagina:

  • Itinerario di Zanzibar in 7 giorni e mappa
  • Giorno 1 – Stone Town e tour delle Spezie
    • Visita Stone Town
    • Tour delle Spezie
    • Alla sera: Forodhani Gardens
  • Giorno 2 – Nakupenda e Prison Island
  • Giorno 3 – relax in spiaggia
  • Giorno 4 – Snorkeling all’atollo di Mnemba
  • Giorno 5 – Foresta di Jozani
  • Giorno 6 – Escursione alla penisola di Michamvi e The Rock
  • Giorno 7 – Altre cose da vedere a Zanzibar
  • FAQ – Domande frequenti su Zanzibar
    • Come muoversi a Zanzibar
    • Conviene noleggiare un’auto a Zanzibar?
    • Quanti giorni servono per visitare Zanzibar?
    • Zanzibar è sicura?
    • L’assicurazione di viaggio è obbligatoria?
    • Quanto costa una settimana a Zanzibar?
    • Che moneta usare a Zanzibar?
    • Serve il visto per Zanzibar?
    • Quando andare a Zanzibar?

Itinerario di Zanzibar in 7 giorni e mappa

Durante il nostro viaggio in Tanzania, io e Massy abbiamo deciso di trascorrere una settimana a Zanzibar per rilassarci dopo il safari e le decine di km macinate sui mezzi pubblici. Ci siamo fermati sull’isola di Zanzibar 7 giorni pieni, per cui in questo itinerario non terrò conto dei giorni di volo.

Noi abbiamo anche qui viaggiato fai da te, prenotando gli hotel tramite Booking.com e alloggiando in tre diverse zone dell’isola:

  • 2 notti a Stone Town (costa ovest): per approfondire il lato culturale di Zanzibar;
  • 2 notti a Nungwi (costa nord): per il mare, lo snorkeling e la vivace vita notturna;
  • 2 notti a Paje (costa est): per il kitesurf, la spiaggia e l’atmosfera rilassata.

Se invece deciderai di alloggiare in una sola zona dell’isola non preoccuparti: Zanzibar nella sua lunghezza è circa 100 km per cui dal tuo hotel potrai decidere di andare ovunque.

👉 Ogni “zona” di Zanzibar offre esperienze diverse, per cui se ancora stai pensando dove prenotare il tuo hotel, puoi leggere il mio post con i consigli sulle zone migliori dove alloggiare a Zanzibar: troverai informazioni sulle maree, sui pro e contro di ogni zona e ti aiuterà a cercare l’alloggio più adatto alle tue esigenze.

In questo post ti ho anche inserito dei tour, in maniera che, se vuoi partire con tutto già organizzato, tu non abbia alcun problema e possa leggere le recensioni, farti un’idea di cosa offre ogni tour e trovarne uno in italiano. Detto questo ogni hotel e alloggio a Zanzibar può organizzarti i tour direttamente in loco!

Qui sotto trovi la mappa di cosa vedere a Zanzibar in una settimana:


⚠️ ATTENZIONE: i Beach Boys a Zanzibar sono praticamente su tutte le spiagge, alla ricerca di qualche mzungu (bianco occidentale in lingua swahili) a cui rifilare la qualunque: souvenir, tour e persino pranzi e cene a base di aragosta. La maggior parte li ho trovati sulle spiagge subito fuori dai resort di Kendwa, mentre a Nungwi e Paje la situazione è stata, personalmente, più tranquilla. Anche se possono diventare fastidiosi e appiccicosi come le mosche, per me è stato sufficiente rispondere “No” più volte in maniera decisa, ma gentile. E datti pace: anche se riuscirai a mandarne via uno, se ne farà subito sotto un altro.


Giorno 1 – Stone Town e tour delle Spezie

Visita Stone Town

In questo primo giorno a Zanzibar ti consiglio di dedicare la mattinata a una visita di Stone Town. La “Città di Pietra”, è la parte antica della capitale di Zanzibar e la gente del posto la chiama comunemente Mji Mkongwe, “Città Vecchia”. Questo, infatti, è da sempre il punto di riferimento per l’intera isola.

Donna con hijab rosa davanti a una porta turchese scolpita di Stone Town, Zanzibar
Le porte intagliate di Stone Town sono un simbolo della città. Ognuna racconta qualcosa di chi ci abitava.

Un tempo capitale del sultanato, qui passato e presente si mescolano tra loro dando vita a un centro caratterizzato da un labirinto di viuzze ricche di fascino, moschee storiche e vivaci bazar dove i diversi stili moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei si susseguono senza soluzione di continuità.

Per la sua storia e per la sua particolarissima architettura, la Città Vecchia di Zanzibar è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2000.

🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: Per visitare la città potrai organizzarti in autonomia oppure partecipare a un tour privato con guida in italiano. In quest’ultimo caso sarai sicuro di non perderti nulla e avrai la certezza di riuscire a visitare i luoghi più importanti di Stone Town conoscendone storia e curiosità grazie ai racconti approfonditi del tuo accompagnatore.

Di seguito, comunque, ti suggerisco alcune cose da vedere in città:

  • Il Forte Arabo. Questa fortezza fu costruita dagli omaniti per difendersi dai portoghesi e nel corso della sua storia ha assunto varie funzioni tra cui quella di prigione e di deposito. Oggi qui vengono organizzati eventi e spettacoli.
  • La Casa delle Meraviglie. Questo maestoso edificio fu il primo palazzo della città ad avere la corrente elettrica e fu addirittura il primo edificio dotato di ascensore di tutta l’Africa Orientale. Nel corso dei secoli è stato il palazzo dei sultani e la sede del governo. Oggi ospita un interessante museo.
  • Il Palazzo del Sultano. Oggi è la sede di un interessante museo dedicato alla famiglia reale. Al suo interno potrai ammirare le ricostruzioni delle stanze del palazzo quando era abitato dai sultani.
  • Il mercato di Darajani. Un luogo assolutamente imperdibile durante una visita a Stone Town è senza ombra di dubbio questo vivace e coloratissimo mercato. Tra una miriade di banchetti che vendono pesce, frutta, verdura, spezie e qualsiasi altra cosa tu possa immaginare sono sicura che riuscirai a fare qualche buon affare, ma ricordati di contrattare!
  • La casa di Freddie Mercury. Sì, il grande cantante è nato proprio a Stone Town e ovviamente non può mancare una visita alla sua casa natale. Spoiler: non è nulla di indimenticabile.
Panorama di Stone Town dal mare con barche e edifici coloniali, Zanzibar
Lo skyline di Stone Town dal mare. La Casa delle Meraviglie con il suo minareto bianco domina ancora tutto.

Tour delle Spezie

Al pomeriggio invece puoi partecipare a un tour delle spezie: Zanzibar non a caso viene chiamata l’Isola delle Spezie. I primi coloni capirono subito che il terreno era perfetto per coltivarle, e ancora oggi le fattorie di spezie sono tantissime, concentrate soprattutto nella foresta di Masingini vicino a Stone Town.

Un tour ti porta a vedere (e assaggiare) cannella, noce moscata, pepe nero, chiodi di garofano e una cinquantina di altre varietà, roba che al supermercato non hai mai visto in vita tua.

Avvertimento onesto: è un’attività turisticissima. Le guide ti metteranno in testa una corona di foglie di palma prima che tu possa dire no. Se sei il tipo che si imbarazza facilmente, forse non fa per te. Se invece riesci a riderci su, ne vale la pena.

Per questo primo giorno hai dunque varie opzioni. Puoi anche prendere parte a un tour in italiano che includa sia la visita di Stone Town che il tour delle spezie: io l’ho fatto, ma abbiamo camminato tanto, quindi valuta se può fare al caso tuo.

Alla sera: Forodhani Gardens

Vieni affamato. Aspettati fumo, urla, risate e qualche gambero un po’ sospetto (per questo motivo, eviterei il pesce). I Forodhani Gardens sono il palcoscenico dello street food di Zanzibar nel suo massimo splendore. Prova la Zanzibar Pizza (una via di mezzo tra una crêpe e un fagottino di pasta ripieno di curry), sorseggia del succo di canna da zucchero e gusta assolutamente uno shawarma di pollo.

Scegli con cura la bancarella: mangiare qui è più una roulette russa (Massy docet) che un’esperienza stellata Michelin, ma assolutamente è la cosa più local da fare a Zanzibar!

🛏️ Dove dormire a Stone Town

  • Kisiwa House (fascia alta) è uno degli edifici più antichi della città, ma presenta un design moderno. Questo hotel boutique offre tutti i comfort necessari per farti sentire a casa.
  • Mizingani Seafront Hotel (medio) si trova proprio accanto al terminal dei traghetti. È decorato nel tradizionale stile di Zanzibar per un soggiorno autentico. Assicurati di chiedere una camera con vista sul mare.
  • Treasures of Zanzibar House (economico): situato vicino a Stone Town Beach, offre camere familiari con aria condizionata, una terrazza e la colazione a buffet è a base di prodotti freschi locali.

Giorno 2 – Nakupenda e Prison Island

Il secondo giorno dell’itinerario di Zanzibar di una settimana dedicalo a una gita in barca da non perdere: quella a Prison Island. Questa piccola isola si trova a circa 6 km di distanza da Stone Town e per raggiungerla in barca ci si impiega davvero pochissimo.

Quella che oggi viene chiamata Prison Island nel 1860 divenne proprietà di due mercanti arabi di schiavi che trasformarono l’isola in un luogo di detenzione per schiavi indisciplinati.

Nel 1893, quando l’arcipelago passò sotto al protettorato britannico, qui venne costruita una vera e propria prigione che, però, non fu mai utilizzata come tale. Con il dilagare della febbre gialla all’inizio del XX secolo, infatti, Prison Island divenne una stazione di quarantena e la prigione si trasformò in un ospedale.

Oggi l’isola ospita una colonia di tartarughe giganti di Aldabra. Pensa che queste possono raggiungere anche i 250 kg di peso. Se ami fare snorkeling, sono sicura che qui avrai il tuo bel da fare: il fondale, infatti, è ricco di coralli.

Spiaggia di Nakupenda a Prison Island, Zanzibar: lingua di sabbia bianca circondata dal mare turchese
Se decidi di visitare Nakupenda verifica gli orari: la spiaggia è visibile solo con la bassa marea, poi il mare se la “riprende”

Generalmente un’escursione organizzata a Prison Island comprende anche una sosta alla spiaggia di Nakupenda (che in swahili significa “Ti amo”). Quest’ultima compare solamente con la bassa marea e, quindi, può essere considerata in tutto e per tutto un’isola fantasma. Anche in questo caso ti suggerisco di indossare maschera e boccaglio per goderti una nuotata tra pesci, coralli, conchiglie, stelle marine e… tartarughe!

L’escursione a Prison Island e Nakupenda occupa solitamente l’intera giornata. Se vuoi organizzarti in anticipo per evitare di dover contrattare allo sfinimento con i barcaioli al porto di Stone Town (che sanno essere molto insistenti), ti consiglio di prenotare online.

  • Escursione a Prison Island e Nakupenda con BBQ: questa è l’opzione migliore se cerchi un pacchetto la guida, i biglietti d’ingresso per vedere le tartarughe e il pranzo grigliato sulla lingua di sabbia. Disponibile anche con guida in italiano!

🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: Nungwi dista da Stone Town circa 57 km e puoi raggiungerla con un transfer o un taxi in circa un’ora e mezza. Se decidi di spostarti nel tardo pomeriggio dopo il tour, calcola bene i tempi. Guidare a Zanzibar dopo il tramonto non è l’esperienza più rilassante del mondo: l’illuminazione stradale è quasi inesistente, ci sono persone e biciclette che spuntano dal buio e i dossi sono traditori. Se prendi un taxi o un transfer privato nessun problema (sono abituati), ma se hai noleggiato un’auto, cerca di arrivare a Nungwi prima che faccia buio pesto.


Giorno 3 – relax in spiaggia

Ovunque tu sia alloggiato a Zanzibar dedica questa giornata al relax in spiaggia. Io e Massy eravamo a Nungwi, nel nord dell’isola (poco interessata dal fenomeno delle maree) e abbiamo trascorso la mattinata a prendere il sole e a fare snorkeling, mentre nel pomeriggio ci siamo concessi una breve escursione in dhow, le barche tradizionali zanzibarine.

Dhow tradizionale a vela nel mare turchese di Zanzibar
Il dhow è la barca tradizionale zanzibarina. Da secoli solca le stesse acque dell’Oceano Indiano.

Se hai deciso di alloggiare nella costa est di Zanzibar, come ad esempio a Paje, Kiwengwa o Jambiani, devi sapere che questa zona è soggetta alle maree. Durante la bassa marea (generalmente al mattino) potrai fare una passeggiata a cercare pesci, stelle marine e altri animaletti rimasti intrappolati nelle pozze di acqua dove il mare si è ritirato, oppure potrai osservare la vita locale come le donne che vengono a raccogliere le alghe.

Nonostante a est non ci siano i tramonti infuocati della zona nord, la zona offre tantissime opzioni per una cena romantica e tranquilla a base di frutti di mare, aragoste e altre delizie zanzibarine: prova il Pwewa wa Nazi (Polpo al Cocco) o il pesce fresco al curry.

🛏️ Dove dormire a Nungwi

  • Mawimbi Bungalows (fascia media): ottima opzione per chi viaggia con i bambini. Offre camere familiari con vista sul giardino. In loco trovi una piscina di acqua salata, un ristorante, un banco per prenotare le escursioni e organizzano lezioni di yoga.
  • Nungwi House (economico) è il posto perfetto se stai cercando camere spaziose e un’ottima colazione gratuita. È situato in posizione centrale ed è a pochi passi dalla spiaggia. Questa è un’ottima opzione tra gli hotel di Zanzibar a prezzo economico.
  • Hostel 197 (economico): a soli 4 minuti a piedi dalla spiaggia di Nungwi questo ostello offre sia camere private che posti letto in dormitorio. Ci sono una piscina all’aperto, un giardino di palme e un ristorante che offre piatti sia africani sia di altre parti del mondo.
Stella marina rossa e grigia in riva al mare su una spiaggia di Zanzibar, Tanzania
Nelle pozze lasciate dalla bassa marea trovi di tutto. Questa era decisamente una delle creature più fotogeniche

Giorno 4 – Snorkeling all’atollo di Mnemba

Se ami fare snorkeling o le immersioni, devi assolutamente raggiungere l’atollo di Mnemba. Questa piccola isola è privata ed è di proprietà di un resort. Sbarcare sull’atollo se non si è clienti, perciò, è impossibile. L’unico modo per raggiungerlo è via mare con una barca e poi godersi una nuotata ammirando i suoi spettacolari fondali.

Le sfumature dell’acqua sono impressionanti e vanno dal turchese al celeste. Il fondo del mare è uno dei più spettacolari di Zanzibar e la barriera corallina pullula di pesci pagliaccio, pesci napoleone e pesci chirurgo, ma non solo: l’isola di Mnemba è luogo di nidificazione delle tartarughe verdi!

⚠️ ATTENZIONE: Durante la navigazione per raggiungere Mnemba potresti incontrare anche dei banchi di delfini. Molti tour operator ti prometteranno di nuotare con loro. La realtà è che spesso decine di barche inseguono i poveri animali appena spuntano fuori, stressandoli tantissimo. Se vedi che la situazione diventa un “safari selvaggio” in mare, chiedi alla tua guida di fermarsi e lasciarli in pace. Godersi lo snorkeling sulla barriera corallina è già un’esperienza incredibile senza bisogno di dare il tormento agli animali che ci abitano.

L’isola di Mnemba è facilmente raggiungibile da Nungwi e Kendwa dal momento che si trova a solo un km dalla costa.

I tour però sono organizzati da tutta l’isola di Zanzibar: a proposito, l’offerta è veramente vastissima, ma se posso consigliarti, valuterei il tour “nuota con i delfini e fai snorkeling tra i coralli, rispettando la natura”: si basa sul protocollo Animal & Nature First che dovrebbe garantire un approccio etico. In alternativa il tour più venduto è questo tour di un giorno alle Maldive africane con pranzo opzionale.

Donne che raccolgono alghe durante la bassa marea a Paje sulla costa est di Zanzibar
La bassa marea sulla costa est non è solo un fatto di orari: è quando le donne del posto escono a raccogliere le alghe (e conchiglie), vendute poi nel mercato della cosmetica.

Giorno 5 – Foresta di Jozani

Spostandosi verso sud est, e non lontano da Paje, si trova la Foresta di Jozani, l’unico parco nazionale dell’isola e un’escursione da non perdere.

L’area protetta si sviluppa per circa 50 kmq, ma è ricchissima dal punto di vista della flora e della fauna. Qui crescono mangrovie, platani, felci e palme la cui altezza è impressionante. Inoltre, sono davvero numerosissimi gli animali che popolano la foresta: si parla di circa 40 specie di uccelli e mammiferi e oltre 50 specie di farfalle.

Il parco è abitato anche dai colobi rossi, particolari scimmie endemiche in via d’estinzione dal pelo rossiccio che si dondolano tra le cime degli alberi come se fossero le padrone del luogo (e in un certo senso lo sono). Sono endemiche di Zanzibar, hanno un aspetto deliziosamente trasandato/spettinato e non si lasciano minimamente infastidire dalla presenza degli umani.

Il percorso si sviluppa in un’area particolarissima che comprende una zona bagnata dalle maree, un bosco e una foresta di mangrovie. Tra pontili in legno, enormi radici che spuntano dal terreno e maestosi alberi che svettano sopra di te, il percorso di circa 45 minuti ti trasporterà in una dimensione altra dove la Natura fa da sovrana.

🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: a meno che tu non voglia donare un litro di sangue agli insetti della zona, metti nello zaino uno spray repellente. Io mi trovo bene con il Jungle Formula con il 50% di DEET.

🛏️ Dove dormire a Paje

  • Ananda Beach House (economico): concediti un bungalow direttamente sulla spiaggia e goditi tutto ciò che questo hotel ha da offrire. Puoi svegliarti ogni mattina al suono dell’oceano!
  • Tikipalmbeachhotel (economico): si trova proprio fronte mare e offre un’area spiaggia privata e una bellissima piscina immersa in un giardino rigoglioso. Le camere sono confortevoli e pulite e il ristorante offre anche opzioni vegane e vegetariane. Consigliato per coppie.
  • Jaribu Beach Hotel (medio): fronte mare e con spiaggia privata, questo hotel a 3 stelle ha una bella piscina, viste sull’oceano e un ristorante. Uno dei migliori rapporti qualità/prezzo di tutta Zanzibar.

Giorno 6 – Escursione alla penisola di Michamvi e The Rock

Spiagge bianchissime ai lati della penisola e una costa frastagliata sulla punta del promontorio caratterizzano Michamvi, uno degli angoli più affascinanti di Zanzibar.

A est si trova Michamvi-Pingwe con la sua bellissima spiaggia costellata di palme da cocco. Questo è il luogo perfetto per fare snorkeling e godersi nuotate nel mare cristallino. A ovest, invece, si trova Michamvi-Kae, perfetto punto di osservazione per godersi un tramonto indimenticabile.

Tramonto da una spiaggia di Zanzibar con barche sull'orizzonte
Michamvi-Kae è uno dei posti migliori dell’isola per vedere il tramonto. Fermati per un cocktail al
Kae Funk Beach Bar!

Un’escursione da queste parti non è completa senza una sosta al famosissimo The Rock (vedi qui dove si trova), ristorante appollaiato letteralmente in mezzo al mare su un minuscolo affioramento di corallo a circa 30 m di distanza dalla spiaggia di Pingwe. Con l’alta marea per raggiungerlo dovrai salire su una piccola imbarcazione.

Sebbene sia famosissimo e presente su quasi tutte le brochure di viaggi che trovi in agenzia, non ti consiglio di fermarti a mangiare qui: è affascinante, vero, ma costa carissimo.

Il mio consiglio è invece quello di visitarlo per fare foto “iconiche” da portarti a casa, ma di scegliere per cena invece qualche ristorantino di Jambiani, un piccolo villaggio di pescatori a poca distanza da Paje e una delle zone più local e meno conosciute di Zanzibar.

Giorno 7 – Altre cose da vedere a Zanzibar

L’ultimo dei 7 giorni a Zanzibar noi abbiamo preferito rilassarci a Paje sulla spiaggia, fare un giro nel villaggio e mangiare: abbiamo infatti partecipato a un tour con una sosta in una piantagione di spezie locale e corso di cucina pratico.

E quando dico pratico, intendo che macinavo spezie, mescolavo salse al cocco e imparavo a preparare il chapati da zero, ridendo con delle mamme che avrebbero potuto insegnare qualcosa anche agli chef stellati.

Guesthouse fronte mare a Paje, Zanzibar: lettino in legno e ombrellone di paglia tra le palme
Alcune guesthouse di Paje hanno la spiaggia letteralmente fuori dalla porta. Questo è il tipo di problema che si è disposti ad affrontare.

In più, mi sono portata addosso l’odore di chiodi di garofano e curry per tutto il giorno, la versione zanzibarina del profumo.

Detto questo, se ancora non sei stanco, ci sono altre attività e cose da vedere che potrebbero piacerti:

  • Safari Blue: uno dei tour più famosi di Zanzibar: una giornata intera in dhow tradizionale tra banchi di sabbia, lagune e snorkeling. Si parte da Stone Town, si mangia sulla spiaggia (pranzo grigliato) e si fa il bagno in spots molto belli.
    Onestamente: è bello, ma è anche il più turistico e costoso (intorno ai 70-80$ a persona). Esistono alternative valide più economiche, ma la qualità spesso scende. Evita i tour “low cost” se vuoi un’esperienza decente.
  • Isola di Kwale: una minuscola isola paradisiaca con mangrovie, sabbia bianchissima e acqua turchese. Ci si arriva in dhow e l’atmosfera è molto rilassata. Da non perdere il baobab secolare gigante. Ideale per chi vuole una giornata tranquilla tra snorkeling e relax.
  • Isola di Tumbatu: una delle escursioni più particolari. Isola misteriosa, poco turistica, con villaggi autentici e rovine swahili antiche. Si respira un’atmosfera diversa dal resto di Zanzibar. Consiglio: raggiungibile solo con tour organizzato (difficile andarci in autonomia). È una delle esperienze più interessanti se volete vedere il lato meno “da cartolina” dell’isola.
  • Tour Gastronomico: perfetto per i golosi. Visita una piantagione di spezie + assaggio di frutta tropicale e pranzo swahili tipico. Molto bello per capire meglio la cucina locale.
  • Kuza Cave (Jambiani): grotta calcarea nella giungla con piscine naturali di acqua dolce. Molto suggestiva. Spesso i tour includono anche una lezione di cucina swahili. Ottima combinazione di natura e esperienza locale.

👉 Se stai valutando l’idea di abbinare alla vacanza a Zanzibar, anche un safari nei parchi più belli della Tanzania, potrebbe piacerti leggere il mio post con i consigli per organizzare un safari in Tanzania.


Granchio rosa sulla riva di una spiaggia di Zanzibar tra la schiuma delle onde
Sulle spiagge di Zanzibar non trovi solo stelle marine. Alla sera, verso il tramonto, le spiagge si riempiono di granchi rosa che passeggiano qui e là sulla riva tra le onde.

FAQ – Domande frequenti su Zanzibar

Come muoversi a Zanzibar

Spostarsi sull’isola è assolutamente fattibile con i mezzi pubblici. Sono 4 i mezzi che puoi prendere:
Boda boda (mototaxi): veloci e divertenti… ma non i più sicuri. Niente casco, niente assicurazione e nessun limite di velocità reale. Li ho usati, ma la tua sicurezza è nelle tue mani.
Tuk tuk: il mio mezzo preferito per i brevi tragitti. Sono economici, allegri e sorprendentemente efficienti. Aspettati di pagare tra i 500 e i 1.000 scellini tanzaniania seconda della distanza e della tua abilità nel contrattare.
Dala dala: i minibus locali sono un’esperienza. Sono affollati, caotici e non seguono orari prestabiliti. Ma sono economicissimi e incredibilmente divertenti se non hai fretta. Fai solo attenzione ai tuoi effetti personali!
Taxi e transfer: Vanno bene, ma le tariffe possono essere variabili.

Conviene noleggiare un’auto a Zanzibar?

Noleggiare l’auto è ideale per famiglie, coppie avventurose o maniaci del controllo (come me). Ricordati che a Zanzibar si guida a sinistra e assicurati di essere a tuo agio su strade strette e a volte piene di buche. Prenota in anticipo tramite un’agenzia affidabile. Io uso sempre DiscoverCars per trovare l’offerta migliore.

Quanti giorni servono per visitare Zanzibar?

7 giorni sono ideali per un primo viaggio: ti permettono di vedere Stone Town, fare tour alle spezie, Prison Island o Jozani, e rilassarti sulla spiaggia (est o nord). Con 4-5 giorni fai solo relax + 1-2 escursioni; con 10+ giorni puoi aggiungere nord ed est o un’isola vicina.

Zanzibar è sicura?

Generalmente sì, soprattutto nelle zone turistiche. Possono esserci furti soprattutto nelle zone del centro di Stone Town, nei mercati o al porto. Usa una cintura porta-soldi nascosta e non lasciare oggetti incustoditi in spiaggia. Le spiagge sono tranquille. Rispetta la cultura musulmana: copri spalle e ginocchia lontano dalla spiaggia. Zanzibar è considerata più tranquilla rispetto alla terraferma.

L’assicurazione di viaggio è obbligatoria?

Sì, dal 2024 il governo di Zanzibar ha introdotto un’assicurazione obbligatoria per i turisti (circa 44$) da stipulare con la compagnia “Zanzibar Insurance Corporation” su questa pagina. Oltre a questa, consiglio sempre di avere la propria assicurazione sanitaria privata che copra anche il rimpatrio e le spese mediche maggiori. Io uso e consiglio Heymondo.

Quanto costa una settimana a Zanzibar?

Se viaggi in stile “fai-da-te” come abbiamo fatto noi, calcola un budget medio di circa 600-800 € a persona per la settimana (escluso il volo). Questa cifra copre alloggi di fascia media, pasti mixando ristorantini e street food, e le escursioni principali.
Ovviamente, se scegli solo resort di lusso o taxi privati per ogni spostamento, il prezzo può raddoppiare facilmente. Se invece ti adatti ai dala-dala e alle guesthouse più semplici, puoi scendere anche sotto i 450€.

Che moneta usare a Zanzibar?

La moneta ufficiale è lo scellino tanzaniano, ma euro e dollari vengono accettati praticamente ovunque. Se il tasso di cambio è favorevole, conviene cambiare gli euro in dollari prima di partire, altrimenti porta euro e non avrai problemi. Prediligi banconote di piccolo taglio: non sempre avranno da darti il resto. Se paghi con carta tieniti pronto a una commissione del 5%. Meglio avere contanti per la maggior parte delle spese.

Serve il visto per Zanzibar?

Sì. Devi richiedere il visto online almeno 10 giorni prima della partenza e il tuo passaporto deve avere almeno 6 mesi di validità residua dalla data di ingresso.

Quando andare a Zanzibar?

Da metà dicembre a metà marzo fa caldo, ma è anche il periodo più afoso. Se vuoi il caldo senza sentirti dentro a una sauna, punta ai mesi tra metà giugno e settembre. E controlla sempre le date del Ramadan: non è un problema insormontabile, ma cambia l’atmosfera e alcuni locali riducono gli orari.

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Aggiornato il: 22 Maggio 2026 Altri articoli per te: Viaggiare in Tanzania Se ti piace questo tipo di viaggio: Itinerari di viaggio di 7 giorni fai da te

Primo piano di Martina Santamaria travel blogger e travel photographer Martina Santamaria

Sono Martina Santamaria, viaggiatrice e creatrice di PimpMyTrip.it. Dal 2013 racconto il mondo attraverso il mio blog, le mie fotografie e il podcast su 'Good Morning Genova', condividendo itinerari e consigli di viaggi fai da te. Con oltre 70 paesi visitati, il mio obiettivo è aiutare le persone a realizzare da soli il proprio viaggio dei sogni.

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