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Cosa Vedere a Napoli in Due Giorni, Itinerario Artistico-Naturalistico

– Posted in: Europa

Cosa vedere a Napoli in due giorni? Quali sono i posti da non perdere assolutamente? Ecco il mio itinerario per visitare la città in 48 ore!

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Napoli è una città affascinante che da secoli è diventata la meta privilegiata di molti turisti italiani e stranieri che amano trascorrere le proprie vacanze nelle grandi città d’arte.

Napoli è un vero e proprio centro culturale.

La città, estremamente variegata, offre un piacevole viaggio alla scoperta della storia, della cultura tramite l’arte, della musica e della cucina, dello sport e di paesaggi naturali mozzafiato.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per ogni i tipo di turista!

Cosa vedere a Napoli in due giorni: itinerario artistico

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Innanzi tutto Napoli riserva ai propri visitatori un vero e proprio “museo a cielo aperto”.

Stiamo parlando del suo meraviglioso centro storico, il più grande di tutta Europa, nonché dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Lungo il centro antico è possibile visitare il Museo Archeologico Nazionale, museo allestito all’interno di un edificio borbonico appartenente alla fine del 1500.

Proseguendo lungo Via Costantinopoli si possono osservare numerose chiese monumentali (come, ad esempio, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli).

È inoltre già possibile fare un pensierino per i souvenir da portare a casa, grazie alla “Napoli dei mestieri” costituita dalle numerose botteghe artigiane e di antiquariato, veri e propri laboratori storici e caratteristici della città!

Lungo il percorso per il centro l’occhio cade indubbiamente su Palazzo Saluzzo di Corigliano, struttura che pose le sua fondamenta a Napoli nel XVI secolo per mano dell’architetto Giovanni Francesco Mormando e che ora è sede del Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo dell’università Orientale. Mentre, con Palazzo di Sangro di Casacalenda, ci troviamo in piazza San Domenico, proprio di fronte a Palazzo di Corigliano.

Questa rappresenta una dolce sosta, in quanto il piano terra ospita una delle più illustri pasticcerie di Napoli : “Scaturichio”, in cui si può assaggiare il tipico dolce “Ministeriale”. Il palazzo offre agli occhi dei visitatori un piano nobile e un grazioso cortile interno percorso da una caratteristica scala aperta. Peculiarità del palazzo sono i suoi numerosi affreschi di Fedele Fischetti, alcuni dei quali sono, però, conservati al museo di Capodimonte.

In Piazza San Domenico Maggiore colpisce soprattutto l’obelisco di San Domenico e la chiesa omonima. Poco più in là, in vico San Domenico Maggiore, si trova Palazzo di Sangro: un esempio lampante del barocco partenopeo.

Entrambi i palazzi sono ad uso residenziale. Alle spalle di Piazza San Domenico Maggiore è possibile recarsi all’interno della Cappella Sansevero per osservare la statua commovente del ‘’Cristo velato’’ realizzata nel 1753 ad opera di Giuseppe Sanmartino.

Attraversando via Benedetto Croce non si può assolutamente rinunciare ad una tappa a Palazzo Venezia, uno degli angoli più caratteristici della città. Il palazzo ha una parte riservata a mostre ed eventi, mentre sarà sicuramente spettacolare entrare nel cortile dalla struttura a tre facciate.

Particolarmente interessante è anche il giardino pensile ospitato all’interno, con una casa pompeiana al primo piano e una piccola cappella detta “grotta della Madonnina” tra i giardini antistanti. Il verde è una presenza fondamentale per questo palazzo!

A pochi metri da esso vi sono le chiese di Santa Chiara e del Gesù Nuovo. Passiamo per la famosa Spacca Napoli e procediamo con la visita di Palazzo Marigliano (o Palazzo di Capua), in via San Biagio dei Librai, sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania. L’edificio risale al Cinquecento, su commissione di Bartolomeo di Capua, Principe della Riccia e Conte di Altavilla.

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La struttura è un vero gioiello del Rinascimento locale, all’interno della quale sono ancora conservati resti di affreschi di Francesco De Mura. È possibile visitarlo durante le giornate organizzate dal Fai. Nella medesima via, al numero 121, si trova Palazzo Diomede Carafa. Appartenente al XV secolo, rappresenta un tipico esempio di architettura rinascimentale napoletana.

All’interno di esso è possibile osservare numerose statue e rilievi, in particolare, nel cortile si trova la famosa Testa di Cavallo, copia in terracotta dell’originale bronzo parte di un monumento equestre incompiuto di Donatello per il re Alfonso V d’Aragona. L’ultimo dei palazzi più rinomati è Palazzo Spinelli di Laurino, per Via dei Tribunali.

Il suo cortile si differenzia dagli altri per una pianta di forma ellittica, con alcune statue e due rampe di scale verso l’ingresso alla cappella di famiglia. Questo palazzo fece da scenografia per numerosi film, tra cui “la Pelle” di Liliana Cavani e “Maccheroni” di Ettore Scola. Tale luogo è anche la fonte di una leggenda, secondo la quale l’anima di una fanciulla di nome Bianca sarebbe solita vagare lungo lo scalone principale. La dama venne murata viva in una delle stanze dell’edificio dal marito, il duca Trojano.

Resta infine impossibile non citare Palazzo Reale, progettato nel 1600, il quale ospita nelle sue nicchie le monumentali statue dei Re di Napoli. Le sale più antiche del piano nobile, oggi Museo dell’Appartamento Storico, conservano l’arredo e le decorazioni delle famiglie reali: il Teatro di Corte, la splendida Sala degli Ambasciatori, la Sala del Trono, la Sala d’Ercole e la Cappella Palatina dedicata all’Assunta.

Napoli fu insediata per molti anni dagli spagnoli, perciò possiamo notare richiami della dominazione borbonica verso Piazza Giovanni Bovio, sede dell’Università Federico II. Il quartiere è costernato di piazze con rotonde, monumenti equestri di stile medrileno, insegne delle vie con scritto “rua”…

Proseguendo in Piazza del Municipio si resta ammaliati del Maschio Angioino, il quale domina il maestoso largo che rivela ai nostri occhi il mare e il golfo.

Ora siamo quasi giunti alla parte più famosa della città, nella quale si trova la Galleria Umberto I e Palazzo Reale, di Via Toledo e Via Chiaia ed in particolare Teatro San Carlo. Napoli è stata a lungo un punto di riferimento globale per la musica classica e l’opera attraverso la scuola musicale napoletana, dando tra l’altro origine all’opera buffa.

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Superata questa zona ci si può recare verso Piazza del Plebiscito, giungendo allo spettacolo naturale del golfo di Napoli e della penisola sorrentina. Questa lunga camminata conduce al lungomare Francesco Caracciolo, di fronte al quale si erge la collina di Mergellina.

Proseguendo ancora si giunge alla Rotonda Diaz ed infine a Piazza Amedeo, famosa in modo particolare per lo stile liberty napoletano. Da questo punto si aprono Via Bausan e Via dei mille, due strade riservate allo shopping!

Itinerario naturalistico

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Per gli amanti della natura è possibile attraversare la riserva naturale dello stato degli Astroni, oasi WWF che si estende per 296 ettari. Esso è sede di un importante centro di recupero per la fauna selvatica ed è attraversato da sentieri naturali ed osservatori.

All’interno vi sono 3 colli : Imperatrice, Rotondella e Pagliaroni. Oltre ai colli è possibile trovare anche tre piccoli stagni (tra cui il ‘’ Lago Grande’’ nei quali vivono particolari specie animali e vegetali).

Parlando della natura che circonda Napoli bisogna soffermarsi per forza sul Vesuvio, l’unico vulcano continentale europeo ancora in attività, anche se attualmente in stato di quiescenza dal 1944. Il vulcano è considerato dai napoletani “il protettore della loro città” ed è una delle principali attrazioni per gli scalatori.

Che sia per la carica di adrenalina che infonde scalare il Vesuvio o per l’irresistibile bellezza, questo è uno dei viaggi da compiere una volta giunti a Napoli.

Innanzi tutto bisogna tenere da conto di indossare un abbigliamento adeguato alle camminate, scarpe e vestiti comodi e pratici. Per visitare il cratere si impiega circa 1h e 30. Non fatevi sorprendere dal maltempo, siate sempre muniti di ombrello e kway! Per i buongustai, sul Vesuvio sarà possibile degustare il vino Lacrime Cristi, ricavato dai vigneti del vulcano.

Ecco qualche consiglio per arrivarci comodamente :

Per il viaggio ci sono diverse opzioni da seguire: nel caso vi steste già muovendo con un’organizzazione è possibile avere il bus privato, altrimenti ci sono anche i mezzi pubblici (si può acquistare la Naples Pass, un abbonamento per i mezzi pubblici in Campania che fornisce anche sconti ed agevolazioni nei principali musei e attrazioni di Napoli, ristoranti e pizzerie). Esiste un autobus di linea apposta.

Se invece avete optato per il noleggio auto (per esempio su Liligo) sappiate che è possibile anche recarsi in macchina, accettando la sfida del traffico napoletano. Esiste un parcheggio apposta ed oltre quello non è possibile continuare in macchina, bisognerà prendere una navetta o continuare a piedi fino al cratere.

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Per i più coraggiosi e gli esperti scalatori sono stati studiati molti percorsi per scalare il Vesuvio, è sempre consigliato essere accompagnati da una guida esperta, in quanto alcuni percorsi possono essere impervi.

Ad ogni modo esiste una mappatura ufficiale dei sentieri che consiglio sempre di avere con sé. È possibile arrivare al Vesuvio passando da Pompei o Ercolano, siccome vi sono delle stazioni ferroviarie oppure si trovano facilmente compagnie che offrono trasferimenti. La cosa positiva è il fatto che andando verso il Vesuvio è possibile visitare i due siti storici, una tappa sicuramente intensa e toccante.

Facendo riferimento ai mezzi pubblici è doveroso far notare che a Napoli è talmente ricca di bellezze che perfino le stazioni della metropolitana diventano vere e proprie opere d’arte! A partire dalla Linea 1, la più importante tra le linee della metropolitana di Napoli, la quale mette in collegamento la stazione centrale di Piazza Garibaldi con Piazza Municipio, Via Roma e il Vomero, fino ad arrivare a Scampia e Chiaiano.

La stazione di Toledo, nella linea 1, venne considerata dal quotidiano inglese “The Daily Telegraph” la stazione della metropolitana più impressionante di tutta Europa. Quello che colpisce di tale stazione è il mosaico dominato dall’azzurro del mare e del cielo. Il mosaico è dedicato a San Gennaro. Vi sono anche un ‘’corridoio marino’’ e il “Crater de Luz”, ovvero un gigantesco cono da cui si può godere di una vista impareggiabile della città.

Un’altra stazione stupefacente è quella di Materdei, in quanto ospita innumerevoli opere d’arte, per esempio Carpe Diem, un bronzo di Luigi Serafini o il mosaico raffigurante Pulcinella. Pulcinella è una maschera campana della commedia dell’arte.

Dove mangiare a Napoli: 3 posti da non perdere

La maschera di Pulcinella è accostata alla classica pizza napoletana sin dal 1765. Pulcinella, un servo, è conosciuto per la sua insaziabile fame! Dove recarsi per saziare la fame dovuta alle lunghe camminate? Certo, abbiamo divorato per tutto il giorno le meraviglie di Napoli, ma ora è giunto il momento di qualcosa di sostanzioso e rigenerante!

La Taverna dell’Arte, sulle caratteristiche rampe di San Giovanni Maggiore, propone le ricette tipiche napoletane rivisitate in un’ottica moderna, senza mai tradire la tradizione!

La Casa di Ninetta, in Via Niccolò Tommaseo 11 è un locale che custodisce l’antica Memoria gastronomica di Napoli. La sua cucina cerca di unire il gusto al sapere. La location suggerisce un luogo di cultura, siccome si mangia circondati da libri. Si caratterizza per la proposta della ‘’cucina povera’’ napoletana.

Per mangiare bene e a poca spesa ci si può recare nel mercato rionale “O Buvero” e Sant’Antonio. Il mercato offre una ricca offerta di ristorazione popolare, della quale un piatto tipico è sicuramente ‘o broro ‘e purpo (brodo di polpo). Infine, non si può venire a Napoli senza mangiare la pizza! La pizzeria Starita è una delle pizzerie di Napoli più rinomate in tutto il mondo. Dal loro forno a legna escono circa 750 pizze al giorno! Si trova in Via Materdei 27/28.

Questo breve itinerario è solo un assaggio delle meraviglie offerte da Napoli, un vero gioiello italiano impossibile da visitare in pochi giorni. Non si potrà fare a meno di tornarci per entrare sempre più a fondo nelle tradizioni popolari, nei miti, nella cultura napoletana con l’arte e la musica.

Ad ogni viaggio si ha sempre la certezza di essere accolti a braccia aperte dai napoletani, persone cordiali che renderanno il vostro viaggio ricco di gioia e colori.

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