Se stai pianificando un viaggio a Buenos Aires e vuoi sapere cosa vedere in 3 giorni, sei nel posto giusto. Con la grande quantità di musei e monumenti, parchi e piazze, negozi, strade e quartieri non è subito facile fare una lista delle cose da vedere a Buenos Aires, ma con il giusto itinerario puoi toccare le tappe più importanti e vedere la maggior parte dei luoghi di interesse con calma.

Il contrasto tra l’architettura coloniale e i nuovi edifici commerciali, i barrios de tango, il lungofiume e l’atmosfera elegante rendono la capitale dell’Argentina la mia città preferita in tutto il Sud America. Ci ho trascorso una settimana intera e non è stata sufficiente, ma con tre giorni a Buenos Aires puoi già vivere un’esperienza indimenticabile.
In questa pagina:
Giorno 1: Microcentro
Il primo giorno dei nostri 3 giorni a Buenos Aires non può che cominciare dal cuore della città, il Microcentro. Il Microcentro non fa parte dei 48 barrios riconosciuti ufficialmente, ma coincide grosso modo con tutta la zona intorno a Plaza de Mayo e si estende dal barrio di San Nicolás e parte di Montserrat.
🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: un buon modo per cominciare a conoscere Buenos Aires è con un free tour del centro in italiano: è gratuito, ma potrai lasciare la mancia alla fine a seconda del tuo gradimento. Un’ottima alternativa è il free tour serale durante il quale potrai ammirare la città illuminata.
⚠️ ATTENZIONE: questo itinerario di Buenos Aires in 3 giorni è pensato per essere fatto a piedi, ma detto questo, la città ha un ottimo sistema di trasporti pubblici. Per viaggiare in autobus o subte (metropolitana) a Buenos Aires, dovrai procurarti una carta viaggi SUBE ricaricabile e caricarla con credito. Le carte SUBE sono disponibili nelle stazioni della subte, nei Centri di Assistenza Turistica e in molti “kioskos” (negozietti all’angolo che vendono caramelle e tabacco) in tutta la città.
👉 Se Buenos Aires fa parte di un viaggio più lungo, forse potrebbe piacerti il mio itinerario in Patagonia di 15 giorni.
1 – Plaza de Mayo e Casa Rosada
Quando nel 1580 lo spagnolo Juan de Garay fondò la città, Buenos Aires era abitata da 63 persone, probabilmente qualche cane, e aveva un nome breve: Ciudad de la Santissima Trinidad y Puerto de Nuestra Segnora de los Buenos Aires.

Da allora Plaza de Mayo è sempre rimasta il cuore della città. Da Evita Perón che infiammò i cuori degli argentini con i suoi discorsi, ai festeggiamenti per la vittoria al Mondiale dell’86, alle Madri dei Desaparecidos, Plaza de Mayo è sempre stata un simbolo di unità e un luogo di manifestazioni, di festeggiamenti e di rivolte.
Sulla piazza si affacciano alcuni tra gli edifici più importanti: la Cattedrale, il Cabildo Historico, la Casa Rosada, sede del potere esecutivo della città, la sede del Governo Cittadino e il Banco de la Nación Argentina.
È possibile visitare la Casa Rosada con dei tour gratuiti: puoi prenotare la visita dal Sito ufficiale Presidenza. I tour si tengono il mercoledì, giovedì e venerdì alle 11:15, ma verifica sempre prima.
Da Plaza de Mayo parte la Avenida de Mayo che si estende per due chilometri fino ad arrivare al Palazzo del Congresso.
2 – Avenida de Mayo
Avenida de Mayo unisce due punti fondamentali della città: Plaza de Mayo e il Congresso della Nazione. Sin dalla sua inaugurazione nel 19esimo secolo, Avenida de Mayo è sempre stata considerata la Gran Via di Buenos Aires e i suoi marciapiedi furono calpestati da grandi personaggi storici come il compositore di tango Carlos Gardel, ma anche Albert Einstein, Giacomo Puccini e Federico Garcia Lorca.
Cercate di non perdervi il Palacio Barolo, il Teatro Avenida e la Casa de la Cultura (numero 575 di Avenida de Mayo) uno degli edifici più spettacolari della città antica con la sua torretta sormontata da una statua che simboleggia la libertà.

Lungo Avenida de Mayo trovate anche il Café Tortoni il papà di tutti i cafè della città di Buenos Aires. Infatti è stato il primo ad aprire nel 1858 e fu fondato da un immigrato francese che si chiamava Touan. Cogliete l’occasione per un buon caffè e un dulce de leche. Oltre a visitarlo di giorno valutate anche di trascorrerci una sera: vengono infatti, nelle sue sale decorate, organizzati molti eventi con musica e tango.
Arrivati in fondo ad Avenida de Mayo non si può non notare la grande cupola verde in rame del Congresso della Nazione, ispirata al Parlamento di Washington. Dentro al palazzo del congresso si distinguono il Gran Salon Azul e il Salon de los Pasos. Con più di un milione di libri, la sua biblioteca pubblica è senza dubbio una delle più importanti di tutto il paese.
3 – Avenida Corrientes e Obelisco
Avenida Corrientes è probabilmente la strada più “mitica” della città. Corre per 6 chilometri dal fiume fino a Chacarita. In piazza della Repubblica, all’incrocio tra Avenida 9 de Julio e Avenida Corrientes, si erge l’obelisco in pietra bianca: con i suoi 67,5 metri d’altezza e le 170 tonnellate di peso, è un altro dei simboli di Buenos Aires.
Al numero 800 di Avenida Corrientes invece trovate a fronteggiarsi due giganti: il Teatro de la Ópera (n° 860) e il Gran Rex Theatre (n°855).
Avenida Corrientes è anche famosa per la pizza. Se volete assaggiare una pizza che concorre sicuramente alla nostra andate da Guerrin, una delle pizzerie più antiche e famose della città.
4 – Teatro Colón
Il Teatro Colón è indiscutibilmente uno dei gioielli di Buenos Aires e uno dei motivi principali che rendono la città la capitale culturale dell’America Latina. Chiamato così in onore di Cristoforo Colombo, il Colón è uno dei teatri con la migliore acustica al mondo, al pari del Teatro della Scala di Milano.

Più che un teatro vero e proprio si tratta di un’Opera House e fu inaugurato con l’Aida di Giuseppe Verdi. Per costruirlo sono stati fatti mandare marmi pregiati da varie parti del mondo, Italia compresa.
Puoi acquistare i biglietti per gli spettacoli alla biglietteria in via Tucumán 1171, oppure sul sito ufficiale. Per approfondire, puoi anche partecipare a una visita guidata, io l’ho fatta e consiglio di farla anche a voi. Le visite guidate ci sono ogni giorno.
5 – Calle Florida
Calle Florida è la strada asfaltata più antica di Buenos Aires e oggi è la strada più commerciale della città, ricca di negozi e bei palazzi, il luogo ideale per andare a fare un po’ di shopping, ma attenzione ai ladruncoli.
Calle Florida comincia in una bella piazza alberata, Plaza San Martin che è uno dei luoghi preferiti dai Porteños per un pic-nic o per fermarsi a chiacchierare sotto gli alberi. La quercia secolare in questa piazza è impressionante.
6 – Alla sera: spettacolo di Tango
Come Capitale Mondiale del Tango, Buenos Aires offre un’ampia scelta di spettacoli serali. La maggior parte delle tanguerie più turistiche si trovano a San Telmo.

Io ho partecipato ad una di queste serate che comprendono cena e show di tango alla Ventana, uno dei locali più storici di Buenos Aires. Potete acquistare i biglietti (a partire da 70 USD per persona), attraverso il sito ufficiale, oppure tramite questo link.
Altri spettacoli da considerare:
- Tango Porteño, la migliore serata di tango a Buenos Aires (da 36 €): anche questo è un locale storico di Buenos Aires, molto amato dai turisti. È anche perfetto per questo itinerario perché si trova a pochi passi dall’Obelisco. Si può scegliere tra diverse opzioni, dallo spettacolo solo alla cena con spettacolo e trasferimento incluso di andata e ritorno dall’hotel.
- Spettacolo di tango di Piazzolla con cena facoltativa (da 41 €): un altro show molto popolare che si tiene alla Galería Güemes, uno dei teatri più lussuosi di Buenos Aires. Lo spettacolo è un omaggio al grande compositore di tango Astor Piazzolla. Puoi scegliere anche l’opzione che include solo 2 drink oppure una cena di ben tre portate.
- Spettacolo di tango a El Viejo Almacen (da 65 €): El Viejo Almacén è una delle case di tango più raffinate ed iconiche di tutta Buenos Aires. Anche in questo caso potrai scegliere diverse opzioni tra drink e cene esclusive.
Giorno 2: San Telmo, Puerto Madero e La Boca
Il secondo giorno del nostro itinerario di Buenos Aires in tre giorni parte da Puerto Madero: con i locali alla moda che ci sono è un luogo fantastico dove fare colazione! Da Puerto Madero ci sposteremo a San Telmo e poi alla Boca. In totale l’itinerario a piedi è di circa 4,3 km, ma ne percorrerai di più. In alternativa puoi usare i mezzi pubblici: dalla fermata San Juan a San Telmo, prendi il bus 64 fino alla fermata della Boca. Il tempo di percorrenza è di circa 15/20 minuti (dipende dal traffico) e il bus passa ogni quarto d’ora.
Come per il giorno 1 anche qui sotto trovi la mappa dell’itinerario:
1 – Puerto Madero e El Puente de la Mujer
Il vecchio porto fatiscente non c’è più: dal 1989 i lavori per recuperare l’area iniziarono e da allora Puerto Madero è diventato uno dei posti più cool di Buenos Aires con loft costosissimi, uffici, ristoranti di altissimo livello (e prezzo) e telecamere di sorveglianza.
Oggi il lungo fiume è un susseguirsi di locali e bar all’ultima moda e di appartamenti di lusso costruiti dentro i vecchi edifici ristrutturati: Puerto Madero è anche un ottimo posto in cui passare le serate in mezzo alla crema della movida porteña.

Il suo monumento più riconoscibile è il Puente de la Mujer, disegnato dall’architetto Calatrava: il ponte ha due sezioni fisse ed una mobile che ruota su un pilone di cemento permettendo così il passaggio delle imbarcazioni. Il progetto rappresenta una coppia di ballerini di tango ma ci vuole una grande fantasia per riuscire anche solo ad immaginarselo.
Puoi trascorrere qui un’ora, passeggiando tra gli alberi e facendo colazione, prima di spostarti verso San Telmo.
2 – San Telmo
Antico, bohemien e turistico, San Telmo è il mio quartiere preferito. Case coloniali si alternano a hotel, ostelli, chiese, locali, ristoranti, musei, vecchie botteghe e a un mercato coperto dove i Porteños vanno a comprare frutta e verdura e in cui sono esposte anche un sacco di cianfrusaglie, bambole, libri dischi e souvenir.

La sua piazza, Plaza Dorrego, è la più antica di Buenos Aires dopo Plaza de Mayo e si trova all’intersezione tra le strade Humberto Primero e Defensa.
Alla domenica mattina il quartiere viene invaso dalla bancarelle della Feria de San Telmo, il mercato dell’antiquariato, in mezzo alle quali, oltre alle orde di persone e turisti, alcuni artisti di strada improvvisano le più strane performance, dal tango, al canto, agli spettacoli di marionette.
3 – Museo di Arte Moderna (MAMBA)
Il MAMBA, ovvero il Museo di Arte Moderna, si trova a pochi passi da piazza Dorrego, in Avenida San Juan. La sua collezione vanta più di 7000 pezzi principalmente di arte argentina, ma anche di opere internazionali del secolo scorso, fino ai giorni d’oggi.
Il palazzo fu rivalorizzato e restaurato nel 1918 e nell’intervento vennero “recuperati” più di 3000 metri quadrati, 4 sale nuove e la facciata.
Il Museo fu inaugurato nel 1956 e fu pensato come uno spazio espositivo all’avanguardia per l’arte, la fotografia e il disegno.
Visite guidate: martedì e venerdì alle 16:00, sabato e domenica alle 15:00.
Proprio di fronte al MAMBA si trova il MACBA, il Museo de Arte Contemporáneo de Buenos Aires, un museo relativamente nuovo (la sua inaugurazione è stata nel 2012) il cui scopo è quello di esporre differenti trend dell’arte contemporanea.
4 – La Boca
Da genovese (sia di nascita che di cuore) non potrei non amare profondamente la Boca, il cui nome deriva dal fatto che il quartiere sorge sulla “bocca” del Rio Riachuelo, dove questo si immette nel Rìo de la Plata.
Alla fine del XIX secolo gli immigrati italiani, in particolare genovesi, cominciarono ad arrivare a Baires dopo un lungo viaggio in cerca di fortuna e di una vita migliore. La Boca era un porto e gli immigrati per lo più si fermavano qui.

La sua particolarità sono le casette colorate tutte disposte in fila, diverse una dall’altra. Le case venivano colorate così per due motivi: il primo era che veniva utilizzata la pittura avanzata con cui venivano pitturate le barche, il secondo che le case colorate ricordavano agli immigrati le loro case liguri.
Nonostante gli anni siano passati, gli abitanti della Boca mantengono nel cuore il loro passato, tanto da continuare a chiamarsi Xeneizes, la trasposizione castillana del termine zeneize (genovesi) dal dialetto appunto della città di Genova.
La Boca è assolutamente un quartiere da visitare. Non è uno dei quartieri più sicuri di Buenos Aires per cui non è saggio avventurarcisi la notte e, di giorno, meglio tenere in borsa le proprie macchine fotografiche per lo meno finché non si raggiunge il Caminito, la parte più turistica e sorvegliata ad occhio da una discreta ma attenta polizia.
👉 Se sei interessato a saperne di più sulla storia della Boca puoi prendere parte a un free tour (in inglese), ma secondo me la scelta migliore è partecipare a una visita guidata in italiano.
5 – Caminito
L’incrocio pedonale e turistico conosciuto come Caminito, era originariamente un incrocio in cui passava la ferrovia e lo è rimasto fino al 1920.
È difficile immaginare che oggi il quartiere più colorato ed allegro di Buenos Aires una volta fosse un luogo in cui si mescolavano vane speranze e grandi delusioni. Gli immigrati arrivavano qui cercando una vita migliore per rendersi conto che si era trattato tutto di una illusione.
Intere famiglie si trovarono stipate in piccole camere all’interno di case in comune con altre famiglie con cui dividevano bagno e cucina. Gli stipendi erano bassi e la maggior parte di loro non vide mai realizzarsi i propri sogni.
Oggi le case del Caminito sono state quasi interamente trasformate in piccoli ristoranti, locali, bar e negozi di souvenir “tanto al kg”, ma l’aria che si respira è di pura allegria: il Caminito è stato trasformato in una trappola per turisti.
I colori, i banchetti degli artisti, le persone stravaganti, le coppie che ballano tango sulle porte dei ristoranti e la musica che si diffonde nell’aria lo rendono comunque una delle perle di Buenos Aires.
🚀 CONSIGLIO DI PIMPMYTRIP: sul Caminito passa quasi inosservata la porticina che conduce al Museo delle Cere, situato al primo piano di una delle casetta sul Caminito. Più che un museo vero e proprio si tratta di un’esposizione limitata di statue in cera che raccontano la storia dell’Argentina.
👉 Vuoi approfondire? Allora potrebbe piacerti l’articolo su cosa vedere alla Boca di Buenos Aires.
6 – Stadio Alberto José Armando (La Bombonera)
Il 3 aprile 1905 un gruppo di giovani italiani originari di Genova (è da qui che viene il celebre soprannome dei tifosi del Boca, Los Xeneizes) si incontrarono per fondare un club. Chi non solo è genovese (e genoano) ma semplicemente segue un po’ il calcio non può non conoscere La Bombonera, lo stadio del Boca Juniors dove un giovanissimo Maradona incantò un’intera generazione di fan calcistici in tutto il globo terracqueo.
Se avrai la fortuna di assistere ad una partita dentro questo mitico tempio del calcio potrai sentirne il boato al segnare di un goal e non lo dimenticherai per tutta la vita. I muri della Bombonera infatti tremano davvero.
Puoi acquistare qui i biglietti online (da 27,59 €) per la visita della Bombonera e del Museo de la Pasión Boquense: al momento della prenotazione puoi decidere se fare una visita guidata o visitarlo in autonomia. Se invece sei davvero un tifoso puoi prenotare a questo link un tour che comprende sia La Bombonera sia il Monumental del River Plate.
Giorno 3: Palermo, Museo Evita, Recoleta
L’ultimo giorno dell’itinerario è abbastanza tosto: il percorso è di circa 6,2 km. Visiteremo alcuni altri luoghi iconici della città, con qualche “perla rara” come la libreria El Ateneo e il cimitero della Recoleta, un vero scrigno pieno di arte. Partiremo da Palermo che è anche un ottimo quartiere che potresti scegliere come base per l’hotel in cui alloggiare.
Qui sotto trovi la mappa, che puoi aprire sul telefono qui.
1 – Palermo
Chi vendette casa a Palermo anni fa, quando i prezzi erano alti e sembrava un buon affare, probabilmente se ne è pentito. Oggi è uno dei quartieri più vivaci di Buenos Aires e forse di tutta l’America Latina: nuovi ristoranti, gallerie d’arte, locali e studi televisivi aprono continuamente.
Il quartiere si divide in tre anime ben distinte. L’Alto Palermo è il lato più commerciale, con uno dei centri commerciali più grandi della città costruito dove un tempo c’era una fabbrica di birra che oggi ospita oltre 150 negozi. Palermo Hollywood, dall’altra parte di Juan B. Justo, deve il suo nome alle emittenti televisive e radiofoniche che si sono concentrate qui nel tempo: ci sono meno negozi rispetto al resto del quartiere, ma più bar e locali. Se ci andate di sera non perdetevi il club Niceto, dove suonano DJ da tutto il mondo: tenetevi liberi la mattina dopo per dormire fino a tardi.
Infine Palermo Soho, la parte più vicina a Córdoba Avenue, ruota intorno a Plaza Serrano, una piazza ovale circondata da locali e ristoranti dove viene allestito anche un mercatino, anche se a dirla tutta non mi ha particolarmente entusiasmato.
2 – Museo di Evita Perón
Aperto nel 2002 per il 50esimo anniversario della morte di Evita Perón, questo piccolo ma interessante museo è stata una delle cose che mi è piaciuta di più di Buenos Aires.
Si trova in una bella casa che, a differenza di quel che pensavo, non era la casa in cui Evita visse, ma un ricovero per bambini che lei stessa fondò durante gli anni del suo governo (o meglio del governo di suo marito).
All’interno ci sono libri, oggetti, foto e filmati di Evita e anche una galleria con i vestiti che utilizzava durante i suoi viaggi e le apparizioni in pubblico. All’interno purtroppo non si può fotografare.
Il biglietto (con audioguida) costa $ 11.000 (circa 7 €) e puoi acquistarlo anche online dal sito ufficiale del Museo Evita.
👉 Se sei appassionato di storia, ti suggerisco di partecipare al tour in italiano di Evita!
3 – Floralis Genérica
Una grande scultura in acciaio inossidabile a forma di fiore che grazie ad un sistema elettrico apre i suoi petali alla mattina e li richiude alla sera. Secondo il suo creatore, l’ artista Eduardo Catalano, questo è un simbolo di speranza, che rinasce ogni giorno.

Anche se si trova nel quartiere di Palermo, a dire il vero si trova esattamente alle spalle del Museo Nazionale delle Belle Arti (quartiere di Recoleta) e accanto all’Università di Legge di Buenos Aires. Vale la pena passarci accanto per scattare un paio di fotografie: dal vivo è molto più grande di quello che sembra in foto.
4 – Museo Nacional de Bellas Artes
Il piccolo ma interessante Museo Nacional de Bellas Artes vale una visita. L’entrata è gratuita e sono esposte varie opere tra cui dei bei quadri di Monet, Renoir e Van Gogh.
Ci sono anche esposizioni temporanee, quando sono andata io vi erano in mostra le opere di Lucio Fontana. Per sapere quali esposizioni sono presenti nel momento della tua visita controlla il sito ufficiale.

La visita non dovrebbe tenervi impegnati più di un’ora, ora e mezza. Il museo offre anche visite guidate ed è completamente gratuito.
5 – Cimitero della Recoleta
Inaugurato il 17 Novembre del 1822, il Cimitero della Recoleta oltre ad essere il primo cimitero pubblico della città, è anche il monumento storico ed artistico dell’intera Argentina.
Qui, in mezzo a statue e tombe monumentali, riposano i più grandi personaggi della storia argentina: politici, militari, artisti, compositori, poeti, esploratori giacciono onorati ogni giorno dalla presenza di migliaia di Argentini e di turisti stranieri. Qui troverete anche la tomba di Evita Perón.

Pur essendo un luogo in un certo senso turistico, non dimenticate mai che si tratta soprattutto di un luogo a cui va portato del rispetto per cui cercate di evitare comportamenti chiassosi e soprattutto poco consoni alla sua sacralità.
👉 Se ami l’arte potrebbe interessarti questo free tour del cimitero della Recoleta: potrai scoprire e saperne di più sulle storie degli illustri personaggi sepolti qui.
L’entrata è gratuita ed è aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 18:00.
6 – Libreria El Ateneo Grand Splendid
A circa 16 minuti a piedi dal cimitero della Recoleta c’è un posto da non mancare assolutamente per gli amanti dei libri: la libreria El Ateneo Grand Splendid. Nata come teatro e poi diventata un cinema, è stata successivamente trasformata nella libreria più grande del Sud America. Il palco, ancora presente, è stato trasformato in un caffè e l’atmosfera che si respira tra gli scaffali vale da sola la visita.

FAQ – Domande e risposte
Quanti giorni servono per visitare Buenos Aires?
Il minimo per visitare Buenos Aires sono 3 giorni: potrai avere infatti un mix di tradizioni, cultura e modernità e visitare le attrazioni che si trovano nei quartieri più importanti come il Microcentro, Puerto Madero, San Telmo, La Boca e Palermo.
Qual è il mese migliore per visitare Buenos Aires?
Il periodo migliore per visitare Buenos Aires va da settembre a novembre quando le temperature sono miti, con giornate di sole alternate a giornate di pioggia e l’umidità è ancora abbastanza bassa. Il periodo natalizio è estate (siamo nell’altro emisfero), può fare molto caldo e coincidendo con le vacanze, la città è più affollata del solito.
Buenos Aires è sicura?
Come tutte le grandi metropoli del Sud America, anche Buenos Aires ha dei punti critici: nella Capitale infatti i furti e gli scippi non sono rari, ma tenendo pochi consigli a mente è possibile ridurre gli incidenti. Evita di camminare o di prendere i mezzi pubblici tenendo in mano telefoni o macchine fotografiche. Tieni al sicuro carte di credito e soldi con una cintura nascosta come questa, stai alla larga dalle zone “pericolose” come Constitucion, La Boca (al di fuori della zona di Caminito) e la zona dietro la stazione degli autobus Retiro conosciuta come Villa 31. Non prendere taxi non ufficiali. La cosa più importante è fare sempre un’assicurazione di viaggio come Heymondo che copra spese mediche e smarrimento/furto bagagli.
Come muoversi a Buenos Aires?
Buenos Aires è grande ma ben organizzata e muoversi in città è più semplice di quanto sembri. Il mezzo più comodo è la metropolitana SUBTE, che copre le zone principali con treni ogni 3-10 minuti a seconda della linea. Per usarla ti serve la SUBE Card, una tessera magnetica ricaricabile che si acquista nelle stazioni o ai chioschi. La stessa carta funziona anche sugli autobus, chiamati colectivos o bondis, che coprono l’intera città 24 ore su 24.
Se preferisci pagare il bus in contanti puoi farlo direttamente a bordo, ma solo con monete.
In Argentina sono molto usati i taxi, così come Uber.
Un’alternativa che viene spesso consigliata, ma che io non amo, è la bicicletta: Buenos Aires ha oltre 200 km di piste ciclabili e un sistema di bike sharing pubblico gratuito. Il noleggio dura fino a un’ora nei giorni feriali e due ore nel weekend.
Come arrivare dall’aeroporto al centro?
Solitamente i voli che provengono dall’Italia atterrano all’Aeroporto Internazionale Ministro Pistarini (EZE) che dista circa 35 km dal centro città.
Bus privati: bus gestiti dalla compagnia Manuel Tienda, partono solitamente ogni mezz’ora e raggiungono il centro in 50 minuti. Puoi prenotarli tramite il sito ufficiale.
Autobus pubblici: un’opzione molto economica ma meno pratica è prendere il bus della Linea 8. Il tragitto per il centro dura circa 2 ore con molte fermate da fare, poco spazio e molta folla. Sconsigliato se hai valigie pesanti.
Taxi e transfer: sicuramente i due mezzi più comodi (in 40 minuti si raggiunge il centro città) ma più costoso. Ci sono vari sportelli informativi di taxi all’interno dell’aeroporto. In alternativa puoi prenotare online un transfer privato.
Cosa vedere a Buenos Aires in 2 giorni?
È possibile visitare Buenos Aires in due giorni se ottimizzi i tempi. Il primo giorno puoi dedicarlo al centro e alla sera fare un giro a Puerto Madero. Il secondo giorno puoi partire dalla Boca, visitare Floralis Genérica, la Recoleta, la libreria El Ateneo e il Museo Evita nel pomeriggio e poi trascorrere la serata a San Telmo per finire in bellezza con uno spettacolo di tango.
Dove dormire a Buenos Aires?
A mio parere il posto migliore in cui dormire a Buenos Aires è il Microcentro e soprattutto sulla Avenida de Mayo.
Oltre al fatto che le offerte di pernottamento sono varie e per tutti i gusti, questo è il quartiere più vicino a molte delle cose da vedere ed è pieno di teatri, locali, bar e ristoranti.
Hotel consigliati: Urban Suites Recoleta Boutique Hotel | Exe Hotel Colón | Up Recoleta Hotel
Spero che questo mio articolo su cosa vedere a Buenos Aires in tre giorni ti abbia aiutato a pianificare bene il tuo itinerario. Se hai dubbi o domande, non esitare a lasciare un commento sotto al post e sarò felice di risponderti nel più breve tempo possibile. Buon viaggio in Argentina!


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