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Guida e Consigli per Viaggiare in Senegal Fai da Te

Un viaggio in Senegal è senza dubbio il modo più tranquillo per cominciare a conoscere l’Africa Occidentale.

Il Senegal è infatti un paese stabile che permette ai viaggiatori di viaggiare fai da te in maniera serena: le condizioni climatiche non sono estreme, le persone sono accoglienti (chiamano il Senegal “paese della teranga”, ovvero dell’accoglienza)
e per questo è conosciuto come una parte di africa “soft”.

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Il Senegal ovvengo il paese della “teranga”, cioè dell’accoglienza

è vero il Senegal non ha i parchi come la Tanzania e non può vantare panorami eccezionali come la Namibia, ma è proprio per le sue caratteristiche che è definito un paese “da vivere” piuttosto che “da vedere”.

Con questi consigli cerco di darvi una mano ad organizzare il vostro viaggio in Senegal fai da te se non perfetto, almeno che ci vada vicino.

Prima di partire

Per viaggiare in Senegal non serve un visto di entrata per chi ha passaporto italiano.
Sono consigliate alcune vaccinazioni e, se viaggiate nel periodo delle piogge, valutate anche di fare la profilassi antimalarica.

Informazioni Essenziali

  • Lingua: Francese e Wolof.
  • Religione: la maggior parte della popolazione è musulmana anche se rispetto ad altri paesi come per esempio l’Iran la mentalità è molto aperta e non tutti seguono le “regole” che la religione impone.
  • Moneta: la moneta ufficiale è il franco sefa (1 € = circa 656 CFA).
  • Quando andare: il periodo migliore per viaggiare in Senegal è senza dubbio quello che va da Dicembre fino a Maggio, quando il caldo non è opprimente e il clima secco. Normalmente la stagione delle piogge è al suo massimo da Luglio fino a Settembre quando le temperature sono molto più alte e le bombe d’acqua rendono il viaggio più difficile.

è sicuro viaggiare in Senegal?

Sfortunatamente il Senegal, come molti dei paesi dell’Africa Occidentale, ha la nomea di essere un paese povero e di conseguenza poco sicuro.

Nella mia esperienza però non ho mai provato nessuna sensazione di paura.

Ovviamente la sfiga capita, ma può capitare ovunque, in qualsiasi paese e in qualsiasi momento.

Buonsenso come sempre (e il vostro istinto) è la parola d’ordine. Fate attenzione ai ladruncoli nei mercati e fate attenzione alle vostre borse o agli oggetti di valore come il telefono o la macchina fotografica.

Non portate mai troppi soldi con voi (e soprattutto non esibite in giro le vostre mazzette) e cercate di non passeggiare da soli e di notte nella periferia di Dakar.

pericoli maggiori in Senegal sono secondo me lo sporco e il rischio di infezioni. Usate scarpe il più chiuse possibile e fate attenzione quando camminate sulla spiaggia a piedi nudi (cercando di non aprirvi un piede con una bottiglia di vetro come ho fatto io).

I mezzi di trasporto possono essere pericolosi, ma nella mia esperienza in Senegal gli autisti guidano molto meglio che in altri paesi del mondo.

Prima di partire comunque consultate il sito di Viaggiare Sicuri sul Senegal.

Cosa mettere in Valigia

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Esperienze da vivere in Senegal: visitare i villaggi dei pescatori su piroghe piene di pesce!

Sicurezza e salute personale

è consigliata la vaccinazione per la febbre gialla ed è consigliato portarsi dietro il certificato di vaccinazione (probabilmente nessuno ve lo chiederà mai, ma nel caso meglio averlo).

Sono consigliate anche le vaccinazioni per Epatite A e B, l’antitetanica e l’antitifica. Nella stagione umida meglio sarebbe anche fare la profilassi antimalarica.
In ogni caso chiedete sempre prima al vostro medico di fiducia o allo sportello del viaggiatore della ASL.

Se decidete di non fare la profilassi fate molta attenzione alle punture di zanzare e usate tutte le precauzioni possibili.

Ecco quindi cosa portare per la propria salute e sicurezza!

Rete antizanzare: La rete antizanzare è indispensabile. Gli hotel e le guest-house le hanno, ma meglio portarvi dietro la vostra personale che non abbia buchi.
Meglio prendere una rete antizanzare rettangolare che possa essere attaccata dai 4 angoli, in alternativa ci sono anche quelle che si appendono ad un solo gancio solo.

Kit di pronto soccorso da viaggio: nel mio caso è successo che camminando sulla spiaggia io mi sia tagliata il piede con un vetro.

Fortunatamente avevo dietro un kit di pronto soccorso come questo grazie al quale mi sono potuta disinfettare immediatamente, applicare una garza sterile e le steri strips e successivamente un cerotto. Sono sopravvissuta.

Al Kit aggiungete sempre le steri strips (le trovate facilmente qui su Amazon), un antibiotico ad ampio spettro (chiedete al vostro medico di farvi una ricetta e prendetelo prima di partire).

Per problemi intestinali fondamentale il bimixin o un altro disinfettante. Non vi dimenticate un anti-diarroico.

Assicurazione di viaggio: indispensabile anche questa. Nel caso precedente, se il taglio che mi sono fatta fosse stato più profondo o avessi avuto la necessità di andare all’ospedale a farmi mettere dei punti di sutura, grazie all’assicurazione (io ho fatto stavolta EuropAssistance) avrei potuto andare in clinica privata o addirittura
chiedere l’immediato rientro in Italia di urgenza.

Crema solare e dopo sole: anche se non se ne ha la percezione il sole brucia tantissimo.

Spray contro le zanzare. Per una maggiore precauzione utilizzate anche uno spray antizanzare sui vostri vestiti, come per esempio il biokill. Spruzzatelo anche sulla vostra rete antizanzare.

Per la pelle (da applicare soprattutto su polsi e caviglie) comprate uno spray per zanzare tropicali a base di deet come questo.

Salviette umide: sono sempre una buona idea soprattutto quando si viaggia sui mezzi pubblici, si suda tantissimo e la polvere in Senegal è tremenda. Le salviette rinfrescanti vi concedono un momento di respiro.

Disinfettante per le mani: portatelo perché in alcuni ristoranti non c’è sapone.

Come vestirsi

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Visto che nella stagione invernale (quella più secca e più fresca) le temperature di giorno si aggirano intorno ai 25 gradi o anche di più (io ne ho trovati 35°) portate vestiti leggeri.

Alla sera però può fare fresco per cui una giacchetta o un bel maglione meglio metterli in valigia.

Dal momento che è molto difficile trovare hotel che forniscano il servizio di lavanderia, dovrete lavarvi le cose da voi: portate indumenti che asciughino in fretta anche perchè visto il vento e la polvere potreste trovarli gia pieni di sabbia prima ancora di indossarli.

Durante il mio viaggio ho notato moltissimi turisti in abiti piuttosto succinti, con gonne o parei molto corti.

Il Senegal è un paese musulmano molto tollerante e gli abitanti sono abituati (soprattutto nelle zone costiere e di turismo) al nostro abbigliamento. Io credo comunque che non sia rispettoso andare in giro mezzi nudi per cui coprite le gambe o per lo meno almeno copritele fino al ginocchio.

Ho visto anche turiste in spiaggia in topless. Ecco per me evitate. Un bel costume è la scelta migliore.

Il Senegal ha inoltre un grosso problema con la spazzatura. Io mi sono tagliata un piede in spiaggia con un vetro, ma poteva andarmi molto peggio, grazie a Dio
avevo i miei sandali Teva.
Per girare per la strada comunque meglio portare delle scarpe chiuse e leggere, il rischio di ferirsi o tagliarsi è molto alto.

  • sandali Teva
  • costume
  • pantaloni di lino o cotone leggeri
  • una felpa o un maglione per le temperature fresche della sera
  • t-shirt leggere che asciugano in fretta.
  • cappello
  • occhiali da sole (assolutamente indispensabili)
  • asciugamano da spiaggia

Altre cose indispensabili da portare

  • Torcia da testa: non tutte le strutture hanno la luce per 24 ore (soprattutto in alcune zone remote e meno turistiche) in più spesso manca l’energia elettrica.
  • Presa multipla: se avete da caricare vari smartphone o macchine fotografiche, nelle camere degli hotel le prese non sono molte. Portatevi una multipla.
  • Guida sul Senegal

Se volete, potete portare con voi vestiti o cose per la scuola, come penne e quaderni, da regalare per i bambini dei villaggi.

Il buonsenso ci dice di non darli direttamente ai bambini ma a qualche adulto di riferimento del villaggio che provvederà poi a spartire le cose in maniera equa a tutti. Niente caramelle: fanno cariare i denti.

Non dimenticate che molte cose che noi diamo per scontate qui da noi, in Senegal sono un lusso.

Quanto costa viaggiare in Senegal?

Viaggiare in Senegal è, per chi decide di utilizzare i mezzi pubblici, abbastanza economico, ma non così economico come si potrebbe pensare. Non pensate quindi che sia come per esempio l’India. Per trovare standard più o meno occidentali i prezzi salgono moltissimo.

Hotel, guest-house e campament

Gli hotel, guest-house e campaments che sono adatti ai nostri standard sono quasi tutti gestiti da persone occidentali (per lo più francesi che non parlano neanche una parola di inglese) e hanno prezzi più alti di quello che si potrebbe pensare.

Nelle zone fortemente turistiche (perfette per chi ama le vacanze in villaggi turistici), come Saly e Somone sulla Petit Cote o l’isola di Goreè, i prezzi per una camera doppia con prima colazione inclusa si aggirano dai 25.000 franchi sefa in su (circa 40 euro).

Nelle zone meno turistiche i prezzi comunque non scendono di molto. La prima colazione è quasi sempre inclusa.

Ristoranti

In Senegal mangiare dello street-food non è sempre consigliato. Da evitare assolutamente cibo crudo (come le ostriche che troverete spesso) a meno che non si voglia rischiare qualche intossicazione alimentare.

I prezzi comunque anche nei ristoranti sono decisamente bassi rispetto a casa nostra e un piatto è quasi sempre sufficiente, in quanto le porzioni sono sempre molto abbondanti.

Per esempio per un piatto di pesce (gamberi o orata e pesce alla griglia) con contorno (patatine fritte) e una birra (Gazelle e Flag sono le due birre locali) è molto difficile spendere più di 10 euro.

Trasporti pubblici

I trasporti pubblici sono decisamente molto, molto economici. Su un bus o un taxi-collettivo per una media distanza (per esempio 50 km) sarà molto difficile spendere più di 5 euro a testa.

A volte i bagagli vengono contati come persone, per cui se siete in due con gli zaini, aspettatevi di pagare tariffa doppia.

Cosa vedere: i Luoghi da non Perdere

Dakar

La Capitale del Senegal è una città che può essere definita in molti modi ma sicuramente non noiosa.

Dakar è caratterizzata da fortissimi contrasti: qui l’eleganza incontra il caos cosmico, le strade grigie e polverose si colorano dei mercati e dei vestiti delle donne, i club dopo il tramonto si riempiono di ragazzi e di musica sexy, mentre sui tetti risuona la chiamata alla preghiera per i devoti.

Dakar (come tutto il Senegal) è la città del paradosso, dove la realtà è capace di superare qualsiasi immaginazione.

Non è una città da visitare sperando di trovare grandi cose artistiche, ma immergersi nella sua vibrante vita notturna ve la farà vedere da tutta un’altra prospettiva.

Isola di Gorée

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Assolutamente imperdibile per la storia che racconta, l’isola di Gorée si trova a soli 20 minuti di traghetto dal centro di Dakar e dal 1978 è patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Leggi come visitare l’Isola di Gorée in 1 giorno da Dakar!

Mentre Dakar è caotica, trafficata e incasinata, l’Isola di Gorée, senza auto ne strade asfaltate, è un angolo di pace assoluta.

Ma, anche se oggi è un posto assolutamente meraviglioso, la storia dell’isola racconta l’incubo del suo passato.

Infatti dal 15esimo al 19esimo secolo, questa piccola isola è stata uno dei maggiori punti di commercio degli schiavi che venivano rinchiusi qui prima di essere venduti e imbarcati per l’America, il Brasile e i Caraibi.

Oggi l’isola è un memoriale vivente di quello che è successo e continua ad essere un simbolo che ci ricorda i crimini compiuti, perchè l’importante è non dimenticare mai quello che l’uomo è stato capace di fare.

Una giornata è sufficiente per visitare l’isola. Il traghetto parte ogni mezz’ora circa.

I luoghi da visitare non sono molti ma sono davvero interessanti: l’highlight è sicuramente la casa degli schiavi, in cui uomini donne e bambini erano imprigionati prima di essere venduti in condizioni agghiaccianti, che è imperdibile.

Ma a parte l’essere l’isola degli schiavi, Gorée ha anche una spiaggia graziosa, vicoli con case coloniali tappezzate di buganvillea multicolore e altri musei e luoghi di interesse.

Toubab Dialaw

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Momenti magici al tramonto quando i pescatori tornano in spiaggia con le loro piroghe cariche del pescato del giorno

Quando ho visitato il Senegal ho trascorso qualche giorno a Toubab Dialaw, un piccolo villaggio di pescatori poco fuori Dakar, caratterizzato da un’atmosfera tranquilla e rilassata, completamente diversa da quella della capitale.

Ho alloggiato in un graziosissimo ed economico B&B, il Begue Pokai, che si trova a poca distanza da una spiaggia di sabbia bianca e morbida come batuffoli di cotone.

Potete prenotare il Begue Pokai facilmente qui su Booking.com.

Credo che quelli trascorsi a Toubab Dialaw siano stati tra i momenti migliori di tutto il mio viaggio.

Alla sera adoravo passeggiare sulla spiaggia, osservare le piroghe dei pescatori
rientrare al tramonto cariche di pesce, giocare con i bambini e mangiare in uno dei ristorantini a due passi dal mare.

Begue Pokai Senegal

Colazione al Begue Pokai di Toubab Dialaw (grazie a Giorgio per la foto!)

Toubab Dialaw si trova a poca distanza (circa 15 km) dal nuovo aeroporto di Dakar ed è dunque una base ideale in cui fermarsi per un paio di giorni e per visitare Dakar e i suoi dintorni.

Il Begue Pokai è un’ottima scelta, confortevole, pulita ed economica prima di riprendere il proprio viaggio.

Yoff e l’ Isola di N’Gor

Yoff è un villaggio caratterizzato dalla sua forte cultura islamica: bere e fumare sono vietati e i viaggiatori dovrebbero vestirsi in maniera appropriata coprendo gambe e braccia.

Oltre a visitare la Moschea vale la pena fare una passeggiata sulla sua spiaggia: a parte la spazzatura e la folla, le vedute su Dakar sono veramente belle.

Yoff infatti è la spiaggia più frequentata dai Dakariani, trovandosi a pochi km di distanza.

La spiaggia è quindi sempre molto affollata, ma essendo molto popolare si trovano musica, feste e tantissime attività acquatiche come il surf. Cercate di trovarvi li al tramonto, lo spettacolo vale la pena.

Con un passaggio in piroga, l’isola di N’Gor è un’ottima destinazione per un giorno di mare e relax vicino a Dakar.

La sabbia e la spiaggia sono pulite, l’atmosfera rilassata ma allegra e troverete quasi solo famiglie, venditori di strada (ma non assillanti come all’isola di Gorée) e ragazzi giovani che suonano il djembe.

Saint Louis

La città coloniale di Saint Louis è il perfetto mix tra un villaggio di pescatori e una città ricca di storia e cultura.

In città i suoi palazzi di colore acceso, sebbene alcuni siano ormai in rovina, portano su di se la storia del passato.

Le strade sono strette e la parte vecchia e storica della città è visitabile tranquillamente a piedi in un solo pomeriggio.

A sud di Saint Louis, la striscia di sabbia è punteggiata di spiagge bellissime (nonostante la spazzatura!).

Anche se sarete tentati di trascorrere tutta la giornata a fare il bagno e prendere il sole (attenzione alle scottature) vale la pena fare un giro in città.

Nella città vecchia assolutamente da non perdere la Cattedrale, il Palazzo del Governatore, la grande Moschea e il bellissimo e famoso Ponte Faidherbe.

Tra i musei vale la pena se vi piace la fotografia fare un salto al Musée de CRDS, mentre se siete appassionati di artigianato non potete perdervi l’ Ateliers Tess.

Se avete un paio di giorni è stra-consigliato scendere a Zebrabar e visitare il Parque National Langue du Barberie (famosissima meta dei birdwatchers per le moltissime varietà di uccelli) in cui, anche se fattibile in giornata, a mio parere vale la pena trascorrerci un pochino più di tempo.

Sine Saloum

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Relax a Mar Lodj nel Sine Saloum

Ero in Senegal già da qualche giorno, ma è stato seduta sulla sabbia bianca di una piccola spiaggetta sperduta del Delta del Senegal, il Sine Saloum, che ho “sentito”
veramente e per la prima volta, l’essenza dell’altra Africa, quella Occidentale.

Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, il Sine Saloum si forma alla confluenza di due fiumi, creando un estuario e una regione ricca di biodiversità.

Niente a me in Senegal ha donato la stessa pace che trascorrere qui qualche giorno, scivolando con le piroghe tra i labirinti di mangrovie, visitando piccoli
villaggi di pescatori e avvistando ogni genere di uccelli: aironi, martin pescatori, fenicotteri rosa e molti altri.

Casamance

Il mio grande rimpianto (o la mia grande scusa per tornare in Senegal prima o poi) è la regione di Casamance, nell’estremo sud del paese e separata da esso dalla striscia del Gambia.

Inaccessibile fino a qualche anno fa a causa dei conflitti per l’indipendenza che hanno sconquassato la regione, la Casamance è in assoluto un must-do se avete il tempo sufficiente.

Il modo migliore e più veloce per arrivarci è con il traghetto che parte da Dakar (ma prenotatelo in anticipo, non si può, al momento nel 2017, prenotarlo online a meno che non ci si appoggi a un’agenzia) o affittando la propria auto.

Nel secondo caso valutate che dovrete attraversare il Gambia e alle frontiere potrete rischiare di perdere molto tempo.

Joal-Fadiouth (isola delle conchiglie)

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Cimitero di conchiglie di Fadiouth dove da centinaia di anni Cristiani e Musulmani riposano insieme

A circa 30 minuti da Mbour, alla fine della Petit Cote, si trovano i villaggi gemelli di Joal e Fadiouth, dove cristiani e musulmani vivono fianco a fianco, orgogliosi della loro reciproca tolleranza.
Mentre Joal si trova sulla terraferma, Fadiouth è un’isola costituita interamente di conchiglie.

Fadiouth è una delle mete più visitate del Senegal.

La sua peculiarità è che è totalmente artificiale: per secoli i raccoglitori di conchiglie hanno versato qui i gusci creando una vera e propria isola. Anche le case, i muri,
chiese e moschee sono costruite tutte in conchiglie.
Fadiouth è famosa anche per un altro motivo: il suo cimitero, anche questo costituito totalmente di conchiglie, in cui cristiani e musulmani riposano in pace fianco a fianco da centinaia di anni.

Se capitate qui alla domenica mattina, non perdetevi la messa “gospel” nella grande chiesa a piante circolare!

Lago Rosa (Lago Retba)

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Saline del Lago Retba (lago Rosa)

A meno di un’ora da Dakar (ma non sottovalutate il traffico intenso), c’è un lago insolito (ma molto conosciuto in quanto qui finiva la famosa Parigi-Dakar) che sicuramente cattura lo sguardo grazie al suo vivido colore rosa: il Lago Retba (o Lago Rosa).

Il suo colore particolare è causato dall’alga Dunaliella Salina (un batterio alofilo), che è attratta dall’elevato contenuto di sale del lago. Le alghe producono un pigmento rosso per assorbire  la luce solare, conferendo al lago il suo colore unico.

Il colore comunque è completamente innocuo per gli esseri umani e si può nuotare anche se vista l’alta concentrazione di sale (maggiore pensate di quella del Mar Morto) è meglio poi potersi sciacquare immediatamente.

Il Lago per molte persone è stato però una delusione in quanto spesso si presenta di un colore ruggine più che rosa acceso: per vederlo al suo massimo splendore dovrete sperare in una giornata con il sole e senza vento.

Interessante fare un giro con la barca nel centro del lago a conoscere da vicino il lavoro dei raccoglitori di sale.

Deserto di Lompoul

L’unico posto del Senegal in cui gli amanti del deserto vero troveranno “dune” per il loro denti.

Il deserto di Lompoul sembra un piccolo pezzo di Sahara che si è staccato: i cammelli portano i turisti con nonchalance su e giù sulle dune spazzate dal vento con i ritmi senza fretta dei viaggiatori del passato.

Esperienze da non perdere

Mercato del pesce di Mbour

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Bancarelle di pesce al mercato di Mbour

Una destinazione da non perdere è sicuramente Mbour, famoso per il suo mercato del pesce. Fare un giro al mercato è una vera e propria esperienza.

Due volte al giorno (ma vi consiglio di andarci nel pomeriggio) decine di piroghe colorate tornano cariche di pesce che viene pulito, tagliato e venduto direttamente sulla spiaggia: intorno la puzza e il frastuono sono inimmaginabili.

Carretti che vanno e vengono, trasportatori che corrono con sacchi di pesce sulle spalle (sono pagati a kg), donne che espongono sui loro banchetti qualsiasi tipo di pesce: pescecane, pesce volante, sogliole, pesce palla, lumache di mare.

È tutto definibile un gran casino ma una delle esperienze più vere ed indimenticabili da vivere qui in Senegal.

Visitare un piccolo villaggio

Un’occasione da non perdere in Senegal è quella di visitare, oltre alle destinazioni più famose e turistiche come l’isola di Gorée per esempio, anche qualche piccolo villaggio.

La vita nei villaggi è completamente diversa da quella nelle grandi città come Dakar, impestate dal traffico e dallo smog.

Nei villaggi la vita è rilassata e orientata alla comunità, le persone sono aperte ed amichevoli e vi daranno un caloroso benvenuto.

Probabilmente verrete accolti da sciami di bambini di tutte le età con il grido “toubab cadeau” oppure “ballòn ballòn ballòn”, ma chiedete agli adulti prima di comprare ai bimbi qualsiasi cosa.

Fare un giro in piroga tra le mangrovie

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In piroga tra le mangrovie del Sine Saloum

Altra esperienza da non perdere è scivolare dolcemente con una piroga nelle lagune, tra i canali di acqua, per avvistare tantissimi tipi di uccelli e i raccoglitori di ostriche che nascono sulle radici delle mangrovie .

Prendete un tour di una giornata intera. Generalmente nel tour oltre alla piroga è inclusa anche la visita di alcuni villaggi di pescatori (a cui si arriva solo in barca) e il pranzo (di pesce, ma se siete vegetariani, ditelo e vi cucineranno uova) sulle piccole spiagge incontaminate di sabbia bianchissima.

Il Sine Saloum è perfetto per questo, ma anche a Somone vi è una bella laguna (molto più commerciale e la visita dura poco più di un’ora) e anche nella Casamance.

Prendere un taxi collettivo

In Senegal, il primo vero momento in cui si realizza che ci si trova davvero in Africa è nell’attimo in cui sarete in procinto di prendere un taxi-collettivo (sept-place).

Il viaggio è scomodissimo, ma è una vera esperienza di vita senegalese: è il mezzo più usato dai locali.

Schiacciati nel sedile posteriore tra sacchi di roba, ceste piene di pesce puzzolente e scatole di pulcini pigolanti, stipati in 11 su un mezzo vecchio e scassato e adibito a 8 persone, avrete davvero l’occasione per chiacchierare ed entrare in contatto con le persone.

Esperienza faticosa lasciatemelo dire, ma in cambio riceverete sorrisi e avrete l’impressione di aver viaggiato “veramente”.

Cose da assaggiare assolutamente

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Il pesce costituisce uno dei piatti principali in Senegal, con contorno di patatine e salsa di cipolle

Il Senegal con i suoi laghi e fiumi fa della pesca la sua principale industria (i 3/4 dei suoi abitanti vivono sulla costa).

Ovunque nei mercati le donne mostrano orgogliose il pescato del giorno: sogliole, piccoli squali, pesci palla, conchiglie, gamberi, granchi insomma c’è veramente di tutto.
A meno che il pesce non venga venduto subito, esso viene pulito ed essiccato al sole per facilitarne la conservazione.

Da ex colonia però le tracce di cultura francese lasciate nel cibo sono forti: la baguette è portata orgogliosamente sotto il braccio, ma i due alimenti più popolari sono riso (facile da preparare) e miglio (ahhh l’amore per il cous cous…).

Il piatto più conosciuto in Senegal è il Thiéboudienne, un piatto unico di pesce ripieno con riso e verdure.

Thiéboudienne

La Thieboudienne (o chebu jen nella lingua locale, il Wolof) è il piatto tipico senegalese per eccellenza: in effetti viene consumato in famiglia più volte alla settimana.

Originario (sembra) della città di Saint-Louis, consiste di riso e pesce, grigliato o saltato in padella e farcito con una pasta all’aglio (chiamata rof).

Accompagnano questo piatto pezzi di verdura, cavolo, carota o manioca, oltre al dahkar (tamarindo agrodolce) e bissap, una salsa a base di foglie di ibisco (da non confondere con l’altro bissap cioè la bevanda tradizionale che è invece ottenuta dai fiori).

I condimenti tradizionali includono il gejj, o pesce essiccato, e lo yéet, un mollusco essiccato.
Inoltre, a seconda che nel riso ci sia del pomodoro dolce, viene chiamato ceebu jën rouge (rosso) o bianco. Non è difficile amare questo piatto, i sapori sono freschi, audaci e sorprendenti.

Yassa poulet

Il piatto di pollo della cucina senegalese, lo yassa poulet, proviene dalla regione del Casamance, nel sud del paese.

Il pollo viene marinato in una spessa salsa di cipolla e servito con un contorno di riso bianco cotto al vapore.

La morbida salsa di cipolle ricorda come sapore la zuppa di cipolle francese, mentre lo stufato ricorda il coq au vin. Ma i sapori, in particolare il sapore aspro del limone, sono unici.
Originario del Senegal appunto, si trova però anche in altri stati dell’Africa Occidentale.

Avocad au crevettes

Un piatto più francese che senegalese ed infatti molto popolare nei ristoranti della Petit Cote. Presente in quasi tutti i menù, l’insalata di gamberi ed avocado è un piatto sano, leggero e gustoso.

Piatti a base di gamberi, gamberetti e calamari si trovano ovunque negli hotel e nei ristoranti della costa del Senegal: cotto alla piastra, in padella con l’aglio o per arricchire gustose insalate.

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Gamberi all’aglio

Provare il Caffè Touba

La prima cosa che la mia amica Antonella mi ha detto quando ha saputo che sarei andata in Senegal è stata: “devi provare il caffè touba!”

Nato in Senegal come bevanda medicamentosa, il caffè touba è un caffè tipico, speziato ed intenso (lo troverete in ogni angolo del paese) fatto con una miscela arabica forte, i cui i chicchi di caffè sono macinati con djar, un pepe nero africano (pepe di Guinea) che si dice abbia qualità afrodisiache.

Il Café Touba fu presumibilmente inventato da un mistico venerato di nome Cheikh Amadou  Bamba, che fondò la Mouride Brotherhood, una branca del sufismo e l’unica fratellanza  islamica fondata da un senegalese. Si dice che Bamba mescolasse caffè e spezie per scopi medicinali e lo servisse ai suoi seguaci.

Il caffè touba viene per lo più servito nei tangana, chioschi sulla strada che vendono cibo e caffè, ma fate attenzione a non confondervi con i venditori di nescafè che sono onnipresenti.

Caffè touba e nescafè sono molto diversi!

Bissap, bissap, bissap!

Bissap (chiamato anche sobolo o zobo) è la bevanda più popolare in Senegal insieme al caffè touba.

Il bissap è una bevanda semplicissima ottenuta da diverse varietà di fiori di ibisco essiccati e che è, a tutti gli effetti, molto simile al karkadè, solo che viene bevuta fredda. Non c’è davvero nulla di più semplice che fare il bissap anche a casa vostra.

I fiori di ibisco vengono messi in infusione con acqua bollente: la bevanda che si ottiene viene poi lasciata raffreddare e viene aromatizzata in modi diversi con menta, succo d’ananas, essenza di banana.

Vi assicuro che non c’è nulla di più rinfrescante di un bicchiere di bissap durante il giorno quando il sole picchia forte e il caldo toglie il fiato. Ma non bevetene troppo, alza molto la pressione.

Provare il Ditakh

ditakh frutto tipico senegal

Il mio primo (e unico) Ditakh

Il Ditakh è un piccolo sfrutto di forma sferica, con un guscio esterno che sembra quello di un uovo e una polpa spugnosa verde fosforescente.

Il gusto è acidulo. In Senegal viene mangiato o utilizzato per fare succhi e gelati.

Si è sempre pensato che fosse un frutto con ottime proprietà. Ultimamente si è invece scoperto che, a quanto pare, tanto bene non faccia (ma se si prova una volta non è assolutamente pericoloso).

Detto questo il mio, dopo il primo morso, è finito direttamente nei cespugli dietro di me.

E se siete vegetariani?

Cioè, come me… Addio e buona fortuna, preparatevi a rinunciare a molto. In ogni caso io in Senegal ho trovato della sensibilità in questo senso: ovunque quando ho tirato fuori il problema, mi è stata offerta un’alternativa. Uova strapazzate, verdure cotte o crude ma anche pasta.

Se proprio non sapete dove sbattere la testa, ordinate riso o patatine fritte, quelle si trovano ovunque!

Come spostarsi con i mezzi pubblici

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I taxi collettivi “sept-place” sono il modo più veloce (ed economico) per viaggiare fai da te in Senegal

Spostarsi in Senegal con i mezzi pubblici è un vero dolore: le strade maggiori sono ben asfaltate, ma quelle minori sono spesso piene di buche, i mezzi sono vecchi, super scassati e senza aria condizionata.

Ma quel che è peggio è che sia bus che taxi-collettivi (chiamati sept-place) partono solo quando sono pieni il che significa che per arrivare nelle parti  più remote del paese potreste rimanere fermi ad aspettare nei garage (vengono chiamate così le stazioni dove si prendono i mezzi) per ore prima di partire.

Il modo più popolare e anche il più veloce per viaggiare in Senegal è senza dubbio con i taxi sept-place. si tratta di vecchie auto sgangherate (per lo più peugeot 504) con tre file di sedili che possono ospitare 7 persone oltre all’autista.

In realtà poi non sorprendetevi se invece che 8 persone in totale sarete 11 o 12 perché finché c’è spazio c’è la speranza di ottenere un passaggio.

Nei sept-place chi prima arriva meglio alloggia e si prende i posti più comodi davanti. Chi arriva dopo dovrà invece spremersi in quelli posteriori che hanno meno spazio.
I taxi collettivi (e i bus) si prendono o lungo la strada chiamandoli con la mano e chiedendo all’autista se va dove dovete andare voi, o nei garage, dei mega posteggi che vengono usati come stazioni.

Per i bus più o meno funziona uguale a parte che sono più grandi ma è molto più difficile capire quale sia la loro destinazione finale. E sono più lenti.

Se si vuole viaggiare più comodi e più veloci si può prendere un taxi privato che vi porterà ovunque voi vogliate andare.

Nel caso ricordatevi di contrattare sempre il prezzo prima. Un trucchetto: se non riuscite ad ottenere un prezzo equo, ringraziate con gentilezza e andatevene. Nel 90% dei casi il tassista vi chiamerà indietro. Se non lo facesse non disperate:
in Senegal ci sono tantissimi taxi, non faticherete a trovarne  un altro!

Unica accortezza cercate di chiedere un prezzo giusto, non esagerate a non voler spendere o a risparmiare su un euro, soprattutto in un paese come il Senegal.

Turismo sessuale

Non avrei mai voluto scrivere di questo, ma dal momento che il Senegal è una di quelle destinazioni in cui il turismo sessuale è molto diffuso, non posso non farne menzione.

Sulle spiagge si vedono spesso donne e uomini occidentali “di una certa età” aggrappati a giovani del posto molto più giovani di loro.

La crescita del turismo sessuale in Senegal ha le sue radici nella povertà e nella mancanza sia di posti di lavoro sia di opportunità per i più giovani del paese (essendo il tasso di disoccupazione del Senegal oltre il 40%).

In Senegal la “prostituzione”, inteso come rapporto tra adulti consenzienti, è legale, anche se per certi versi sta spaccando l’opinione pubblica: da una parte gli anziani che pensano che i facili e grassi guadagni non siano una giustificazione per andare contro la propria cultura, dall’altra i giovani di nuova generazione che pensano che “riempire di attenzioni e coccole un persona sola non faccia del male a nessuno”.

Per i giovani del posto dunque il turismo sessuale rappresenta un’opportunità imperdibile: alcuni ragazzi chiedono per una notte d’amore anche 100 euro e per una settimana intera portano a casa anche 2000 euro.

Se sei bianco (soprattutto se sei una donna bianca), dovrai abituarti ad essere al centro dell’attenzione: soprattutto se camminerai sulla spiaggia da sola non mancherà qualche giovane che, avvicinandoti, vorrà parlare con te apostrofandoti con un “Ciao, bellissima!”.

Tuttavia, almeno nella mia esperienza, è stato sufficiente rispondere facendo capire di non essere interessata a certe cose con un gran sorriso. Non mi sono mai sentita in nessun modo molestata e gli approcci sono sempre stati molto soft.

Se sei donna in Senegal sorridi sempre e tutto andrà bene. È molto importante arrivare in Senegal essendo preparate a questa cosa: a sorridere tanto e a non prendere questi approcci troppo sul serio.

isola di Gorée