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10 Consigli su Come Diventare Travel Blogger Professionista

– Posted in: TRAVEL BLOGGING

Hai aperto un blog e vuoi finalmente diventare travel blogger professionista? In questo post trovi qualche consiglio dopo i miei primi 5 anni di blogging. 

Se invece non sei interessato al blogging, ma stai cercando articoli di viaggio vai alla pagina dei miei viaggi.

Se hai già letto il mio post su come aprire un blog di viaggi, è venuto il momento di fare un passo successivo cioè cominciare a capire come fare del blogging un business.

Insomma, hai un tuo blog e i tuoi canali social, scrivi regolarmente i tuoi articoli di viaggio e quindi puoi definirti blogger a tutti gli effetti, ma come cominciare a trattare davvero il tuo blog come un professionista?

Secondo wikipedia la definizione di professionista è la seguente: il professionista è la persona che, relativamente a un’attività da questa svolta, da essa trae guadagno.

Ma quale è uno degli elementi essenziali per diventare travel blogger professionista e quindi cominciare a guadagnare dal proprio blog?

La cosa più importante secondo me è mettere passione in quello che fai, ovviamente, ma non solo.

Si, perché diventare un travel blogger professionista richiede tanto di quel lavoro che non ce la farai mai se non ami quello che fai.

Domandati quindi se saresti disposto a scrivere in maniera gratis per anni. Per ANNI.

Io suppongo di essere una persona che ha tante passioni: i cavalli, leggere, la fotografia. Ah già anche viaggiare, certo. E scrivere, ovviamente.

Il travel blogging professionale è duro lavoro e un impegno ENORME. Dovrai infatti scrivere, lavorare sulle fotografie, studiare tantissimo PRIMA di cominciare a guadagnare qualcosa.

E se non ami farlo, ce la fai lo stesso?

Un’altra cosa. Se tu non ami il tuo blog, perché dovrebbero amarlo i tuoi lettori?

1 – Costruisci la tua audience: un blogger è niente senza i suoi lettori

La cosa che la maggior parte delle persone che apre un blog si chiede è come guadagnare con un blog di viaggi?

Secondo me invece la prima domanda che ci si fa dovrebbe essere: come costruisco la mia audience?

Perché la dura verità è che guadagnerai entrate con il tuo blog una volta che avrai un pubblico decente. Pensa ai lettori prima, e ai soldi dopo.

I lettori sono la cosa più preziosa che un blogger possa avere.

Le agenzie di viaggio e gli uffici del turismo lavorano con i blogger perché hanno un pubblico che si fida di loro, del loro lavoro e delle loro opinioni.

E come la costruisci la tua audience?

Scrivi cose originali: think different!

Sii davvero chi sei. Non aver paura di esporti o di far vedere cosa ti piace e cosa no. Sii sincero nelle tue considerazioni e nei tuoi giudizi: nel momento in cui ti approfitti o tradisci il tuo pubblico, stai distruggendo il tuo bene più prezioso.

Scrivi cose interessanti e originali. Non c’è nulla di peggio che scrivere cose noiose o lette e rilette un miliardo di volte.

Mettici la tua personalità, racconta aneddoti curiosi o storie divertenti. Racconta un luogo dal tuo personale punto di vista.

Quando si apre un blog si tende a guardare ed imitare troppo quello che fanno gli altri. Lo so succede a tutti, succede anche a me di dirmi: se lui ha avuto successo forse c’è un motivo e allora io faccio come lui.

5-6 anni fa, alcuni blog erano popolari perché erano i primi, non avevano concorrenza ed erano in grado di costruire un pubblico semplicemente attraverso la pura novità. Ora ci sono migliaia di blog di viaggio, quindi cerca di non copiare ciò che hanno fatto gli altri.

Qualunque cosa tu stia per scrivere, prova a presentare l’argomento di cui parli in un modo che non sia mai stato fatto prima. Se tutti condividono contenuti sponsorizzati o frutto di blog tour, scrivi come fare quel viaggio da soli e fai da te. Se tutti scrivono del testo, crea un video. Se tutti sono seri, sii divertente.

Insomma pensa differente, come fa Apple. Mettici del tuo!

Lo scopo del tuo blog deve essere condividere la tua voce e la tua opinione.

Non appena lo spersonalizzi, la gente smette di ascoltare. Non costruirai mai un pubblico interessato a quello che scrivi se lo ha già trovato da altre parti. Anche se ormai praticamente tutti gli argomenti sono già stati trattati, tu scrivili lo stesso cercando di dare un punto di vista differente: il tuo.

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Scrivi per i lettori non per te stesso

Non mi stancherò mai di dirlo: scrivi per i tuoi lettori, non per te stesso.

Scrivere un diario dei tuoi viaggi per famiglia e amici è facile, ma a parte loro, a nessun altro gliene importa un accidente. Se vuoi che le persone ti leggano o seguano, scrivi qualcosa che gli sia utile, che gli interessi, che gli risolva un problema.

Consigli di viaggio, consigli sul cibo, sulle cose da fare in una certa destinazione, consigli su quali hotel conosci, in cui sei stato e in cui ti sei trovato bene.

Ovviamente dovrai comunque fare cose che ti piacciono e inseguire le tue passioni, ma allo stesso tempo cerca di fornire qualcosa che sia di valore per i tuoi lettori.

Ok, e come faccio a sapere cosa interessa ai miei lettori, mi chiederai? Io utilizzo diverse “tecniche” se così posso chiamarle.

Uno strumento molto utile è sicuramente google trends, ma non solo.

Partecipo ai gruppi di Facebook, a diversi forum di viaggi e ricevo anche molti commenti e mail attraverso il blog. Cerco da queste “fonti” di capire le domande che i lettori formulano più spesso.

Se ci pensi non è così difficile capire cosa serve alle persone visto che sono proprio loro a chiedertelo!

Per esempio dopo il mio viaggio in Argentina ho ricevuto un sacco di mail in cui mi veniva chiesto che itinerario avevo fatto e cosa suggerivo: ecco come è nato il mio post 4 itinerari per un viaggio in Argentina. Lo stesso per l’itinerario in Israele.

Così vinco due volte: la prima perché i lettori trovano esempi da seguire, da cui prendere ispirazione e che rispondono esattamente alle loro richieste, secondo perché non devo riscriverlo tutte le volte e quindi risparmio molto tempo.

Trova la tua nicchia

Se vuoi essere un blogger di viaggi di successo, devi trovare il tuo scopo e diventare un’autorità su qualcosa in modo che le persone si fidino di quello che dici.

Quando ho aperto Pimp My Trip, è stato abbastanza facile creare un blog di viaggi focalizzato sull’avventura al femminile perché la concorrenza era ancora abbastanza bassa.

Ora ci sono troppi blog e siti web ormai consolidati e spiccare tra essi è davvero veramente difficile (e saresti anche molto indietro nei risultati di ricerca di Google.)

Trovando una nicchia invece potresti coprire una vasta gamma di argomenti di viaggio e avere poca concorrenza da parte degli altri blogger.

Cerca di essere il più possibile concentrato sugli argomenti che conosci bene. Che si tratti di viaggi on the road, in bicicletta, in una determinata destinazione o semplicemente nella tua piccola città, il potere di google consente a tutti di essere ancora in grado di raggiungere migliaia di potenziali lettori.

In effetti, essere di nicchia ora è meglio che cercare di avere un sito più generalista.

Inoltre, trovare una nicchia ti consente di diventare un esperto. Puoi essere la persona a cui i lettori si rivolgono sempre per avere informazioni su questo argomento o su quella destinazione, cosa che ti consente di coltivare una presenza più forte online.

Non cercare di essere tutto per tutti. Vai in profondità.

2 – Scrivi guest post

Scrivere guest post per blog affermati più “grandi” di te ha un doppio vantaggio: primo ti fai conoscere dall’audience di quel blog. Secondo ti prendi un backlink (mi raccomando chiedilo sempre e chiedilo follow e che rimanga per sempre). Questo aiuta a crescere la tua autorità su google.

Per google infatti se un blog ti da un link è come se ti facesse una raccomandazione. Come se una persona di grande fama ti presentasse al suo pubblico come un amico affidabile.

Chiedi sempre il link, mi raccomando, se no sarebbe come regalare contenuti.

In molti usano la tecnica di scrivere guest post solo per ottenere il link o fanno scambi della serie: tu citi me e io cito te.

Ecco non fatelo. Se scrivete un guest post deve essere un contenuto di valore, del resto quel blog ti sta facendo, in un certo senso, un favore.

Secondo invece lo scambio link, sappiatelo serve a poco: è proprio google a dirvelo. Si, si puo provare a fare la cosa a tre io metto link a Caio, Caio a Sempronio e Sempronio a me, ma personalmente mi sembra il gioco dei 3 carabinieri (e non è detto che in futuro google non ti scopra).

Personalmente non uso queste tecniche, preferisco scrivere un guest post ben fatto (così chi lo ospita è contento), ma non faccio mai nessuno scambio di link, in nessun modo.

Non approfondirò qui il discorso link building perché è molto vasto e perché non è il topic di questo post, ma sappiate che è un argomento che mi sta molto a cuore e che se volete studiarlo vi si aprirà un mondo intero.

3 – Impara la SEO

Vero, puoi portare traffico al proprio blog sponsorizzando i tuoi post sui social media per esempio, come Facebook o twitter, ma credimi niente ha la stessa potenza della SEO.

Cosa è la SEO? L’ottimizzazione dei motori di ricerca (Search Engine Optimization) è quando scrivi i tuoi contenuti in maniera che gli utenti trovino il tuo post cercando una determinata query su google.

Molte persone, soprattutto giovani blogger vedono la SEO con terrore, quasi fosse una tecnica voodoo impossibile da capire per i poveri esseri umani.

Ecco perché io invece investo tantissimo su di essa: perché se posiziono bene un post in SERP (Search Engine Result Page) l’articolo continuerà ad attirare lettori per un tempo più o meno lungo (finché gli altri non scriveranno un post migliore del tuo).

Non aver paura di ciò che non capisci. Invece, dedica del tempo a imparare e a pradoneggiare la tecnica. O assumi un professionista perché ti dia una mano a capire i concetti principali. Perché piaccia o no, accertarsi che Google (e il mondo in generale) possano trovare i tuoi fantastici contenuti è una parte indispensabile per costruire un sito web di successo.

Per quanto mi riguarda Blogging e SEO sono e saranno sempre imprescindibili uno dall’altro.

Esempio utile

Come esempio di un assaggio su come io uso la SEO, diamo un’occhiata proprio a questo articolo che sto scrivendo (e se lo hai trovato tra i primi risultati di ricerca allora ce l’ho fatta!).

La keyphrase che voglio cercare di posizionare è “come diventare travel blogger”. Questo termine si trova in alcuni punti come l’URL, il titolo, la meta descrizione, il primo paragrafo, un sottotitolo e alcune volte anche nel contenuto.

Ho rinominato la foto di copertina usando quella keyphrase, insieme al suo tag “alt” e alla didascalia. Ho anche collegato questo post da altre pagine del mio sito utilizzando come anchor text la keyphrase principale.

Non inserire la keyphrase decine di volte nel tuo post per due motivi molto semplici: il primo, tecnico, è che non serve assolutamente a nulla. Il posizionamento sul motore di ricerca non è direttamente proporzionale al numero di volte che utilizzate quella keyphrase nel post, anzi potrebbe portare a penalizzazioni per quella che viene chiamata keyword stuffing.

Il secondo è che inserire quella keyphrase troppe volte rende la lettura poco scorrevole e noiosa (pensa ai tuoi lettori per prima cosa!)

Se vi chiedete ma come faccio a sapere se ho inserito il numero giusto? Non chiedetevelo più, tenete a mente solo che la lettura deve essere fluida.

Insieme all’ottimizzazione SEO, anche aumentare l’autorità del tuo sito è davvero importante.

Cosa è l’autorità: autorità è una cosa che si ottiene quando altri parlano di te e del tuo brand e magari ti mettono anche un bel link che punta alla tua homepage o a uno dei tuoi articoli.

La SEO comunque è un argomento enorme, sempre in evoluzione e non basta certo un paragrafo di un articolo per spiegarla.

4 – Partecipa agli Eventi per Blogger

Per farsi un nome nel blogging e trovare future collaborazioni, fare networking alle conferenze è la cosa che secondo me funziona di più in assoluto. È un investimento in tempo e denaro (avrete da pagarvi il viaggio, il vitto e l’alloggio), ma ne vale la pena.

Del resto con tutti i blogger che pitchano in continuazione hotel, enti del turismo e quanto altro, sicuramente conoscere i potenziali partner di persona ti da una marcia in più.

Quando incontri potenziali partner commerciali, colleghi e clienti di persona avrai un vantaggio rispetto a quelli che non hanno questa relazione. Tu infatti se fossi in loro preferiresti investire su un blogger mai visto ne sentito o su uno che conosci personalmente?

Qui trovate gli eventi che io frequento più o meno regolarmente:

  • TTG: una fiera tutta italiana, all’interno della quale ci sono spazi dedicati proprio agli incontri tra blogger e partner. Ideale soprattutto se si è agli inizi e non si vuole spendere tanto magari per partecipare ad una fiera all’estero.
  • ITB Berlin
  • WTM Londra
  • TBEX Europa

Anche il networking online ha i suoi vantaggi. Rimani attivo nei gruppi di blog, nei forum e nelle conversazioni sui social media. Poco per volta le persone ti conosceranno e tu crescerai quella che viene chiamata brand awareness.

Di gruppi facebook per fare networking ce ne sono tantissimi: scegline con cura un paio e partecipa. Essere iscritto a 10.000 gruppi e non partecipare a nessuno non ti serve assolutamente a niente.

5 – Crea un Mediakit Professionale

Un mediakit è come un curriculum per il tuo blog.

È il modo migliore e più professionale per presentare il tuo blog a potenziali sponsor e aziende.

Lo puoi stampare e portare agli eventi, o allegarlo alla tua mail quando scrivi ad un cliente.

Puoi creare un bel mediakit digitale usando qualcosa come Canva e Joomag,oppure utilizzando semplicemente word o powerpoint.

Le cose indispensabili da inserire nel tuo medikit sono sicuramente su cosa si focalizza il tuo blog (a che tipo di viaggiatori si rivolge? Turismo responsabile, viaggiare da soli, viaggi family etc etc), i numeri del blog (numero di pageviews e qualche informazione sul tuo target di riferimento come per esempio da dove provengono i tuoi lettori, il sesso e l’età media) e i tuoi canali social.

Assicurati di includere il tuo mediakit (o se non lo vuoi fare scrivi che eventuali partner possono contattarti per richiedertelo) in una pagina sul tuo blog di tua scelta ma in cui chi lo cerca possa trovarlo facilmente.

Se vuoi avere un’idea di come fare un mediakit (più o meno) nella pagina Lavora con Me trovi il mio scaricabile in pdf.

6 – Investi sui Canali Social

Essere attivo sui social media è una parte importante per diventare travel blogger professionista. Ma in questo momento è diventato veramente frustrante. Il mio consiglio è di essere efficiente e curarli, ma di non impazzirci dietro e non perderci più tempo del necessario.

Generalmente apro Facebook una volta al giorno per pubblicare e rispondo a tutti i commenti nel più breve tempo possibile. Se si vogliono ottenere risultati migliori con i social bisogna metterci molta costanza.
Non sono ancora riuscita a capire se ci sono orari migliori per pubblicare sui vari social, sperimento ogni giorno.

Ricorda di essere social sui social. Ciò significa rispondere attivamente ai commenti e commentare anche i post degli altri. Creare interazione insomma.

Molto spesso noto che alcuni blogger taggano gli enti turistici senza pietà. Gli enti o i partner andrebbero taggati se c’è una campagna con loro, non per avere visibilità o farsi notare. Non è così che ci si fa conoscere, così si diventa invadenti.

Facebook
Ho notato che le foto tipo cartolina con didascalie brevi funzionano bene, così come le immagini con le citazioni che però io non utilizzo (non mi piacciono, anzi direi che sono abbastanza stufa di vedere foto con frasi fatte viste e riviste fino allo svenimento). Meglio caricare poche foto, io ne carico al massimo 4 per post, mai di più.

Invece i link al blog non funzionano ultimamente come una volta. Facebook non vuole portare le persone fuori dalla sua piattaforma, per cui in genere i link sono meno efficaci delle foto.

Twitter
4-5 post o aggiornamenti al giorno. Anche qui cerca di creare interazione. Io uso al massimo un hashtag e difficilmente taggo gli enti a meno che non abbia qualche campagna con loro in corso.

Instagram
Ho riscontrato che postare di meno sta aumentando il mio coinvolgimento per foto. Mi piace usare gli hashtag nella didascalia, e fino a poco tempo fa funzionava bene per avere visibilità usare altri 20-25 hashtag mirati nel primo commento (ma oggi pare non serva più). Le descrizioni più lunghe sembrano funzionare bene. Anche qui bisognerebbe fare storytelling.

Altri Social
Ci sono altre importanti piattaforme di social media come Pinterest e YouTube che io personalmente non uso in quanto non ho abbastanza tempo per tutto per cui preferisco focalizzarmi su altro.

canali social blog

 

7 – Non voler solo e sempre viaggiare gratis

Perché la gente compra ancora le guide cartacee? Perché vogliono un’opinione indipendente sulle destinazioni.

Se tutto ciò che scrivi è sponsorizzato da qualcuno, prima o poi i tuoi lettori si stuferanno.

Al giorno d’oggi i lettori cercano tantissimo contenuti di viaggi fai da te ed indipendenti in quanto la maggior parte di loro viaggia in questo modo.

E come fai tu blogger a dare consigli su come organizzare un viaggio per esempio se qualcun altro lo ha fatto al posto tuo?

In più quello che a me non piace dei blogtour è che generalmente ci sono più blogger (e quinti tuoi competitor) che alla fine faranno tutti le stesse cose e scriveranno gli stessi contenuti.

Questo significa che il tuo contenuto sarà difficilmente unico. Mi è capitato proprio da pochissimo di essere stata in una città nella quale avevano tenuto un blog tour con molti blogger. Il risultato è stato che tutti gli articoli che ho letto erano uguali identici: le stesse cose da visitare, le stesse cose da fare, le stesse cose da mangiare.

Nessuno di quei post mi ha dato un contenuto unico. Il risultato è stato che per cercare qualcosa di diverso sono diventata matta.

Non dico che se vi offrono un viaggio gratis da 5.000 euro di non andarci, anzi fatelo (ci mancherebbe altro). Ma non basate tutti i vostri viaggi su questo.

In più i viaggi gratis una tantum non pagano le bollette. Meglio puntare su progetti personali, costruiti per voi e per la vostra nicchia e nei quali sia a disposizione un budget per il vostro lavoro.

8 – Non aver fretta a voler guadagnare con il blog

A me è successo e succederà anche a te: dopo i primi mesi comincerai a ricevere mail di agenzie o di altri blogger che ti propongono di inserire articoli con link a pagamento offrendoti cifre a dir poco ridicole.

A me per esempio sono stati offerti 20 euro. A pensarci adesso non so se incazzarmi o mettermi a ridere.

La prima tentazione che avrai sarà quella di accettare. Ma fermati un secondo e leggi le cose che ti sto per scrivere.

Pensa per prima cosa a quello che ti ho appena detto in questo articolo: il link o l’articolo che ti chiedono di scrivere è utile per i tuoi lettori?

Il link che ti chiedono di mettere è contestualizzato al tuo blog o è in linea con la persona che sei?

L’articolo che ti offrono è unico e originale o copiato da altre parti o pubblicato su altri blog?

A me hanno offerto pensa un po’ di mettere un link a dei fucili da caccia. A parte che io sono anche vegetariana, ma pensa cosa avrebbe pensato chi mi legge e che sa che amo gli animali. Pensa se questo link c’entra qualcosa con un blog di viaggi.

Tra le altre cose pensa che questo link potrebbe essere potenzialmente pericoloso per te e per quello su cui stai investendo tempo e denaro.

Infatti il rischio maggiore, a parte eventuali penalizzazioni da parte del motore di ricerca, è quello che il tuo blog diventi un contenitore di link. Questo ne abbassa notevolmente la qualità e prima o poi ne pagherai il prezzo.

Ora ridomandati se davvero ne vale la pena di mettere a rischio tutto questo per 20 euro.

9 – Investi nel tuo progetto

Ogni progetto richiede un investimento. Ricorda, se vuoi diventare un travel blogger professionista devi trattare il tuo blog come un business non come il diario di viaggi personale.

Questo vuole dire investire non solo nel blog in se, scegliendo un hosting a pagamento e un tema professionale, ma anche investire nella pubblicità.

Investire sui social per esempio permette di raggiungere più persone potenzialmente interessate a diventare tuoi follower (anche se io detesto questa parola, la uso tanto per capirci), o semplicemente a far leggere i tuoi articoli.

Investi per andare agli eventi di blogger. Investi in un buon libro o in pubblicità su altri blog. Insomma se vuoi fare le cose per bene devi pensare che c’è del budget da investire. All’inizio magari non avrai tanti soldi da metterci, ma tieni a mente questa cosa per il tuo futuro.

Lo fanno tutti se ci pensi: lo fa chi vende corsi, lo fanno i fotografi, lo fanno i giornali, insomma quasi tutti quelli che fanno business investono una parte del loro budget per il loro progetto.

10 – Last but not Least: Insisti sempre!

La cosa fondamentale è questa: insisti sempre. Ci saranno sicuramente dei momenti in cui penserai che l’investimento di tempo e denaro non vale la candela. Ci saranno momenti in cui nessuno si filerà di striscio un post che pensavi avrebbe avuto un gran successo.

Ci saranno momenti in cui ti renderai conto che stai portando via tempo alla tua vita privata.

Ci saranno momenti in cui presenterai un progetto a un ente o ad un potenziale partner e non riceverai neanche una risposta della serie: no grazie (sai a me quante volte è successo e ancora oggi mi ci faccio il nervoso?)

Ci saranno tantissimi momenti in cui ti chiederai chi diavolo te lo ha fatto fare e ti verrà voglia di mollare tutto. Ecco quello sarà il momento di saltare il muro.

Quello sarà il momento in cui sarai tu a decidere cosa vuoi essere.

Crea un progetto che duri nel tempo. Preparati a lavorare sodo per almeno un anno prima di cominciare a vedere i frutti del tuo lavoro.

Del resto come dicevano i Morcheeba un po’ di anni fa: Rome wasn’t build in a day!

In bocca al lupo!

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