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Guida Completa alle Cascate di Iguazú (Entrambi i Lati)

– Posted in: guide di viaggio

Quando Eleanor Roosevelt vide per la prima volta le cascate di Iguazú (o Iguaçu) esclamò “Povere Niagara!”.

Si può infatti averne sentito parlare, aver visto le foto o decine e decine di video ma, credetemi, niente è in grado di preparare allo stupore che si prova di fronte a una delle 7 meraviglie naturali del mondo.

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Le Cascate di Iguazú

Credo sia impossibile descrivere le cascate di Iguazú se non con una sequenza incontrollata di aggettivi superlativi: sono senza alcun dubbio le più impressionanti al mondo.

Basta pensare ai suoi numeri per capire a cosa ci troviamo di fronte: quando si parla di cascate di Iguazú si intende un sistema di 275 cascate con altezze che arrivano fino agli 80 metri, che si estende per 2,7 km e con una portata d’acqua di 1,9 milioni di metri cubi al secondo.

Le cascate di Iguazú sono formate dal fiume che porta lo stesso nome, 19 km prima di confluire nel Rio Alto Paraná e formano un confine naturale tra la Provincia di Misiones in Argentina e lo Stato del Paranà in Brasile.

Si può arrivare alle cascate da tre paesi: Argentina, Brasile e Paraguay. Le “basi” per la visita sono: Puerto Iguazú in Argentina, Foz do Iguaçu in Brasile e Cuidad del Este in Paraguay.

Le cascate di Iguazú, sia dalla parte Argentina che da quella Brasiliana, si trovano all’interno di due grandi parchi Nazionali: il Parque Nacional do Iguaçu dalla parte brasiliana e il Parque Nacional Iguazu dalla parte Argentina.

Leggenda della Cascate di Iguazú

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Il primo Europeo a scoprire la Cascate di Iguazù fu uno dei conquistadores spagnoli che si chiamava Cabeza de Vaca che arrivò qui nel 1542 cercando una via d’acqua per arrivare al Paraguay.

Cabeza de Vaca incontrò le cascate e le nominò Cascate di Santa Maria.

La foresta era abitata dagli indigeni Caiagangue e Tupi-Guaranì che già conoscevano bene le cascate e le chiamavano appunto Iguazú che nella loro lingua originale significa “grande acqua”.

Oggi le cascate mantengono il loro nome originale.

Secondo gli indigeni Caigangue, le cascate furono formate per una storia d’amore tragica finita male. La leggenda racconta che furono create dal Dio M’Boy (che era rappresentato in forma di un serpente) che si innamorò della bellissima Naipi, figlia del capo del villaggio.

Lei però aveva già un suo amore, un valoroso guerriero di nome Taroba e per sfuggire dall’ira del Dio, scapparono in canoa lungo il fiume. Il Dio per vendetta creò le cascate, in cui la canoa cadde e i due innamorati scomparvero per sempre. Sempre secondo la leggenda, Naipi divenne una roccia e il suo amato Taroba un albero che guarda ad essa per l’eternità.

Quando andare

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Nonostante le cascate di Iguazú si trovino in un ambiente con un clima umido sub-tropicale e siano visitabili quindi tutto l’anno, sono diversi e molteplici, a mio parere, i fattori da valutare oltre al fattore meteo.

Intanto l’anno a Iguazú può essere diviso per lo più in due grandi stagioni: il periodo caldo e delle piogge, che va da Ottobre a Marzo e il periodo secco, da Maggio a Settembre, più asciutto e fresco.

La stagione con il picco più alto di visitatori sono i mesi di Gennaio-Febbraio, quando Argentini e Brasiliani sono in vacanza, Pasqua e Giugno. Se si va in questi mesi è facile trovare un sacco di turisti (non troverete mai pochi turisti a Iguazú, ma questi sono i mesi con più gente in assoluto) e i prezzi per mangiare e dormire sono i più alti di tutto l’anno.

Da Dicembre a Marzo si è inoltre nella piena stagione estiva quella con le temperature più alte e spesso un’umidità che può raggiungere il 90%.

Da Novembre a Marzo però è il periodo migliore per visitare la Patagonia.

Altra cosa da tenere a mente è che questa è anche la stagione monsonica con forti piogge e, sebbene le cascate siano più belle per la grande quantità di acqua, a volte capita che le passerelle siano inondate impedendo così di effettuare l’intero percorso.

In questo periodo c’è anche pieno di fastidiosissimi e accaniti insetti, per cui bisogna assolutamente portare uno spray se no si viene, letteralmente, mangiati vivi.

I mesi da Giugno a Settembre sono quelli invernali e sono caratterizzati da temperature più sopportabili, anche se il cielo è spesso grigio per cui le fotografie potrebbero rendere di meno.

Per visitare le cascate di Iguazú bisogna quindi cercare di scendere al compromesso migliore: meno code, temperature più sopportabili e probabilità di non beccare la pioggia e quantità d’acqua nelle cascate.

Io sono stata agli inizi di Settembre e sebbene facesse molto caldo e ci fossero tanti turisti, il cielo era quasi azzurro e non c’era una calca pazzesca per cui mi sento di consigliarvi questo periodo.

Sono stati molto rari, ma ci sono stati, casi in cui in inverno le cascate erano completamente asciutte.

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Come arrivare

Per arrivare alle cascate di Iguazú dall’Europa è necessario fare uno stop o comunque uno scalo o a Buenos Aires o a Rio de Janeiro.

I due aeroporti per le cascate sono Foz do Iguaçu Airport (IGU) dal lato brasiliano e Cataratas del Iguazú (IGR) sul lato Argentino.

Io ci sono arrivata con uno stopover a Buenos Aires.

Forse potrebbe piacerti la mia guida su cosa vedere a Buenos Aires

Aerolineas Argentinas ha voli giornalieri tra Buenos Aires appunto e le Cascate di Iguazú.

Per arrivare alle cascate di Iguazú ci sono anche dei pullman dalla Capitale, ma il tragitto è lunghissimo (circa 18 ore) e per quanto mi riguarda, a meno che non abbiate un sacco di tempo, non ne vale assolutamente la pena.

Se comunque vi trovate in Argentina potete visitare anche il lato brasiliano delle cascate e viceversa. Sia da una parte che dall’altra è possibile o prenotare un tour, o prendere un taxi o andare in autobus.

Non dimenticate di portare con voi il passaporto visto che in ogni caso dovete attraversare la frontiera.

Il bus è sicuramente il modo più economico per visitare le cascate ma tenete presente che le code alla dogana possono essere lunghe e il bus non sempre vi aspetta dall’altra parte (probabilmente dovrete aspettare il successivo), mentre se vi affidate a un tour o a un taxi (i tassisti sono amici dei doganieri) farete molto prima.

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Come arrivare dal lato Argentino

La “base” per visitare le Cascate di Iguazú dal lato Argentino è Puerto Iguazú, una piccola cittadina che in se non ha molto da offrire, ma in cui si trascorrono piacevolmente un paio di giorni.

Oltretutto l’offerta degli hotel è ampia e la maggior parte di essi sono oasi nel verde della foresta.

Da Puerto Iguazú al lato Argentino delle cascate

Ci sono vari modi.

Il primo, il più semplice, è prendere parte ad un tour organizzato che permette sicuramente di viaggiare comodi e di avere una guida pronta a spiegarvi qualsiasi cosa sulle cascate.

Il secondo modo è con i bus pubblici che partono ogni giorno dal terminal della città e percorrono la Route 12. I bus partono ogni 20 minuti circa e ci impiegano 25 minuti per arrivare alle cascate(circa 5 euro).

Da Puerto Iguazú al Lato Brasiliano

Per arrivare al lato brasiliano da Puerto Iguazú ci sono tre modi: il primo è quello di prendere parte a un tour organizzato.

Il secondo modo è quello di prendere un bus privato: Cruciero del Norte è una delle compagnie di bus diretti alle cascate.

Il terzo modo (quello da autolesionisti, consiglio: non fatelo!) è quello di prendere un bus pubblico da Puerto Iguazú a Foz do Iguazu e poi dal terminal dei bus saltare sul bus 120 che porta al Parco.

Ci vuole un sacco di tempo, aka non ne vale assolutamente la pena.

Come arrivare dal lato Brasiliano

Da Foz do Iguacu al lato brasiliano:

Ci sono bus ogni 22 minuti che partono dal terminal dei bus. Ci si impiegano quasi 40 minuti ma il costo è decisamente basso: circa un euro a tratta.

Da Foz do Iguacu al lato argentino:

Ci sono bus privati che percorrono il tragitto, l’alternativa più semplice è prendere un tour privato.

Per arrivare ad Iguazú si può anche prendere i taxi: meglio cercare qualcuno con cui condividere la spesa e ricordatevi di trattare sul prezzo!

Visita e Circuiti

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Per visitare le cascate di Iguazú da entrambi i lati ci vogliono almeno un paio di giorni. A mio parere il lato Argentino è molto più bello con vari percorsi che permettono di vivere le cascate e la foreste da varie angolazioni diverse.

Solo per visitare il lato argentino ci vuole una giornata intera.

Il lato brasiliano ha un solo percorso e mezza giornata è sufficiente per viverlo appieno. Da questa parte però ci sono delle vedute meravigliose delle cascate sul lato opposto.

L’entrata dal lato argentino costa circa 25 euro: attenzione che si può pagare solo in pesos, e le carte di credito non sono accettate!

Se si entra un secondo giorno si ha uno sconto del 50%.

Orari: il parco è aperto dalle 8:00 alle 18:00

L’entrata dal lato brasiliano costa meno, circa 20 euro, ma accettano le carte di credito.

Orari: il parco apre dalle 9:00 alle 17:00

Lato Argentino

Sul lato argentino sono tre i percorsi che si possono effettuare: il circuito superiore, quello inferiore e il circuito della Garganta del Diablo.

Oltre ai tre circuiti ci sono anche due sentieri da percorrere.

Circuito superiore: il Paseo Superior comincia a circa 200 metri dalla stazione del treno chiamata Estación Cataratas e si sviluppa per circa 1800 metri.

Lungo tutto il percorso si godono dei panorami spettacolari sulla catena circolare che parte dalle cascate di Dos Hermanas, attraversando Chico, Ramírez, Bosetti, Adán y Eva e le cascate di Bernabé Méndez per terminare presso la cascata di Mbiguá e Salto San Martin.

Questo circuito è senza dubbio quello che regala i panorami più belli del lato argentino con vista sopra il limite delle cascate, l’isola San Martin e in lontananza la passerella della Garganta del Diablo. Il percorso torna poi indietro attraversa il fiume per arrivare di nuovo alla Stazione del treno.

Circuito inferiore: un circuito di 1700 metri all’interno della foresta passando ai piedi delle cascate di Dos Hermanas, Chico e Ramírez per arrivare alla fine di questa parte del Circuito, dove si ha una panoramica pazzesca della grande parete d’acqua della cascata di Bosetti.

Circuito della Garganta del Diablo: la Garganta del Diablo (in inglese Devil’s Throat) viene descritta spesso come un oceano che scompare in un abisso e dalla mia esperienza posso dire che l’impressione che si ha è esattamente questa.

Il balcone panoramico sopra la maestosa Gola del Diavolo permette di avvicinarsi a pochi metri dalla cascata più imponente di tutto il complesso di Iguazú: un salto di ben 82 metri, un muro d’acqua che scompare dentro un orrido circolare  in un crescendo di nebbia che si innalza nell’aria per 150 metri.

Il rumore è assordante, bisogna gridare per farsi sentire da chi si ha vicino.

La passerella per arrivare alla Gola del Diavolo parte circa 1100 metri prima della balconata panoramica. All’inizio della passerella si arriva dopo aver percorso un tratto della foresta sul trenino ecologico (progettato per aver il minor impatto ambientale possibile) ed essere scesi alla stazione omonima.

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Tutto il percorso fino alla cascata è meraviglioso: le passerelle si sviluppano pochi metri sopra l’acqua del fiume Iguazú e delle tante isolette, case e rifugi di tantissimi uccelli ed animali.

Io ci sono stata al mattino, appena arrivata, ma il consiglio che posso darvi è cercate di andarci nel pomeriggio quando la luce è migliore e quando tra la nebbia delle cascate si formano una miriade di arcobaleni dai mille colori.

Sentiero Macuco: il sentiero prende il nome da un uccello che sembra un grosso pollo marrone tipico del Sud America.

Il Sentiero Macuco si estende ai margini del canyon Iguazú: migliaia di anni fa le cascate si trovavano proprio qui, poi per erosione si sono spostate più indietro fino alla posizione in cui si trovano adesso.

Lungo questo percorso si trovano delle stazioni d’interpretazione che aiutano il visitatore a conoscere un pochino di più la biodiversità di questa zona:

Le scimmie possono facilmente essere individuate. Vivono sugli alberi, ma sono molto curiose per cui è assolutamente normale vederle passeggiare in mezzo alle persone. La foresta gli fornisce tutto quello di cui hanno bisogno, in particolare il loro cibo: la frutta.

Non si deve dargli da mangiare per una svariata serie di motivi tra cui la loro salute. Sono inoltre molto pericolose. Hanno dei denti che sono delle sciabole e non è raro che qualche turista che abbia avuto la disgraziata idea di dargli da mangiare si sia ritrovato con la mano squartata.
Nonostante la foresta sia fitta non è poi così difficile vedere o “sentire” gli animali, soprattutto verso l’ora di chiusura quando molti dei visitatori sono ormai andati via e regna la tranquillità.
Quindi aguzzate la vista (e l’udito!)
Sentiero verde: un sentiero breve e facile, in cui passeggiare e godere della natura.

Lato Brasiliano

Il tour sul lato brasiliano dura circa 4 ore. Dal Centro Visitatori parte un autobus hop-on hop-off che si ferma ai punti di partenza dei vari trail alla fine dei quali vi è generalmente un balcone panoramico.

L’ultima fermata è quella del trail che porta alla Garganta del Diablo.

Sebbene la cosa più bella del Parco sia la vista sulle cascate del lato argentino, ci sono anche qui tre cascate  piuttosto famose: Benjamin Constant, Deodoro e Floriano.

Grande Avventura Nautica sotto le cascate

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Non perdetevi inoltre l’Avventura nautica in gommone sotto le cascate: vi divertirete come dei pazzi, ne vale davvero la pena!

La grande avventura è fattibile sia dal lato argentino che da quello brasiliano. Io l’ho fatta dalla parte argentina. Dal centro visitatori, su un camion scoperto abbiamo attraversato la foresta fino al punto d’imbarco.

Qui ci siamo spogliati (mettetevi il costume), abbiamo indossato un giubbotto e ci siamo imbarcati su un grande gommone.

La grande avventura comincia prima delle cascate, il primo pezzo si risale il fiume. Lo si vede diventare sempre più agitato, con onde sempre più grosse man mano che ci si avvicina alle cascate.

Si entra prima nel canyon della Garganta del Diablo dove si viene investiti da spruzzi d’acqua e poi si ridiscende per girare intorno all’isola San Martin e passare sotto la cascata Salto San Martin.

La grande avventura nautica permette non solo di osservare Iguazú da una prospettiva differente ma soprattutto di “vivere intensamente” le cascate: mi sono divertita come una pazza, non perdetevelo, ne vale davvero la pena.

Cosa portare

Sia che si visiti in inverno sia in estate, le temperature alle cascate di Iguazú sono sempre piuttosto calde. Io ho optato per un vestiario leggero, con scarpe comode e con la suola in gomma per evitare scivoloni.

Oltre al vestiario non dimenticate:

Se decidete anche di fare la Grande Avventura in gommone sotto le cascate (assolutamente, fatela, è divertentissima!) portate un k-way, vestiti di ricambio e un asciugamano.

Non dimenticate la GoPro!

Dove Dormire

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C’è un solo albergo all’interno del Parco, il Belmond, ma è molto costoso e sinceramente non so dirvi se valga la pena prenotare li, vista l’offerta di hotel strepitosi che ci sono a Puerto Iguazú.

A Puerto Iguazú la scelta è varia, da hotel in pieno centro, comodi per negozi e ristoranti, ad hotel immersi nella foresta, dove trovare un angolo di pace e tranquillità.

Una delle scelte super consigliate è La Aldea de La Selva: più che un hotel si tratta di un eco-lodge immerso nella suggestiva selva tropicale, un paradiso con una piscina circondata da alte palme e un ristorante strepitoso.

Il lodge offre diversi bungalows circondati da alte piante e dotati di tutti i confort: le camere, arredate con mobili in legno locale, hanno bagno privato, copertura wifi e un balconcino con un’amaca che dà direttamente sulla foresta.

Per le famiglie si può prenotare anche la “Luis Roga”, una replica perfetta di una vera casa Misionera che può ospitare fino a 6 persone.

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Per i più esigenti ci sono delle suite con tanto di Jacuzzi sul balcone.

Tutte le habitaciones dell’Aldea della Selva Lodge sono state costruite in maniera sostenibile cercando di ridurre al massimo l’impatto ambientale sulla foresta.

Prenotate prima che potete perché è tra i lodge migliori che si possono trovare e le camere vengono prenotate quasi subito.

Per chi invece preferisce stare in città, un’ottima scelta è l’hotel Saint George, in pieno centro.

Camere spaziose, una bella piscina con un bar in cui rilassarsi dopo un bagno (o dopo una giornata nel Parco) in cui bere una bevanda, chiacchierare e rilassarsi con gli amici.

Altre Avventure vicino alle cascate di Iguazú

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Le cascate di Iguazú si visitano, come dicevo in due giorni. Il mio consiglio è però di fermarsi qualche giorno in più per vivere anche la foresta e i dintorni.

Sono tantissime le avventure che qui si possono vivere. Queste sono le cose da fare assolutamente consigliate:

Giro in elicottero sopra le cascate: questo tour è fattibile solo dal lato brasiliano. Dura poco e costa parecchio, ma è l’unico modo per avere una panoramica dall’alto del fiume e delle cascate circondate dalla foresta.

Avventura nella foresta: una mezza giornata all’insegna dell’adrenalina! Oltre a visitare la foresta, si vola tra i suoi alberi in zip-line (non è come il canopy tour di Monteverde in Costarica, ma è comunque divertente) e ci si cala lungo una parete verticale sotto una bella cascata.

Soprattutto se prendete parte ad attività come queste non dimenticatevi di fare un’assicurazione di viaggio (come ERV Italia) in maniera da avere l’assistenza e ricovero in caso di incidente.

Parque das Aves. Ci si arriva dal lato brasiliano. Il Parco delle cascate e la foresta di Iguazú offrono discrete occasioni di avvistare la fauna locale. Io al Parco ho visto degli splendidi tucani. Va da se che con tante persone e il rumore durante il giorno gli animali tendano a starsene nascosti e a non farsi vedere.

La maggior parte degli uccelli del Parco sono stati salvati o da contrabbandieri di fauna selvatica o da situazioni di maltrattamento.

Gli animali non vengono reintrodotti in libertà perché, ormai abituati all’uomo, non sarebbero in grado di sopravvivere. Qui per lo meno possono passare il resto della loro vita in tranquillità e curati, in grandi voliere.

Il Parque Das Aves invece offre proprio questo: varie specie di uccelli endemici e di tutto il Sud America.

Tour al villaggio dei Guaranì: un tour leggermente turistico, ma che posso consigliare per avere un contatto diretto con la popolazione indigena dei Guaranì. Si percorre un bel tratto di foresta lungo un percorso segnato lungo il quale sono state allestite trappole che mostrano come i Guaranì erano soliti cacciare.

Visitare le Missioni di San Ignacio Minì: non si trovano proprio dietro l’angolo, ma a 200 km dalle cascate. Il modo migliore per arrivarci è prendere parte a un tour con sosta lungo la strada alla miniera di pietre preziose (dove tra l’altro si fanno ottimi affari).

Le rovine, tra le migliori conservate, raccontano la storia delle missioni di Gesù, fondate in Argentina durante la colonizzazione delle Americhe. Sono molto interessanti, consiglio assolutamente di visitarle.

Se volete farvi un’idea guardate prima di partire il film capolavoro di Roland Joffè “Mission” con attori del calibro di Robert de Niro, Jeremy Irons e Liam Neeson e con la stupenda colonna sonora dell’intramontabile Ennio Morricone (ma non fatelo se siete di stomaco debole).

Il mio secondo viaggio in Argentina e la visita alle cascate di Iguazú è stato fatto in collaborazione con l’ente del Parco di Iguazú, Aerolineas Argentinas e Lol.travel.

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2 comments… add one
Diana La Globetrotter

Uno spettacolo vero Martina???

Emarti

Eh si la Cascate di Iguazu sono un miracolo della natura!

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