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Bye Bye Lonely Planet, perchè non ci troviamo più?

– Posted in: Viaggi Avventura

Come si può definire quella sensazione di smarrimento che si prova nel momento in cui si realizza di dover fare dei cambiamenti alle proprie abitudini per quanto piccole ed insignificanti esse siano? Cosa si prova a dire addio ad un fedele compagno di viaggio, anche se si tratta semplicemente di un libro?

Tutto questo pensavo mentre mettevo piede in casa al ritorno dal mio viaggio in Costa Rica e rimuginavo sulla trasformazione che negli anni ha subìto il mio rapporto con la Lonely Planet, la guida di viaggio più famosa al mondo.

Lonely Planet

Logo della Lonely Planet

Soprattutto chi viaggia zaino in spalla e fai da te sa che la Lonely Planet è da sempre considerata come “la bibbia del viaggiatore”, del resto non è solo dispensatrice di mille utili informazioni, ma ha anche un fascino e un potere speciale tutto suo, per cui il viaggio ha inizio quando si va in libreria per acquistarla, molto tempo prima della partenza vera e propria. Sfogliando le sue pagine si comincia a sognare la meta scelta, si comincia a pensare all’itinerario, si comincia a viaggiare con la mente.

Quale viaggiatore infatti riesce a resistere al magnetico richiamo dello scaffale della “Lonly” e riesce a non fermarsi a leggere i titoli sulle mete più disparate del mondo, a non sfogliarne le pagine con dolce lentezza assoporando il gusto del viaggio e a non immaginare di partire?
Che la “Lonly” abbia il potere di farci sognare?

Ma allora perchè ultimamente provo questa sottile e strisciante delusione? Quando ho cominciato a viaggiare internet mica c’era, booking non esisteva, tripadvisor neanche e allora l’unico modo per avere qualche idea affidabile era quello di seguire la bibbia del viaggiatore e io l’ho sempre comprata.

Sempre.
E tutt’ora anche con le miliardi di informazioni che il web ci dà, io alla “Lonly” cartacea non ci rinuncio mica.

Ma, anche se non riesco a partire senza averla  nel mio zaino, questa volta qualcosa è cambiato.
Già  qualche tempo avevo la sensazione che la LP, specialmente da quando è uscita la nuova versione, non facesse più per me.
Perchè?
Perchè non riesco più a sentire quel feeling che provavo prima.

Ma che cos’è che rende questa guida così famosa? Com’è nata?

Across Asia on the cheap

“Across Asia on the cheap”

È il 1973 quando Maureen e Tony Wheeler scrivono “Across Asia on the cheap” al ritorno dal loro viaggio attraverso Asia ed Europa
e vendono in un mese 8000 copie.  Il tragitto di Maureen e Tony altro non era che il famoso Hippie Trail che da Londra portava verso Sidney (attraverso Turchia, Iran, Afghanistan, India, Nepal e il Sud-est asiatico) e che coinvolse molti giovani a quei tempi.
I ragazzi che partivano lo facevano coi mezzi più disparati, chi coi mezzi pubblici, chi facendo l’autostop, chi comprava un pullmino a poche lire per poi rivenderlo al ritorno (inutile dire che il pullmino da figli dei fiori lo desidero tantissimo anche io), ma una cosa li accomunava tutti: si partiva e si viaggiava cercando di spendere il meno possibile.

Quando tornarono, Maureen e Tony ebbero la geniale idea di scrivere questo libricino di neanche 100 pagine su come fare a viaggiare in Asia spendendo il meno possibile: era la prima Lonely Planet della storia e fu un successo stupefacente.

“E così il viaggio che doveva durare un anno si prolungò per altri due e durante i dodici mesi che passammo a lavorare – e a risparmiare per continuare a viaggiare – a Sydney scrivemmo e pubblicammo il nostro primo libro raccontando il viaggio dall’Australia all’Europa.
Era primitivo, era dilettantesco, ma era l’inizio della Lonely Planet.
È quello che avete ora in mano.”

Ecco, credo che la fama di questa guida sia proprio dovuta al fascino che questa idea di viaggio, questa idea di libertà ed avventura ha sempre esercitato  sui viaggiatori e che continua ad esercitare ancora oggi, nonostante molte cose siano cambiate rispetto a quel periodo.
Un fascino che neanche le dichiarazioni nel 2008 di Thomas Kohnstamm che dichiarò di aver scritto la guida della Colombia senza muoversi da San Francisco, ma grazie alle soffiate ricevute da una ragazza che stava frequentando (e che era interna al consolato) sono riuscite a scalfire.

“E così il viaggio che doveva durare un anno si prolungò per altri due e durante i dodici mesi che passammo a lavorare – e a risparmiare per continuare a viaggiare – a Sydney scrivemmo e pubblicammo il nostro primo libro raccontando il viaggio dall’Australia all’Europa.
Era primitivo, era dilettantesco, ma era l’inizio della Lonely Planet.
È quello che avete ora in mano.”

“E così il viaggio che doveva durare un anno si prolungò per altri due e durante i dodici mesi che passammo a lavorare – e a risparmiare per continuare a viaggiare – a Sydney scrivemmo e pubblicammo il nostro primo libro raccontando il viaggio dall’Australia all’Europa.
Era primitivo, era dilettantesco, ma era l’inizio della Lonely Planet.
È quello che avete ora in mano.”
hippie-trail

L’ Hippie Trail

Ma oggi, almeno per me, qualcosa è cambiato.

E non è solo la sensazione che che ho avuto in Costa Rica che chi ha scritto certe parti lì non ci abbia mai messo piede.

È che io quell’ idea di  viaggio prendendo in mano una “Lonly” non la trovo più: la LP non è più una guida per viaggiatori squattrinati che era quello per cui era nata.
C’è chi dice che grazie ad internet dovrei partire senza una guida. Io però ve lo dico non ci provo neanche.
Adoro leggere la guida sull’aereo o alla sera negli ostelli decidendo giorno per giorno il mio viaggio, adoro sottolineare le cose, fare le orecchie sulle pagine da rileggere e riempire la guida di mille bigliettini svolazzanti per cui quando torno a casa è diventata tre volte più spessa di quando sono partita.
Per non parlare del fatto che quando in viaggio chiedo informazioni oppure ho bisogno di segnarmi una strada, un numero di telefono, qualsiasi cosa insomma, adoro imbrattare le pagine della guida, così che quando al ritorno la riprendo in mano guardare le sue pagine mi ricorda luoghi e persone che altrimenti avrei dimenticato.
Ma come farei se usassi il kindle?

Lonely-planet-siria-libano

Viaggio in Siria, sfogliando la mia fidata “Lonly” in un ostello di Damasco

Cosa farò dunque adesso? La risposta è non lo so.
Alla “Lonly” in ogni caso non ci posso rinunciare.
Non mi vergogno ad ammettere di essere una di quelle a cui piace averle tutte in fila sullo scaffale (ognuno ha le sue piccole debolezze).
E poi c’è il lato affettivo … che volete che vi dica?
Credo che alla fine la soluzione di affiancare la “Lonly” ad un’altra guida sia la scelta migliore.
Ne sto provando diverse, ultima la Moon che in Costa Rica mi ha dato molte soddisfazioni, chissà che forse trovare una valida alternativa non sia il primo passo per liberarmi da questa dipendenza?

 

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