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PimpMyTrip.it » Viaggiare in Kenya » 15 Consigli per un viaggio in Kenya fai da te senza paura

15 Consigli per un viaggio in Kenya fai da te senza paura

Tra i safari da “urlo” e le spiagge da sogno, il Kenya è una destinazione da sempre nel cuore di ogni viaggiatore: personalmente la reputo una destinazione perfetta per chi voglia approcciarsi alla “vera” Africa per la prima volta unendo avventura e relax allo stesso tempo: è un paese sicuro (nelle zone turistiche), ha ottimi servizi per i viaggiatori e mantiene comunque la sua autenticità.

Bancarella di frutta colorata con meloni, uva e banane al mercato di Mombasa in Kenya
Bancarella di frutta colorata con meloni, uva e banane al mercato di Mombasa in Kenya

Viaggiare in Kenya in maniera fai da te è abbastanza semplice: troverai ottimi resort, ristoranti internazionali, spiagge pulite e trasporti sicuri (ma evita gli autobus che viaggiano di notte!).

Dopo la mia esperienza personale ecco per te 15 consigli per un viaggio in Kenya che avrei voluto avere io prima di partire e che mi avrebbero resa molto più veloce l’organizzazione.

In questa pagina:

  • 1 – Documenti, visto e vaccini per il Kenya
  • 2 – Fai un’assicurazione di viaggio
  • 3 – Metti in valigia le cose giuste
  • 4 – Medicinali e igiene personale
  • 5 – Valuta locale e contanti
  • 6 – Dare la mancia
  • 7 – Quando andare in Kenya
  • 8 – Fotografare: chiedi sempre il permesso
  • 9 – Sii un turista responsabile
  • 10 – Regole da rispettare durante i safari
  • 11 – Fai attenzione alle ladri insospettabili dei resort
  • 12 – Per spostarti da Nairobi a Mombasa valuta il treno
  • 13 – Attenzione agli orfanotrofi turistici
  • 14 – Cosa fare e cosa vedere in Kenya
  • 15 – Il Kenya è un paese sicuro?
  • Consigli finali per organizzare il viaggio

1 – Documenti, visto e vaccini per il Kenya

Prima di partire per il Kenya assicurati di avere il passaporto con almeno sei mesi di validità e almeno una pagina libera. Dal 1° gennaio 2024 per i cittadini italiani non serve più il visto d’ingresso tradizionale: è obbligatoria però l’autorizzazione elettronica (eTA) da richiedere online sul sito ufficiale. L’autorizzazione per l’ingresso singolo costa circa 30 USD. Ricorda di chiederla almeno un paio di settimane prima di partire dato che il rilascio per le richieste ordinarie può impiegare in media 3-5 giorni.

Assicurati di acquistarlo dal sito che ti ho messo, in quanto ci sono agenzie private con nomi che sembrano ufficiali che lo fanno, ma a un costo molto più alto.

Per quanto riguarda la salute, non ci sono vaccini obbligatori d’ingresso (eccetto la febbre gialla se provieni o transiti da Paesi a rischio, obbligatori anche per chi è stato solo in aeroporto per più di 12 ore).

È comunque vivamente consigliato controllare le vaccinazioni di routine (tifo, epatite A, ecc.) e valutare un’eventuale profilassi antimalarica (soprattutto se ti sposti verso zone rurali o alle pendici del Kilimangiaro).

Due facoceri nella savana erbosa del Masai Mara in Kenya
Due facoceri nella savana erbosa del Masai Mara in Kenya

2 – Fai un’assicurazione di viaggio

Per andare in Kenya non è obbligatorio stipulare un’assicurazione viaggio ma è una cosa che ti consiglio di non tralasciare.  In caso di necessità, gli ospedali privati di Nairobi sono buoni ma costosi, e quasi sempre chiedono il pagamento immediato.

Una polizza medica internazionale ti protegge da una serie di imprevisti, come infortuni, smarrimento dei bagagli, ritardi di volo, partenza posticipata o perdita di documenti. Stipularne una significa viaggiare sereni, evitando di dover gestire emergenze con notevoli perdite di tempo ma soprattutto di denaro.

Diverse variabili influenzano il prezzo finale, tra cui l’età dell’assicurato, la nazionalità, la durata del soggiorno. Il costo di un’assicurazione per il Kenya, però, è un investimento davvero minimo rispetto ai potenziali benefici. Prima di partire controlla bene i massimali e le coperture (malaria, incidenti durante il safari, rimpatrio, ecc.) e portane una copia con te.

Personalmente io scelgo e consiglio l’assicurazione Heymondo: copre spese mediche, rimpatrio in casi urgenti e copre anche il furto o lo smarrimento dei bagagli fino al valore di 3.500 ed è economica rispetto ad altre.

⚠️ ATTENZIONE: sebbene l’assicurazione non sia obbligatoria, molte agenzie di safari la richiedono!


3 – Metti in valigia le cose giuste

Preparare la valigia per il Kenya dipende dalla tipologia di viaggio che hai scelto e dalle attività che andrai a fare.

Per un safari fotografico ti servono abbigliamento pratico e qualche extra specifico. Porta vestiti comodi e leggeri in colori neutri (beige, kaki, verde scuro) dato che le tonalità accese rischiano di disturbare la fauna o essere inopportune. Ti suggerisco maglie tecniche e traspiranti a maniche lunghe e pantaloni lunghi per proteggerti dalle punture di insetti. Per il sole afoso, non dimenticare un cappello a tesa larga, occhiali da sole e crema solare ad alta protezione.

Tuk-tuk colorati nelle strade di Mombasa che passano sotto le iconiche zanne di elefante in Kenya
Tuk-tuk colorati nelle strade di Mombasa che passano sotto le iconiche zanne di elefante in Kenya

Inoltre, è importante avere materiale per vestirsi a strati dato che le escursioni termiche tra il giorno e la notte possono essere importanti. Una felpa può essere utile la sera e le prime ore del mattino quando le temperature possono essere basse, a questa potresti aggiungere anche una giacchetta.

Se hai in programma qualche giorno di relax magari in resort o in spiaggia, non dimenticare il costume e abiti leggeri e pratici.

Fai spazio nello zaino anche per piccoli ma essenziali accessori: porta un adattatore universale per spine di tipo inglese, perché in Kenya si usa tensione 240V. Consiglio da fotografo: organizza un piccolo zaino da safari con batterie extra per la fotocamera, schede di memoria aggiuntive e un binocolo, così da essere sempre pronto allo scatto. Può essere utile avere un set per pulire la macchina fotografica dalla sabbia e dalla polvere che si alzano durante il safari e le escursioni. Consiglio di avere un pennello, per rimuovere sabbia e terra dalla fotocamera, e anche una pompetta.

👉 Se stai organizzando il tuo viaggio, safari incluso, potrebbe piacerti il mio post con i consigli su cosa mettere in valigia per un safari in Kenya.


4 – Medicinali e igiene personale

In Kenya porta sempre dei fazzoletti di carta o salviette umidificate. Molti bagni pubblici – soprattutto fuori dalle strutture turistiche – non forniscono carta igienica o sapone. Avere con te salviette e gel disinfettante è una salvezza: non vergognarti di averli in borsa, ti faranno risparmiare molti inconvenienti. Infine, porta occhiali o collirio se ne fai uso: l’aria polverosa e i venti possono seccare gli occhi.

Non partire mai senza medicine personali di uso comune (antidolorifici, antidiarroici, cicatrizzanti, la tua eventuale medicina abituale) e una scorta di repellente per insetti. Pastiglie per purificare l’acqua non dovrebbero servire, ma meglio averle.

Cammelli in fila sulla spiaggia di Diani Beach pronti per passeggiate turistiche in Kenya
Cammelli in fila sulla spiaggia di Diani Beach pronti per passeggiate turistiche in Kenya

5 – Valuta locale e contanti

La moneta del Kenya è lo Scellino keniota (KES) e ti conviene partire con euro in contanti da cambiare una volta sul posto. Tieni sempre con te una discreta quantità di contanti: anche a Nairobi o sulle coste molti bar, ristoranti e bazar accettano solo contante dato che bancomat o POS funzionano a singhiozzo.

Avvisa comunque la tua banca prima di partire per attivare la carta all’estero, anche se non la userai spesso.


6 – Dare la mancia

Nel turismo keniota le mance sono ben viste e spesso attese. Quando fai un safari, è prassi lasciare un’idonea mancia al driver/guida e allo staff del lodge al termine di ogni tappa.

In generale si dice di mettere in conto 10 $ al giorno a persona per le guide. Negli hotel in città o sulla costa è consuetudine offrire qualche spicciolo alla reception o agli addetti bagagli (100–200 KES).

Nei ristoranti turistici (specialmente a Nairobi o sul litorale) di solito si lascia un 10% del conto come mancia al cameriere. In città, per taxi, trasferimenti o ristoranti piccoli, spesso anche solo arrotondare può essere sufficiente.

Interno del mercato coperto di Mombasa con venditori, cesti colorati e merci in esposizione in Kenya
Interno del mercato coperto di Mombasa con venditori, cesti colorati e merci in esposizione in Kenya

7 – Quando andare in Kenya

Il Kenya ha un clima equatoriale vario: caldo e umido sulla costa, più mite sugli altipiani (Nairobi e Monte Kenya), e molto arido nel nord-est. Le piogge principali cadono in due stagioni: quelle “lunghe” da fine marzo a maggio e quelle “brevi” tra ottobre e dicembre.

Se vuoi il viaggio perfetto, evita i mesi più umidi. In generale il periodo migliore per un safari è nella stagione secca da giugno a settembre oppure nei mesi di gennaio e febbraio quando ci sono meno piogge e il cielo è più limpido.

Per le vacanze in coppia al mare, agosto e settembre offrono clima caldo ma meno piovoso rispetto all’estate, con mare calmo e ottima visibilità. Sappi che fra dicembre e marzo fa molto caldo (le temperature possono superare i 30°C quasi ovunque).

Qui sotto trovi una tabella riassuntiva sul periodo migliore per visitare il Kenya.

PeriodoSafariMareNote
Giu-OttOttimo (secco, migrazione)BuonoMeno turisti a settembre. Scegli con cura le spiagge, possono esserci tante alghe
Gen-FebBuonoIdeale (caldo secco)Temperature >30°C ​
Mar-MagEvita (piogge lunghe)VariabileVerde lussureggiante

8 – Fotografare: chiedi sempre il permesso

Il Kenya è splendido da immortalare con la macchina fotografica, ma ricordati di rispettare le persone e la cultura locale. Se vuoi fotografare persone (soprattutto donne o i membri delle tribù Maasai, Samburu ecc.), chiedi sempre il permesso prima di scattare.

Venditore di spugne naturali e souvenir locali al mercato coperto di Mombasa in Kenya
Venditore di spugne naturali e souvenir locali al mercato coperto di Mombasa in Kenya

Alcuni, infatti, potrebbero voltarsi o chiedere un compenso se fotografati senza essere interpellati. Anche nei villaggi tradizionali, non improvvisare foto: è buona educazione interagire, scambiare due parole e chiedere esplicitamente. Riguardo alla natura selvaggia, ricorda le regole del safari, abbi pazienza e cerca di seguire le indicazioni della guida.


9 – Sii un turista responsabile

Il Kenya è diventato negli ultimi anni una meta molto frequentata dai viaggiatori di tutto il mondo. Visitare questo paese significa entrare in contatto con culture e tradizioni molto diverse dalle nostre, che è importante rispettare. Essere un turista responsabile qui vuol dire rispettare le persone, le loro abitudini e la loro religione, ma anche sostenere l’economia locale ed evitare comportamenti che possano danneggiare l’ambiente.

Rispetta abitudini e religioni: quando visiti villaggi o aree sacre, copriti le spalle e le ginocchia e comportati con rispetto. Non raccogliere piante o conchiglie, non portare via souvenir illegali come, ad esempio, il corno di rinoceronte, l’avorio o i coralli. I parchi naturali sono la casa di molti animali, quindi non gettare mai rifiuti (porta sempre con te un sacchetto) e usa thermos o borracce riutilizzabili.

Venditrice di frutta con cesto sulla testa a Garoda Beach di Watamu in Kenya
Venditrice di frutta con cesto sulla testa a Garoda Beach di Watamu in Kenya

Se vuoi fare del bene, meglio comprare un tessuto artigianale o un piccolo souvenir da una bancarella della comunità locale, anziché donare caramelle alle persone incontrate lungo la strada (perché queste possono creare dipendenza). Impara qualche parola di Swahili e saluta con rispetto chi incontri, così sarà apprezzato il tuo interesse sincero.

Non accontentarti della stanza d’albergo ma esci dal resort per scoprire il Kenya vero e autentico. Scopri i villaggi Masai con una guida del posto e cerca di “supportare il turismo locale” scegliendo lodge e tour gestiti da operatori kenioti. In questo modo supporterai l’economia del paese.

E se ti imbatti in bambini di villaggio, non offrirgli cibo o dolcetti senza permesso, piuttosto valuta se fare una donazione per sostenere una scuola o un progetto della comunità locale.


10 – Regole da rispettare durante i safari

Quando sei in jeep nella savana, lascia che sia la natura a dettare i tempi, quindi, è importante essere paziente. Non alzarti dal veicolo se non in aree segnalate o con il permesso della guida. Mantieni la voce bassa ed evita suoni o rumori molesti. Non dare da mangiare alla fauna, né agitare le braccia o scattare foto con il flash perché rischi di spaventare alcuni animali. Ascolta sempre le indicazioni del ranger dato che è la persona più esperta sul campo. Le guide locali, infatti, sono addestrate e sanno dove sono i branchi, quando ci sono più possibilità di vederli e come comportarsi in sicurezza.

Giraffa tra le acacie di Crescent Island sul Lago Naivasha in Kenya
Giraffa tra le acacie di Crescent Island sul Lago Naivasha in Kenya

11 – Fai attenzione alle ladri insospettabili dei resort

Eggià, soprattutto all’interno dei resort ci sono delle ladre veramente insospettabili: le scimmie! Si aggirano sugli alberi e nei giardini con un fare un po’ arrogante, comunicando tenerezza, ma in verità sono delle delinquenti irrimediabili: basta dimenticarsi la finestra della camera aperta e zaaac possono colpire.

Scimmia vervet seduta su una trave di legno in un resort di Mombasa in Kenya
Scimmia vervet seduta su una trave di legno in un resort di Mombasa in Kenya

Portano via qualunque cosa trovino che stuzzichi la loro infinita curiosità o il loro appetito. A me hanno “rubato” prima un pezzo di costume che ho lasciato ad asciugare imprudentemente sul terrazzo del resort di Mombasa, e poi anche tutti i biscotti al cioccolato nella villa di Watamu (lasciando ovviamente il pacco vuoto).

Possono colpire veramente ovunque: tende dei safari, lodge, ristoranti. Chiudi sempre le finestre (le zanzariere non bastano) e fai attenzione alla borsa!


12 – Per spostarti da Nairobi a Mombasa valuta il treno

Se come noi deciderai di fare un safari al Masai Mara e poi vorrai “unirlo” con un soggiorno mare, le 3 località più gettonate sulla costa per i turisti italiani sono Diani Beach (vicino a Mombasa) o Watamu (la mia preferita) e Malindi più a nord.

Sia Mombasa che Malindi sono provviste di aeroporto, per cui il mezzo che generalmente viene più usato per spostarsi è l’aereo. Se decidi di voler vivere un’esperienza più local ed economica, ma ugualmente comoda e sicura, valuta di spostarti tra Nairobi e Mombasa con il treno veloce Madaraka Express.

Il treno opera la tratta tre volte al giorno e impiega circa 6 ore per percorrere la tratta.

  • Inter-County/Morning: 08:00 da Nairobi (arrivo Mombasa ~14:00-14:10) e viceversa.
  • Afternoon Express: 15:00 da Nairobi (arrivo ~20:00-20:30).
  • Night Express: 22:00 da Nairobi (arrivo ~03:35).

La classe turistica (first class) è comoda e pulita, dotata anche di un vagone bar/ristorante dove puoi acquistare piatti, snack e bevande. Il costo è di 35 USD a persona e puoi o acquistare i biglietti online o farli prenotare per te da un’agenzia locale.

Inoltre il treno attraversa lo Tsavo Est per cui non è raro, dal finestrino, riuscire a vedere gli animali: un’altra ottima occasione per osservare la fauna locale.


13 – Attenzione agli orfanotrofi turistici

Ahimè, a malincuore devo dirtelo: molti degli orfanotrofi che sono in Kenya non sono veri orfanotrofi, bensì truffe belle e buone per spillare quattrini ai turisti.

Sono purtroppo molto diffusi (con la complicità di alcune agenzie locali): sono posti fatiscenti e sporchi in cui i bambini, spesso provenienti da famiglie molto povere, vengono “arruolati”, separati dai loro fratelli, mamme e papà, per attirare donazioni che non finiscono quasi mai alle famiglie o ai bimbi (o che vengono investiti per la loro formazione scolastica) ma vanno a riempire le tasche di gestori e persone senza scrupoli.

Bambini sorridenti su un'altalena nella scuola di Watamu gestita dalla ONG My Name Is Help in Kenya
Bambini sorridenti su un’altalena nella scuola di Watamu gestita dalla ONG My Name Is Help in Kenya

Fai molta attenzione quando decidi di fare una visita così: è sempre meglio optare per programmi “trasparenti”, scuole, ONG certificate come UNICEF o locali keniote. Posso personalmente consigliarti vicino a Watamu il progetto My name is Help, gestito da una ONG italiana: si tratta di una “vera scuola” in cui i bambini vanno giornalmente a fare lezione per poi fare ritorno alla sera alle loro case.

all’interno c’è un parco giochi ben tenuto, le strutture sono nuove e ben curate e c’è anche una biblioteca fornita di libri e di giornali da colorare. Ovviamente ti verrà chiesto o di fare una donazione o di portare generi di prima necessità come riso (tanto), farina e fagioli, ma le donazioni che arrivano vengono reinvestite nei programmi scolastici.


14 – Cosa fare e cosa vedere in Kenya

Il Kenya è un paese ricco di paesaggi: vanta montagne innevate come il Monte Kenya, vaste pianure di savana popolate da grandi mandrie di animali ma anche coste tropicali. Questa varietà di paesaggi la rende una destinazione molto ambita e frequentata con molti viaggiatori che ogni anno vengono qui attratti dai suoi parchi famosi, dalle ricche tradizioni culturali ma anche dalle bellissime spiagge. Il Kenya, infatti, è adatto a diversi tipi di viaggio.

Primo piano di un leone maschio adulto nella riserva del Masai Mara in Kenya
Primo piano di un leone maschio adulto nella riserva del Masai Mara in Kenya

Se ami l’avventura e la fotografia naturalistica, il safari è d’obbligo: nei parchi potrai vedere i “big five” (elefante, bufalo, rinoceronte, leone e leopardo) ma anche giraffe, zebre e altri animali selvatici nel loro habitat naturale. Il Masai Mara, ad esempio, è probabilmente il parco più famoso e qui ti aspettano avvistamenti garantiti di leoni, ghepardi, giraffe e grandi elefanti.

Qui tra luglio e ottobre, si svolge la straordinaria Grande Migrazione, ovvero migliaia di gnu, gazzelle e zebre si spostano tra il Serengeti della Tanzania e la zona del Masai Mara del Kenya alla ricerca di nuove fonti d’acqua. Personalmente, ti posso dire che è stata un’esperienza mozzafiato ammirare zebre, gnu e gazzelle mentre oltrepassavano il fiume Mara! Oltre al Mara, altri parchi imperdibili sono Amboseli (noto per le mandrie di elefanti), Lago Nakuru (noto per il lago tinto di rosa con i fenicotteri), Samburu, Tsavo Est e Ovest e l’Aberdare.

👉 Se vuoi saperne di più, ti suggerisco di leggere il mio post con i consigli su come organizzare un safari al Masai Mara.

Anche le città offrono molte attrazioni. Nairobi, la capitale, è una città vivace, moderna e ricca di storia. Qui puoi visitare il Museo Nazionale del Kenya che racconta arte, storia e archeologia locale, ma anche il Nairobi National Park, il Giraffe Centre dove puoi nutrire le giraffe Rothschild e l’Elephant Orphanage (orfanotrofio degli elefanti).

Non perdere il Museo di Karen Blixen, aperto nella casa africana dove l’autrice danese Karen Blixen ha tratto ispirazione per la scrittura del libro “La Mia Africa”. Un’altra area molto interessante è il Central Business District dove si trovano molte attività e centri commerciali. Altra città da non perdere è Mombasa, località portuale che conserva ancora il forte arabo-portoghese Fort Jesus, dichiarato Patrimonio UNESCO. Da qui puoi facilmente raggiungere la bellissima spiaggia di Diani Beach, una delle località balneari più famose e ricche di resort, locali e centri commerciali.

A circa 2/3 ore da Mombasa (dipende dal traffico), Watamu è un piccolo villaggio di pescatori e una specie di enclave italiano (ce ne sono tanti che hanno deciso di acquistare casa o di trasferirsi qui). nonostante sia comunque turistica, Watamu mantiene (rispetto a Malindi più a nord) ancora quella lentezza tipica di un vero villaggio africano: strade sterrate, mercati locali, un vivace mercato del pesce e spiagge bellissime. non mancano i ristoranti, i negozi e le bancarelle di souvenir e le pizzerie!

💡Lo sapevi che sembra che anche Francesco Totti abbia una casa qui? Gli abitanti locali lo adorano e ne parlano a tutti i turisti: ha infatti “regalato” un campo da calcio in sabbia bianca ai bambini del paese. Totti a Watamu, è una specie di idolo. PS: non ci sono conferme ufficiali di una casa che appartenga a Totti a Watamu, ma i local lo dicono, chissà se per fare pubblicità a casa loro o se è la realtà!

Abitanti locali sulla spiaggia di Watamu con un uomo a cavallo e una donna sulla sabbia in Kenya
Abitanti locali sulla spiaggia di Watamu con un uomo a cavallo e una donna sulla sabbia in Kenya

Watamu è perfetta per chi cerca il comfort e la sicurezza di un villaggio turistico, mantenendo però la sua anima “autentica”. Non mancano di certo i procacciatori di affari, anzi se incontri il “Dottor B” ricordati di salutarmelo!

Poco più a nord di Watamu trovi Malindi, meta che combina spiagge bellissime con un interessante patrimonio storico. Molto affascinante è la Cappella di San Francesco Saverio, una piccola chiesetta costruita dai portoghesi nel XVI secolo, oggi un simbolo della lunga storia di scambi culturali tra Africa ed Europa. Poco distante si trova anche la famosa colonna di Vasco da Gama, eretta nel 1498 per segnare la rotta del navigatore portoghese.

Barche colorate per safari turistici ancorate nelle acque turchesi di Watamu in Kenya
Barche colorate per safari turistici ancorate nelle acque turchesi di Watamu in Kenya

Se vuoi immergerti completamente nell’atmosfera locale, invece, visita il mercato vivace di Malindi. A nord invece, Marine Park Beach è l’ideale per chi ama fare snorkeling o immersioni dato che le barriere coralline sono davvero ricche. Tra le attrazioni da non perdere c’è il Malindi Marine National Park, una delle aree protette marine più antiche dell’Africa orientale. Con una semplice maschera puoi ammirare coralli, tartarughe e una quantità incredibile di vita marina.

Se vuoi visitare un’isola ancora tranquilla e incontaminata allora l’isola di Lamu, è la scelta giusta. Lamu è uno dei più antichi insediamenti swahili dell’Africa orientale, e il suo centro storico, Lamu Old Town, è chiuso alle auto ed è stato anche dichiarato Patrimonio dell’UNESCO.

Bancarella di frutta e verdura con angurie e banane in un mercato kenyota
Bancarella di frutta e verdura con angurie e banane in un mercato kenyota

Qui puoi ammirare una combinazione di influenze africane, arabe ed europee. Tra le cose da non perdere c’è il Museo di Lamu, che offre una panoramica sulla cultura swahili e sulla storia dell’isola. Una delle esperienze più suggestive in zona è salire a bordo di un dhow, le tradizionali imbarcazioni, per una tranquilla escursione al tramonto.


15 – Il Kenya è un paese sicuro?

Il Kenya è un paese meraviglioso e tutto sommato anche sicuro, ma è importante viaggiare con prudenza. Negli ultimi anni la situazione è migliorata, ma restano alcune zone a rischio (come il confine con Somalia e altre aree remote) dove è sconsigliato viaggiare per turismo. Queste, comunque, di solito non vengono incluse negli itinerari di viaggio.

In generale, si può dire che non ci sono difficoltà soprattutto se viaggi con operatori affidabili e adotti precauzioni standard. Nella mia esperienza non ho avuto problemi dato che i parchi nazionali e le destinazioni più turistiche sono considerati tra le zone più sicure del paese.

Pizzeria sulla spiaggia di Watamu al tramonto con tavoli all'aperto e barche sull'oceano in Kenya
Pizzeria sulla spiaggia di Watamu al tramonto con tavoli all’aperto e barche sull’oceano in Kenya

Nelle grandi città, come in qualsiasi metropoli, occorre invece un po’ di attenzione in più: per esempio a Nairobi o Mombasa è meglio evitare di mostrare oggetti di valore o grandi somme di contanti. Inoltre, è sconsigliato girare da soli al calar del sole in certi quartieri periferici.

Consigli finali per organizzare il viaggio

Ecco alcuni consigli veloci di riepilogo con link utili per organizzare il tuo viaggio in Kenya fai da te:

  • Assicurazione di viaggio: Heymondo
  • Sito per eTA: sito ufficiale
  • Hotel e resort: puoi cercare su questa pagina delle offerte
  • Sicurezza: verifica sempre le informazioni aggiornate sul sito Viaggiare Sicuri
  • Agenzia consigliata: Shadows of Africa

Spero che questo mio articolo con i consigli per organizzare un viaggio fai da te in Kenya ti abbia aiutato a pianificare con cura la tua prossima vacanza! Se hai dubbi o domande, lascia un commento sotto a questo post e sarò felice di risponderti il prima possibile. Buon viaggio!

Sei già stato in Kenya? Cosa ne pensi? Raccontami la tua esperienza!

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Aggiornato il: 25 Febbraio 2026 Altri articoli per te: Viaggiare in Kenya

Primo piano di Martina Santamaria travel blogger e travel photographer Martina Santamaria

Martina Santamaria è una travel blogger, una travel influencer e una travel photographer dal 2013. Martina è l’ideatrice e la proprietaria di pimpmytrip.it, uno dei siti web di viaggi più visitati d’Italia. Martina è ideatrice e co-conduttrice del podcast “Pimp My Trip” per la web radio “Good Morning Genova”. Martina è una viaggiatrice esperta che organizza i suoi viaggi in autonomia. Martina ha visitato più di 50 diversi paesi in tutto il mondo.

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