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Scegliere la destinazione e prepararsi al viaggio: ecco come lo faccio

– Posted in: Consigli di Viaggio

Una delle più grosse difficoltà per un viaggiatore è scegliere la destinazione per il prossimo viaggio. Restiamo ore, a volte giorni a fissare il mappamondo stupendoci ogni volta di quanto sia grande e pensiamo a quanti paesi ancora vorremmo visitare sempre più consapevoli che fare una scelta è un’impresa davvero complicata.

Qualcuno addirittura fa girare il mappamondo, chiude gli occhi e punta il dito che irrimediabilmente va a indicare un punto più o meno indefinito nel centro dell’oceano Pacifico. No, questo modo di scegliere una destinazione proprio non funziona.

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Come scegliere la destinazione per il prossimo viaggio?

Una delle cose che davvero non riesco mai a fare è quella di pianificare e questo si riflette anche nella scelta del nuovo viaggio. Mi succede in genere che se mi fisso di voler a tutti i costi decidere dove andare ed entro nel loop del pensare quale destinazione, non riesco quasi mai ad uscirne e questo mi crea uno stress pazzesco:  evito dunque di pensare e generalmente mi abbandono all’ispirazione. Che so, magari leggo su internet un articolo o vedo un film al cinema e se passo tutta la notte con il fuoco dentro senza chiudere occhio pensando a quello che ho letto o visto la prima cosa che faccio alla mattina appena salto giù dal letto è quella di attaccarmi a internet e cercare il biglietto aereo. E se lo trovo addio, io lo compro. Poi penso alle conseguenze e nei giorni successivi vado a pregare il mio capo di concedermi le ferie.

Mi è capitato così quando ho cercato i voli per l’Iran. Ero alla BIT 2015, una fiera del turismo che si svolge tutti gli anni a Milano e gironzolavo tra i vari stand dei paesi cercando quell’ispirazione che però non mi arrivava. Ovunque vedevo fotografie di posti bellissimi, ma nessuna che riuscisse ad accendere quella scintilla particolare finchè non sono capitata di fronte  allo stand dell’Iran sul quale campeggiava una grossa scritta: Iran, viaggio nell’antica Persia. E lì, ferma imbambolata  in mezzo a migliaia di persone che mi passavano a fianco, mi sono innamorata.

Manco a dirlo, il giorno dopo avevo i biglietti in tasca e il cuore che batteva all’impazzata.

Altre volte mi è successo di scegliere una destinazione perchè in qualcuna delle mie folli scorribande nel mondo della rete sono incappata in qualche biglietto aereo a prezzi eccezionali, come per esempio nel caso de Giappone a 285 euro a/r o del Brasile a 330, ma mi capita abbastanza di rado anche perchè questi biglietti non capitano tutti i giorni.

Per il resto ammetto di passare la maggior parte del mio tempo libero a pensare a quali paesi nel mondo vorrei visitare, a cosa mi piacerebbe vedere, quali persone vorrei incontrare, insomma mi cerco un motivo, qualcosa che possa assomigliare ad uno scopo adatto all’occasione.

Intanto uno dei fattori fondamentali che andrebbero tenuti in considerazione è il tempo che abbiamo a disposizione. Una volta una persona che avevo conosciuto in viaggio mi disse che il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo e come dargli torto? Per questo credo che il tempo sia uno dei fattori fondamentali nella scelta della prossima destinazione: andare in un posto senza avere abbastanza tempo da dedicargli non gli rende giustizia ed è esattamente quello che io identifico semplicemente come la voglia di mettere una bandierina sulla cartina, giusto per dire ci sono stato.

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Dove andare?

Per il resto altre cose mi influenzano abbastanza poco. Se come dicevo mi scatta la fatidica scintilla, è impossibile che io rinunci a quella destinazione perchè magari i voli interessanti sono in un periodo poco indicato per le condizioni metereologiche. Ho imparato che la magia la si può vivere anche sotto un monsone. Anzi è stato proprio un monsone a darmi una grossa lezione di vita. Ero ferma sotto una toppia a cercare un minimo di riparo quando pochi metri più in là un paio di ragazzi sono usciti sotto l’acqua scrosciante con una saponetta e con le facce illuminate dai sorrisi si sono fatti la doccia sotto la pioggia. Vestiti già che c’erano, così si sono lavati pure quelli. Per chi non ha l’acqua in casa, il monsone è una benedizione. Fa pure rima.

Ogni cosa può essere bella o brutta dipende solo da che parte la si guarda. Ecco cosa mi ha insegnato il monsone. E quando l’acquazzone è finito ho potuto assistere ad uno dei tramonti più limpidi della mia vita.

Bene una volta che ho i biglietti in tasca è la volta di prepararmi al viaggio e questa per me è la cosa più semplice perchè come già ho premesso io non pianifico quasi mai nulla. Magari compro la guida che poi irrimediabilmente viene aperta per la prima volta quando metto piede sull’aereo giusto per far passare le ore del volo.

Il motivo per cui spendo poco tempo ad organizzare il viaggio prima del volo è essenzialmente che sono pigra e non ho voglia di sbattermi come Caino a cercare hotel per ogni posto, a prenotare tour e biglietti degli autobus. Qualcosa leggo sui vari blog, poco a dire la verità, giusto per farmi un’idea approssimativa delle cose da vedere e per non andare del tutto impreparata e generalmente mi cerco l’ostello per la prima notte così, sempre per il fatto che sono pigra, non devo sbattermi a cercare da dormire appena arrivata, magari dopo 20 ore di volo.

Questo mio modo di fare ha comunque dei lati negativi e non lo consiglio a tutti perchè irrimediabilmente comporta che i tempi si allunghino parecchio, che molte ore vadano perse alla ricerca dell’ostello in cui dormire o del modo in cui spostarsi o semplicemente del capire come quel paese funziona e qualche volta  fanno anche spendere di più (il mio cuore genovese sanguina per questo) perchè non è possibile usufruire delle offerte degli alberghi su alcuni portali sul web. Pazienza del resto sono un’ improvvisatrice.

Meno male al mondo siamo tutti diversi. C’è chi ha bisogno di scegliere la destinazione per il prossimo viaggio tenendo conto delle condizioni meteo, della situazione sicurezza e di un mucchio di altre cose ed è sereno e felice solo se la scelta che fa rispecchia tutti quanti questi parametri. C’è chi invece come me non sceglie o meglio si abbandona all’ispirazione. Credo che la cosa importante sia che la scelta che facciamo ci faccia stare bene e ci dia serenità, non capisco perchè sforzarsi a tutti i costi di scegliere la destinazione se non la sentiamo “nostra”: insomma l’importante è stare bene, a migliaia di km dall’altra parte del mondo così come a casa nostra.

E voi quale metodo usate per scegliere la destinazione per il vostro prossimo viaggio?

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Antonella

Ciao Martina,

bello il tuo brano. Mi ha fatto pensare: che tipo di viaggiatrice sono io? sicuramente non quella maniaca che pianifica tutto per filo e per segno e che non lascia spazio all’improvvisazione, ma allo stesso tempo neanche il contrario. Di solito col calendario alla mano decido il tempo, poi do libero sfogo alla fantasia e soprattutto ai sogni nel cassette che ho da tempo. Cerco voli e un minimo pianifico I pernottamenti, per il resto si esplora. Bellissima l’immagine dei ragazzi che si fanno la doccia sotto la pioggia, è proprio vero che dipende sempre tutto dal punto di vista!! Grazie per avermi fatto vedere in maniera diversa un semplice monsone 🙂

martina santamaria

Ciao Antonella!! Grazie non sai come questo tuo commento mi renda felice! A me l’immagine del monsone mi aveva colpita tantissimo e mentre osservavo la scena dicevo tra me e me che avrei dovuto raccontare questa cosa perché ho come l’impressione che sempre più spesso vediamo alcune cose solo in maniera negativa quando invece non lo sono affatto! Ti abbraccio e grazie a te per avermi scritto 🙂

Francesco Loconte

Ciao Martina,
ho letto con grande interesse il tuo articolo e ne sono rimasto contento. Non posso dire di essere un viaggiatore (dato che non ho le possibilità ad oggi di poter girare il mondo), ma mi do da fare per diventarlo. Viaggiare è la mia passione. Come programmo io un viaggio? Semplice. Anzi no, essendo una persona metodica e organizzata al millimetro cubo, valuto ogni possibile variabile che mi attende nel viaggio che ricerco. In genere ho delle preferenze, che possono essere “del momento” o delle quali sono in fissa da tempo e in base alle mie disponibilità temporali e monetarie, guardo quelle più fattibili; poi via alla ricerca di biglietti aerei, ostelli, attrazioni e chi più ne ha più ne metta. Mi piace cercare di trovare il pacchetto assemblato da me che più mi soddisfa, anche a costo di spenderci settimane intere. Mi sbatto come Caino, come hai detto tu! Alla fine, però, mi sento appagato. Per quanto riguarda la preparazione al viaggio, solitamente non sto nella pelle, sono un tipo da countdown, ma senza metterlo in mostra. Cerco di essere preparato per la destinazione con un buon numero di informazioni e calcolo tutto ciò che mi servirà.

Morale della favola, hai ragione dicendo che l’importante è stare bene, trovarsi lì dove ti senti a casa anche a migliaia di chilometri dalla tua residenza.

Un saluto, Francesco

martina santamaria

Ciao Francesco! Eh eh eh tu andresti d’accordissimo con un paio di amiche che ho che pianificano tutto quanto 😉 Scherzi a parte per molte persone (tra le quali immagino anche tu) una delle emozioni più grandi del viaggiare è quella di gustarsi il viaggio già prima di partire quando si cominciano a cercare ostelli, a leggere blog e a prenotare le cose che si andranno a fare. Io sono troppo pigra :)… però forse dovrei imparare un pochino da voi, di sicuro mi eviterei un sacco di imprevisti 🙂 Un abbraccio!!

Francesco Loconte

Eh si hai ragione, ti eviteresti molti imprevisti, ma tu sai meglio di me che il più delle volte gli imprevisti sono una delle parti più belle dei viaggi 🙂
Mi sono scordato di esprimere un commento sulla scenetta del monsone, davvero significativa. Anche io penso che tutto dipenda da punti di vista, trasformare qualcosa di brutto in qualcosa di piacevole, è semplicemente fantastico!
Lo ripeto sempre ai miei amici in un sacco di ambiti, Points of view. 🙂
Un abbraccio, Francesco.

martina santamaria

Francesco, per me gli imprevisti sono quelle cose che trasformano il viaggio in una bella avventura (sempre che non siano tali da rovinarti il viaggio se no Addio :)) Verissimo del monsone, anche a me ha insegnato tantissimo vedere (e riflettere) su quella scena 🙂 Un abbraccione!

patrizia

ciao Martina
mi sto organizzando per un soggiorno di due mesi a Lanzarote Da poco siamo in pensione e vorremmo viaggiare , viaggiare! ho letto i tuoi consigli di viaggio, li ho trovati utili .Piacerebbe anche a me iniziare un diario di viaggio, chi sà.
grazie e buon viaggio.

martina santamaria

Patrizia assolutamente si, fallo un bel blog ti darà tante soddisfazioni… buon viaggio Lanzarote ti piacerà tanto! PS: se poi decidi di aprire un blog mandami il nome così divento una tua fan 🙂

Emanuele

Ciao Martina!! Guarda, io solitamente sono un organizzatore seriale, dico solitamente perché la maggior parte delle volte è così. In realtà il mio cuore è più per gli on the road. Io penso che questo mio modo di fare sia derivato dal fatto che purtroppo avendo un determinato numero di giorni di ferie non possa fare nientemeno che cercare di utilizzarli ed ottimizzarli al massimo. Certamente un viaggio organizzato a puntino ha parecchi pregi come sostengo nel mio blog. Però i viaggi che rimangono più nel cuore sono quelli dove non avevi pianificato nulla, quelli dove l’imprevisto diventa il pretesto per un sorriso al momento ed anche un espediente per un sorriso nel momento in cui lo si ricorda di fronte ad una birra con gli amici. Penso che tutto dipenda dallo stato di maturazione del viaggiatore. Se si è alle prime armi meglio un viaggio organizzato a puntino. Comunque complimenti per il post molto interessante 😀

martina santamaria

Ciao Emanuele! Adesso vengo subito a leggermi il tuo post! Intanto grazie per il commento, mi fanno sempre un sacco piacere 😉
che dire… sono perfettamente d’accordo con te: un viaggio organizzato perfettamente è meglio per chi è alle prime armi e ancora deve prendere confidenza (perdonami il termine) con quello che è diverso. Ma sono i viaggi improvvisati che restano nel cuore!

Monica

Ciao martina !
come decido la ” mia ” destinazione….
partiamo dicendo che scelgo in base al motivo per cui rimonta la voglia di partire, a quel punto mi siedo o mi sdraio comoda e inizo a sognare, cercando di scoprire cosa voglio da questo nuovo viaggio, ed inizio ad ascoltarmi :
Cosa prevale ? la voglia del contatto con l’acqua facendo belle immersioni in acque cristalline circondanda da pescetti e coralli? oppure voglio scoprire angoli di natura incontaminata, oppure voglio galoppare nella storia delle civiltà…. ecco, una volta che mi sono ascoltata a dovere, decido!
Dopodichè, butto l’okkio su una serie di eventuali mete che andrò poi a scremare in base al budget economico, al tempo a disposizione e sopratutto , cosa per me fondamentale, la situazione climatica.
Mi piace, quando possibile, poter scegliere il periodo migliore, inoltre di base devo sapere d’aver il tempo necessario per godere appieno di tutto quanto mi circonda, io sono per il ” meglio meno ma ben fatto ” non mi interessa poter dire ci sono stata, ma, il sentire d’esserci stata.
E poi capita quella volta che mi emoziono davanti ad un’offerta, magari una destinazione a cui mai avrei pensato, e nel giro di qualche giorno mi trovo dall’altra parte del Mondo 😀

martina santamaria

Ciao Monica! che bello trovarti qui sul mio blog, grazie!!!
Grazie per questo commento e per aver contribuito al post, io sono sempre interessatissima a come gli altri scelgono la loro destinazione, abbiamo gusti così diversi tra tutti!
Grazie ancora e un abbraccino
PS: ottima idea quella di scegliere in base al clima, io non lo faccio quasi mai e alla fine mi becco sempre un tempaccio…della serie cosa serve andare in viaggio se poi devi rimanere chiuso tutto il giorno in ostello perché fuori diluvia? 😀

Marco Lovisolo

Eh, mi sembrava di “autoleggermi”. Io da qualche tempo evito con accuratezza piratiinviaggio e skyscanner, altrimenti combino danni: capace di tornare a casa con un biglietto per Manaus …
E sulla preparazione pre-partenza, anche io sono (troppo) indolente: la guida la apro un paio di giorni prima della partenza e finisco di leggerla nel bel mezzo del viaggio! Del resto improvvisare ha i suoi lati positivi: alcuni degli incontri più belli in viaggio li ho fatti mentre ero alla ricerca di un buco per dormire :o)

martina santamaria

Ciao Marco, bentornato suul mio blog! Eh beh ormai allora possiamo dire di essere sulla stessa lunghezza d’onda io e te ;-). Improvvisare è la cosa più bella del viaggiare secondo me, ti ritrovi in situazioni strane e spesso bellissime, che ti ricordi e porti dentro per sempre. anche io gli incontri speciali li ho fatti così. a quando il prossimo viaggio?

Marco Lovisolo

Ciao Martina … si, ogni tanto “sparisco”, ma poi ritorno sempre … come i peperoni, insomma.
Eh il prossimo viaggio … mah, non so. Tra poche settimane nascerà mia figlia per cui per qualche tempo sarò piacevolmente “incatenato” a Torino. Il tempo di svezzarla, comprarle uno zaino mignon e poi si riparte :o)))

martina santamaria

Ahhh ma che bellezza, quindi sta cominciare il tuo viaggio più bello! La nascita di una futura viaggiatrice è una cosa fantastica! Dai allora un momento di pausa ci sta, poi con lei viaggiare sarà ancora più bello 😉

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