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Hiking in Guatemala: salire sull’Indian’s Nose prima dell’alba

– Posted in: America Centrale

La sveglia suona alle 3 del mattino, ci alziamo a fatica e mezz’ora dopo siamo pronti con le nostre torce per partecipare ad uno di quegli appuntamenti da non perdere in Guatemala: salire sull’Indian’s Nose (La Nariz de Indio) per vedere l’alba sorgere sul lago Atitlan e sul vulcano San Pedro.

L’Indian’s Nose è un picco dell’altezza di 2863 metri che domina dall’ alto il lago Atitlan. Il nome deriva dal fatto che il profilo della montagna ricorda quello di un indiano che dorme: l’ Indian’s Nose era sacra ai Maya che erano soliti pregare e fare riti religiosi sulla sua cima.

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Prime luci dell’alba sul lago Atitlan

Organizzare la salita all’Indian’s Nose non è stato difficile, San Pedro La Laguna (dove alloggiamo da un paio di giorni) è letteralmente disseminata di agenzie presso le quali per 100 Quetzales è possibile prenotare l’escursione per il giorno seguente: noi scegliamo la celeberrima “Big Foot” di cui la Lonely Planet tesse le lodi come una delle agenzie più affidabili in paese.

Il gruppo è formato da noi due, una coppia di ragazzi francesi che si sono trasferiti in Canada e una coppia di ragazzi Californiani, il ragazzo che ci accompagna è un ragazzo del posto, simpatico e sorridente e alle 4 e mezza scendiamo dal pickup nel pueblo di Santa Clara prontissimi per cominciare lo stretto sentiero in salita nel buio più completo, armati delle nostre torce e di mezzo litro d’acqua. La salita non è lunga come credevo, in circa 40 minuti, dopo gli ultimi ripidi scalini di legno, arriviamo alla piazzola da cui osserveremo l’alba.

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Panorama

Quelli dell’agenzia ci avevano avvertito: il freddo è tremendo, le mani sono gelate e anche impostare la macchina fotografica sul cavalletto diventa un’impresa; per fortuna la nostra guida tira fuori un termos con dentro un brodo scuro che dovrebbe essere caffè. Non è che sia stato il miglior caffè della mia vita devo ammetterlo, ma buttare giù questa specie di brodaglia bollente mi ha dato un po’ di sollievo dal freddo pungente.

Scatto qualche fotografia del lago ancora al buio, in basso si vedono le luci di San Juan e San Pedro la Laguna, nel frattempo la nostra guida ci racconta la storia del lago Atitlan e di come il livello dell’acqua stia salendo, sommergendo le case costruite sulla riva.

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Massy sull’Indian’s Nose

Dopo un’attesa che sembra infinita, dietro la corona di vulcani che circondano il lago Atitlan cominciano a spuntare i primi, caldi raggi di sole. Lo spettacolo lascia a bocca aperta, la giornata è limpidissima e riusciamo a distinguere con facilità i vulcani Agua, Fuego (con il suo perenne sbuffo di lapilli) anche in lontananza. Davanti a tutti svetta imponente il vulcano San Pedro che a malincuore non riusciremo a scalare nei giorni seguenti.

Rimaniamo fino a quando il sole è già alto in cielo, la luce è bellissima, poi di buona lena cominciamo a scendere, saltiamo sul pickup che ci riporta a San Pedro la Laguna e prima che scocchino le otto del mattino siamo seduti in riva al lago davanti ad una tazza di caffè fumante e due fette di banana bread (pane alla banana).

 

 

 

6 Comments… add one
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Valentina

Solo una parola. Meraviglioso *-*

martina santamaria

Valentina davvero! Ci sei stata anche tu allora! 😀 Io adoro il Guatemala 😉

dueingiro.blogspot.it

Bellissima escursione! Ed a noi le scalate piacciono un sacco !!!

martina santamaria

Ciao! Si ehe eh eh lo so che vi piacciono, ma questa più che una scalata è un sentiero in salita…abbastanza ripido ma che si fa facilmente 😉

goodnightandtravelwell

Non ci sono mai stata ma sono sicura che mi piacerebbe tantissimo! Sicuro come l’oro che mi congelerei ma probabilmente ne varrebbe la pena 🙂

martina santamaria

Ne vale la pena. L’alba è bellissima e se sei fortunata e becchi una giornata come quella che abbiamo beccato noi…beh allora è davvero un’esperienza magica (PS: ma il freddoè comunque tremendo)

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