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Autisti indiani e codice della strada

– Posted in: Asia e Medio Oriente

Buongiorno, vi voglio raccontare di un personaggio molto particolare con cui io e la mia compagna Martina abbiamo condiviso qualche giorno del nostro recente viaggio in Rajasthan: Subash il nostro autista.

E’ indiano, e come tutti gli indiani non rispetta il codice della strada, lo interpreta. Detto questo potrei però quasi definirlo prudente rispetto allo standard nazionale indiano e sono pertanto contento di avere avuto lui alla guida, piuttosto che altri.Subash-driver-viaggio-india

Subash è sempre pronto a litigare con tutti, lamentandosi dell'ignoranza del codice della strada da parte dei suoi compatrioti: questo farebbe di lui un paladino della giustizia, non fosse altro che è lui il primo a fare ciò che critica negli altri, ma non lo si può giudicare male: questo è il perfetto standard indiano. Volete un esempio? Presto fatto: una tipica situazione che porta ad un litigio e ad un blocco completo del traffico è quando, in prossimità di una strettoia per cui il passaggio deve avvenire per forza a senso alternato, la logica farebbe pensare che il più vicino alla strettoia passi per primo, mentre chi viene in senso contrario aspetti pazientemente che il passaggio sia libero. Invece no! Il buon Subash, come del resto il suo rivale dall’altra parte (e come farebbe qualsiasi buon indiano degno di questo nome) si lancia nella strettoia in modo da passare per primo; ovviamente i due contendenti arrivano pressoché in contemporanea nel mezzo del passaggio e cominciano a strombazzare il clacson per intimorire il proprio avversario e facendo evidenti segni di cedere il passo. Nel frattempo, da ambo le parti, sopraggiungono altri mezzi i quali si uniscono al concerto di clacson e cominciano anche loro a fare segni minacciosi verso coloro che vorrebbero attraversare il passo in senso contrario. La solidarietà che si crea da ambo le fazioni è incredibile ed il frastuono che ne segue dopo un po’ che i mezzi si accalcano è assordante.

Ci si chiede come si possa uscire mai da una simile situazione, ma poi all’improvviso una delle due fazioni cede improvvisamente e le macchine si arrembano come possono ai lati della strada in modo da permettere il deflusso dei mezzi provenienti in senso contrario, i quali passano sotto un assordante coro di fischi ed improperi.

Quando finalmente riusciamo a passare anche noi il buon Subash ci spiega che il conducente avversario era un prepotente cretino. Abbiamo incontrato un sacco di prepotenti cretini.

In seguito ho appreso la regola base del diritto di precedenza in India: la precedenza ce l’ha il mezzo più grosso. Nient’altro. In ogni caso comunque il clacson va suonato sempre, mai dimenticarsene!

Il buon Subash (o forse dovrei definirlo Subash il sant’uomo)  si definisce “an holy man”: Subash è un brahmino, o almeno dice di esserlo, ed appartiene alla casta più elevata: fa il conducente di risciò (per l’occasione il conducente di auto privata da turismo).

Asini-strada-Udaipur

 

Il primo giorno il buon Subash mi spiega che siamo stati molto fortunati ad avere lui come autista, in quanto si ritiene persona molto colta ed è dunque in grado di spiegarci molte cose lungo il tragitto, cose che la maggior parte degli autisti nemmeno immagina: per questo è anche molto arrabbiato con quest’ultimi, forte dell'idea che tutti gli autisti dovrebbero leggere e studiare in modo da essere in grado di offrire come lui un servizio migliore ai propri clienti. Per dimostrarci la sua cultura ci ha raccontato come la terra che stavamo attraversando fosse un tempo occupata dal mare. Mi ha poi chiesto se sapevo come mai un tempo lì ci fosse il mare mentre oggi c'è solo il deserto, e sconcertato dalla mia ignoranza (probabilmente a suo avviso paragonabile a quella degli altri autisti) ha subito cercato di colmare le mie lacune raccontandoci la storia evolutiva della regione oggi occupata da deserto del Thar ed io la racconto a voi che state leggendo cosicchè anche voi possiate uscire dall'elevata ignoranza nella quale vivete. Una volta il re che regnava quelle terre aveva diversi figli (mi ha detto tutti i nomi così come di tutti i personaggi che seguono durante il racconto, ma io non riesco a ricordarli) i quali dopo un' infinità di intrecci amorosi, gelosie, invidie e dispetti degni delle più note fiction televisive (dove oltre agli essere umani partecipano anche animali dèi e semidèi) alla fine viene fuori che il mare aveva fatto un torto al dio-uomo protagonista del racconto, si scusa dicendo che non pensava fosse un dio, ma il dio-uomo se ne ha a male e nebulizza il mare e lo trasferisce in Tamil, nel sud dell’India, dove tutt’ora si trova. Alla fine gli chiedo se essendoci stato una volta il mare si potevano trovare delle conchiglie ma la risposta è stata NO (che domanda insensata!).

Subash è uomo religioso ed amante della musica sacra hindu: ascoltando per tutto il tempo l’equivalente di radio Maria indiana e lo stesso CD con le avventure di Rama nel Ramayana (che ho scoperto poi essere il dio-uomo che ha nebulizzato il mare) il viaggio va avanti!

(Piccolo intervento di Martina: vi assicuro, e credetemi, che dopo 8 ore di viaggio sulle strade traballanti indiane ed ascoltando musica sacra Hindù finalmente avrete idea di cosa è realmente quello che chiamano lo spiritualismo indiano)

Un paio di volte il buon Subash inchioda la macchina per non schiacciare un gatto che incautamente attraversa la strada (che animo sensibile), strano però che poi anziché ripartire spenga la macchina ed aspetti. Incuriositi gli domandiamo se la macchina ha per caso qualche problema ma lui ci rassicura dicendoci che la macchina è a posto: il problema è il gatto che, essendo nero, è portatore di grande sfortuna e quindi si deve aspettare affinchè sopraggiunga una macchina da dietro e passando prima di noi attiri su di sè il nefasto. Rincuorati per l’attenzione (ma dispiaciuti per il poveraccio che dopo 10 minuti ci ha superati) riprendiamo il viaggio. Secondo me il gatto era tigrato ma Subash era sicuro fosse nero e comunque meglio non rischiare.

 
Mucche-strada-India

Subash è sempre molto attento e devo dire che ha un occhio veramente allenato per le manovre: riesce a scartare le mucche ed i pedoni con millimetrica precisione, senza mai urtarli. Ma come ogni uomo anche lui ha un punto debole, qualcosa che scatena le sue più recondite paure: le pozzanghere. Quando sulla sua strada incontra una pozzanghera (ed in periodo di monsoni l’evento è tutt’altro che raro) Subash si inventa i più improbabili contromano ma mai e poi mai vi passerà attraverso. Se poi la pozzanghera occupa tutta la carreggiata della strada allora è dramma. Comincia a fare passare decine e decine di altri mezzi per vedere dove passano e quanto affondano, valutando tutti i fattori che solo il suo occhio esperto è in grado di fare. Ma anche se il più basso dei mezzi passa indenne attraverso la pericolosissima pozzanghera, la sua esperienza gli impone di non fidarsi per cui trova un percorso alternativo fuori strada. Non importa se il rischio di impantanarsi sia altissimo l’importante è non passare nella pozza.

E con questo ho finito. Se volete vivere anche voi la nostra esperienza potete contattare Subash Sharma al seguente numero +91-981-0403186  o ai seguenti indirizzi email: subash2184@rediffmail.cp e subash9810403186@gmail.com; a parte le sue particolarità un po’ folkloristiche che qui vi ho raccontato in maniera un po’ scherzosa è un brav’uomo e potete fidarvi ciecamente di lui e della sua guida.

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sara

A proposito di guadi di pozzanghere monsoniche posso dire che il ns autista si dimostrava spesso coraggioso e con animo selvaggio. Una volta ha pensato molto prima di passare sotto ad un ponte allagato, poi Γ¨ partito, l’acqua arrivava alla portiera ma ce l’ha fatta. Che poi i piedi di Maurizio fossero spesso a mollo Γ¨ tutta un’altra storia.

Emarti

Eheheh ciao Maria!!! Con i driver in India Γ¨ sempre una bella avventura… πŸ˜€ Ma noi (e anche voi) siamo stati fortunati πŸ™‚ Un abbraccione!!!

Giuseppe

Ciao Martina&Maurizio,
esperienza interessante. Sapreste dirmi a quanto ammonterebbe, all’incirca, il “noleggio” di un autista per una quindicina di giorni per un tour del Rajasthan simile al vostro?

Grazie

Giuseppe

martina santamaria

Ciao Giuseppe! allora ho fatto anche altre indagini e ti direi che un buon prezzo si aggira tra i 30 e i 35 euro al giorno. Ci sono un sacco di agenzie come Karni (http://www.indiakarni.it/) di cui ho sentito parlare molto bene. Prova a scrivergli e a chiedere un preventivo e poi fammi sapere che ci ragioniamo un po’ insieme! πŸ˜‰

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